JBL Xtreme e Charge Plus

Due piccoli cilindri colorati che promettono di suonare con qualsiasi sorgente audio con streaming Bluetooth, anche all’aperto e lontano da una presa elettrica. Inevitabilmente lo sguardo cade, quasi calamitato, da quella sigla di tre lettere che mette i brividi (audiofili): JBL. Che ne ne avrebbe pensato il buon James B. Lansing di questi “giochini”?

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Visto che non potremmo mai conoscere la risposta ognuno di noi proverà ad interpretarla, infarcendola ovviamente della propria personale esperienza e della propria sensibilità. Qualcuno dirà che quei “cosi di plastica” non sono degni della sigla che portano, altri (tra cui il sottoscritto, per quello che può valere) proveranno ad argomentare che alla fine i “due cosi” in sedicesimo portano in loro quella grinta che è alla base della produzione nobile di JBL. Sì, grinta!

I “due cosi” suonano forte e decisi, soprattutto l’Xtreme, limitatamente a quelle che sono le loro dimensioni compatte, il pubblico a cui si rivolgono e le prestazioni che questo pubblico chiede loro; non per ultimo presentano un prezzo di listino facile facile. JBL Xtreme da una parte e Charge Plus dall’altra, simili nelle funzionalità e con qualche diversità maggiore nella prova sul campo, anzi sulla scrivania visto che le loro dimensioni e le buone finiture quasi spingono a lasciarli in bella vista. Diffusori attivi Bluetooth la loro definizione commerciale, un settore che si sta dimostrando vivace e ricco di tante soluzioni, un settore dove JBL e i “cugini” Harman/Kardon non da oggi sono presenti con un buon catalogo.

Diffusori da collocare sulla scrivania ma anche in ogni angolo della casa per creare un piccolo spazio per ascoltare musica lontano dall’impianto principale. Proprio la facile portabilità dei due ne rappresenta uno dei punti di forza: un libro, un momento di relax in giardino o in un’altra stanza e con noi la musica che abbiamo su smartphone, tablet e computer. Ci pensa il Bluetooth a semplificare lo streaming e la gestione della musica: in versione 3.0 per il più piccolo Charge Plus e 4.1 per l’Xtreme, per entrambi la gestione dei codec A2DP V1.3, AVRCP V1.5, HFP V1.6, HSP V1.2. Flusso Bluetooth che, se vogliamo, ci permette di utilizzare i due anche come viva-voce.

Il Charge Plus ha una configurazione con due radiatori passivi. Il diffusore è disponibile in cinque colori: nero, grigio, rosso, blu e un particolare tono di verde.

Il Charge Plus ha una configurazione con due radiatori passivi. Il diffusore è disponibile in cinque colori: nero, grigio, rosso, blu e un particolare tono di verde.

Charge Plus

Se in foto i due speaker possono sembrare simili (lo sono in effetti per stile e forma) messi vicini dimostrano come il Charge Plus è in rapporto di tre se non quattro volte più piccolo dell’Xtreme. Forma pressoché cilindrica, con una parte del telaio rivestito in gomma antiscivolo, mentre una parte del pannello anteriore e di quello posteriore è composto da una rete metallica a maglie molto strette. Dietro quella anteriore si nascondono due piccoli fullrange da 45 mm; di pari diametro i due radiatori passivi collocati sui lati del diffusore, una sezione di potenza da 15 watt in totale. Passivi realizzati con un disco di alluminio con una sospensione in gomma molto cedevole.

La parte superiore del Charge Plus con i comandi e 5 piccoli LED che mostrano la carica della batteria.

La parte superiore del Charge Plus con i comandi e 5 piccoli LED che mostrano la carica della batteria.

Sul pannello posteriore l’ingresso per la ricarica (via alimentatore fornito), l’ingresso minijack da 3,5 mm per collegare qualsiasi sorgente analogica e una porta USB che, attenzione, non è ad uso audio ma serve per ricaricare on-the-go altri dispositivi mobili, magari quelli che stiamo utilizzando come sorgente audio. La batteria integrata nel Charge Plus è di tipo ai polimeri ioni di litio da 3,7 V e 6.000 mAh con dodici ore di autonomia dichiarata.

