LG OLED65G56LS

Tv LG Oled 65G56Ls

Con questo nuovo modello, LG mira ad immagini realistiche e accurate grazie all’OLED di quarta generazione e al processore α11 Gen2.

Nei formati da 55, 65, 77 e 83 pollici della serie G5 è impiegata l’ultima generazione di pannelli OLED prodotti dalla stessa LG, i cosiddetti “Primary RGB Tandem” a 165 Hz di refresh mentre per i formati da 48 e 97 pollici il refresh è a 144 Hz. La tecnologia “Tandem” si distingue per l’architettura a sandwich composta da quattro strati emissivi, due blu, uno rosso e uno verde, che generano una luce bianca successivamente filtrata attraverso la matrice WRGB di ogni pixel. Questo approccio consente di ottenere una luminosità sensibilmente superiore (LG dichiara fino a 4.000 nit di picco su un’area del 3% dello schermo) e una maggiore purezza cromatica.

il retro
Il retro del TV è molto lineare, ci sono dei pannelli per chiudere il comparto che contiene l’aggancio per la staffa da parete (nella parte alta) e per raccogliere ed organizzare i cavi di collegamento (circa a mezza altezza).

Rispetto alla generazione precedente, basata su tre strati organici (due blu e uno giallo) abbinati all’array di micro-lenti MLA, soluzione ormai caduta in disuso, il guadagno in efficienza della serie G5 si attesta intorno al 20%, a parità di consumi energetici. A completare il quadro ci pensa il nuovo rivestimento Ultra Anti-Reflection, più efficace nel contenere le riflessioni interne ed esterne e capace, secondo il costruttore coreano, di preservare la profondità del nero sia in ambienti oscurati sia in stanze molto luminose.

telecomando
Manca la retroilluminazione, però una volta appresa la posizione dei tasti, il telecomando diventa semplice da utilizzare. Questo dispositivo ha la particolarità muovendolo nell’aria di far comparire sullo schermo un puntatore tipo quello di un mouse da computer che, se si preferisce, può essere disattivato. Ci sono i tasti per richiamare direttamente alcune piattaforme di streaming, la dashboard degli ingressi e l’assistente AI.

Il cuore dell’elaborazione è affidato al processore α11 di seconda generazione che introduce miglioramenti tangibili agli algoritmi di intelligenza artificiale. Grazie anche al supporto a Copilot, l’assistente di Microsoft, il riconoscimento vocale risulta più efficace e permette di semplificare la gestione delle impostazioni audio e video, fino ad arrivare all’upmix virtuale Dolby Atmos a 11.1.2 canali.

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La pagina Home della Smart TV è ben distribuita, ma la metà superiore mostra diverse tipologie di messaggi che vengono nascosti scorrendo verso il basso.

Non manca un incremento delle prestazioni grafiche, che rende l’esperienza d’uso più fluida sotto webOS 25, il sistema operativo che governa l’intero apparato. Il sistema operativo, che sarà aggiornato per 5 anni, mette a disposizione tutte le principali applicazioni delle piattaforme di streaming, come Netflix, Prime Video, Apple TV, Disney Plus, DAZN, NOW, RaiPlay e Mediaset Infinity, tanto per citarne alcune.

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Le impostazioni rapide sono ben descritte e facilmente accessibili con i tasti cursore del telecomando.

Il TV è compatibile con Google Cast, AirPlay 2, il protocollo che permette lo streaming di contenuti da dispositivi Apple, e con la piattaforma Home Hub, attraverso la quale controllare dal telecomando gli elettrodomestici LG ed i dispositivi compatibili Google Home e Matter su una dashboard comune.
Dal punto di vista estetico, il design rimane fedele a quello della serie G4: linee pulite, cornici metalliche color cromo satinato su tre lati (più evidenti osservando il retro) e un profilo estremamente sottile.

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Le regolazioni possibili sulle immagini sono moltissime, probabilmente alcune non saranno mai modificate dagli utenti normali.

Nella parte superiore del pannello posteriore trova posto l’incasso per la staffa da parete Zero Gap Wall Mount. Il modello in prova è dotato di piedistallo a installazione centrale (lo stesso previsto per il 55”), ma è disponibile anche la versione con staffa da parete, ideale per chi vuole sfruttare proprio la profondità ridotta dell’apparecchio (meno di 2,5 centimetri), e trasformarlo, di fatto, in un quadro. Non a caso, tra le app preinstallate spicca Gallery+, che permette di visualizzare opere provenienti da musei internazionali, come la National Gallery di Londra, con la possibilità di aggiungere anche una musica di sottofondo.
Tornando alla conformazione del pannello posteriore, la presa di alimentazione si trova vicino al bordo inferiore, accanto al supporto da tavolo dotato di passacavi.

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Nel menù “Servizio AI” sono collocate tutte le opzioni che controllano l’intervento dell’elaborazione da parte dell’intelligenza artificiale.

