LG OLED65G1

Un altro passo avanti

Un altro passo in avanti nelle prestazioni intrinseche del pannello OLED, ma anche tanti progressi nelle funzionalità, che fanno di questo televisore uno dei più completi e performanti. E dei più belli…

Ricordo ancora in modo abbastanza vivido lo stupore provato di fronte ai primi display al plasma, dallo spessore fantascientificamente contenuto in soli 10,15 centimetri ed enormi, una fantasmagorica diagonale prossima ai 40”. Risoluzione 480p, numero di colori che si contava sulle dita di una mano.

Chi non ne avrebbe voluto uno? Ad avere quel paio di decine di milioni di lire necessarie per acquistarlo… Il termine di paragone era il CRT e lo stupore era ben giustificato. Da allora sono passati poco meno di trent’anni e di passi in avanti ne sono stati fatti parecchi.

Viene da chiedersi dove ci porteranno i futuri progressi. Sul fronte delle prestazioni, la curva della qualità offerta dagli attuali televisori si sta avvicinando all’asintoto rappresentato dalle possibilità percettive del nostro apparato sensoriale. La risoluzione 4K già va bene anche per il cinema, figuriamoci l’8K. Si riuscirà ad avere di più in termini di luminosità di picco, ma almeno in base alla mia esperienza personale, nella visione in ambiente semioscurato, una “sparaflashata” già da 1.000 nit può talvolta risultare diciamo “invadente”.

Suppongo che il futuro prossimo riservi da un lato un ulteriore incremento delle diagonali accompagnato da un parallelo calo dei prezzi, ma più che sulla qualità video, dove un cospicuo margine di miglioramento si potrà ancora avere nell’upscaling, i maggiori sviluppi saranno concentrati soprattutto nelle funzionalità smart, con sistemi operativi sempre più capaci di assecondare autonomamente l’utilizzatore in ogni sua necessità ed assisterlo nelle sue decisioni.

Per quanto riguarda ciò che offre il presente, l’OLED65G1 è un televisore allo stato dell’arte della tecnologia OLED, include un set di funzionalità tra i più completi, il tutto con l’estetica “Gallery Design”, che permette di installare l’apparecchio a filo della parete, dalla quale sporgerà poco meno di 2 centimetri. Il pannello del G1, l’ultimo step evolutivo messo a punto dalla LG e presentato all’inizio di quest’anno, è denominato per l’appunto EVO, con il chiaro intento della casa di voler rimarcare un salto in avanti netto e non un semplice affinamento.

Rispetto alla generazione precedente è stata incrementata l’efficienza: a parità di luminosità l’assorbimento energetico è stato ridotto e a parità di potenza assorbita il nuovo pannello garantisce una maggior luminosità. Sono stati impiegati materiali nuovi per il blu ed il rosso ed un nuovo layer per il verde. Il pannello EVO consente anche di limitare le emissioni blu nocive per l’occhio e gli LG sono i primi TV certificati Eyesafe. La gestione delle immagini è affidata alla quarta generazione del processore α9, molte delle cui funzionalità sono supportate dall’Intelligenza Artificiale (AI) con algoritmi di Deep Learning.

L’ottimizzazione delle immagini lavora riconoscendo il genere del programma (sport, film ecc.), la scena (funzione nuova) ed ottimizza i parametri (anche audio) di conseguenza. Sul fronte dell’HDR, il Dolby Vision è in versione IQ, ovvero con regolazione automatica in funzione della luminosità ambientale. Ma l’AI Brightness svolge una funzione analoga per il contenuto HDR10 e per quelli SDR. Tra le migliorie riguardanti l’audio, anch’esso supportato dall’AI, quest’anno sono stati introdotti la riproduzione virtualizzata di contenuti fino a 5.1.2 canali ed il livellamento automatico del volume. Inoltre le elaborazioni audio gestite dal TV possono essere utilizzate anche quando viene collegata una soundbar compatibile (TV Sound Mode Share).

Tutti e quattro gli ingressi HDMI supportano segnali 4K/120p e tutte le modalità importanti per i videogiocatori (VRR, ALLM) e sono compatibili tanto con il FreeSync di AMD quanto col G-SYNC di Nvidia.

Questo televisore è molto adatto anche alle applicazioni videoludiche, dal momento che offre un insieme di funzionalità specifiche tra i più completi ed avanzati al momento disponibile, non solo per quanto riguarda la compatibilità hardware con le specifiche importanti (4K/120p, VRR, ALLM ecc.) ma anche per le opzioni di controllo messe a disposizione dal sistema operativo, tra cui una voce di menu molto ricca denominata Game Optmizer e anche una modalità di gioco sviluppata dall’HGiG (HDR Gaming interest Group).

