LG 65UF950V

Colori in abito da sera

Sessantacinque pollici in formato Ultra-HD a firma LG: è una delle novità del costruttore coreano e si materializza in redazione a pochi mesi dalla chiusura del CES, preceduta dal blasone che compete ai prodotti al vertice della gamma e per questo focalizzata sulla qualità delle immagini, aspetto che affronta utilizzando una versione tecnologicamente migliorata del ColorPrime sviluppato dal marchio negli ultimi tempi.

La forma…

apertura_FDS1234Ma, come spesso avviene con i prodotti di rango, la qualità delle immagini non è che una delle sfaccettature, una delle componenti che concorrono alla definizione di un prodotto nell’insieme ben equilibrato: la riprova viene dalla cura e dalla ricercatezza con cui il TV è stato progettato e realizzato, in tutti gli aspetti, compresa l’estetica, che per un apparecchio di queste dimensioni (direi pure imponenza) non è aspetto da poco.
Recuperando, almeno in parte, il concetto di televisore ultrasottile che per una breve stagione di qualche anno addietro ha rappresentato, almeno a livello di prototipi, il punto su cui si focalizzava l’offerta dei maggiori costruttori, i designer dell’azienda orientale hanno realizzato un display che nelle parti di minor spessore misura meno di un centimetro.
L’elettronica, insomma, è contenuta in un candido contenitore realizzato in materiale plastico e sovrapposto alla superficie posteriore del display, una soluzione molto elegante, anche in forza della scelta del bianco sul quale risalta la tonalità argentea della sottile cornice metallica che delimita il pannello vero e proprio, il quale è semplicemente inserito all’interno di questa, privo, a differenza di quanto usuale, del vetro anteriore. Ma, ovviamente, il vetro c’è, ed è integrato nel pannello stesso.
Il tutto poggia su un piedistallo arcuato, ampio quasi quanto tutto il televisore, inclinato verso il punto di visione e realizzato in metallo: la scelta di questo design, inusuale ed “abbondante”, in contrasto con i più recenti stilemi che vogliono supporti poco visibili ed ingombranti, non è fondata su questioni meramente estetiche ma ha la precisa funzione di riflettore per il suono emesso da altoparlanti inseriti nella base dell’apparecchio. Un ulteriore apprezzabile fantasioso sforzo di soluzione al sempiterno problema della limitata capacità di riproduzione dell’audio, questione che negli ultimi tempi ha visto interessanti e performanti soluzioni.
È, insomma, un apparecchio che si fa notare per l’eleganza e che sicuramente non pone problemi di collocazione in ambiente.
Le prese disponibili, l’usuale dotazione di quattro porte HDMI, due delle quali equipaggiate con le funzioni ARC per il collegamento di un eventuale impianto audio-video esterno e, rispettivamente, MHL per il collegamento cablato di Smartphone o Tablet, tre USB di cui una dedicata al supporto di registrazione (Hard Disk o memoria a stato solido) e dunque in versione 3.0, sono alloggiate sul fianco destro del contenitore posteriore assieme allo slot Common Interface.
Il resto delle prese, ovvero la RJ 45 per il collegamento cablato alla rete domestica, i bocchettoni per le antenne digitale terrestre e satellitare e le prese con adattatore per i segnali nei tradizionali formati audio-video più “antichi”, sono invece alloggiate nel lato inferiore.

La dotazione di connettori di ingresso(uscita sembra essere giunta ad una sorta di standardizzazione, nel senso che tipicamente tutti i produttori offrono la stessa quantità e qualità, salvo occasionali eccezioni: le porte HDMI sono quattro, due delle quali abilitate per la funzione ARC e, rispettivamente MHL. A queste si affiancano tre USB, quella dedicata alla registrazione in versione 3.0, e la serie per i segnali RGB, Component, Audio che utilizza gli adattatori forniti in dotazione. Il sintonizzatore ha due sezioni, DVB-T2 e DVB-S2, e ad esso è abbinato lo slot Common Interface; infine, è presente un connettore RJ-45 per il collegamento alla rete domestica.

