Loewe stellar 65 DR+

Stellare di nome e di fatto

La casa tedesca ha da sempre due punti di riferimento che ne guidano la progettazione: la qualità dei prodotti e il design. Con la serie “Stellar” del 2025 ha puntato sull’unicità della realizzazione.

Negli anni passati Loewe ha iniziato a sperimentare l’impiego di diversi materiali per rendere unico il design dei propri televisori, ad esempio il cemento e l’alluminio. Stavolta ha utilizzato qualcosa di decisamente inconsueto per il retro del pannello OLED (la porzione superiore scoperta a forma di “U” rovesciata): la particolarità che contraddistingue questo TV è la lava basaltica. Sì, avete letto bene, proprio il materiale eruttato dai vulcani, uno dei più abbondanti in natura, che attraverso il trattamento cui viene sottoposto permette di produrre un motivo diverso dall’altro, rendendo ogni apparecchio unico nel suo genere. La scelta di questo materiale da parte dei tecnici Loewe è dovuta, tra le altre motivazioni, alla sua robustezza, alla capacità di smorzamento delle vibrazioni e alle prestazioni di isolamento acustico.

pannello delle connessioni
La gran parte delle connessioni è accessibile dal basso sul lato di destra, guardando il retro: da notare i due ingressi USB che supportano un elevato assorbimento (ben 2000mA per l’USB 2.0) e le tre porte HDMI, due delle quali versione 2.1.

Le cornici sono di alluminio spazzolato rifinito in nero e pure per il telecomando è stato adoperato lo stesso metallo oltre all’onnipresente plastica.
A parte l’aspetto squisitamente visivo dello Stellar, il cuore dell’apparecchio è costituito dal pannello OLED WRGB prodotto da LG Display, nel quale è impiegata la tecnologia di quarta generazione “META Technology 3.0”, che combina il Micro Lens Array (MLA) con il pannello composto da quattro substrati, offrendo la capacità di spingere la luminanza di picco, su un’area del 3% dello schermo, fino a 4.000 nit (circa il 33% in più, assieme ad un’ottimizzazione del consumo energetico ridotta del 20% rispetto alla generazione precedente). Questo avviene per mezzo del pilotaggio individuale di ciascuno dei quattro substrati; tale struttura genera una superiore purezza della luce, grazie alla suddivisione dal substrato giallo nelle componenti rosso e verde. In pratica ci sono due strati blu con quello verde nel mezzo e il rosso “on top”; come “effetto collaterale” si ottiene una copertura più ampia dello spazio colore.

 

sportellino nel lato destro
Dietro uno sportellino presente sul lato destro si celano altre due porte USB, l’uscita audio analogica/digitale con jack da 3,5 mm e la quarta porta HDMI.

La casa di Kronach implementa sul pannello “open-cell” di LG la sezione di controllo e un sistema proprietario di alimentazione con dissipatori di calore, il tutto progettato per spingere al massimo le prestazioni (la luminanza massima accreditata da Loewe è 2.200 nit) ed ottenere una migliore efficienza energetica. Il supporto ai segnali video copre tutte le tipologie di segnali HDR, quali HLG, HDR10+ e Dolby Vision. Per quanto riguarda il gaming, sono supportati VRR e ALLM con risoluzione 4K e refresh a 120 Hz.

Un TV come questo deve essere provvisto di un telecomando di livello, e Loewe non si smentisce: realizzato in combinazione tra metallo e plastica, è molto lineare ed offre una gradevole sensazione di “matericità” al tatto. Sul retro ha una superficie gommosa antiscivolo; è retroilluminato, ma si serve di due comuni batterie AAA, niente ricaricabili.


Lo Stellar DR+ è provvisto di un sistema di riscalatura in UHD e contrasto adattivo; un’unità a stato solido (SSD) da 1 TB installata sotto la cover posteriore è impiegata per la registrazione delle trasmissioni TV con “time shift” oppure di un programma diverso da quello che si sta guardando grazie al doppio sintonizzatore (due ingressi satellitari e uno per l’antenna terrestre). L’amplificazione in classe D da 80 W complessivi alimenta il sistema di altoparlanti integrato in configurazione 2.0. Ciascuno dei due canali gestiti è racchiuso in un contenitore ad emissione frontale ed è formato da due driver per basse e medie frequenze, un tweeter ed un trasduttore passivo, che prende il posto del bass reflex per rafforzare la profondità della gamma bassa; il sistema audio supporta la riproduzione di tracce Dolby Atmos, DTS:X e DTS HD. Nella parte bassa del frontale è visibile la griglia dietro alla quale sono posizionati gli altoparlanti, al centro della quale si trova un piccolo “oblò” informativo.

