Forte dell’esperienza maturata in un secolo di storia nella produzione di apparecchi TV, Loewe affronta con la Leo una sfida inedita: la sua prima cuffia. E lo fa senza mezze misure, debuttando direttamente nella fascia high-end.

Se pensiamo ai marchi europei del settore audio-video, capaci di coniugare prestazioni di alto livello e design particolarmente ricercato, Loewe è uno dei primi nomi che vengono in mente. Non tutti sanno però che l’azienda tedesca, fondata a Berlino nel 1923 dai fratelli Siegmund e David Ludwig Loewe, partecipò da protagonista ai primi sviluppi della televisione elettronica e nel 1931, insieme al ricercatore Manfred von Ardenne, presentò uno dei primi sistemi televisivi completamente elettronici.
A oltre cent’anni dalla fondazione, il televisore rimane al centro dell’attività del marchio, con modelli nei quali la tecnologia e il design mantengono un ruolo di primo piano. Negli ultimi anni però, anche in seguito a cambiamenti societari, Loewe ha progressivamente ampliato e diversificato la propria offerta audio, con diffusori, sistemi multicanale, soundbar e subwoofer.
A questi si è recentemente aggiunta la Leo, prima cuffia nella storia del marchio e con la quale Loewe punta decisamente alla fascia alta del mercato. Materiali pregiati, costruzione sofisticata e grande attenzione al design dichiarano immediatamente le ambizioni del progetto. Le premesse per un debutto importante ci sono tutte: vediamo dunque come la Leo si comporta alla prova dei fatti.
Progetto e realizzazione
Due sono i fulcri del progetto della cuffia Loewe Leo su cui si appoggiano le leve delle prestazioni: il primo è il driver dinamico da 50 mm di diametro, il secondo è l’integrazione con l’applicazione per smartphone che promette l’accesso alle funzionalità più moderne oggi disponibili in rete. Il driver è realizzato adottando una membrana polimerica elasticizzata e stabilizzata termicamente.

La custodia semirigida accoglie anche un guscio portacavo nero, ben mimetizzato al centro della confezione e tenuto in sede da magneti. Il corredo include una seconda custodia morbida di colore beige come l’archetto.
Questo permette sia di avere una rigidità tale da eliminare breakup nella riproduzione di tutta la banda audio, sia di possedere ottime capacità smorzanti per non incorrere in eventuali risonanze. L’altoparlante in pratica occupa tutta la parte centrale del padiglione che ha una forma ellittica circondata da un cuscinetto morbido in vera pelle tale da sigillare la cavità che così si crea con l’orecchio e tale da garantire un carico acustico pressoché costante. Posteriormente invece l’altoparlante è situato in una coppa che racchiude tutta l’elettronica necessaria, ma non completamente sigillata, realizzando un’architettura bass reflex.

I particolarissimi controlli rotativi che si trovano sull’esterno di entrambi i padiglioni, dedicati a volume e funzionalità principali.
L’archetto di sostegno ha un’anima in acciaio con un morbido cuscinetto che lo riveste nella parte di appoggio; su questo, tramite un semplice snodo che permette rotazioni attorno all’asse verticale, si innestano i due padiglioni che presentano i classici tasti laterali di accensione ma soprattutto due gradi e sottili manopole che permettono di regolare il volume, parte destra, o inserire e disinserire la funzionalità della cancellazione del rumore. L’elettronica interna ruota attorno all’amplificatore operazionale TI OPA1622 capace di erogare 150 mW su un carico da 32 ohm, ovvero perfettamente adeguato a pilotare in maniera robusta il driver montato.

