PANASONIC DP-UB9000

Il signore dell’HDR

Elevata cura costruttiva, grande attenzione alle prestazioni audio, controllo vocale,
compatibilità con tutti gli standard HDR e una caratteristica al momento unica:
una gestione supplementare a livello della sorgente del tone mapping.
Queste le credenziali, non da poco, del nuovo lettore UHD top di gamma.

La compatibilità con gli standard dell’HDR basati sui metadati dinamici, Dolby Vision e HDR10+, sarebbe già di per sé un potente catalizzatore di interesse verso questo nuovo lettore UHD. Con l’avvento della risoluzione Ultra HD, condita con l’High Dynamic Range, la qualità video ottenibile con i display dotati di queste caratteristiche ha fatto un salto in avanti paragonabile a quello che l’aviazione ha compiuto grazie ai motori a reazione. Lo standard alla base della tecnologia HDR si chiama HDR10 e tutti gli apparecchi (lettori e display) come anche i dischi UHD HDR nascono basati sull’HDR10. Con il senno di poi è facile riconoscere che le enormi potenzialità di questo standard ne costituiscono in un certo senso anche il limite maggiore.

Mi spiego meglio. La codifica HDR10 prevede 10 bit di profondità del colore (potenzialmente 1.024 livelli di grigio contro i 256 dello standard HD, con oltre un miliardo di sfumature di colore), dove a ogni livello di segnale deve corrispondere univocamente un preciso livello di luminosità, secondo una funzione di trasferimento non lineare detta Perceptual Quantizer (PQ), che prevede un massimo di 10.000 nit. L’altra caratteristica dello standard HDR10 è quella di accompagnare il contenuto con informazioni supplementari (metadati) di tipo statico, che sono riferiti all’intero contenuto. Un paio di esempi di metadati: MaxFALL (Maximum Frame Average Light Level), ovvero la massima luminosità media tra quelle di tutti i singoli frame che compongono il contenuto, MaxCLL (Maximum Content Light Level), ovvero la massima luminosità presente, fosse anche in un solo pixel, all’interno del contenuto. Il limite dell’HDR10 nasce dal fatto che la massima luminosità gestibile è molto lontana da quella ottenibile in pratica. I display domestici al momento non vanno molto oltre i 1.500 nit, tanti non arrivano a 1.000; usualmente per la preparazione dei master il colorista utilizza dei monitor di riferimento da 2.000 nit. Quando la luminosità del contenuto eccede quella riproducibile dal display, questo deve compiere una operazione di adattamento del segnale alle proprie capacità e lo fa servendosi dei metadati; questa operazione è detta “tone mapping”. In teoria se il MaxCLL fosse inferiore o uguale alla massima luminosità di cui il display è capace, non dovrebbe essere richiesta nessuna elaborazione supplementare. Ma quasi sempre non è così e il display deve decidere come trattare i livelli luminosi che eccedono le proprie capacità. Due sono le strategie “limite” per il tone mapping. La prima è quella di riadattare proporzionalmente i livelli del segnale, mantenendone inalterati i rapporti reciproci; approccio perdente perché per rispettare i livelli relativi, per la stragrande maggioranza del tempo il livello di uscita sarà sempre molto basso e non si vedrà quasi nulla. La seconda è quella di mantenere il segnale tale e quale, clippando indiscriminatamente tutti i livelli che eccedono il massimo riproducibile; approccio perdente perché ci priva di quelle informazioni che invece sono proprio il bello dell’HDR. Per “aiutare” i display nell’eseguire la propria personale strategia di tone mapping sono nati gli standard con metadati dinamici, Dolby Vision prima e HDR10+ poi, i cui metadati appunto variano durante la riproduzione in funzione del contenuto, consentendo al display (che, come il lettore, deve essere compatibile con gli standard) di adottare in ogni momento la migliore logica di tone mapping.