Sulla parte superiore del diffusore il tasto di accensione, l’attivazione del Bluetooth, la regolazione del volume, una serie di cinque piccoli LED che segnalano lo stato della carica della batteria, il tasto che attiva l’ascolto in condivisione con altri smartphone, il tasto per l’uso come viva-voce telefonico. La parte inferiore è sagomata in modo da offrire una buona base che lo rende stabile e ben fermo.

Vista posteriore del Charge Plus, in basso le connessioni: alimentazione, minijack per l’audio analogico e la USB che serve per ricaricare un dispositivo audio. La buona potenza della batteria integrata assicura circa 12 ore di ascolto.

Vista posteriore del Charge Plus, in basso le connessioni: alimentazione, minijack per l’audio analogico e la USB che serve per ricaricare un dispositivo audio. La buona potenza della batteria integrata assicura circa 12 ore di ascolto.

Xtreme

Di dimensioni e soprattutto peso maggiori l’Xtreme, simile come impostazione generale con la principale differenza del rivestimento totale del corpo del diffusore in questo caso in tessuto colorato (rosso quello del test). Sotto di questa, sulla parte anteriore sono collegati i due midwoofer da 63 mm e i due tweeter da 25 mm; anche in questo caso ai lati abbiamo i due radiatori passivi da circa 75 mm di diametro in alluminio; sezione di potenza da 2×20 watt.

Sul posteriore la zip che chiude la zona connessioni. Stilisticamente una buona soluzione, adatta al rivestimento in tessuto del diffusore, che però crea qualche problema nel collegamento dei connettori a causa dello spazio a disposizione ristretto.

Sul posteriore la zip che chiude la zona connessioni. Stilisticamente una buona soluzione, adatta al rivestimento in tessuto del diffusore, che però crea qualche problema nel collegamento dei connettori a causa dello spazio a disposizione ristretto.

Sulla parte posteriore una vera e propria zip nasconde la zona connessioni: una porta microUSB per il solo aggiornamento firmware, ingresso minijack da 3,5 mm, due porte USB per la ricarica di dispositivi, alimentazione. La soluzione della zip che chiude questa zona è tanto carina da vedere quanto lascia spazio per i collegamenti con notevole difficoltà. Anche per l’Xtreme sulla parte posteriore sono stati collocati i comandi anche se in ordine e composizione diversa dal Charge Plus: qui è stato aggiunto il tasto per la pausa della traccia in ascolto e il comando che invia ad altri eventuali Xtreme nelle vicinanze lo stesso programma musicale. Batteria ai polimeri ioni di litio da 7,4 V e 5.000 mAh con quindici ore di autonomia dichiarata. Peso e dimensioni dell’Xtreme ne fanno un oggetto meno facilmente portatile rispetto al Charge Plus: due chili contro seicento grammi, ventotto centimetri di lunghezza contro diciotto, diametro praticamente doppio.

L’Xtreme è rivestito in tessuto ed è disponibile nei colori nero, rosso e blu. Il diffusore è, come lo definisce la stessa JBL, splashproof ovvero è resistente agli schizzi di acqua ma non ad una totale immersione. Quello che si vede sul laterale dell’Xtreme, dal profilo grigio, è uno dei due radiatori passivi integrati (l’altro è sull’altro lato): all’ascolto la loro presenza è bene avvertibile e dona alla riproduzione un buon punch, compatibilmente con le ridotte dimensioni.

L’Xtreme è rivestito in tessuto ed è disponibile nei colori nero, rosso e blu. Il diffusore è, come lo definisce la stessa JBL, splashproof ovvero è resistente agli schizzi di acqua ma non ad una totale immersione.
Quello che si vede sul laterale dell’Xtreme, dal profilo grigio, è uno dei due radiatori passivi integrati (l’altro è sull’altro lato): all’ascolto la loro presenza è bene avvertibile e dona alla riproduzione un buon punch, compatibilmente con le ridotte dimensioni.