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La piattaforma VIDAA nella customizzazione grafica di Loewe è piuttosto snella e rapida..


Nel bordo inferiore, l’apparecchio è fornito di un sistema di illuminazione LED, chiamato “Magic Light”, non molto invasivo ed ispirato all’Ambilight di Philips; si può disattivare oppure scegliere il colore della luce emessa. A fianco dei LED, sulla destra troviamo un interruttore per scollegare completamente il TV dall’alimentazione elettrica. Rivolgendo lo sguardo al retro, sotto un pannello di plastica rimovibile all’altezza di questo interruttore è collocata la vaschetta IEC per il cavo di alimentazione. Sulla destra, dietro un ulteriore pannello rimovibile, sono accessibili dal basso i due ingressi satellitari (DVB-S/S2) e quello per l’antenna terrestre (DVB-T/T2), la porta Ethernet per il collegamento in rete, una porta USB 2.0 che permette di alimentare dispositivi con assorbimento fino a 5 V/2.000 mA, una porta USB tipo C che supporta assorbimenti fino a 5 V/1.000 mA, due porte HDMI 2.1, di cui una con supporto eARC, e una porta HDMI 2.0b. Sul lato del telaio posteriore, un piccolo sportello di materiale plastico nasconde un ingresso USB tipo C ed una porta USB 2.0, entrambi fino a 5 V/1.000 mA, l’uscita audio analogica (ottica con adattatore) su porta jack da 3,5 mm ed una ulteriore porta HDMI 2.0b; il TV è provvisto anche di slot Common Interface 1.4, accessibile dall’alto, ben nascosto con un “tappo” di plastica. Ovviamente ci sono sia il Bluetooth 5.0, sia la connettività di rete wireless, con Wi-Fi 802.11 a/b/ g/n/ac dual band, per semplificare l’accesso a internet qualora non sia disponibile in casa la rete cablata.

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Le impostazioni delle modalità immagine si possono applicare a tutti gli ingressi.


Nella confezione è compreso il supporto da tavolo orientabile realizzato in alluminio, composto da un cilindro che si fissa sul retro del TV e la base a “X”, formata da due barre che si incastrano e fissano sulla base del cilindro (è disponibile come optional a pagamento quello da pavimento, pure in versione motorizzata); se si preferisce l’installazione a parete, si può utilizzare un supporto universale VESA 300×200 oppure una delle soluzioni presenti a catalogo accessori Loewe.

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Ci sono quattro diverse impostazioni per il Dolby Vision, anche quella dedicata al gaming


Questa serie di televisori della casa teutonica è equipaggiata con la piattaforma VIDAA U9, che la accomuna con i televisori prodotti dalla cinese Hisense, piattaforma della quale sfrutta anche la gestione della Smart TV e il catalogo abbastanza esteso di app e giochi. Il controllo vocale è possibile tramite VIDAA Voice oppure Amazon Alexa; il TV è gestibile anche tramite smartphone con l’app “VIDAA Smart TV”, che offre il telecomando virtuale, la possibilità di accedere alle piattaforme di streaming e la condivisione di file multimediali (audio, video e foto) dal dispositivo al TV; l’app “myLoewe” è utile, invece, per ottenere le istruzioni operative degli apparecchi Loewe.

La prova

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Lo stile grafico minimalista rende più leggera la visualizzazione delle impostazioni rapide.

Lo Stellar 65DR+ fuori dall’imballo si presenta piuttosto sottile, l’unica difficoltà che abbiamo riscontrato è stata nel montaggio della base metallica, poiché bisogna incastrare le due zampe nel modo giusto, ma superato questo piccolo scoglio abbiamo collocato il TV su un mobile per procedere con i collegamenti di rito e il primo setup dell’apparecchio; se si vogliono maggiori personalizzazioni del TV si può creare un account VIDAA ed accedere con le credenziali. La sintonizzazione dei canali permette di procedere rapidamente con i primi test di visione con le emittenti TV: con la modalità “Standard” le immagini dei canali HD sono ben definite e dalla resa cromatica abbastanza vivace, l’Ultra Smooth Motion interviene bene sull’elaborazione del movimento, che resta piuttosto naturale.