La dotazione di connettori di ingresso(uscita sembra essere giunta ad una sorta di standardizzazione, nel senso che tipicamente tutti i produttori offrono la stessa quantità e qualità, salvo occasionali eccezioni: le porte HDMI sono quattro, due delle quali abilitate per la funzione ARC e, rispettivamente MHL. A queste si affiancano tre USB, quella dedicata alla registrazione in versione 3.0, e la serie per i segnali RGB, Component, Audio che utilizza gli adattatori forniti in dotazione. Il sintonizzatore ha due sezioni, DVB-T2 e DVB-S2, e ad esso è abbinato lo slot Common Interface; infine, è presente un connettore RJ-45 per il collegamento alla rete domestica.

… e la sostanza

Novità, dunque, sotto il profilo estetico, o meglio, nella definizione di questo e nelle sue relazioni con le funzionalità, in omaggio all’approccio fondato sulla ricerca del legame ottimo tra forma e funzione, definito nei primi due decenni del secolo scorso dal Bauhaus; ma novità anche sui versanti del sistema di gestione dell’apparecchio e, come accennato poco sopra, sulla qualità delle immagini.
Il primo di questi due componenti è, nella serie 950 come del resto nell’intera produzione a partire dallo scorso anno, rappresentato dal Sistema Operativo WebOS nella sua versione 2.0: si tratta di un vero e proprio Sistema Operativo, concettualmente simile a quelli che permettono ai computer di svolgere al meglio le proprie funzioni (Windows, Linux, OS-X etc.), ovvero di un insieme di procedure e regole che armonizzano ed ottimizzano i singoli moduli funzionali in modo da liberare dalla dipendenza dall’hardware utilizzato nei diversi apparecchi o nelle diverse sezioni di uno stesso prodotto; con questo approccio il sistema di gestione diviene “universale” e quindi non più prono alle pesanti rielaborazioni necessarie in caso di sostituzione di un componente elettronico (per esempio, quando il processore per il quale è stato sviluppato il Sistema Operativo viene sostituito con un diverso tipo, caratterizzato da architettura hardware ed insieme di istruzioni differente dal precedente), oppure per l’installazione in un modello differente.
E c’è anche di più, perché con la stessa logica modulare diviene semplice aggiornare alcune funzionalità o implementarne di nuove: si pensi ad esempio al collegamento Bluetooth con un sistema audio; se il “ricevitore” è un semplice auricolare per cellulare, non c’è bisogno di trasmettere le informazioni relative ai due canali di un segnale stereofonico e tale funzionalità può essere eliminata. Ma se la stessa sorgente deve poter essere collegata a ricevitori differenti, stereo, mono, con possibilità di controllo remoto etc., allora essa deve essere in grado di scegliere quali dei protocolli definiti nello standard Bluetooth utilizzare e con quali modalità operative. Si comprende allora quanto la centralizzazione delle funzioni sia efficiente ed efficace nella modifica/aggiornamento/aggiunta delle possibilità operative: indipendentemente dal tipo e modello di ricevitore, la modifica viene effettuata esclusivamente nel particolare modulo del Sistema Operativo preposto alla funzione in questione e ciò garantisce che qualsiasi periferica che accede ad essa trovi l’ambiente ottimale realizzando comunicazioni ad alta velocità, affidabili e con le minime richieste di impegno del processore.

Organizzata come uno schedario a sviluppo orizzontale, la schermata iniziale raggruppa le funzioni per categoria ed assegna a ciascuna di esse una icona colorata e facilmente riconoscibile: per passare dall’una all’altra si usano i tasti cursore del Magic Remote cosicché la navigazione è realmente semplice ed immediata. Qui c’è tutto, dai servizi che poggiano sulla connessione di rete, alla selezione degli ingressi o dei  media server collegati al TV (computer, dischi di rete, Smartphone etc.). Per facilitare l’uso si possono utilizzare la scheda Live TV, da cui si accede ad una versione ridotta della guida TV, all’indice dei programmi registrati ed all’elenco di quelli consigliati, oppure la  My Programmes dove raccogliere i programmi preferiti.

Organizzata come uno schedario a sviluppo orizzontale, la schermata iniziale raggruppa le funzioni per categoria ed assegna a ciascuna di esse una icona colorata e facilmente riconoscibile: per passare dall’una all’altra si usano i tasti cursore del Magic Remote cosicché la navigazione è realmente semplice ed immediata. Qui c’è tutto, dai servizi che poggiano sulla connessione di rete, alla selezione degli ingressi o dei media server collegati al TV (computer, dischi di rete, Smartphone etc.).
Per facilitare l’uso si possono utilizzare la scheda Live TV, da cui si accede ad una versione ridotta della guida TV, all’indice dei programmi registrati ed all’elenco di quelli consigliati, oppure la My Programmes dove raccogliere i programmi preferiti.

