HiFiMan Arya

“Nobile”, è questo il significato in antico sanscrito del termine Arya: tale è infatti l’inserimento nella parte alta del catalogo del marchio HiFiMan per questa nuova cuffia. Arya condivide con le recenti HE1000 V2 gran parte dei materiali e la filosofia del progettista. Un oggetto dedicato ad un ascolto intimo di grandi registrazioni che non perdona.

Nella corsa al podio per il miglior costruttore di cuffie al mondo HiFiMan sta investendo molto sfornando una quantità di modelli da far tremare i polsi anche al temerario mr. Bian Fang che dalla lontana Cina ha conquistato i consensi della critica anche in mercati oggi poco amici come gli USA sfidando colossi quali Sennheiser e Harman Group. Tra il 2018 e il 2019 sono stati messi sul mercato modelli come Sundara, Ananda, HE1000se e Arya; tutte realizzazioni che sposano la stessa filosofia – architettura aperta e trasduttori magneto-planari – ma che coprono diversi segmenti di costo e di prestazioni.

Se si osserva la geometria delle realizzazioni di HiFiMan si possono identificare due famiglie principali: quelle con il padiglione tondo e quelle con il padiglione oblungo. La prima parte dalla oramai storica e sempre rinnovata HE400 per terminare con la Susvara, il modello flagship del marchio HiFiMan; la seconda invece parte con la Ananda (AR n.403) e termina con la HE1000se (AR n.408), seconda solo alla Susvara. Arya è posizionata esattamente al centro della fascia di prodotti che costituiscono la seconda famiglia, appartenendo dunque a pieno titolo al segmento alto di gamma di HiFiMan.

Descrizione e note di progetto

Essenziale, pratica, performante. È l’estrema sintesi di questo modello HiFiMan ma tra le pieghe del suo progetto vi sono aspetti che non è possibile trascurare o sorvolare superficialmente per cui è bene addentrarvisi. Una caratteristica che mi ha sempre colpito dei prodotti di questo marchio è la forma dell’archetto in metallo, che non è tondeggiante come la maggior parte di tali realizzazioni ma presenta alle estremità due angoli come se il progettista avesse esagerato nella dimensione del raggio e in extremis avesse corretto il tiro. Nulla di più sbagliato, è una geometria che meglio calibra la pressione laterale della cuffia facendo sì che i padiglioni aderiscano in maniera uniforme e decisa lungo tutto il loro sviluppo. Sembra una contraddizione per una cuffia dall’architettura aperta, con il lato esterno della membrana che vibra in aria libera, cercare la sigillatura dal lato interno; in realtà è un dato importante perché il volume d’aria racchiuso dal cuscinetto del padiglione opera come carico acustico della membrana trasduttrice ed è un parametro su cui si fa affidamento per l’estensione verso le basse frequenze.

Asportando il cuscinetto circumaurale si mette in luce l’ampio trasduttore magneto-planare dall’insolita forma rettangolare. Il cavo è rivestito in tessuto intrecciato nero.

Tra le prime cose da fare in una sessione di misure vi è quella di verificare che la cuffia sia posizionata nella maniera corretta, con la giusta sigillatura del padiglione; per verificarlo si adopera un’onda quadra a 30 Hz e si cerca la posizione fino a che lo strumento non mostra la migliore rappresentazione del segnale inviato. In Figura 1 si vede quanto la Arya sia in grado di riprodurre un’onda quadra a 30 Hz; l’andamento è regolarissimo per entrambi i canali, con fronti netti e valori molto costanti. La misura corretta è stata ottenuta al primo colpo e ogni volta che riposizionavo la cuffia sulla testa artificiale ho ottenuto lo stesso risultato, indizio evidente di un’ottima aderenza del cuscinetto sotto la spinta del suo archetto.

Figura 1. La riproduzione di un’onda quadra con la fondamentale a 30 Hz è esemplare in entrambi i canali. Tutte le componenti rappresentate dai fronti di attacco e rilascio, come i tratti orizzontali, sono molto regolari.

Per commentare ancora il grafico, si ricorda che il fronte orizzontale è anche indice dell’estensione verso la bassa frequenza del trasduttore: poiché un altoparlante non è in grado di riprodurre un segnale continuo – a 0 Hz – sarà sempre presente una pendenza verso il basso procedendo nella direzione del successivo fronte, ma la regolarità e la piattezza di tale andamento dà subito l’idea dell’ottima estensione e del suo corretto smorzamento.