L’interno dei padiglioni auricolari, qui con i trasduttori montati, mostra il grado di complessità di una cuffia wireless moderna.
L’uso tipico della Loewe Leo è in modalità wireless ma è possibile anche il suo impiego cablato, sia in modalità analogica che in modalità digitale, utilizzando una porta USB dello smartphone o di un PC, supportando audio ad alta risoluzione fino a 96 kHz/24 bit. Nella modalità wireless è da rilevare che pur utilizzando il protocollo Bluetooth 5.3 i codificatori utilizzati sono quelli SBC, AAC e LC3plus, ma non aptX e LDAC che sono soggetti a licenza rispettivamente da parte di Qualcomm e Sony. Come già annunciato, il secondo punto di forza della Leo è la sua app proprietaria che consente di gestire svariate funzionalità ed estrarre il massimo delle prestazioni. Le funzioni selezionabili però non si limitano solamente a quelle relative all’ascolto di brani musicali o alla gestione delle chiamate telefoniche. Ad esempio è possibile interagire con un assistente personale a cui chiedere di chiamare una determinata persona o selezionare una determinata tipologia di brani musicali (rock anni ‘80…) con una chicca finora mai incontrata su cuffie di questo genere: la traduzione simultanea. Il servizio è disponibile per molteplici lingue e il suo uso è realmente efficace se non addirittura sorprendente. È veramente il caso di dire che l’era dell’intelligenza artificiale sia arrivata anche nelle elettroniche cosiddette consumer e in particolare in quelle della riproduzione dell’audio.
Note di uso e d’ascolto
La linea moderna della Loewe Leo è indubbiamente accattivante, ma altrettanta attenzione è stata riservata al comfort. Il peso relativamente contenuto e l’archetto, che assicura un buon equilibrio tra stabilità e comodità, consentono di indossarla a lungo senza particolare affaticamento. Molto pratici anche i due controlli rotanti posti all’esterno dei padiglioni, con i quali è possibile regolare il volume, cambiare brano e gestire la cancellazione attiva del rumore, rendendo l’utilizzo semplice e intuitivo.
Prima di passare ai brani di riferimento è però necessario soffermarsi su un aspetto importante emerso durante la prova: per ottenere dalla Leo l’equilibrio tonale che abbiamo ritenuto più convincente è stato necessario ricorrere all’app e alle possibilità di regolazione che mette a disposizione. È quindi opportuno installare fin dall’inizio l’applicazione Loewe, disponibile per Android e iOS, e intervenire in particolare sulle impostazioni dell’equalizzatore e della cancellazione attiva del rumore (ANC).
Diversamente, con ANC disattivato e l’equalizzatore impostato su “Neutral”, si rileva un marcato avvallamento della gamma media, particolarmente evidente intorno a 1 kHz. In Figura 1 sono riportate le risposte in frequenza dei due canali, rilevate mediante un sistema miniDSP EARS Pro dotato di simulatori d’orecchio conformi alla IEC 60318-4. Le curve sono quelle direttamente rilevate dal sistema di misura, senza applicare una successiva compensazione, e sono confrontate con la Harman 2018 Over-Ear Target Curve, utilizzata come riferimento per valutarne l’andamento.

È decisamente uno dei punti di forza di questa cuffia: la gestione tramite un’app agile e reattiva.
Nel nostro caso, risultati migliori sono stati ottenuti attivando la cancellazione del rumore e selezionando la modalità “Custom” dell’equalizzatore, intervenendo sull’avvallamento compreso approssimativamente tra 400 Hz e 2 kHz. In particolare, abbiamo incrementato di pochi decibel il livello a 500 e 1.500 Hz e di circa 9 dB quello intorno a 1 kHz. Il risultato è cambiato in maniera evidente: così regolata, la Leo ha raggiunto un equilibrio tonale decisamente convincente, mostrandosi a proprio agio con generi musicali anche molto diversi e offrendo un ascolto coinvolgente, caratterizzato da un notevole effetto presenza.
Fluidità e piacevolezza costituiscono due delle qualità più evidenti della Leo che, sotto questo aspetto, si colloca tra le migliori cuffie wireless transitate nella nostra redazione. La gamma bassa è profonda, controllata e ben estesa: possiede impatto senza diventare invadente e mantiene una buona precisione. Naturale e dettagliata la gamma media, con una riproduzione delle voci particolarmente realistica, mentre gli alti risultano puliti e ariosi, senza diventare affaticanti neppure nelle sessioni di ascolto prolungate. Tra i punti di forza emerge inoltre l’ampiezza della scena sonora, con un’immagine stereo generosa e dotata di una buona percezione della profondità.
Le prove sono state effettuate utilizzando la Leo in Bluetooth, collegata a uno smartphone, con i brani riprodotti attraverso TIDAL. Con “Walk on the Wild Side” di Lou Reed la percezione della voce è impressionante: la presenza del cantante sembra reale, inoltre il contrabbasso conserva vibrazione, corpo e notevole effetto presenza.