La potenza e la flessibilità di questo approccio sono al momento insuperate, tanto che l’impiego di Sistemi Operativi sviluppati ad hoc riguarda le più svariate tipologie di prodotto, dal computer al televisore, passando per gli Smartphone/ Tablet per finire ai prototipi di elettrodomestici futuri.
Ma, al di là di queste considerazioni, fondamentali per comprendere il valore intrinseco del prodotto ma del tutto trasparenti per l’utilizzatore, un collaterale beneficio del controllo tramite Sistema Operativo è rappresentato dall’uniformità dell’interfaccia offerta all’utente tra modelli differenti, sia per famiglia di appartenenza che per evoluzione: ed è proprio questo aspetto a rappresentare un punto di forza essenziale per la diffusione ed il corretto e puntuale impiego di apparecchi complessi e ricchi di funzioni come il televisore in oggetto; sia perché una buona interfaccia integrata nel Sistema Operativo rende le operazioni di gestione, configurazione ed impiego semplici ed immediate, sia perché garantisce la totale fruibilità di apparecchi acquistati in tempi successivi. Sostituendo il televisore con un modello più recente ma equipaggiato con identico Sistema Operativo si è immediatamente in grado di utilizzarlo al meglio delle possibilità. E scusate se è poco in questa epoca di moltiplicazione delle funzioni.
La versione 2.0 del WebOS che equipaggia il 65UF950V è stata profondamente rielaborata rispetto alla precedente e l’immediato riflesso di questo lavoro è visibile nella maggior velocità di risposta ai comandi: un miglioramento netto e nettamente percepibile rispetto al comportamento che rilevammo nella prova del 68UB980V pubblicata in AUDIOreview 354 dell’agosto 2014.
Ovviamente l’intervento non è stato limitato alla sola velocità di risposta, ma ha interessato anche altri comparti tra cui la semplificazione, e quindi velocizzazione, di alcune procedure quali il collegamento alla rete domestica o allo Smartphone.
Complessivamente la valutazione è molto positiva.

Tra le molte funzioni che fanno parte del pacchetto Smart compaiono una esauriente guida TV di comoda consultazione e da cui si può passare direttamente alla pagina di programmazione delle registrazioni, un editor di foto che mette a disposizione alcune funzioni per la modifica delle immagini, un telecomando remoto che collega l’app installata nello Smartphone/Tablet al sistema di gestione del TV e sostituisce in toto il Magic Remote ed il manuale in formato elettronico ipertestuale. Per usufruire della registrazione è necessario collegare un dispositivo di memorizzazione (Hard disk o memoria a stato solido) alla relativa porta USB (l’unica in versione 3 e perciò facilmente riconoscibile) e lasciare che il televisore lo etichetti preparandolo per la funzione.

Tra le molte funzioni che fanno parte del pacchetto Smart compaiono una esauriente guida TV di comoda consultazione e da cui si può passare direttamente alla pagina di programmazione delle registrazioni, un editor di foto che mette a disposizione alcune funzioni per la modifica delle immagini, un telecomando remoto che collega l’app installata nello Smartphone/Tablet al sistema di gestione del TV e sostituisce in toto il Magic Remote ed il manuale in formato elettronico ipertestuale. Per usufruire della registrazione è necessario collegare un dispositivo di memorizzazione (Hard disk o memoria a stato solido) alla relativa porta USB (l’unica in versione 3 e perciò facilmente riconoscibile) e lasciare che il televisore lo etichetti preparandolo per la funzione.