Sulla destra, a mezza altezza, c’è un altro incasso a forma di “L” che permette di raccogliere i cavi che arrivano a tutte le connessioni. La dotazione comprende quattro porte HDMI 2.1 a 48 Gbps, tutte compatibili VRR (Variable Refresh Rate), ALLM (Auto Low Latency Mode), QMS (Quick Media Switching), oltre a G-Sync e FreeSync, di NVIDIA e AMD rispettivamente, per il gaming, mentre il canale di ritorno ARC/eARC è disponibile soltanto sulla porta 2. Come di consueto, i segnali 4K Ultra HD compatibili sono HDR10, HLG e Dolby Vision.

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Il sistema audio integrato si può calibrare seguendo le indicazioni della funzione specifica, che in pochi passi apporta un sensibile miglioramento su dialoghi e colonne sonore.

Completano il quadro tre porte USB tipo A 2.0, l’ingresso per il cavo l’antenna e quello per la parabola, lo slot per la CAM Common Interface+ che assicura la compatibilità con tivùsat e l’uscita digitale ottica per l’audio. Il TV si può collegare in rete locale con un cavo sulla porta Ethernet oppure senza fili via Wi-Fi 6; c’è anche l’interfaccia Bluetooth 5.3 per tastiere, controller e cuffie wireless. Il telecomando incluso con il TV è il modello con puntatore, che è stato aggiornato con i tasti per richiamare la dashboard di gestione ingressi/dispositivi e l’assistente AI.

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Vista la conformazione particolarmente sottile del TV ed i bordi neri quasi inesistenti, c’è l’app Gallery+ che può trasformarlo in un dipinto oppure in un carosello di immagini ad alta risoluzione.

La prova

Bisogna prestare attenzione per l’estrazione dall’imballo e l’installazione del nuovo TV di LG, data la conformazione estremamente sottile dell’apparecchio. Il piedistallo in dotazione è piuttosto massiccio e regolabile su due altezze, soluzione utile per ospitare una soundbar. Una volta posizionato su un mobile adeguato, l’impatto estetico è decisamente positivo, i bordi sono minuscoli e ben rifiniti.

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Luminosità di picco elevatissima per i contenuti HDR, per un realismo impressionante.

Sul fronte connessioni, dopo aver effettuato i consueti collegamenti con antenna, LAN e lettore Blu-ray, devo ammettere che i pannelli che permettono di nascondere la cavetteria sono davvero pratici e consentono di piazzare il TV anche nel mezzo di una stanza riducendo al minimo i cavi in vista. La procedura di impostazione iniziale è piuttosto rapida e così pure la sintonizzazione del digitale terrestre. L’assistente virtuale integrato permette la ricerca di contenuti, la semplificazione dell’uso da parte di utenti “poco tecnologici” e numerose opzioni per la personalizzazione audio e video, il tutto guidato dall’intelligenza artificiale. Il pannello OLED riproduce con dovizia di particolari le trasmissioni dei canali televisivi in alta definizione, che hanno anche una buona resa cromatica e un contrasto piuttosto equilibrato nella modalità “Standard”.

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La riproduzione di contenuti SDR propone colori molto naturali assieme ad un quadro luminoso e ben contrastato.

Seleziono l’ingresso HDMI sul quale ho collegato il lettore Blu-ray e, impostando la modalità d’immagine “Filmmaker” (tra l’altro disponibile anche nella versione “Ambient”, che utilizza il sensore di luminosità ambientale), noto che sul versante della riproduzione di supporti 4K la luminanza svolge la parte del leone, evidenziando nel modo giusto le zone con maggiore luminosità: ad esempio in “Sopravvissuto: The Martian”, nelle scene della pulizia dei pannelli solari al cap. 6, oppure nel girato in interni con luci puntiformi sugli sfondi, il pannello OLED propone immagini di qualità eccellente. I primi capitoli di “Blade Runner 2049”, in particolare la lotta all’ultimo sangue con il “lavoro in pelle” Sapper Morton, offrono una discreta resa alle basse luci (c’è un leggero rumore video) e ottimi toni dell’incarnato.

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La qualità delle immagini riscalate da contenuti SD è notevole, permette di sfruttare al massimo la propria preziosa collezione.

Risultato notevole pure con la visione di alcuni passaggi di “Wakanda Forever”: il dettaglio è eccellente ed i colori sono molto naturali. Un altro titolo 4K HDR che permette di sottolineare la grande qualità del pannello è “Planet Earth II”, con riprese perfette e dalla resa cromatica ineccepibile, le quali rendono incredibilmente realistica la visione della vita degli animali in natura. Tra i diversi titoli Dolby Vision a disposizione per le prove, scelgo il disco di “007: No Time to Die”. Anche in questo caso le immagini hanno colori e contrasto ben dosati, con un ottimo livello di luminosità e dettaglio; discreta la resa alle basse luci, ad esempio durante l’incontro notturno sulla barca dell’agente Leitner della CIA.

