TCL 75C8L

L’evoluzione della specie

TCL 75C8L

TCL introduce nel suo portafoglio i TV Super Quantum Dot che, secondo la casa, offrono maggior convenienza rispetto ai TV con retroilluminazione Mini LED RGB, tecnologia comunque utilizzata nelle proposte di grande formato del segmento top.

Presentata in terra polacca durante un evento riservato alla stampa per esporre le ultime novità della casa cinese, la serie C8L è dotata di un pannello LCD Wide HVA 2.0 Ultra realizzato da CSOT, divisione di TCL che si occupa della produzione di pannelli per diverse applicazioni. Le caratteristiche di questa tipologia avanzata di pannello Vertical Alignment a 144 Hz nativi sono l’ampio angolo di visione, il contrasto nativo elevato, la presenza di un filtro colore di nuova generazione, di uno strato antiriflesso e l’assenza di bordi neri. Nel taglio da 75 pollici in esame (la serie è in vendita anche nelle diagonali da 98, 85, 65 e 55 pollici), le zone di local dimming sono 2.584 e la luminanza di picco dichiarata è 5.500 nit. Le soluzioni implementate dai progettisti per migliorare le prestazioni del pannello sono numerose, tra queste spicca l’adozione di LED blu al nitruro di gallio, per una superiore luminanza di picco assieme ad una maggiore efficienza energetica, che producono un flusso più preciso per la conversione nei tre colori primari tramite lo strato Quantum Dot, e il nuovo disegno delle lenti in silicone che ricoprono i LED stessi per rendere l’emissione più direzionale.

Le connessioni

Le connessioni disponibili sono collocate sempre sul lato sinistro, se si guarda il retro del TV. C’è una porta USB tipo A 3.0, una porta ethernet per il collegamento in rete, quattro porte HDMI 2.1 (delle quali la prima ARC/eARC), gli ingressi per antenna e parabola, lo slot per CAM CI+ 1.4 e l’uscita Toslink per l’audio digitale.

L’acronimo SQD identifica la tecnologia Super Quantum Dot pensata da TCL proprio per incrementare le capacità del filtro colore, mediante una diversa formulazione chimica che consente di ottenere cristalli con maggiore densità e stabilità a livello molecolare. In questo modo, anche ad alti livelli di luminosità, i colori restano più puliti e fedeli all’originale. Rispetto ai pannelli con retroilluminazione Mini LED RGB, tecnologia in ogni caso adottata da TCL per i modelli top di gamma di taglio più grande, SQD non subisce l’effetto delle sbavature sui colori, ovvero il cosiddetto ”crosstalk”, generato dalla sovrapposizione delle emissioni dovute alla vicinanza dei tre LED RGB, dato che impiega un singolo LED blu, come già accennato in precedenza. Per quanto riguarda la piattaforma SoC per la gestione del TV, da quest’anno è a bordo la serie Pentonic 800 di Mediatek, che prevede un insieme di ottimizzazioni nell’uso della memoria ed una maggiore potenza computazionale rispetto alla precedente generazione.

dettaglio dei due driver

Poco sopra mezza altezza del pannello posteriore si trovano i due driver del subwoofer per incrementare la gamma bassa del sistema audio, curato anche questa volta da Bang & Olufsen.

Tra l’altro, questo processore permette l’implementazione del Dolby Vision 2 Max via firmware del TV, che dovrebbe arrivare nell’ultimo trimestre del 2026. I segnali HDR gestiti attualmente includono HLG, HDR10, HDR10+, Dolby Vision, Dolby Vision IQ ed IMAX Enhanced. TCL include tra i vari componenti dell’elettronica di controllo anche il suo processore TSR AiPQ per l’elaborazione delle immagini e l’upscaling del segnale video in tempo reale tramite algoritmi di intelligenza artificiale.

Il design del TV non ha subito particolari modifiche rispetto alla serie C7K precedente: restano le eleganti cornici metalliche in grigio scuro e anche lo spessore dell’apparecchio è rimasto molto sottile grazie alla tecnologia Micro OD (Optical Distance), che pur portando a 20 mm lo spazio tra retroilluminazione e pannello migliora la precisione del local dimming e riduce gli aloni.