La struttura visibile all’utente è rimasta praticamente inalterata, così come la sinergia con il Magic Remote, il telecomando intelligente che con pochi pulsanti ed il puntatore tipo mouse consente un comodo controllo della quasi totalità delle funzioni del TV anche in ambiente oscurato; l’intervento di questo utilissimo, anzi direi indispensabile accessorio può essere regolato tramite un’apposita voce nel menù di configurazione.
Ed a proposito di menù di configurazione non possiamo non evidenziarne la linearità: è completamente testuale, non ci sono figurine o altri gadget che possono creare confusione, è ben organizzato e la navigazione non richiede che un minimo impegno per memorizzare la posizione delle varie e molte opzioni.
Data la vocazione del televisore, una sezione molto ben curata ed ampia è quella relativa alle impostazioni per le immagini che si apre con una nutrita lista di profili di visione predefiniti, un paio dei quali certificati ISF: le molte regolazioni a disposizione possono comunque essere applicate a tutti i profili e costituiscono una ricca cassetta degli attrezzi per gli utenti esperti, magari aiutati da un colorimetro.
Se il sistema di gestione è una questione che riguarda essenzialmente il software a corredo, il secondo grosso settore su cui sono intervenuti i progettisti coreani, quello della qualità delle immagini, coinvolge anche la parte hardware, in particolare la struttura del pannello soprattutto nella sua sezione ottica, ovvero la sorgente di luce.

La proliferazione degli apparecchi che fanno parte del sistema di intrattenimento domestico porta con sé la moltiplicazione dei telecomandi che, a sua volta, oltre alla moltiplicazione del numero di batterie, implica le fastidiose operazioni di ricerca dello strumento di controllo (che finisce nei posti più disparati, dalle pieghe del divano alla camera dei figli, per non dire dell’interesse per l’oggetto dimostrato da cani e gatti) e di cambio, proprio al buio o quando le operazioni devono essere svolte velocemente. La soluzione a questi piccoli impicci si chiama telecomando universale che, però, deve essere acquistato a parte e configurato: per ovviare all’inconveniente il WeOS dispone della funzione telecomando universale che con pochi passaggi configura il televisore in modo da riconoscere il dispositivo collegato (ad esempio il player Blu-ray) e presenta sullo schermo un sintetico e poco ingombrante telecomando virtuale controllato dai pulsante del Magic Remote. L’applicazione è molto buona, almeno per le funzioni di base quali riproduzione, stop, ricerca del capitolo etc.

La proliferazione degli apparecchi che fanno parte del sistema di intrattenimento domestico porta con sé la moltiplicazione dei telecomandi che, a sua volta, oltre alla moltiplicazione del numero di batterie, implica le fastidiose operazioni di ricerca dello strumento di controllo (che finisce nei posti più disparati, dalle pieghe del divano alla camera dei figli, per non dire dell’interesse per l’oggetto dimostrato da cani e gatti) e di cambio, proprio al buio o quando le operazioni devono essere svolte velocemente. La soluzione a questi piccoli impicci si chiama telecomando universale che, però, deve essere acquistato a parte e configurato: per ovviare all’inconveniente il WeOS dispone della funzione telecomando universale che con pochi passaggi configura il televisore in modo da riconoscere il dispositivo collegato (ad esempio il player Blu-ray) e presenta sullo schermo un sintetico e poco ingombrante telecomando virtuale controllato dai pulsante del Magic Remote. L’applicazione è molto buona, almeno per le funzioni di base quali riproduzione, stop, ricerca del capitolo etc.

