Audio ovunque

L’audio è oramai dappertutto: Grazie a speaker sempre più piccoli e/o a tecniche sofisticate e amplificatori straordinariamente potenti rispetto alle dimensioni, il suono è oramai riprodotto anche da oggetti fino a poco tempo fa impensabili.

I lettori di AUDIOreview storceranno il naso leggendo di prodotti per l’audio, che per quanto compatti e in grado di venire incontro a molte esigenze pratiche – che tutti abbiamo – sono molto lontani dal concetto di qualità.

Questo è senza dubbio vero, ma è altrettanto vero che la facoltà di ascoltare musica o colonne sonore in quanti più modi è possibile e ovunque sia possibile accresce senza dubbio il potenziale interesse verso una fruizione di maggiore qualità, facendo a noi appassionati “integralisti” una grande cortesia. Sono mezzi che possono, in sostanza, accendere l’interesse spingendo l’utente ad andare oltre. Speaker BT più performanti o cuffie anche leggermente migliori di quelle date in dotazione agli smartphone, per poi approcciare a sistemi hi-fi. Un esempio per tutti la neckband di Sony, di cui parleremo tra poco, che è un ottimo modo per iniziare a capire cosa vuol dire davvero un sistema di home cinema. E questo fenomeno di “inserire” un altoparlante ovunque sia possibile, è un fatto da vedere positivamente, poiché va nella direzione di avvicinare nuovi appassionati, dei quali il settore ha senz’altro bisogno, anche nell’interesse di coloro che “storcono il naso”.

I Ray-Ban Stories sono occhiali dotati di speaker, microfono e videocamera. Rivoluzionari, anche grazie alla loro relativa compattezza e alla buona autonomia della batteria.

Non è un caso, infatti, se molte delle innovazioni in campo audio e i prodotti che necessitano di grandi investimenti in ricerca derivano da settori strategici o in grado di garantire adeguati volumi di business. Tecnologie, software, metodologie di approccio, miniaturizzazione, sono spesso mutuate dalle ricerche in ambito militare, sempre un passo avanti rispetto ai prodotti per il mercato di consumo. Basta dare una occhiata ai dispositivi per lo spionaggio (il romano www.spiare.com solo per fare un esempio) per rendersi conto del grado di sofisticazione di certe tecnologie, e quello che troviamo in commercio non è certo lo stato dell’arte.

La più grossa rivoluzione nel consumer è senza dubbio stata quella del telefono cellulare per come lo conosciamo adesso, molto più grande di quanto non fu quella del TV a schermo piatto degli anni ’90.

Smartphone, che soprattutto per le parti radio si sono avvalsi delle ricerche – lo dicevamo – nel campo bellico, ma anche l’audio non è da meno. Altoparlanti piccolissimi ma impermeabili, con una discreta risposta in frequenza, e che dovevano/devono riprodurre il suono non solo e non più della sola voce, ma anche musica, collegati con amplificatori minuscoli, ma sufficientemente potenti.

Parallelamente anche il mercato delle batterie ha fatto passi da gigante, riuscendo ad ottenere sempre maggiore energia per cm3. Tutti questi ingredienti permettono di realizzare, oramai, qualsiasi device audio di ogni grandezza; del resto non è una novità – solo per fare un esempio – poter effettuare una conversazione in modo chiaro anche dal proprio smartwatch.

Tante facce della stessa medaglia

Su questa falsa riga sono nati moltissimi device audio con specializzazioni diverse, tutti particolarmente compatti e alcuni addirittura con il grosso vantaggio di non avere nulla da inserire o da poggiare sulle orecchie. Dalle cuffie BT intraurali, oramai dotate di doppio driver e sistemi di noise cancelling molto sofisticati, agli occhiali con speaker e microfono, i prodotti a conduzione ossea e i neckband, ovvero prodotti “da collo”, utili sia per l’ascolto della musica che di colonne sonore e/gaming. O, ancora, surrogati molto efficienti di subwoofer, i Woojer, sia in versione compatta per utilizzo quotidiano che per uso gaming o ascolto casalingo. Insomma, soluzioni per ogni gusto e per qualsiasi palato.

Il Sony SRS-NS7 è un collare “neckband” con altoparlanti in grado di ricostruire un buon palcoscenico sonoro addirittura Dolby Atmos, senza dar troppo fastidio agli altri membri della famiglia. Può essere utilizzato anche per gaming e ascolto smartphone.

Davvero originali gli occhiali dotati di speaker e funzioni avanzate. Capostipiti e griffati i RayBan Stories, i quali oltre ad avere speaker e microfono hanno anche una telecamera integrata, oppure i BoseFrames Rondo o Frames Audio. Ci sono poi quelli a conduzione ossea, tecnica ideata dalla compianta Jawbone, azienda che aveva fatto la sua fortuna proprio con auricolari BT per telefono, ma che è poi fallita per altri motivi. Ottimi prodotti sono tutti quelli della AfterShokz, adatti proprio a ogni esigenza, e che sono molto utili anche per chi pratica sport estremi.

La conduzione ossea fa sì che le vibrazioni del suono siano trasmesse tramite proprio le ossa della mascella, e in alcuni modelli viene affiancata a un piccolo altoparlante, con risultati sorprendenti. Tra le neckband, invece, ne spiccano due in particolare, entrambe prodotte dalla Sony. La SRS-NB10, che è stata la prima introdotta in commercio, ed è più un sistema per la conversazione telefonica, che offre discrete prestazioni nell’ascolto della musica, mentre tutt’altra cosa è la nuovissima SRS-NS7 (presto in prova su queste pagine), che è davvero un piccolo capolavoro. Si adatta senza necessità di altri device ai TV Sony Bravia XR, o tramite l’adattatore WLA-NS7 ad altri TV o sorgenti audio. La parte del leone la fa la app dedicata (iOS o Android) che analizza la forma dell’orecchio con la app 360 Spatial Sound Personalizer in modo da ricreare gli effetti di circondamento cuciti su misura per il nostro padiglione auricolare. È compatibile Dolby Atmos solo interfacciata con i TV Bravia XR, ma è Dolby Digital per tutti gli altri device. Sfrutta una serie di piccoli altoparlanti a membrana piana tecnologicamente avanzatissimi, e in grado di ricostruire un palcoscenico estremamente ricco.

Il Woojer Vest è un corpetto che ingloba dei bass-shaker posti in modo da dare la sensazione fisica propria delle basse frequenze. Dotato di DSP, ingresso mini-jack e uscita per cuffia o speaker, può gestire al meglio qualsiasi contenuto.

Molto belli, poi, i Woojer, dei veri e propri subwoofer dei quali abbiamo già parlato, e i Vest, una sorta di zaino OStrap che è invece un singolo device. Tramite delle “teste vibranti” fanno in modo di trasmettere al corpo le sole vibrazioni delle basse frequenze, simulando la presenza del subwoofer. Sono BT, e hanno poi la loro uscita per le cuffie.

Tutto questo, da una parte la dice lunga su dove sta andando il mercato in questo particolare momento storico, dall’altra ci dà la possibilità di cercare altri appassionati di audio “estremo”, come del resto siamo considerati noi, facendogli scoprire che in fin dei conti il nostro mondo è molto facilmente raggiungibile dal punto di vista economico, e foriero di grandi soddisfazioni.

Giancarlo Valletta

Author: Redazione

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