Rotel RSP-1576MK II

Per non lasciare nulla al caso

A prima vista, l’edizione MKII del preamplificatore / processore Rotel RSP-1576 non sembra diversa dalla precedente, così come i dati di targa, in realtà l’apparecchio presenta degli aggiornamenti importanti che determinano un vero salto generazionale.




L’interruttore resta sempre illuminato in blu, nessuna differenza tra apparecchio in stand-by o acceso. Un vero e proprio faro, che col buio in sala può dare fastidio, però negli accessori è incluso un anello adesivo per attenuarne la luminosità. La porta USB è riservata a dispositivi Apple (iPhone, iPad, iPod).

La novità più attesa riguarda la correzione ambientale Dirac Live nella versione “Full”, che sostituendo l’ormai arcaico equalizzatore parametrico consente di ottimizzare le prestazioni sonore in relazione alle caratteristiche dell’ambiente e di superare problemi di acustica in modo facile ed efficace, pur lasciando il controllo parzialmente nelle mani dell’utente.

Rotel ha in catalogo un numero moderato di apparecchi ma che si distinguono da sempre per la musicalità e per la qualità generale nella riproduzione audio, oltre ad una buona affidabilità. Questo preamplificatore/ processore, realizzato con componentistica di pregio – parzialmente autoprodotta – e cura nella costruzione, resta nel solco tracciato dalla tradizione del marchio.

L’interno è abbastanza affollato di componenti, ripartiti su più schede; notare i cablaggi accuratamente ancorati e il buon dimensionamento della sezione di alimentazione nella quale spicca il trasformatore toroidale.

L’elettronica impiega un DSP quad-core di Texas Instruments, che supporta le codifiche audio a oggetti Dolby Atmos e DTS:X fino a 7.1.4 canali, e consente diverse configurazioni multicanale: ci si può realizzare una sala cinema di tutto rispetto e con un occhio al futuro. La separazione dalla sezione di potenza agevola miglioramenti senza dover stravolgere l’intero impianto e, all’occorrenza, le interfacce con l’esterno (RS-232 a 9 poli, LAN e porte trigger) rendono possibile l’integrazione con un sistema di domotica.

L’estetica è piuttosto sobria, d’impostazione classica, caratterizzata da un ampio display a segmenti e dalla manopola del volume al centro. In alto a sinistra si trova il pulsante per accensione e stand-by, mentre nella parte bassa c’è una porta USB riservata a dispositivi Apple (iPhone, iPad e iPod) assieme ad un ingresso HDMI. A fianco, una fila di piccoli tasti circolari per selezionare la modalità di riproduzione audio e il muting; alla destra ci sono, invece, i tasti di selezione dell’ingresso video e della sorgente audio. Sul retro, poco sopra la vaschetta IEC per il cavo di alimentazione, c’è un interruttore che permette di scollegare completamente l’unità dalla rete elettrica.

Le porte HDMI (due uscite e sei ingressi, più la frontale) sono in versione 2.0b, supportano la risoluzione 4K e sono compatibili HDCP 2.2; la sezione audio digitale è completata da sei ingressi S/PDIF (equamente divisi tra ottici e coassiali) e un ingresso USB tipo B, che consente di collegare un computer e sfruttare il DAC integrato con segnali campionati fino a 192 kHz/24 bit. È presente una piccola antenna Bluetooth per lo streaming senza fili con aptX da dispositivi mobili e non; ci sono delle prese jack per il collegamento di sensori a infrarossi, utili nel caso d’installazione in un rack, e una presa USB utilizzabile come alimentazione.