I moderni televisori a LED impiegano quasi invariabilmente diodi luminosi a luce bianca, che in realtà sono emettitori nel blu incapsulati in un contenitore rivestito di fosfori, secondo la tecnologia ormai antica (messa a punto alla fine del 1800) utilizzata nelle lampade fluorescenti; uno dei problemi che questo tipo di sorgente porta con sé riguarda l’ampiezza dello spazio colore generabile, ben al di sotto della capacità di risoluzione cromatica del nostro sistema visivo. Come soluzione a questa questione, LG propone con questo televisore l’impiego di LED con fosfori di nuova concezione che concorrono, con emissioni di intensità relativamente elevata nel verde e nel rosso, alla formazione del bianco. Sono dunque emettitori ibridi, primari/secondari, perché la componente blu è effettivamente emessa dalla sorgente, mentre le altre due sono prodotte dai fosfori.
I due principali vantaggi che questa soluzione offre riguardano la composizione spettrale della luce bianca, più ricca delle componenti cromatiche fondamentali, nonché la possibilità di “sintonizzare” l’emissione dei LED con i rispettivi colori del filtro posto davanti allo strato di cristalli liquidi: in questo modo si ottiene uno spettro di emissione più ampio e si fa passare la luce attraverso filtri più selettivi migliorando lo spettro ottenuto “di qua dal pannello” tanto in quantità di colori riprodotti, quanto in risoluzione degli stessi.
Da quanto detto si evince come la progettazione di un nuovo sistema di sorgenti implichi di necessità la progettazione di un nuovo filtro colore così da realizzare l’accoppiamento ottimo tra i due componenti; ovviamente se il segnale porta una maggior quantità di informazioni colorimetriche ed il display è in grado di riprodurle, anche l’elettronica che lo controlla e gli algoritmi di decodifica, analisi ed intervento sulle immagini devono essere all’altezza del compito. In casa LG all’insieme di queste tre componenti è stato dato il nome di ColorPrime ed il rango di tecnologia di elezione attorno a cui costruire i futuri televisori, anche approfittando delle innovazioni nel settore delle nanotecnologie.
Come ulteriore novità impacchettata nel TV citiamo il sistema audio cui si è accennato in precedenza, perché basato su un approccio assolutamente originale ed inedito nel settore televisori: dopo aver visto apparecchi equipaggiati con subwoofer più o meno elaborati, con sistemi di altoparlanti multivia o veri e propri sistemi di diffusori esterni o interni, l’idea del riflettore che raccoglie l’emissione dei piccoli altoparlanti racchiusi nello châssis per dirigerla verso lo spettatore rispettando la distribuzione spaziale del campo sonoro e la sua intelligibilità ci sembra degna di nota. Anche perché il riflettore non costituisce elemento a sé, ma è integrato ed armonizzato con il sistema anche sotto il profilo estetico.
Per il resto la dotazione ricalca quanto siamo stati abituati a trovare nei televisori da qualche anno a questa parte, fatte salve le immancabili migliorie di funzionalità già esistenti o l’introduzione di qualche altro servizio che arricchisce il panorama già piuttosto vasto delle funzioni: così, il capitolo delle opzioni associate al collegamento in rete mette a disposizione una pletora di servizi che vanno dall’acquisto di film o serie, ai Social Network (per i quali è prevista una videocamera acquistabile separatamente), ma anche la gestione del collegamento di Smartphone, Tablet o server multimediali ed il relativo streaming dei contenuti, modalità per la quale è consigliabile una infrastruttura di rete robusta ed affidabile.
Sul versante delle possibilità di riproduzione troviamo un player multimediale capace di elaborare una gran quantità di formati audio e video e, per i giocatori, un profilo video dedicato e la possibilità del Dual Play, per il quale è però necessario acquistare gli appositi occhiali; oltre all’immancabile 3D in versione passiva per il quale la confezione mette a disposizione due paia di occhiali.

 

Ed ora, al lavoro!

È passato poco meno di un anno dalla prova del primo televisore UHD equipaggiato con il WebOS, ed in questo intervallo di tempo in casa LG hanno lavorato sodo per rivedere, nel senso del miglioramento, alcuni basilari concetti: a cominciare proprio dal Sistema Operativo che ora, giunto alla sua seconda versione, si dimostra decisamente più fluido, mantenendo la semplicità d’uso che avevamo già avuto modo di apprezzare durante la prova del 65UB980V. Aggiustamenti grandi e piccoli, ma di notevole valore pratico.

La risposta è sempre molto rapida e la cosa si apprezza in particolare nel processo di regolazione dei parametri per le immagini, quando le variazioni imposte al cursore visualizzato sullo schermo sono istantanee e permettono un confronto a memoria; ma anche nelle impostazioni iniziali, quali ad esempio il setup di rete, il sistema lavora velocemente e senza esitazioni. L’accoppiata con il Magic Remote, che dà l’impressione di essere stato aggiornato anch’esso, è perfettamente funzionale e l’uso fluido e rapido. Basta prendere dimestichezza con l’oggetto ed il gioco è fatto.
Il primo impatto con le immagini prodotte dal 950 V è notevole, soprattutto per la ricchezza dei colori, pastosi e ben risolti che beneficiano della buona luminosità del pannello.

Ed il primo impatto utilizza soltanto trasmissioni televisive in definizione standard che certamente non rappresentano il massimo delle possibilità, ma se tanto mi dà tanto…
In effetti, passando a qualcosa di un po’ più sostanzioso, materiale cinematografico in HD da Blu-ray, lo spettacolo si ripete e questa volta c’è anche il bonus della maggior risoluzione che incide non poco sulla sensazione di pienezza e pulizia complessive. Valutazione di buon livello, dunque, per il sistema ColorPrime, aspettando gli ormai prossimi (almeno si spera) Blu-ray UHD.