Ascolto

L’Xtreme è più ingombrante e pesante del Charge Plus: anche se la forma è molto simile, questi sono due prodotti da utilizzare in modo e situazioni diverse. Il Charge Plus te lo metti quasi in tasca e lo porti praticamente dappertutto: al mare, in vacanza, in barca, all’aperto e in queste situazioni fa il suo compito di supporto musicale d’emergenza. Rinunci ad una trasportabilità più spinta e ti metti in casa un Xtreme; i diversi colori in cui è disponibile aiutano il sempre difficile abbinamento con il resto della casa (impossibile a detta delle signore…). Io l’ho lasciato sulla scrivania per qualche giorno, all’inizio con musica a basso volume, quella che accendi mentre fai altro.

A volume molto basso mi ha colpito la definizione dei singoli strumenti e delle voci, lavorando sul volume (finché non si esagera) questa sensazione rimane in abbinamento ad una maggiore pressione sonora. Parto con il test vero e proprio e mi ritrovo, senza volerlo, ad utilizzare le tracce di due dischi per certi versi simili: simili per una impronta mild-rock, due voci di giovani donne siciliane, simili per la pulizia della registrazione e la qualità degli arrangiamenti. Mi sono ritrovato a passare da “L’Abitudine di Tornare” di Carmen Consoli a “Holy Hell” di Ambra Rockess sostanzialmente perché si tratta di due dischi molto interessanti da un punto di vista artistico e li ho ritenuti adatti a questo ascolto anche da un punto di vista tecnico.

Il lato superiore di Xtreme con i comandi.

Il lato superiore di Xtreme con i comandi.

Mi trovo di fronte a due registrazioni con voce femminile in primo piano, una buona registrazione in generale e un tappeto di strumenti complesso ma non impossibile così da non mettere in crisi i piccoli altoparlanti dell’Xtreme. Xtreme che ha saputo rispondere con precisione, dettaglio e delineando sufficientemente i singoli strumenti. Ciò che mi ha colpito di più è stata la grinta e la decisione della sua riproduzione; sia chiaro, qui è tutto in scala e non immaginate di poter saturare di SPL una stanza grande.

Ho sfruttato un vano sotto il monitor che ha in qualche modo “caricato” il diffusore, soprattutto i radiatori passivi laterali che hanno ricevuto un buon boost da questa posizione. Immagino che ogni posizione diversa da questa possa dare risultati altrettanto diversi da caso a caso.

L’Xtreme costa quasi il doppio del Charge Plus ma in parecchi casi può fare da piccolo secondo impianto portatile. Un piccolo JBL degno, seppure in sedicesimo o in trentaduesimo, di quella magica sigla di tre lettere.

di Vincenzo Maragoni


  • Marca: JBL
  • Modello: Charge Plus
  • Tipo: diffusore attivo portatile con Bluetooth

 

Caratteristiche principali dichiarate

  • Altoparlanti: 2×45 mm.
  • Potenza: 15 watt.
  • Risposta in frequenza: 75-20k Hz.
  • Rapporto segnale/rumore: >80 dB.
  • Batteria: polimeri agli ioni di litio 3,7 V, 6.000 mAh.
  • Bluetooth: 3.0.
  • Dimensioni: 79x185x79 mm.
  • Peso: 0,6 kg

  • Marca: JBL
  • Modello: Xtreme
  • Tipo: diffusore attivo portatile con Bluetooth

Caratteristiche principali dichiarate

  • Altoparlanti: 2×63, 2×25 mm.
  • Potenza: 2×20 watt.
  • Risposta in frequenza: 70-20k Hz.
  • Rapporto segnale/rumore: >80 dB.
  • Batteria: polimeri agli ioni di litio 7,4 V, 5.000 mAh.
  • Bluetooth: 4.1.
  • Dimensioni: 126x283x122 mm.
  • Peso: 2,1 kg

Distribuiti da: JVCKenwood Italia Spa, Via G. Sirtori 4, 20129 Milano. Tel. 02 204821 – www.kenwood.it

Autore: redazione

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5 Commenti

  1. Buona sera volevo sapere se si può comprare il carica batterie a parte , perché per un errore lo buttato via e mi dispiace molto

    • Temo che l’originale non sia reperibile, ma un qualunque carica batterie (per il cellulare ad esempio) va bene.

  2. Vorrei sapere se si possono collegare assieme per avere un audio stereo

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