Le uscite 4K sono due, HDMI 2.0b e HDCP 2.2, delle quali una supporta il canale di ritorno audio grazie alla compatibilità ARC. Nel pannello posteriore sono collocati sei degli ingressi 4K HDMI 2.0b, tutti compatibili HDCP 2.2; sono affiancati da cinque ingressi analogici, di cui quattro sbilanciati, tra i quali anche un phono MM, e uno bilanciato, assieme a sei ingressi digitali (tre ottici e tre coassiali). La porta USB tipo B serve per l’uso del DAC integrato tramite un computer. La piccola antenna per il Bluetooth permette il collegamento senza fili di dispositivi mobili con aptX. Sono presenti gli ingressi multicanale 7.1, ad esempio per il collegamento di lettori SACD. I dati di targa presentano il supporto a codifiche 7.1.4, ma in effetti c’è anche una doppia uscita preamplificata sia per il subwoofer, sia per il canale centrale. L’interruttore posteriore consente di scollegare completamente l’unità dalla rete elettrica.

Sul fronte analogico, assieme all’ingresso bilanciato, abbiamo quattro ingressi sbilanciati, tra i quali un fono a magnete mobile e un ingresso multicanale 7.1; le 14 uscite preamplificate includono un doppio connettore sia per il subwoofer, sia per il canale centrale. Tutti i connettori RCA presenti sono dorati. Rimuovendo il coperchio si nota il buon ordine interno e la sezione di alimentazione impreziosita da un trasformatore toroidale.

La sezione di conversione digitale/analogica è gestita da una griglia di ben sei DAC Wolfson 24/192. Per la correzione ambientale Dirac Live è fornito un microfono USB, che va collegato a un computer (PC o Mac) col cavo tipo C in dotazione. La confezione comprende la documentazione cartacea, un CD con manualistica in formato elettronico e i driver USB per Windows, il già citato microfono, il telecomando con le batterie, il cavo di alimentazione assieme a un completo equipaggiamento di cavi di collegamento, incluso quello USB tipo B per l’utilizzo con un computer, e perfino le staffe metalliche per il montaggio in rack.

Ben fatto il telecomando fornito con il preamplificatore, retroilluminato e dotato perfino di una torcia LED sul fondo.


Audio molto curato e preciso

Un elemento che risulta subito evidente, dopo l’accensione con l’interruttore posteriore, è la luminosità del tasto di stand-by dell’apparecchio: con il buio in sala si rivela un vero e proprio faro. La soluzione c’è, tanto semplice, quanto saggia, ed è nascosta tra gli accessori offerti da Rotel: un banalissimo anello adesivo da collocare attorno al tasto. Questa problematica è esclusa, invece, da chi può installarlo all’interno di un rack, mediante le staffe incluse nella confezione.

Gli appassionati del controllo tramite smartphone oppure dei media player integrati, però, resteranno delusi: il preamplificatore è privo di fronzoli, non esiste alcuna app della casa destinata allo scopo e tanto meno un riproduttore per accedere ai vari servizi di streaming audio come Tidal, Spotify e compagnia. Collego l’uscita monitor provvista di ARC all’ingresso corrispondente del TV, così posso sfruttarla per inviare l’audio multicanale delle app del TV, ad esempio, Prime Video, Netflix, oppure dalla Fire TV Stick 4K che normalmente uso per l’app di Apple TV.

Interessante e pratico il telecomando retroilluminato, che è dotato perfino di una piccola torcia utile al buio. Dopo un rapido controllo su eventuali aggiornamenti del firmware, che non trovo, inizio a impostare manualmente la configurazione multicanale, la tipologia dei diffusori, la loro distanza dal punto di ascolto e la frequenza d’intervento del subwoofer, tutte operazioni che, con altre tipologie di prodotti, sono elaborate automaticamente.

Tra l’altro, da manuale sarebbe bene dotarsi di fonometro. Il primo setup multicanale – in configurazione 5.1 “classica” – con Dirac Live lo faccio tramite un PC portatile, collegando il pesante microfono fornito in dotazione con la macchina (per la cronaca, è privo di un inserto a vite per asta microfonica che avrebbe agevolato i vari posizionamenti, ed è sprovvisto di file di calibrazione), non prima di aver installato il software scaricato, che è disponibile anche per Mac, come da istruzioni, dal sito Rotel dedicato.

