Panasonic TX-55HX940E

Uno di famiglia

In questo televisore LCD si riconoscono chiaramente alcuni tratti degli OLED della casa, apparecchi che ambiscono ad offrire quanto di meglio al momento sia possibile ottenere

La serie HX, pur collocandosi al vertice della produzione LCD di Panasonic, non aspira ad un ruolo da protagonista tecnologico, come accade invece per i prodotti con pannello OLED del marchio nipponico. Non è una critica, perché le politiche commerciali dei costruttori esulano completamente dal nostro ambito di competenza e interesse, che riguarda solo la valutazione della qualità degli apparecchi. Una semplice constatazione quindi, anche se un tantino amara, legata al fatto di essere felice possessore del primo TV LCD HDR della casa, del quale mi sono innamorato a prima vista al CES del 2016 e tra vederlo e volerlo non è passato più di mezzo secondo.

Mi riferisco alla serie DX900, rimasta in catalogo molto più di quanto in genere accada, composta da due modelli con retroilluminazione Full Array Local Dimming. Quella che equipaggia la serie HX è invece di tipo edge, tecnologia che non può offrire le stesse prestazioni della FALD. Fra l’altro la casa non ha “approfittato” di avere i LED della retroilluminazione solo alla base dello schermo per realizzare un TV ultrasottile almeno nella parte superiore, anche se la finezza (qui c’è un doppio senso…) sarebbe stata apprezzata in toto solo col TV non collocato troppo a ridosso di una parete.

Sul fondo dell’apparecchio ci sono due coppie di alloggiamenti per i piedini. Quella più interna si può usare quando la superficie di appoggio è di ridotte dimensioni.

Comunque mi spiace constatare come Panasonic, che con la serie DX900 aveva raggiunto livelli qualitativi di eccellenza, abbia deciso di mettere gli LCD in secondo piano, puntando solo all’OLED per i suoi televisori più performanti. Anche se il futuro non è del cristallo liquido ma delle tecnologie autoemissive, l’LCD ha ancora qualcosa da dire, soprattutto nel divario di prezzo, più contenuto, rispetto all’OLED. Ciò che invece questo apparecchio mostra chiaramente di avere in comune coi i suoi migliori cugini OLED è la cura per la riproduzione cromatica. La casa ha fatto di questo aspetto uno dei suoi cavalli di battaglia nel suo marketing, non lasciando però che le parole restassero tali ma impegnandosi per tramutarle in fatti.

Pur non disponendo del Filmaker Mode, il TV ha dato prova in laboratorio di essere molto performante in termini di linearità e sul campo di essere in grado di restituire immagini molto accattivanti. Vedo che sto descrivendo l’apparecchio per sottrazione: non è FALD, non ha il Filmaker… È probabile che la scelta della casa di “trascurare” gli LCD mi abbia un po’ condizionato, ma il modello di mezzo della linea, che prevede come tagli più piccoli un 43 ed un 49 ed al di sopra un 65 ed un 75 pollici, ha anche tanto da offrire. Ad esempio sotto il profilo della compatibilità HDR, che include oltre all’HLG anche i due formati a metadati dinamici, l’HDR10+ ed il Dolby Vision.

La presenza di un sensore di luce ambiente ha permesso di inserire tra le modalità Dolby Vision anche la IQ, che ottimizza le immagini in base alle condizioni della sala. Non manca il supporto al Dolby Atmos per quanto riguarda l’audio. Quindi sia che si utilizzino supporti fisici o che si attinga ai servizi di streaming (Netflix dispone anche della modalità video ad esso dedicata, che però disattiva il sensore di luce), l’apparecchio riuscirà a riprodurre al meglio ogni tipo di contenuto HDR.

La vaschetta delle connessioni è protetta da una copertura, che può essere rimessa in posizione solo se si utilizzano gli ingressi “tangenziali”.

Anche sul fronte della connettività l’HX55 è ben dotato: ai 4 ingressi HDMI 2.1 (4K 60p) di cui uno eARC, si aggiungono un ormai raro component/composito e a tre porte USB, oltre alla rete cablata e wireless ed al Bluetooth. Il set di funzionalità è pure ben esteso; se la presenza di un tuner SAT e di un doppio tuner DVBT sono caratteristiche ormai “basiche”, la possibilità di trasmettere i segnali TV via ip tra due apparecchi della casa è una opzione un po’ più particolare di molti Panasonic offerta anche da questo 55”.

Da remoto è anche possibile impostare la programmazione del timer delle registrazioni. Le possibilità di regolazione offerte dal menu possono essere considerate financo eccessive alla bisogna considerando il target del prodotto, che probabilmente non è quello degli appassionati di calibrazione. La coppia di piedini su cui poggia il televisore può essere collocata in due posizioni: una in prossimità dei bordi laterali ed una più centrale per consentire il posizionamento su mobili meno larghi del pannello.

Il sistema operativo, lo abbiamo dato per scontato, è l’evoluzione del Firefox OS che la casa impiega da anni (l’interfaccia My Home Screen è ora alla versione 5). Sono supportati gli assistenti vocali di Google e Amazon; la gestione delle regolazioni e l’accesso alle funzionalità desiderate è semplice e funzionale, oltre ad essere ben personalizzabile, ma il sistema presenta qualche limite relativamente alle app installabili. All’appello ne mancano infatti alcune ormai irrinunciabili, prima fra tutte Disney+. Certo, il rimedio c’è, ma questo aspetto è da non sottovalutare se non si vuole far ricorso ad apparecchi esterni per avere tutto quello che per noi è indispensabile. Chiudiamo la sezione descrittiva menzionando la presenza della app di streaming gratuito Xumo, presente anche sui televisori LG.