Questo preambolo ci consente di comprendere al meglio le potenzialità dell’apparecchio in prova. Non solo il DP-UB9000 è compatibile coi due standard di HDR dinamico, caratteristica che lo rende, come dicevamo, un prodotto estremamente interessante ed appetibile per gli appassionati sempre alla ricerca delle prestazioni massime, ai quali può garantire, nei limiti del possibile, anche un certo grado di “durabilità” futura. Ma ha anche una funzione, al momento unica, detta HDR Optimizer, implementata nella versione 2018 del chip HCX processor, una sorta di pre-elaborazione del segnale che serve a migliorare quella successiva effettuata dal display, funzione che fa dell’UB9000 il lettore dalle performance video più versatili al momento disponibile sul mercato.

Per il corretto funzionamento dell’HDR Optimizer è indispensabile comunicare al lettore qual è la luminosità del display utilizzato. Non è un campo numerico, ma una lista ove selezionare una tra 4 opzioni: display OLED, display molto luminosi (fino a 1.500 nit), display luminosi (fino a 1.000 nit) e display o proiettori poco luminosi (500 nit). Quando l’Optimizer è attivo, i metadati originali sono sostituiti con altri generati dal lettore e anche il segnale viene pre-processato fornendone al display una versione “ottimale”, secondo quelle che sono le intenzioni del costruttore. Tante volte abbiamo riflettuto su come, in questo senso, il mondo video differisca profondamente da quello dell’audio, ove il pregio è la cosiddetta “trasparenza”, intesa come la capacità di lasciare il segnale il più possibile inalterato. Nel video invece i “miglioramenti” sono all’ordine del giorno. È pur vero che lo stesso segnale video memorizzato nei dischi è incompleto (la componente colore, ad esempio, è sottocampionata) e va quindi ricostruito. Tra parentesi, la qualità degli algoritmi di ricostruzione del colore (4K High Precision Chroma Processor), che Panasonic non manca mai di menzionare tra le caratteristiche di spicco dei suoi prodotti video, è proprio un altro punto di forza dell’apparecchio in prova. In conclusione, una funzionalità come l’HDR Optimizer potrebbe essere mal vista dai “puristi”, perché in buona sostanza equivale all’inserimento di un equalizzatore in un impianto audio. Fermo restando il fatto che è sempre possibile disattivare le elaborazioni in modo che il segnale riportato in uscita sia congruente con quello registrato sul disco, nella nostra catena di riproduzione dovrà comunque esserci almeno un anello, lettore o display, che si assuma l’onere di effettuare gli aggiustamenti indispensabili.

Personalmente ritengo che avere uno strumento come l’HDR Optimizer sia un plus molto significativo, per la qualità del risultato fornito e per la semplicità di utilizzo. Bisogna essere consapevoli del fatto che, come può essere utilissimo per riprodurre in maniera più dettagliata i contenuti HDR, allo stesso modo può allontanare dalla fedeltà al contenuto originale. Accettata l’idea di una riproduzione adattata alle circostanze ed ai propri gusti, l’UB9000 consente regolazioni molto potenti ed al contempo molto semplici da utilizzare, alla portata anche dell’utente non esperto. La prima pressione del tasto sul telecomando permette di selezionare le condizioni di luminosità ambientale tra quattro situazioni mentre una pressione prolungata ci fa entrare in un menu con ulteriori regolazioni.

Tra le altre caratteristiche salienti dell’apparecchio segnaliamo che, tramite un aggiornamento del firmware, sarà implementato anche il controllo vocale. L’UB9000 accoglierà sia l’assistente di Google sia Alexa di Amazon.

La sezione audio

L’attenzione posta all’ottenimento di prestazioni audio elevate parte dalla realizzazione del telaio, passando attraverso una sezione di alimentazione molto curata per culminare nella sezione di conversione D/A dotata, per la parte stereo, anche di una coppia di uscite bilanciate.

Oltre alle classiche uscite sbilanciate,
per la sezione stereofonica sono presenti delle uscite XLR.