La disuniformità nella retroilluminazione, che si percepisce con le immagini statiche, soprattutto con quelle meno illuminate, viene mascherata dalla dinamica del film e quindi non disturba più di tanto, ma in compenso nelle sequenze di pannnig orizzontale compare qualche scatto del quale però si riesce in generale ad avere ragione agendo sulle regolazioni del TruMotion, magari utilizzando quelle manuali della modalità utente che intervengono separatamente su de-blur e de-judder.
Una nota di merito va alla sezione di upscaling, che viene usata con tutti i programmi attualmente disponibili, che arrivano al massimo al formato Full HD (e pertanto assume un ruolo decisivo): l’intervento è semplicemente perfetto, il che testimonia della raffinatezza degli algoritmi sviluppati dai progettisti LG e della prestanza della elettronica di bordo.

Lo strumento di controllo proposto dal LG in abbinamento al 65UF850V è il piccolo ed ergonomico Magic Remote che, in contenitore di piccole dimensioni raggruppa alcuni (pochi) pulsanti, un mini-joystick ed un mouse: nell’impiego tipico le operazioni vengono svolte utilizzando il mouse visualizzato come cursore sullo schermo del TV. Per spostarlo è sufficiente far compier piccoli spostamenti al Remote sino a portarlo sull’icona desiderata, con la stessa procedura utilizzata con il mouse del computer. In alternativa, per alcune funzioni, lo spostamento può essere controllato dalla rotellina che compare al centro del joystick; in entrambi i casi, per confermare la selezione basta premere sulla rotellina stessa.  Se proprio non si riesce a far pace con il Magic Remote (che richiede un minimo di addestramento e la configurazione della velocità ottimale), si può utilizzare il telecomando virtuale accessibile tramite il relativo pulsante del telecomando fisico, oppure lo Smartphone su cui sia stata installata l’apposita applicazione: in questo ultimo caso il cursore del mouse è controllato dallo schermo touch.    Nella confezione del televisore sono comprese due paia di leggerissimi occhiali passivi per i contenuti 3D ma, ovviamente è possibile acquistarne di altri, compresi quelli per il dual-playing, eventualmente anche in “pacco famiglia” denominato Party Pack che contiene quattro unità.

Lo strumento di controllo proposto dal LG in abbinamento al 65UF850V è il piccolo ed ergonomico Magic Remote che, in contenitore di piccole dimensioni raggruppa alcuni (pochi) pulsanti, un mini-joystick ed un mouse: nell’impiego tipico le operazioni vengono svolte utilizzando il mouse visualizzato come cursore sullo schermo del TV. Per spostarlo è sufficiente far compier piccoli spostamenti al Remote sino a portarlo sull’icona desiderata, con la stessa procedura utilizzata con il mouse del computer. In alternativa, per alcune funzioni, lo spostamento può essere controllato dalla rotellina che compare al centro del joystick; in entrambi i casi, per confermare la selezione basta premere sulla rotellina stessa.
Se proprio non si riesce a far pace con il Magic Remote (che richiede un minimo di addestramento e la configurazione della velocità ottimale), si può utilizzare il telecomando virtuale accessibile tramite il relativo pulsante del telecomando fisico, oppure lo Smartphone su cui sia stata installata l’apposita applicazione: in questo ultimo caso il cursore del mouse è controllato dallo schermo touch. Nella confezione del televisore sono comprese due paia di leggerissimi occhiali passivi per i contenuti 3D ma, ovviamente è possibile acquistarne di altri, compresi quelli per il dual-playing, eventualmente anche in “pacco famiglia” denominato Party Pack che contiene quattro unità.

E preciso ed efficiente è anche il sistema di riduzione del rumore, una regolazione molto utile, se non necessaria, con qualche DVD tirato via.
Una piacevole sorpresa ce la riserva, poi, l’audio ed è una sorpresa nel senso letterale del termine visto che tipicamente gli altoparlanti interni si sono sempre dimostrati piuttosto limitati. Evidentemente è arrivato il momento di ricredersi: l’idea del piedistallo che funziona come riflettore alla prova dei fatti si dimostra vincente in termini di ampiezza del campo sonoro, di risoluzione e di estensione verso la gamma bassa. Il commento musicale multicanale del materiale circonda lo spettatore, un effetto rilevato soltanto con equipaggiamenti di ben altra complessità ed il dettaglio del parlato è sottile, non si perdono neanche i bisbigli. Ovviamente non si possono pretendere le pressioni generate da diffusori di più grande superficie, ma i colpi e le esplosioni hanno un deciso impatto pressorio e le immagini trovano un degno collaboratore nel rendere molto piacevole e godibile la visione.