Il telecomando in dotazione è quello che accompagna molti TV della casa e che sarebbe stato ancora più comodo se fosse stato dotato di una retroilluminazione seppur basica.

La visione

Abbandonando la prassi abituale, che vuole che si inizi parlando della resa con i segnali TV, vorrei partire esaminando la resa alle basse luci offerta della retroilluminazione edge. Alle misure il livello del nero non spicca in quanto a “bassezza” (in senso buono…) ma è anche vero che ho preferito disabilitare l’intervento degli algoritmi di controllo dinamico, che funzionano bene con le immagini reali ma che avrebbero condotto a risultati falsati nelle misure di linearità con i famigerati “pattern”.

Sotto il profilo della linearità il televisore si è dimostrato molto pulito e nell’uso pratico, anche nelle scene più cattive, il livello del nero, pur non essendo quello di TV con local dimming “vero”, non si è dimostrato eccessivamente fastidioso per un TV edge. Quello offerto dal Panasonic (sul sito le immagini sono un po’ fuorvianti) è infatti un local dimming a bande verticali che occupano tutta l’altezza dello schermo, che è l’unico possibile quando c’è una sola fila di LED alla base del pannello.

Le zone, ad un esame occhiometrico, sembrerebbero essere una decina; è decisamente preferibile evitare posizioni fuori asse dalle quali si percepisce un livello del nero più elevato, mentre un po’ di luce ambiente ha un benefico effetto sullo “scurimento”.

Un altro aspetto legato alla retroilluminazione è quello della luminosità massima, che in questo apparecchio si attesta su valori che sono più o meno la metà di quelli offerti dai migliori OLED. Il risultato è che il TV non acceca, come accade coi picchi di luminosità improvvisi quando, come nel mio caso, si è soliti guardare il televisore con le luci molto soffuse. La resa HDR non è quindi “impressionante” ma non è nemmeno troppo “floscia”: garantisce una buona credibilità pur essendo distante dal realismo a cui prodotti più performanti ci hanno abituato. Il risultato dipende molto dal fatto che l’occhio ha una notevole capacità di adattamento; “settandosi” su quella che è la luminosità media, ci mostra con deciso risalto i picchi anche se il loro valore assoluto non è elevatissimo.

La barra di accesso alle funzioni principali è personalizzabile.

L’orecchio invece è meno incline al perdono e la resa offerta dall’apparecchio non entusiasma, visto che un po’ di volume interno il cabinet ce l’avrebbe e si sarebbe potuto fare qualcosa in più. Pur non essendo né scatolare né nasale come avviene anche nei migliori supersottili, la resa è leggerina e non regge qualitativamente con il video. Tornando alla visione, la resa coi segnali DVBT in SD è morbida e priva di artefatti; in HD è più incisa ed anche in questo caso le immagini seppur non iperdefinite sono dettagliate e senza incertezze nella resa delle trame sottili in movimento.

Lo scaler fa un ottimo lavoro anche in presenza di segnali SD preregistrati; qualche test su motion compensation ne suggerisce un uso limitatissimo (in alcune situazioni si evidenziano artefatti ormai rari come la “faccia di gomma” di Commodo ne “Il gladiatore” quando alla traccia 3 viaggia nella carrozza che sobbalza). Non me ne farei un cruccio, il motion compensation non fa comunque per noi… Come già sottolineato, la naturalezza di riproduzione cromatica è di ottimo livello e ho molto insistito alla ricerca di qualche pecca tirando fuori dal cassetto tutte le tracce con incarnati difficili, ma il TV non si è mai piegato. Quindi, a parte il livello del nero, che è quello di un buon edge, la resa del TX-55HX940E ci ha pienamente convinto.

Le misure

Conclusioni

Sono poche le osservazioni che si possono muovere a questo televisore, a partire da qualche “falla” nella dotazione di app e un audio solo discreto. Se solo avesse avuto la retroilluminazione FALD… Ma non è giusto rimproverarlo perché non è un altro apparecchio, al livello degli LCD top Panasonic di qualche anno fa. Perché il prezzo ovviamente non è quello di un FALD. E per ciò che funzionalmente e prestazionalmente offre, considerandone lo street price, il TX-55HX940E è un TV coi fiocchi.
Mario Mollo


Ci è piaciuto
  • La piacevolezza della resa cromatica, uno dei punti di forza di questo TV come dei migliori prodotti della casa.
  • L’apparecchio è funzionalmente abbastanza ben dotato, anche sotto il profilo delle regolazioni a disposizione.
Non ci è piaciuto
  • L’audio, stante un cabinet non supersottile, avrebbe potuto essere un po’ più sostanzioso.
  • Il SO impone qualche limite in termini delle app di streaming installabili.

Panasonic TX-55HX940E
Televisore LCD UHD HDR
Distributore per l’Italia: Panasonic Italia SpA, Viale dell’Innovazione 3, 20126 Milano (MI). Tel. 02 67072556 – www.panasonic.it
Prezzo (IVA inclusa): euro 999,99

Caratteristiche dichiarate dal costruttore
  • Schermo: LCD 4K Ultra HD (3.840×2.160 pixel).
  • Diagonale: 55” (139 cm).
  • Audio: 2x10W.
  • Connessioni: 4 ingressi HDMI (4K/ 60p, 1 ARC), 1 component/videocomposito + audio, uscita audio digitale TOSlink, uscita cuffia (commutabile a subwoofer), slot Common Interface CI+ 1.4, 2 porte USB 2.0 tipo A, 1 porta USB 3 tipo A, porta Ethernet 10/100, Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac, Bluetooth 4.2.
  • Dimensioni (LxAxP): 123,1×71,4×4,4 cm (senza base), 123,1×77,2×27,2 cm (con base).
  • Peso: 18,5 kg (senza base), 19 kg (con base)

Author: Redazione

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