 

telecomando

Il telecomando in dotazione con il nostro esemplare è del tipo compatto e retroilluminato, ma non è escluso che sul mercato italiano possa arrivare il modello con tastiera numerica e senza retroilluminazione.

La finitura posteriore quadrettata ricorda da vicino quella dei TV prodotti da Sony – forse non a caso, a voler essere maliziosi, TCL e la casa giapponese hanno recentemente annunciato di aver stipulato un accordo per la produzione dei TV Bravia da parte della prima –; nella parte alta del pannello si trova il gruppo del sistema audio curato da Bang & Olufsen destinato alle basse frequenze, con una coppia di piccoli driver che compongono il subwoofer integrato.

Sono presenti i fori filettati per l’installazione del TV a parete utilizzando un supporto VESA 400×400. Guardando sempre il retro, in un’ampia vaschetta verticale sulla sinistra sono disposti gli ingressi che includono, partendo dall’alto, una porta USB 3.0 tipo A, la porta Ethernet per il collegamento in rete locale, possibile anche tramite Wi-Fi 6 Dual Band, 4 porte HDMI 2.1 a 48 Gbps che accettano segnali 4K fino a 144 Hz di refresh, la presa per l’antenna terrestre e il connettore tipo F per la parabola satellitare, lo slot Common Interface Plus 1.4 (l’apparecchio è provvisto del bollino “lativù”) e l’uscita Toslink per l’audio digitale. Gli ingressi HDMI possono ricevere segnali 4K in diverse modalità, come per esempio la VRR (Variable Refresh Rate) a 288 Hz di refresh, utile per il gaming con PC; sempre in questi termini, il TV supporta AMD FreeSync Premium Pro e Dolby Vision Gaming. Con la gamebar avanzata si possono gestire tutti i parametri delle sessioni di gioco con le console PlayStation, Switch e Xbox e scegliere il formato video più consono alle proprie esigenze.

 

La presa di alimentazione, invece, si trova sulla destra. La connettività si completa con l’interfaccia Bluetooth 5.4 utile a collegare cuffie (la classica presa jack da 3,5 mm è assente), tastiere e altri dispositivi senza fili. Per la Smart TV, come al solito, TCL si rivolge a Google TV, che offre un ampio catalogo di app. Il player multimediale integrato permette di accedere ai contenuti in rete locale condivisi tramite DLNA, mentre il TV supporta Chromecast, Miracast e AirPlay 2/Homekit per lo streaming di contenuti tramite dispositivi mobili.

Gli accessori presenti nella confezione, oltre alla base da tavolo e al cavo di alimentazione, includono il telecomando provvisto di microfono per il controllo tramite Assistente Google (la versione arrivata in prova è quella compatta senza tastiera numerica e con retroilluminazione, che in Italia dovrebbe essere sostituita dalla variante con tastiera numerica, ma senza retroilluminazione), il quale può essere affiancato dall’app TCL Home per dispositivi Android o iOS.

La prova

Dato il taglio di diagonale del TV le dimensioni dell’imballo sono ragguardevoli; dopo averlo estratto e sistemato a faccia in giù, facendo attenzione ad utilizzare un piano sufficientemente ampio e protetto con una coperta, abbiamo montato il supporto da tavolo, che integra un passacavi a scomparsa e può essere fissato a due diverse altezze per consentire di collocare una soundbar proprio al di sotto dello schermo. Il setup dell’apparecchio può essere velocizzato servendosi di uno smartphone, se non si vuole perdere tempo col telecomando e la tastiera virtuale, dato che per utilizzare la sezione Smart è necessario un account Google; tuttavia, se si desidera impiegare l’app per il controllo del TV da dispositivo mobile occorre registrare un account TCL.

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La pagina iniziale di Google TV, nella sua versione più recente, è abbastanza ordinata.