In sostanza il 65UF950V è un buon televisore per le famiglie, caratterizzato da fondamentali punti di forza (la gestione del colore, l’upscaler, ed il sistema audio) e flessibile quanto basta per passare senza esitazioni dalla visione della trasmissione al videogioco, al film, anche se in questa ultima applicazione una certa distanza dai migliori concorrenti continua a farsi notare.

di Giancarlo Corsi


Ci è piaciuto
  • Il sistema di gestione del colore
  • L’estetica e la costruzione
  • Il sistema audio
  • La facilità d’uso
Non ci è piaciuto
  • Qualche incertezza del TruMotion
  • La disuniformità di illuminazione

Le misure di Mario Mollo

Impostazioni per l’esecuzione dei test: Mod. Ottimale: Modalità “Cinema”. Mod. Aggressiva: Modalità “Vivido”

Intensità luminosa massima, area 100%, Y 100%:

  • 287 nit (mod. ottimale)
  • 421 nit (mod. aggressiva)

Picco del bianco, area 20%, Y 100%:

  • 287 nit (mod. ottimale)
  • 493 nit (mod. aggressiva)

Livello del nero, area 100%, Y 0%:

  • 0,05 nit (mod. ottimale)
  • 0,37 nit (mod. aggressiva)

Rapporto picco del bianco/livello del nero:

  • 5740 (mod. ottimale)
  • 1332 (mod. aggressiva)

Nonostante la luminosità massima (con area illuminata al 20%) sia elevata, il rapporto full on/full off in modalità aggressiva è decisamente inferiore a quello, eccellente, fornito in modalità ottimale. Il motivo è legato al livello del nero che (con pattern 100% nero) risulta molto contenuto. Con il pattern più “reale” contenente anche del bianco, il livello sale a 0,28 nit, che fornirebbe un rapporto pari a 1025. Sebbene questo sia il valore che l’apparecchio può fornire nell’uso pratico, ciò non toglie che la misura “standard” sia, confrontata con i concorrenti, di ottimo livello

Uniformità illuminazione
(bianco con intensità al 40%)

UniformitÖ-LG-65UF950V

Nei primi tre punti di misura, ovverosia nella fascia superiore, il livello rilevato è inferiore al resto con uno scarto decisamente più marcato del solito, mentre nei due terzi restanti la situazione è abbastanza regolare.

Equilibrio cromatico e temperatura di colore in funzione del livello di illuminazione
(bianco con intensità tra il 10% ed il 100%)

Equilibrio-LG-65UF950V

In tutto il campo di misura l’apparecchio mostra un corretto equilibrio cromatico, con deviazioni di lieve entità anche alle basse luci dove usualmente si evidenziano gli scarti più consistenti.

Linearità in funzione del livello di illuminazione
(bianco con intensità tra il 5% ed il 100%)

Gamma-LG-65UF950V

Il gamma, normalizzato al valore rilevato al 50%, ha un andamento tutto sommato abbastanza regolare, leggermente superiore al riferimento specialmente nella zona compresa tra il 30 e il 60%.

Tavola CIE 1931 coordinate cromatiche del bianco e dei colori primari

CIE-1931-LG-65UF950V

Gamut quasi sovrapposto al riferimento.

 

Commento finale alle misure

Display luminoso e dal livello del nero non elevato. In generale il comportamento è molto lineare e regolare, ad eccezione dell’uniformità che non è ottimale. Mario Mollo.

 

 


 Carta d’identità

Marca: LG
Modello: 65UF950V
Tipo: televisore LCD 3D UHD
Dimensioni: 1455x896x249 mm, con supporto
Peso: 29,6 kg, con supporto

Caratteristiche principali dichiarate – Diagonale: 65”. Diffusori: 3 vie, 6 altoparlanti con riflettore. Uscita altoparlanti: 60 W. Modalità Surround: Ultra Surround

Distribuito da: LG Electronics Italia. Tel. 199 600099 – www.lg.com/it


 

Author: redazione

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