Risposta in frequenza dei canali sinistro (rosso) e destro (blu) della Loewe Leo con equalizzatore su “Neutral” e ANC disattivato, rilevata mediante un sistema miniDSP EARS Pro dotato di simulatori d’orecchio conformi alla IEC 60318-4, In grigio è riportata come riferimento la Harman 2018 Over-Ear Target Curve, allineata in livello alla misura.
L’equilibrio timbrico rimane convincente anche variando il livello d’ascolto e la cuffia dimostra di saper gestire senza cedimenti anche programmi caratterizzati da una gamma bassa particolarmente energica.
Passando a una voce femminile, con “Soldier of Love” di Sade la Leo continua a convincere per qualità e capacità di coinvolgimento. La riproduzione è ricca di particolari e mantiene sempre un buon controllo, consentendo di cogliere anche dettagli minuti presenti nella registrazione, come il rumore del vento che accompagna alcuni passaggi del brano.
Per la musica classica abbiamo scelto “I Pini di Roma” di Respighi, composizione particolarmente impegnativa per la capacità di mettere alla prova l’estensione in basso, la ricchezza armonica, la ricostruzione spaziale e la risoluzione dei dettagli più fini. Anche in questo caso l’esperienza è coinvolgente; emerge una buona coerenza timbrica e la raffinatezza nel rendere il suono dei vari strumenti: legni, archi e ottoni conservano una precisa individualità all’interno dell’insieme orchestrale. La Leo riesce così a restituire una scena ampia e ben organizzata, offrendo una ricostruzione dell’orchestra di altissimo livello.
Nel complesso, il giudizio d’ascolto è decisamente positivo, ferma restando l’importanza della regolazione dell’equalizzazione descritta in precedenza, che nel nostro caso si è rivelata determinante per raggiungere il migliore equilibrio tonale. A questo si aggiunge una dotazione di funzioni particolarmente ricca, che contribuisce alla completezza di un prodotto con il quale Loewe affronta con notevoli ambizioni il proprio debutto nel settore delle cuffie high-end.
Conclusioni
Quello di Loewe nel mondo delle cuffie è un debutto decisamente ambizioso. La Leo mette sul piatto materiali di pregio, costruzione e design di alto livello, una dotazione tecnologica particolarmente ricca e, una volta individuata la corretta regolazione dell’equalizzazione, prestazioni sonore capaci di confrontarsi con le migliori cuffie wireless passate nella nostra redazione. Il prezzo la colloca senza esitazioni nella fascia alta del mercato, dove la concorrenza è particolarmente qualificata, ma qualità realizzativa, comfort e prestazioni le forniscono argomenti solidi per affrontarla.
Mario Richard e Leonardo Bianchini
Loewe Leo
Cuffia dinamica chiusa
Distributore per l’Italia: Tecno Style, Brescia, Italia. www.tecno.style
Prezzo di listino: euro 1.500,00 (IVA inclusa)
CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE
- Trasduttore: dinamico 50 mm.
- Riposta in frequenza: 20 Hz – 20 kHz.
- Peso: 360 g.
- Connessioni: passiva tramite cavo terminato jack 3,5 mm, Bluetooth v5.3 AAC/SBC/LC3plus.
- Batteria: Li-Ion 660 mAh, durata 65 ore/45 ore ANC on.
- Dotazione di serie: custodia rigida e custodia morbida, 2 cavi rimovibili di lunghezza 1,2 m; analogico terminato connettore jack stereo da 3,5 mm sbilanciato, digitale USB tipo C, adattatore 6,3 mm