La meccanica di lettura è collocata su un telaietto in acciaio spesso 1,2 millimetri, che a sua volta poggia sulla base dello châssis che consiste in due distinti pannelli spessi 1,2 e 1,6 millimetri. Anche la copertura superiore è realizzata in doppio strato. Il frontale e gli elementi laterali sono invece in alluminio. Questa struttura così complessa, sviluppata appositamente per questo nuovo lettore, è stata messa a punto per garantire la massima rigidezza, limitare le risonanze e impedire la propagazione di vibrazioni, con il baricentro della meccanica di lettura in posizione ottimale. L’alimentazione delle sezioni digitali (audio e video) e analogica (solo audio) sono completamente indipendenti. La sezione analogica a sua volta dispone di 10 distinti regolatori di tensione, 6 dedicati alla conversione D/A stereo (con tensioni di riferimento separate per i due canali) e 4 riservate alla conversione D/A dei segnali fino a 7.1 canali (con tensione di riferimento non individuale ma in comune per tutti i canali). I circuiti stampati in vetronite delle sezioni audio analogico e audio digitale sono anch’essi fisicamente separati e fanno impiego di componentistica di pregio; l’uscita analogia stereo bilanciata utilizza gli operazionali a basso rumore NJM2114 (uno per canale). Il convertitore D/A impiegato è l’Asahi Kasei AK4493, un componente raffinato capace di gestire segnali 768 kHz/32 bit con S/N 123 dB e THD+N pari a 113 dB.

La realizzazione meccanica del telaio è di ottimo livello. Supporto per la meccanica in acciaio,
pannelli inferiore e superiore a due strati. Difficile pretendere di più.

La prova sul campo

L’apparecchio non sempre è velocissimo nella risposta ai comandi, ad esempio quando si richiama il menu principale dopo aver bloccato la riproduzione.

Ci è sembrato un po’ strano che le app per lo streaming video (Netflix, YouTube, Amazon Prime Video) non fossero preinstallate ma saranno rese disponibili tramite aggiornamento previsto per l’estate. Ma tutto potrebbe spiegarsi col fatto che l’apparecchio è di preserie e che la casa è in fase di finalizzazione degli ultimi dettagli. Neftlix dovrebbe essere funzionale al 100%, supportando il Dolby Vision e l’audio Dolby Atmos, mentre il supporto all’HDR10+ in Amazon Prime Video dipenderà dalle mosse della stessa Amazon. Per quanto riguarda le altre app di streaming video, è probabile che venga resa disponibile quella di Chili Cinema, mentre non verrà supportato il servizio di Infinity.

Il media player ha esibito qualche limite nella riproduzione dei file audio/video, rifiutandosi di riprodurre l’audio in DolbyAtmos/DTS:X dei file MKV, MP4 and M2TS. Riguardo ai file puramente audio, dalle uscite digitali viene proposto un segnale sottocampionato e il DSD viene sempre convertito in PCM. Anche se questi potrebbero essere comportamenti perfettamente leciti, nel senso che dovrebbero rispondere a regole di standardizzazione, ci sono lettori come l’Oppo un po’ più “birichini” e talvolta più permissivi.

l telecomando è comodo da usare, con tasti ben differenziati e posizionati e diverse funzioni a richiamo diretto. La qualità costruttiva è nella norma e non eguaglia quella del telaio.

Con il poco tempo che avevo a disposizione (questo mese è particolarmente frenetico con l’approssimarsi dell’assegnazione dei premi EISA) non ho potuto collegare all’UB9000 tutti i display che avrei voluto, per ampliare la casistica di funzionamento dell’Optimizer, ma anche con display di elevata luminosità e provata qualità (come il Panasonic DX900) l’efficacia dell’HDR Optimizer è indiscutibile. C’è da pagare un piccolo scotto in termini di luminosità complessiva, che inevitabilmente viene leggermente attenuata, permettendo però di evitare “bruciature” sulle altissime luci. Se si effettuano le regolazioni utilizzando dei pattern test c’è il rischio che per tirare fuori tutto l’immaginabile in termini di sfumature alle alte luci si comprometta troppo la vivacità generale della resa; a mio avviso ci si deve limitare a regolazioni non troppo estreme, fatte su spezzoni di film, e allora il risultato diviene eccellente. Come già abbiamo avuto modo di sottolineare, il tone mapping è una funzione che ogni display deve eseguire e non necessariamente deve essere peggiore di come la esegue il Panasonic. Nei test condotti ho avuto solo conferme positive, anche utilizzando display di ultimissima generazione. Devo dire poi che le regolazioni della risposta in funzione delle caratteristiche dell’ambiente sono comodissime. Molti televisori hanno le classiche due memorie per le calibrazioni giorno e notte, ma col Panasonic ci sono più livelli di intervento ed è tutto molto immediato, anche per l’utente che non sarebbe in grado di ottimizzare da solo le impostazioni. La qualità video, Optimizer a parte, è davvero elevatissima. Molto buono l’upscale dei DVD, ottima la capacità di restituire i dettagli.