Subito sotto l’archetto in metallo è presente la classica fascia di appoggio la cui altezza è regolabile per adeguarsi alla dimensione della testa. La fascia è leggermente imbottita e morbida; inoltre il passo delle regolazioni è tale da permettere di trovare la giusta posizione. Gli auricolari sono imperniati sull’archetto tramite uno snodo, costituendo così un sistema che su tre assi – verticale con la fascia, orizzontale con l’archetto, in profondità con lo snodo – lascia ampia libertà ai padiglioni di adeguarsi alla conformazione della testa su cui poggiano. Sì, solo la testa a cui conformarsi, poiché i padiglioni sono così grandi che la definizione di cuffia “circumaurale”, che circonda totalmente l’orecchio, si sposa a perfezione con l’Arya. Un padiglione così grande e di forma a goccia rappresenta una bella sfida per un progettista di cuffie magneto-planari.

Tra i parametri fondamentali da considerare per l’ottenimento di ottime prestazioni posso sicuramente citare la leggerezza del diaframma emittente, l’uniformità dell’emissione su tutta l’estensione del diaframma e la forza esercitata dal campo magnetico creato dalle potenti calamite presenti nel trasduttore. Un trasduttore di siffatta tecnologia è realizzato prendendo un sottilissimo foglio con particolari caratteristiche di elasticità e robustezza, su cui viene stampato il circuito corrispondente alla bobina mobile di un altoparlante; la membrana viene dunque stesa elasticamente su un telaio e posta nel mezzo di una serie di piccole sbarre calamitate che creano il campo magnetico permanente in cui il diaframma è immerso. Facendo passare una corrente alternata nel circuito stampato la membrana vibra emettendo la frequenza desiderata. Vi è dunque la necessità che il diaframma sia leggerissimo, per opporre la minima inerzia al movimento, e sufficientemente smorzato per non creare risonanze indesiderate (questo si ottiene bilanciando la tensione con cui la membrana è fissata sul telaio e le caratteristiche elastiche della membrana stessa). Inoltre il campo magnetico deve essere molto intenso affinché la sensibilità della cuffia sia sufficientemente elevata. Nel realizzare il diaframma del trasduttore, HiFiMan ha adottato un materiale il cui spessore è dell’ordine dei nanometri per la membrana e inferiore al micrometro per la parte conduttrice. Lo svolgimento del circuito conduttore è studiato per far sì che tutta la membrana emetta in maniera uniforme, mentre la disposizione dei magneti, simili a piccole barre orizzontali poste su entrambi i lati della membrana, è stato studiato per favorire l’emissione del suono verso la parte affacciata all’orecchio adottando una geometria asimmetrica e perdendo così sensibilità ma guadagnando in linearità e naturalezza di emissione. Per verificare meglio cosa intendo con linearità e naturalezza di emissione vi invito a osservare la Figura 2.

Figura 2. Data una curva di riferimento, il tracciato verde, la risposta in frequenza propria della cuffia Arya è stata elaborata secondo la funzione di trasferimento media data dalle risonanze dell’orecchio esterno; le curve risultanti mostrano quanto si presenta al timpano in funzione della frequenza. La bontà del grafico è data dalla coerenza delle curve ottenute rispetto a quella di riferimento.

Il grafico in verde rappresenta come il nostro padiglione modifichi una qualsiasi sorgente sonora che possieda una risposta in frequenza perfettamente piatta. Naturalmente la curva riportata rappresenta un valore medio ricavato da rilevazioni fatte su una popolazione statistica di individui umani sufficiente a confermarne la bontà della rilevazione; è chiaro che vi possono essere differenze tra questa curva e quella del proprio apparato uditivo ma la situazione è la stessa che si presenta ai progettisti di diffusori quando devono immaginare i loro prodotti in un ambiente di riproduzione casalingo mediato rispetto alla più ampia casistica delle situazioni possibili. La curva verde rappresenta come le risonanze e le cancellazioni dovute al padiglione, la cavità all’ingresso del condotto auricolare e il condotto stesso modifichino la risposta di una sorgente posta frontalmente con un angolo di 40 gradi dal centro, situazione che possiamo considerare tipica per una equivalente coppia di diffusori. Il nome di questa curva caratteristica è “Pinna Related Transfer Function” (PRTF) che si distingue dalla “Head Related Transfer Function” (HRTF), ovvero la curva che tiene conto di tutte le componenti del corpo umano che modificano la risposta, per il fatto che non sono stati presi in considerazione i contributi dovuti alla testa e al torso poiché in un ascolto in cuffia queste componenti non esistono. Chi ha letto l’articolo sull’ascolto binaurale pubblicato nel numero 398 di AUDIOreview e ripreso su questo stesso fascicolo a pagina 88 e seguenti, si ricorderà che il nostro timpano riceve le componenti di pressione sonora così modificate perché così siamo in grado di estrarre le informazioni relative alla posizione della sorgente emittente e questa è una delle componenti fondamentali per la ricostruzione della scena sonora di un impianto stereo (accanto vi sono riflessioni, ritardi, riverberi, etc). Ora, per rendere naturale un ascolto in cuffia il progettista fa un lavoro analogo a quello di un progettista di diffusori: depura la risposta in frequenza della sua cuffia del contributo di agenti esterni (camera anecoica per i diffusori, funzione di trasferimento sonora del sensore per le cuffie) e poi immagina di applicare ad essa una PRTF tipica e va a constatare la coerenza della curva ottenuta con quella attesa, nel nostro caso il grafico in verde. Nella Figura 2 sono riportate esattamente in questa maniera le risposte in frequenza dei due canali della Arya, e devo dire che da qui un bel po’ di considerazioni si possono fare osservando i settori attorno a 4 kHz e da 10 kHz in su; tutto questo però deve essere messo in relazione alla prova d’ascolto e solo congiuntamente si può esprimere un giudizio. Per concludere la descrizione della realizzazione posso solo aggiungere che il trasduttore è racchiuso in una struttura in metallo e materiali plastici molto sordi e robusti che sono utilizzati anche sul modello HE1000 V2.