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Grazie alla compatibilità AirPlay 2 è semplice interfacciare i contenuti di Apple TV mediante un iPad (come in questo caso) o un iPhone.

Come altro supporto Dolby Vision scelgo “Dune parte 2”, che propone diverse scene con forti contrasti e pure in bianco e nero (i combattimenti nell’arena sul pianeta degli Harkonnen, Giedi Prime) che vengono riprodotte con grande nitidezza e precisione dal TV. Le immagini del Blu-ray “Samsara” hanno una resa cromatica piuttosto satura e un’ottima definizione, nonostante siano in SDR; la qualità è davvero molto alta, percezione che rilevo anche con “Interstellar”, che mostra immagini ricche di dettagli, luminose e con una resa dell’incarnato molto buona. Lo scaler guidato dal processore α11 aggiornato tratta bene pure i contenuti in SD: con l’attivazione dell’opzione “Super Resolution” la visione del DVD “Il Ritorno del Re” mostra colori convincenti e immagini nel complesso di discreta qualità; tuttavia, nelle scene scure rilevo inevitabilmente del rumore video. Passando alle app di streaming, con i contenuti 4K in Dolby Vision su Prime Video, come la quarta stagione di “Jack Ryan” oppure la prima de “Gli Anelli del Potere”, già con le impostazioni di default la resa dell’incarnato è perfetta e la luminosità molto equilibrata. Serie su Apple TV come “Fondazione” e “Scissione” propongono immagini luminose e dalla resa cromatica molto naturale, ottima la qualità in generale.

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Basta fare le domande giuste e un chatbot può aiutare l’utente grazie all’onnipresente intelligenza artificiale.

Pur avendo uno spessore ridotto ai minimi termini, il sistema audio di questo TV funziona abbastanza bene, con una resa discreta in gamma media e alta. La funzione di calibrazione dell’audio è interattiva e permette di fornire tutta una serie di indicazioni per equalizzare al meglio il suono che, al termine del processo (si tratta di pochi passaggi), migliora parecchio. Tralasciamo la relativa efficacia col Dolby Atmos, perché se si vuole ottenere il massimo bisognerà ricorrere a una soundbar dedicata, la quale, nel caso sia di produzione LG, potrà migliorare la resa sonora, poiché i modelli di TV 2025 offrono la funzionalità WOW Orchestra che ne permette l’integrazione col sistema audio. Meglio ancora se si rende l’OLED65G56LS il fulcro di una sala per il Cinema in casa, con un sistema home theater completo il quale, però, potrebbe non essere alla portata di tutti, non solo per questioni economiche, ma soprattutto logistiche, dovute alla collocazione dei diffusori e di tutto il necessario cablaggio conseguente. Peccato che con tutte le funzioni disponibili, il passthrough del DTS, codifica audio presente su molti supporti fisici, non sia più supportato.

Le misure

le misure

Conclusioni

Le immagini prodotte dal TV LG della serie G5 sono di altissimo livello: il nuovo pannello Primary RGB Tandem esprime una qualità tra le migliori del panorama OLED con i contenuti 4K HDR, ma non si limita a questi, poiché pure con i contenuti SDR le immagini prodotte dallo scaler hanno ottimo livello di dettaglio e una buona resa cromatica. In ogni caso, nonostante le impostazioni di fabbrica siano sufficienti per un utente base, per far rendere al meglio l’OLED è consigliabile una calibrazione professionale. Le forme compatte e sottili lo rendono un pezzo di arredamento, che diventa interattivo quando utilizzato come galleria d’arte. Il 65 pollici si può incontrare ad un prezzo effettivo molto più basso rispetto al listino del produttore, il che lo rende interessante anche per l’utilizzo con una console di gioco.
Marco Meta


Ci è piaciuto

  • Design incredibilmente sottile.
  • Qualità delle immagini HDR.
  • Resa dello scaler con segnali SD.

Non ci è piaciuto

  • Passthrough DTS via eARC non più supportato.

LG OLED65G56LS

Televisore OLED 4K HDR webOS
Distributore per l’Italia: LG Electronics Italia S.p.A., Via Aldo Rossi 4, 20149 Milano.
www.lg.com
Prezzo di listino: euro 3.299,00 (IVA inclusa)

CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE
  • Schermo: OLED Primary RGB Tandem 4K Ultra HD (3.840×2.160 pixel).
  • Diagonale: 65” (164 cm).
  • Audio: 60 W (4.2 canali).
  • Sistema operativo: webOS 25.
  • Connessioni: 4 ingressi HDMI 2.1, uscita audio digitale Toslink, slot Common Interface CI+ 1.4, 3 porte USB 2.0 tipo A, porta Ethernet, Wi-Fi 6, Bluetooth 5.3.
  • Dimensioni: 144,1×82,6×2,4 cm (senza base), 144,8x91x26,3 cm (con base).
  • Peso: 22 kg (senza base), 26,6 kg (con base).
  • Classe di efficienza energetica: G (HDR), E (SDR)

Author: Redazione

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