Prima di lanciarlo, occorre essere certi di aver collegato in rete locale il preamplificatore, così che il software lo trovi nel giro di pochi secondi; superato questo passaggio, si deve selezionare il microfono, facendo attenzione a non confondersi con quelli già integrati nel PC (nel mio caso il portatile ne è provvisto). La fase successiva permette di gestire, anche sul singolo diffusore, il volume del tono di test che sarà riprodotto durante l’acquisizione delle misure.

Il microfono è di buona costruzione e viene fornito con un cavo USB tipo C; manca un innesto a vite per agevolare il posizionamento con un’asta.

I passaggi necessari per la correzione ambientale, in una configurazione definita di dimensioni medie, sono ben tredici per ogni diffusore, pertanto bisogna armarsi di pazienza e spostare il microfono nelle posizioni consigliate dall’applicazione stessa, a una distanza compresa tra 40 e 60 cm rispetto alla posizione principale, sebbene non sia ritenuta fondamentale la massima precisione per la riuscita dell’operazione.

Al completamento delle misure, l’elaborazione propone automaticamente una curva di risposta che cerca di rendere uniforme il segnale; questa può essere personalizzata secondo le proprie esigenze con tantissimi parametri, ma mi fido di quella automatica e la salvo, trasferendola in uno dei sei slot disponibili sul preamplificatore. Inizio la prova riproducendo alcuni titoli in 4K attraverso un lettore Ultra HD.

L’audio italiano in DTS-HD Master Audio di “Jumanji: Benvenuti nella giungla” ha una grande dinamica e in alcuni momenti ci si sente davvero al centro della scena. Buona la resa della traccia italiana in “semplice” DTS 5.1 di “Bohemian Rhapsody”. Utilizzo il Blu-ray di “The Art of Flight”, che ha una traccia in True HD 7.1 di riferimento, per un primo assaggio delle codifiche Dolby: nonostante manchino un paio di canali nella configurazione dell’impianto, l’ambiente è ben riempito dalla colonna sonora e dagli effetti.

Pure “Inferno” di Ron Howard ha una traccia in Dolby Digital 5.1 di buona fattura, che, decodificata con dovizia di dettagli dal DSP del Rotel, mi soddisfa pienamente. In generale, la porzione bassa e media dello spettro audio, già ottimamente controllata, diventa più asciutta e precisa attivando la correzione ambientale; molto dettagliata la gamma alta.

Non potevo esimermi dal verificare anche la qualità della riproduzione stereo tramite i DAC Wolfson, collegando il cavo USB al mio sistema Daphile. Devo ammettere che il suono prodotto dal pre Rotel mi è piaciuto molto, sebbene non vada oltre la decodifica di tracce a 192 kHz/24 bit. Le voci sono elaborate con grande cura, sempre nitide ma morbide, non ho avuto evidenza di sibilanti anche con alcuni brani di Diana Krall (44,1 kHz/16 bit) estratti da CD, o con tracce audio ad alta risoluzione (88,2 kHz/24 bit) estratte da “Seal IV” in DVD-Audio, che in altre prove mi hanno evidenziato una vivacità oltre misura.

Dopo la selezione dell’apparecchio da calibrare occorre specificare il microfono da utilizzare.
Prima delle misurazioni è necessario regolare il volume del segnale di test.

Molto veloce il ritmo con vari estratti da “Hand Cannot Erase” di Steven Wilson in alta risoluzione (96 kHz/24 bit). In sintesi, buona la scena sonora, discreta l’ampiezza, gamma bassa ben controllata, registro medio-alto nitido ma sempre morbido.

La procedura di misurazione è abbastanza guidata, nel caso da me scelto le posizioni per il microfono sono ben 13, ci vuole pazienza.
Il software permette di valutare le misurazioni dei singoli diffusori e modificare le curve di correzione a piacimento, prima di esportare i filtri nel pre/processore.