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L’ascolto delle colonne sonore dei film risulta più gradevole impostando la modalità suono su “Teatro”.

Anche Rai 4K in streaming si vede molto bene, nonostante la compressione la maggiore risoluzione consente di osservare moltissimi dettagli che in SDR resterebbero nascosti, buona la resa cromatica. Senza ulteriori indugi mi dedico ai test con dei titoli in formato Blu-ray 4K, iniziando con il solito “Sopravvissuto: The Martian”, inserendo il supporto nel lettore: in modalità “Cinema HDR” la luminosità è notevole, tanto che al capitolo 6 la riproduzione dei riflessi solari sui pannelli è quasi accecante, perfino eccessiva. Ben regolati i colori, in alcune scene scure il nero si schiarisce leggermente, a causa della calibrazione di fabbrica, che già durante le misure mi aveva dato qualche pensiero.

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Pure in HDR10+ si può giocare su tre diverse impostazioni e scegliere quella che si preferisce.

In effetti, con la regolazione di default del gamma e la luminosità dinamica su “Alto”, il nero è meno scuro di quanto si possa immaginare, però le immagini sono assolutamente godibili. Visionando le scene iniziali di “Blade Runner: 2049”, nello specifico quelle dello scontro mortale tra l’agente K e il replicante Sapper Morton, i passaggi alle basse luci mostrano molti dettagli ma allo stesso tempo una minore intensità del nero. Con gli episodi dei documentari “Planet Earth II” la qualità video è molto elevata, l’ottimo livello di dettaglio è ben supportato da una resa cromatica corposa e vivace, basta guardare gli spezzoni della puntata “Isole”, in particolare le scene delle iguane che prendono il sole sugli scogli sono molto definite.

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Le immagini in HDR sono davvero luminose, forse eccessivamente.

Per le prove in Dolby Vision inizio riproducendo il supporto 4K di “No Time to Die”, e si attiva automaticamente la modalità d’immagine “Dolby Vision IQ”: le immagini proposte si rivelano provviste di buona luminosità e colori piuttosto vividi; sono anche discretamente fluide nonostante in modalità IQ l’Ultra Smooth Motion sia impostato su “Standard”, ma si può modificare secondo le proprie preferenze. Con “Dune parte 2”, anche questo provvisto dei metadati Dolby Vision, la sensazione è nettamente simile: ottimo dettaglio, immagini luminose, buono il contrasto. Inserisco nel lettore il disco di “Bohemian Rhapsody”, in HDR10+: la resa cromatica è abbastanza satura, il nero buono, le sequenze girate di giorno risultano molto luminose e dettagliate; dal menù della modalità immagine è possibile scegliere tra quella di default, che è la “Teatro”, oppure optare per “Standard” o “Vivida”.

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La riproduzione in SDR è di ottima qualità, con un livello di dettaglio davvero notevole, come nel caso di “Samsara”, mio titolo di riferimento.

Fra le tre alla fine ha vinto la “Teatro”, che mi è sembrato offrisse una maggiore coerenza tra luminosità e resa cromatica rispetto alle altre due. Da notare che manca la modalità di immagine “Filmmaker”. Per provare la qualità dell’upscaling inserisco nel lettore il Blu-ray SDR di “Samsara”, in modalità “Cinema”, che produce immagini corrette dal punto di vista della luminosità e del contrasto, assieme a una buona naturalezza dei colori.

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L’upscaling da DVD genera immagini un po’ scure ma mediamente più che accettabili.

Un altro titolo che uso come riferimento per i test è “Interstellar”, che offre colori vivaci, un ottimo livello di dettaglio e una buona riproduzione dei toni della pelle. Gli ultimi passaggi con supporti fisici li faccio con un paio di attempati DVD, ovvero “Il Gladiatore” e “Il Ritorno del Re”: in entrambi i casi l’upscaling funziona piuttosto bene, cosa che mi permette di valutare positivamente anche questo aspetto non trascurabile del TV. I contenuti di Apple TV+ sono di alto livello qualitativo, quasi tutti in Dolby Vision, con le serie TV “Fondazione” e “Monarch” le immagini hanno una resa cromatica ottima e sono molto luminose.