La sintonizzazione dei canali del digitale terrestre viene completata in un tempo piuttosto breve, permettendoci di avviare un test di visione di canali TV HD, che con la modalità Standard è generalmente molto soddisfacente; non riusciamo a fare a meno di ridurre al minimo la correzione digitale del movimento, visto che l’effetto “plasticoso” esercitato sui volti è sempre in agguato. Piuttosto buona le resa cromatica, con colori vivaci e piuttosto saturi, il quadro è molto luminoso, in alcuni frangenti anche troppo, ma va bene così. Molto buona anche la visione di Rai 4K, accessibile in streaming: anche in questo caso, nonostante il trattamento del segnale originale trasmesso abbia diverse limitazioni, la visione è del tutto soddisfacente, grazie alla grande luminosità, ai colori vivaci e il buon comportamento alle basse luci. Per i canali a definizione standard viene in aiuto lo scaler, che migliora parecchio il segnale originale.

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È possibile utilizzare lo schermo come galleria fotografica, scegliendo i contenuti da diverse fonti, tra le quali Google Foto.

La consueta ricchezza di controlli sulle immagini consente all’utilizzatore di accedere ad un ampio insieme di parametri, mentre gli incontentabili potranno sfruttare la calibrazione AutoCal del software Calman, prodotto da Portrait Displays, per beneficiare di regolazioni possibilmente più aderenti alle proprie esigenze. La disposizione delle voci del menu rapido è abbastanza efficiente e, mutuando le variazioni apparse l’anno passato, quello per la selezione dell’ingresso presenta a video la memoria USB, quando collegata, e anche AirPlay 2, utilizzabile con i dispositivi Apple.

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Se non si gradisce l’effetto “soap opera” si può intervenire e regolare o disattivare la gestione digitale del movimento.

Il primo titolo Blu-ray 4K che andiamo a visionare, in modalità Filmmaker, è il solito “Sopravvissuto: The Martian”; i toni della pelle sono riprodotti molto bene, la resa delle luci puntiformi nelle scene scure all’interno della base marziana è ottima. Le immagini sono in generale luminose e provviste di colori ben saturi; le scene della pulizia dei pannelli solari sono molto luminose. Anche le immagini proposte dal Blu-ray 4K di “Blade Runner 2049” in 4K HDR sono di grande qualità, luminose, ben contrastate e dotate di colori vivaci; buona la resa alle basse luci, come per esempio nelle scene iniziali degli interni della casa del replicante ricercato dall’agente K. “Top Gun: Maverick” in Dolby Vision mostra una resa cromatica davvero naturale, a partire dall’incarnato; impressionante la luminosità della scena che vede il protagonista Tom Cruise nella neve dopo il lancio di emergenza dal suo jet.

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La voce “Super risoluzione” serve ad attivare l’elaborazione automatica in tempo reale del processore video sui contenuti a bassa definizione, che viene svolta sui singoli fotogrammi.

Con i contenuti in streaming di Apple TV, disponibili prevalentemente in 4K e Dolby Vision, la qualità delle immagini si è mostrata nel suo splendore, ad esempio nella serie “Monarch: Legacy of Monsters” la luminosità e la ricchezza cromatica sono impressionanti; pure con “F1: il film” le immagini presentano colori molto vivaci ma naturali, una resa dell’incarnato molto buona e grande luminosità. Ottima la visione di alcuni episodi dell’ultima stagione di “Fondazione”, che si è distinta per la precisione del dettaglio e la saturazione del colore ottimamente bilanciata. Su Prime Video, la serie “Gli Anelli del Potere”, in 4K e Dolby Vision, ci ha fatto ottima impressione: le immagini in ambienti luminosi sono estremamente dettagliate e con un’ottima resa cromatica, quelle nelle scene scure sono provviste di grande dettaglio alle basse luci.

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Molto completo il menu rapido, sebbene ci sia qualche testo tradotto impropriamente (ad esempio, nel caso del Dolby Vision c’è una “e” di troppo).

L’unico dubbio lo abbiamo rilevato visionando la quarta serie di “Jack Ryan”: anche questa in 4K e Dolby Vision, nel primo episodio, circa al minuto 14:00, utilizzando il Dolby Vision IQ si vede, attorno alla testa dell’interprete principale John Krasinski, un leggero alone che risulta un po’ meno evidente se si attiva la modalità Dolby Vision Filmmaker, che scurisce il quadro. Molto efficace il processore TSR AiPQ nella riscalatura di contenuti in SDR, che migliora notevolmente la qualità delle immagini senza introdurre artefatti: “Interstellar” di Christopher Nolan ha una resa cromatica piuttosto naturale e il contrasto ben bilanciato.