Note d’uso e di ascolto

La HiFiMan Arya pesa 404 grammi; non sono pochi, ma la fascia di sostegno e la pressione laterale uniforme dovuta all’archetto fanno sì che non si soffra di alcuna fatica anche dopo lunghe sessioni di ascolto. La dimensione del padiglione è ampia e comoda, tale per cui non vi è alcuna fastidiosa pressione sull’orecchio esterno, ma potrebbe forse rivelarsi eccessiva verso il basso per teste dai volumi contenuti. L’Arya non è una oversize ma la direzione è quella. Il cavo in dotazione è di buona fattura e rimovibile, possiede due connettori jack da 3,5 mm verso i padiglioni e un connettore sempre jack ma stavolta da 6,3 mm per il collegamento all’uscita stereo dell’amplificatore. La lunghezza del cavo è pari a 1,5 metri, valore che si presta bene per l’ascolto in movimento, ma il connettore da 6,3 mm non è quello tipicamente utilizzato dai dispositivi portatili. Bisogna quindi fare un appunto ad HiFiMan per il cavo in dotazione: il tipo di connettore impiegato, la moderata sensibilità della cuffia ed il suo elevato valore economico fanno sì che nella stragrande maggioranza dei casi verrà utilizzata per ascoltare musica in casa, comodamente seduti in poltrona, e di solito la lunghezza ottimale per questa modalità d’uso è 2,5-3 metri e questo mi sarei aspettato che saltasse fuori dalla confezione.
Prima di iniziare la prova di ascolto, come è nostra abitudine, abbiamo sottoposto la cuffia al consueto rodaggio, durato circa 200 ore. L’impianto audio utilizzato era composto dall’ottimo amplificatore Violectric HPA-V281 collegato (tramite cavo d’interconnessione AM-XLR Reference di AM Audio) al DAC Teac UD-501, abbinato al music server Cocktail Audio X50, più cavi di alimentazione Fascino della Neutral Cable per tutti.

Primo brano: “24-25” dei Kings Of Convenience, in formato 16 bit/44 kHz. Bastano pochi secondi di ascolto per capire che l’Arya è una cuffia di grande qualità. Il suono è proprio come vorremmo che fosse: gamma bassa generosa e controllata, gamma media limpida ed articolata, gamma alta setosa e trasparente. Non si può che rimanere affascinati dalla musicalità di questa cuffia che presenta tutti i punti di forza delle migliori HiFiMan, insieme ad un equilibrio ed una precisione sonora come raramente si riscontra anche in componenti di target più elevato. Con il passare dei secondi, procedendo nell’analisi del brano dei Kings of Convenience, si ha la netta sensazione di un suono tridimensionale, con un “headstage” ben bilanciato nei tre assi. L’arpeggio della chitarra è molto suggestivo e realistico, sembra quasi sospeso nell’aria. I vari strumenti di questo brano sono perfettamente definiti, così come le voci, chiare con un buon effetto “live”.

Passando all’ascolto di un brano con voce femminile, esattamente “Angel” di Sarah McLachlan in formato 16 bit/44 kHz, una canzone spesso utilizzata nei test d’ascolto, si rimane colpiti dalla capacità dell’Arya di rendere particolarmente “dolce” la voce di questa straordinaria cantante. Nello stesso brano emerge il pianoforte, con una profondità ed una corposità entusiasmanti, mentre il leggero eco di sottofondo ci catapulta al centro di questa bellissima registrazione. D

urante tutto il test, proseguito con vari altri brani, la cuffia ha dimostrato di possedere quelle doti di dolcezza e di naturalezza tipiche dei migliori prodotti “top”, ma anche una potenza ed un rigore nella resa della gamma bassa che non lasciano indifferenti. Per chi conosce i prodotti del marchio HiFiMan, e magari ha avuto la possibilità di ascoltare la prestigiosa HE1000, si può dire che musicalmente l’Arya la ricorda moltissimo, ed occorre fare un’analisi molto attenta e magari un confronto ravvicinato tra le due per apprezzare differenze nel microcontrasto e nella capacità di mettere in luce gli estremi della gamma udibile, che sono i punti forti dell’HE1000. L’Arya regge comunque molto bene il confronto ed è sempre in grado di fornire altissime prestazioni indipendentemente dal genere musicale scelto.