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Questo un esempio di quello che si può fare con le impostazioni della “Magic Light”, la striscia LED sul fondo del bordo inferiore.

Su Prime Video, invece, il TV non viene riconosciuto come compatibile Dolby Vision, ma i programmi in 4K risultano disponibili soltanto in HDR10+, offrendo in ogni caso una buona qualità dei colori e un’ottima luminosità, come ad esempio nel caso delle serie “Fallout” e “Reacher”. L’audio integrato si è distinto per essere potente e ben definito, nei limiti delle dimensioni dei driver; durante la visione di film, la modalità “Teatro” amplia la resa dei bassi.

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Con un iPad collegato alla stessa rete locale fare lo streaming di contenuti verso il TV è semplicissimo.

Le mancanze sono ampiamente compensabili utilizzando una soundbar (dal catalogo Loewe, naturalmente), oppure introducendo un sistema home theater completo, che potrà offrire i migliori risultati di ascolto. L’adozione del sistema VIDAA OS porta con sé tutte funzionalità utili come DLNA per i contenuti in rete locale e l’integrazione con Apple AirPlay e Home Kit. Tra le funzioni particolari del TV, c’è l’app Vidaa ART che permette di utilizzare immagini di opere d’arte come sfondi per il salvaschermo, trasformando la macchina in una vera e propria galleria d’arte.

Le misure

Conclusioni

Molto originale la scelta della polvere di lava per realizzare il retro del TV con una trama così particolare; poco comprensibile, tuttavia, dato che verosimilmente ci si colloca davanti allo schermo per guardare i programmi. A parte la questione legata al design, lo Stellar 65 DR+ è un TV OLED dalle buone prestazioni, sia in HDR, sia in SDR, provvisto di un buon sistema audio integrato, di un’ampia memoria a stato solido per la registrazione dei programmi e di telecomando “premium”.

L’adozione della piattaforma VIDAA per la Smart TV, rende l’esperienza utente semplice e piacevole, grazie alla buona reattività dei menù; le app delle piattaforme di streaming principali ci sono e la qualità della riproduzione del pannello è piuttosto buona, sebbene ritenga necessaria una calibrazione, in quanto quella di fabbrica mi è sembrata perfezionabile, specie sul nero. Il nome che la casa di Kronach ha attribuito a questa serie di TV dal design ricercato la dice lunga sulla tipologia di prodotto e sul prezzo, stellare, appunto. Naturalmente ciascuno è libero di spendere quel che vuole se ciò rientra nelle proprie possibilità, però non posso esimermi dal far notare che il confronto con apparecchi OLED similari lo rende un prodotto di nicchia.
Marco Meta


Ci è piaciuto

  • Design elegante e funzionale.
  • Luminosità e colori vividi espressi dal pannello OLED.
  • Resa del sistema audio.

Non ci è piaciuto

  • Calibrazione di fabbrica da rivedere.

Loewe stellar 65 DR+

Televisore OLED 4K HDR
Distributore per l’Italia: Tecno Style, Via Luigi Abbiati 24/D, 25125 Brescia. Tel. 030 63 72 222 – www.tecno.style
Prezzo di listino: euro 6.299,00 (IVA inclusa)

CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE
  • Schermo: OLED (3.840×2.160 pixel).
  • Diagonale: 65” (164 cm).
  • Audio: 2.0 (2×40 W).
  • Firmware: VIDAA U9.
  • Connessioni: 2 ingressi HDMI 2.1, 2 ingressi HDMI 2.0b, 2 ingressi USB tipo C, uscita audio analogica/digitale Toslink su jack 3,5 mm, slot Common Interface CI+ 2.0, 1 porta USB 3.0 tipo A, 1 porta USB 2.0 tipo A, porta Ethernet, Wi-Fi 802.11a/b/ g/n/ac/ax dual-band, Bluetooth 5.0.
  • Dimensioni: 146,8×88,8×4,7 cm (senza base), 146,8x94x27,5 cm (con base).
  • Peso: 20,5 kg (senza base), 23,1 kg (con base).
  • Classe di efficienza energetica: F (HDR), E (SDR)

Author: Redazione

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