Le misure

La sezione analogica di questa unità Rotel ha caratteristiche di rilievo a partire da una risposta molto estesa (-1 dB a 200 kHz) e pressoché invariante rispetto al volume impostato, una prestazione piuttosto rara. Ottima è anche l’accuratezza della deenfasi del fono MM, che ottiene una risposta compresa entro 0,3 dB da 27 Hz a 20 kHz, con una minima flessione all’estremo basso significativa della presenza di un passa-alto infrasonico utile a ridurre l’effetto delle possibili deformazioni dei dischi vinilici.

Più che buoni sono anche i livelli di rumore, con gli ingressi linea capaci di rapporti S/N non inferiori a 100 dB ed il fono MM che raggiunge un ottimo 80 dB. Non sussistendo compatibilità con segnali DSD abbiamo rinunciato a provare la sezione digitale dall’ingresso USB e abbiamo invece utilizzato la connessione HDMI, che da standard è compatibile con il massimo flusso PCM accettato dal componente (192 kHz/24 bit).

La risposta utile è risultata ben estesa (-1 dB a 68 kHz, -3 dB a 80 kHz) ed il rumore non particolarmente contenuto in relazione alle possibilità del formato. Il jitter è molto contenuto nella componente periodica ed elevato in quella casuale, ma in quest’ultimo caso quasi tutta l’energia è confinata a frequenze ampiamente infrasoniche, non rilevanti per l’ascolto.
Fabrizio Montanucci



Conclusioni

Rispetto alla versione precedente di questo preamplificatore/processore, le novità hardware sono abbastanza circoscritte; quanto al software, l’implementazione dei filtri DIRAC Live è di grande importanza per far esprimere al meglio le già ottime caratteristiche soniche dell’apparecchio.

Il prezzo di listino e la modalità di configurazione parzialmente manuale per la messa a punto non ne fanno un prodotto per tutti, ma è ben suonante, tratta con grande cura i segnali audio, stereo o multicanale che siano, e il DAC integrato è molto efficace.

Se sull’audio c’è poco da eccepire, a parte la mancanza del supporto a DSD, mi lascia perplesso la scelta di non supportare, in un prodotto di questa categoria uscito così di recente, i formati video HDR con metadati, che sono ormai ampiamente utilizzati, cioè Dolby Vision e HDR10+.
Marco Meta


Ci è piaciuto
  • Flessibilità d’uso
  • Qualità delle decodifiche
  • DAC integrato
Non ci è piaciuto
  • Il processore video non supporta HDR10+ e Dolby Vision
  • Mancanza supporto tracce DSD

Rotel RSP-1576MK II
Preamplificatore/processore multicanale 7.1.4

Distributore per l’Italia: Audiogamma S.p.A., Via Nino Bixio 13, 20900 Monza (MB). www.audiogamma.it
Prezzo (IVA inclusa): euro 3.000,00

Caratteristiche dichiarate dal costruttore
  • Risposta in frequenza: 20÷20k Hz ±0,5 dB, 10÷100k Hz ±1 dB (bypass analogico).
  • Rapporto S/N: 112 dB pesato A.
  • Distorsione armonica totale: 0,003% (ingressi digitali), 0,0006% (bypass analogico).
  • Distorsione di intermodulazione: <0,005% (60÷7k Hz, 4:1).
  • Sensibilità/impedenza d’ingresso: phono 3,5 mV/47 kohm, linea 270 mV/100 kohm, bilanciato 500 mV/100 kohm.
  • Livello uscite preamplificate: 1 V.
  • Separazione stereo: >75 dB.
  • Connessioni: 7 ingressi HDMI 2.0b, 2 uscite HDMI 2.0b, 3 ingressi RCA stereo, 1 ingresso phono MM, 1 ingresso bilanciato stereo, 3 ingressi digitali ottici, 3 ingressi digitali coassiali, 1 ingresso USB 2.0 tipo A, ingressi analogici RCA 7.1 canali, uscite analogiche RCA 7.1.4 canali, Bluetooth, ethernet, uscita RS232, 3 uscite trigger 12 V, uscite IR.
  • Dimensioni (LxAxP): 43,1×14,4x 34,8 cm.
  • Peso: 8,8 kg

Author: Redazione

Share This Post On

Submit a Comment