Passando alla musica classica contemporanea con il brano “Experience” di Ludovico Einaudi, in formato 16 bit/44 kHz, il pianoforte iniziale è ben a fuoco e definito tanto che si distinguono perfettamente i martelletti che colpiscono le corde dello strumento; la chitarra acustica, il violoncello ed il violino si susseguono in un turbine di emozioni che fanno venire i brividi. La sensazione di trovarsi in mezzo all’orchestra è molto forte e suggestiva. I suoni di ciascuno strumento sono perfettamente dosati e definiti, senza sovrapposizioni né perdita di registro, i transienti di attacco e di rilascio sono netti e precisi, senza dubbio una grande prestazione che certo non ti fa venire voglia di toglierti la cuffia dalla testa. Ma ora che il “lavoro” è finito, purtroppo, sarà dura sicuramente restituire questo fantastico gioiello.

Conclusioni

L’Arya è una cuffia che rispetta pienamente l’iter musicale, in continua evoluzione, che ha dato grande successo e prestigio al marchio HifiMan. Il suo equilibrio timbrico e la sua dolcezza di emissione la rendono perfettamente adatta a qualsiasi genere musicale con risultati di vertice assoluto. Unica raccomandazione è quella di utilizzare amplificazioni che siano in grado di erogare una buona quantità di energia, perché una cuffia eccellente come l’Arya merita un partner all’altezza. Buon ascolto.

di Leonardo Bianchini e Mario Richard


LE MISURE

La risposta in frequenza della cuffia HiFiMan Arya è molto estesa e regolare nella parte bassa dello spettro, proseguendo fino a 1 kHz dove comincia blandamente a decadere per compensare, ma non troppo, le naturali esaltazioni dovute al padiglione e al canale uditivo. La curva risale tra i 4/5 kHz per rimanervi fin oltre i 10 kHz, da qui in poi decade abbastanza intensamente. L’avvallamento tra gli 8 e i 10 kHz tipico di un ascolto con le sorgenti frontali angolate tra i 40 e i 50 gradi è traslato oltre i 12 kHz; poiché la risonanza dovuta alla conca del padiglione auricolare attenua dopo averle esaltate le componenti oltre i 7 kHz, con una buona pendenza i due andamenti si compensano promettendo un ascolto tra l’equilibrato ed il leggermente scuro, piuttosto laterale, dovuto al combinato disposto della risposta propria della Arya e della conformazione dell’orecchio esterno. La distorsione è molto bassa, con una piccola risalita della seconda armonica tra 4 e 5 kHz che non è tale da compromettere la nitidezza del suono. La stessa incertezza si nota nelle curve dell’impedenza e della waterfall dovute probabilmente ad un piccolo modo di risonanza della sottilissima membrana che ospita stampato il circuito elettrico che fa le veci da avvolgimento mobile. Il valore dell’impedenza rimane costante attorno i 33 ohm per tutta la banda audio, facilitando così il lavoro dell’amplificatore. Nonostante questo la sensibilità della cuffia rimane bassa, siamo attorno ai 90 dB per 1 mW di potenza, ed è quindi sconsigliato l’uso con smartphone o riproduttori similari. Infine uno sguardo al decadimento nel tempo tramite le curve di entrambi i canali. Il comportamento è conforme a quanto ci hanno abituato le cuffie a configurazione aperta; non essendo presente che un minimo carico acustico le risonanze proprie della membrana non vengono smorzate se non dall’elasticità della membrana stessa. Gli andamenti evidenziano infatti una stretta risonanza a 4,5 kHz ed una serie di incertezze nella parte bassa dello spettro che tuttavia non sembrano compromettere la resa musicale.

di Mario Richard


Distributore per l’Italia: Playstereo di Ventura Gerardo, Via Caravaggio 209, 65125 Pescara. Tel. 085 4718079
www.playstereo.com
Prezzo: Euro 1.599,00

Caratteristiche dichiarate dal costruttore

  • Tipologia: cuffia circumaurale, magneto-planare, aperta
  • Sensibilità: 90 dB SPL/1 mW
  • Risposta in frequenza: 8-65k Hz
  • Impedenza: 35 ohm
  • Peso: 404 g
  • Dotazione di serie: cavo rimovibile da 1,5 m con connettore jack stereo da 6,3 mm sbilanciato

Author: Redazione

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