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Grazie all’interfaccia grafica è molto facile scegliere con Beosonic la risposta del sistema audio che più ci aggrada.

Con “Samsara” di Ron Fricke le prime sequenze (quelle delle danzatrici balinesi) hanno colori molto vivaci e sono nettamente luminose, grazie al contrasto hanno una buona profondità, ma anche nel resto del girato la resa cromatica è molto convincente. Le prestazioni dello scaler con contenuti SD come “Il Gladiatore” e “Il Ritorno del Re” sono più che sufficienti: i colori sono abbastanza saturi, l’incarnato è sufficientemente compatto e il rumore video è visibile, ma tutto sommato piuttosto ridotto.

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In HDR le immagini hanno una luminosità davvero elevata e sono provviste di un ottimo contrasto.

Lo strato antiriflesso si è dimostrato abbastanza efficace, se l’incidenza della luce non è diretta, in ogni caso un segno di miglioramento rispetto alla serie C7K che ci aveva lasciato perplessi. Davvero ottima, invece, la visione da posizioni anche molto decentrate col nuovo pannello WHVA 2.0 Ultra: finalmente le immagini restano luminose, salvo un leggero calo del contrasto verso i bordi e una resa cromatica molto buona da qualsiasi posizione si guardi lo schermo.
L’audio integrato è risultato piuttosto potente, sebbene non siano al momento disponibili specifiche sulla sua configurazione, che dovrebbe essere su 2.2 canali, indipendentemente dal supporto a Dolby Atmos e DTS indicato nei menu audio del TV.

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Molto buona la resa anche con i contenuti SDR, luminosi e dai colori saturi.

Conclusioni

In definitiva, il nuovo TV Super Quantum Dot proposto da TCL possiede le caratteristiche per assicurare uno spettacolo di prim’ordine allo spettatore: diagonale da cinema, bordo nero dell’immagine quasi inesistente, luminosità impressionante, resa cromatica intensa e molto precisa, ottima gestione del contrasto e, ultimo ma non meno importante, il sistema audio integrato che, con subwoofer ed equalizzazione BeoSound, offre un suono potente e adeguato a tutte le occasioni. In ogni caso, per massimizzare la resa audio, è possibile utilizzare una delle soundbar in arrivo da TCL o, meglio ancora, un sistema home theater come si deve.

Da non dimenticare le indispensabili funzioni a disposizione dei gamers, che apprezzeranno la compatibilità con i segnali specifici per i videogiochi Dolby Vision e HDR10+, oltre alla gamebar evoluta. Per quanto riguarda il prezzo di listino ufficiale, lo riteniamo adeguato alla fascia di prodotto; sono presumibili, però, dei ribassi del prezzo effettivo di vendita che lo renderanno ancor più interessante per chi vuole rinnovare la propria sala cinema.

Marco Meta


Ci è piaciuto

  • Luminosità del pannello
  • Resa cromatica
  • Visione da posizione decentrata

Non ci è piaciuto

  • Nulla da segnalare

TCL 75C8L

Televisore SQD-Mini LED 4K HDR Android
Distributore per l’Italia: TCL Europe. Tel. 02 98129966 – www.tcl.eu
Prezzo di listino: euro 1.999,00 (IVA inclusa)

CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE
  • Schermo: Super Quantum Dot-LCD 4K Ultra HD (3.840×2.160 pixel) con retroilluminazione Mini LED.
  • Diagonale: 75” (189,3 cm).
  • Audio: 100 W.
  • Firmware: Google TV (Android 14).
  • Connessioni: 4 ingressi HDMI 2.1, 1 uscita audio digitale Toslink, slot Common Interface CI+ 1.4, 1 porta USB 3.0 tipo A, porta Ethernet, Wi-Fi 6 Dual Band, Bluetooth 5.4.
  • Dimensioni: 1.666x949x51 mm (senza supporto), 1.666x995x368 mm (con supporto).
  • Peso: 28,4 kg (senza supporto), 30,4 kg (con supporto).
  • Classe di efficienza energetica: G (HDR), D (SDR)

Author: Redazione

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