L’apparecchio dispone di due memorie per i settaggi dell’HDR Optimizer, ai quali si aggiunge una terza memoria “liscia”. L’intensità dell’intervento è regolabile attraverso il primo slider, mentre gli altri due (attivi anche a controllo spento) ne fissano il punto di partenza. A queste regolazioni si somma poi il selettore della condizione ambientale.

Conclusioni

Indipendentemente dalle funzionalità HDR Optimizer, sulla cui utilità ci siamo chiaramente espressi e che fanno dell’apparecchio un oggetto al momento unico, il DP-UB9000 è un ottimo prodotto, per la qualità costruttiva e per la resa audio/video. La compatibilità Dolby Vision e HDR+ è sicuramente importante e benvenuta. Alcune funzionalità al momento della prova non erano presenti sull’esemplare in prova, ma verranno rese disponibili a breve.

di Mario Mollo


Le misure

Il player Panasonic è risultato compatibile con segnali DSD fino a 4X (DSD256) e in PCM fino a 384 kHz di frequenza di campionamento, ma per taluni aspetti il comportamento è apparso quello caratteristico dei sample di preserie in cui le prestazioni non sono state ancora ottimizzate o messe a punto, il che ha sconsigliato di effettuare test estesi e completi come quelli che tipicamente effettuiamo su questi componenti. Quelli emersi dai test sono peraltro dati di rilievo.

Si tratta di una macchina molto silenziosa, capace di 18,3 bit di risoluzione integrale e di 120 dB di gamma dinamica, con una uniformità praticamente perfetta rispetto a formati e frequenze di campionamento. Anche la risposta è uniforme, salvo in PCM alle frequenze di campionamento minori ove si nota un taglio minore di 20 kHz, mentre in alto dei filtri di rasatura evidentemente fissi consentono di raggiungere i 40 kHz a -3 dB. Il jitter è molto contenuto, soprattutto nella componente casuale che risulta attestata in media sui 100 picosecondi. Gli spettri dei segnali a bassissima ampiezza confermano linearità e silenziosità, nonché la già citata simmetria PCM/DSD. La tensione di uscita è identica per le uscite bilanciate e sbilanciate, e del tutto priva di sbilanciamenti.

Le prestazioni misurate con dischi ottici, non pubblicate, hanno fornito risultati sovrapponibili agli equivalenti segnali PCM leggibili su memoria esterna.

Fabrizio Montanucci


Ci è piaciuto:

  • La qualità della riproduzione dei supporti preregistrati è ai massimi livelli
  • La funzionalità di gestione dell’HDR è molto efficace, anche con display recenti
  • La notevole cura costruttiva del telaio che caratterizza i prodotti di fascia molto elevata

Non ci è piaciuto:

  • La velocità di risposta dell’apparecchio non è sempre propriamente fulminea
  • Alcune funzionalità ormai imprescindibili saranno disponibili (a breve) solo tramite aggiornamento firmware

Distributore per l’Italia: Panasonic Italia, Branch of Panasonic Marketing Europe GmbH – Viale dell’Innovazione 3, 10126 Milano. Tel. 02 67881 – www.panasonic.com/it

Prezzo: Euro 999,00

 

Caratteristiche dichiarate dal costruttore

  • Uscite: HDMI (video/audio), HDMI (audio), RCA multicanale 7.1, RCA stereo, XLR stereo, Toslink, digitale coassiale
  • Altre connessioni: Wi-Fi, ethernet, 2 USB (frontale e posteriore)
  • Formati audio supportati: WAV, FLAC, MP3, AAC, WMA, ALAC, AIFF DSD fino a 11,2 MHz
  • Dimensioni: 430x81x 300 mm
  • Peso: 7,8 kg

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