Il S.O. è la versione 6 del WebOS, che fa di LG uno di quei pochi produttori ad avere un sistema operativo proprietario. Ma l’esperienza d’uso derivante dalla sua ricchezza funzionale, dalla sua eleganza grafica e dalla sua completa dotazione di app a mio avviso surclassa abbondantemente quella offerta dalla diffusissima piattaforma Android. Molte le novità introdotte o perfezionate in questa ultima release.

Il 65G1 ha uno spessore di 19,9 mm, praticamente uniforme su tutto il pannello. La staffa in dotazione per il montaggio a filo della parete ha una sua sede incassata, le connessioni prevedono l’inserimento dei cavi parallelamente al TV per non interferire nell’installazione.

La home page raccoglie servizi, app e suggerimenti in una unica schermata. Particolare attenzione è stata posta proprio nel miglioramento delle funzionalità di ricerca dei contenuti (AI Recommendations, Sport Alert) e delle informazioni (Magic Explorer). Sono supportati sia Alexa che Google Assistant, come anche l’Apple HomeKit e l’AirPlay, oltre ovviamente alla piattaforma LG ThinQ AI. La pagina Home Dashboard è stata arricchita e resa più fruibile ed è in pratica un portale di accesso alle funzioni principali più snello rispetto alla home page.

La dotazione del TV comprende la staffa per il montaggio a filo della parete. Per l’installazione classica su di un ripiano sono disponibili dei piedini da acquistare a parte. C’è anche un supporto da pavimento, anch’esso opzionale, che è stato utilizzato per la prova e che potete vedere in foto.

Dopo averci preso la mano, il Magic Remote permette di velocizzare molte operazioni che con i telecomandi tradizionali non sarebbero nemmeno possibili. Con microfono incorporato si possono gestire gli assistenti vocali ed è anche supportato l’NFC per una immediata connessione allo smartphone per la trasmissione dei contenuti verso il TV.

La visione

L’OLED65G1 ha dimostrato di poter offrire tantissimo sotto il profilo della pura qualità video; in questa frase con il termine “pura” non ho inteso meramente significare “relativamente alla”, ma ho voluto anche aggettivare il termine qualità attribuendole appunto purezza, cristallinità, trasparenza, assenza di contaminazione.

Ma non lo fa con generosità indiscriminata, perché pretende ogni volta qualcosa in cambio: le impostazioni devono essere sempre mirate ed ottimizzate per avere il massimo, non c’è un settaggio che lascia il TV dare il meglio di sé in ogni situazione. In particolare per quanto riguarda la luminosità e la leggibilità dei dettagli sulle basse luci.

In generale il contrasto offerto è davvero molto ma molto spinto e i picchi luminosi risultano particolarmente intensi e decisi; se in laboratorio il nuovo pannello EVO ha confermato numeri alla mano che la luminosità offerta è un passo avanti rispetto al passato, nell’uso la sua dinamica luminosa ha segnato un progresso ancor più concreto e tangibile, significativo ed apprezzabile rispetto alla generazione precedente.

Questa energia va però gestita con attenzione a seconda delle circostanze. Con i contenuti Dolby Vision la modalità Home Cinema è quella che ho preferito nelle nostre usuali condizioni di prova, caratterizzate da un ambiente piuttosto oscurato; ma con altri contenuti (HDR e non) un ritocco in su alla luminosità mi è sembrato necessario per meglio apprezzare i dettagli in ombra. Anche l’intervento delle impostazioni AI non è sempre decisivo e talvolta ho preferito disattivare questa funzionalità per non perdere in naturalezza. Dote questa che, assieme alla dinamica luminosa, il G1 dispone in abbondanza: incarnati genuini, colori credibili ma intensi…

Una visione rara. Eppure con contenuti qualitativamente non propriamente di primo piano, nel caso specifico tanto – per non restare sul vago mi sto riferendo ad alcune serie storiche di fantascienza – le immagini tendono ad essere artificiali, al punto che si sente il bisogno di rimettere mano ai controlli (nitidezza e dettaglio) per riequilibrare la resa.

Strano, perché questo televisore sa essere così liscio, piano, pulito nella creazione delle immagini che con il digitale terrestre sono riuscito a tenere anche la modalità standard, evento per me più unico che raro stante la mia idiosincrasia verso il benché minimo eccesso.

La resa non è mai appiattita e i dettagli, le trame ed i microrilievi, seppur non scolpiti, sono stabili e precisamente riportati, con immagini dall’amalgama apprezzabile. Lo stesso vale per i contenuti preregistrati, anch’essi restituiti con finezza e dettaglio, ben stabili in presenza di movimento.

In sintesi una resa di alto livello che richiede però qualche cura più del solito affinché le potenzialità dell’apparecchio possano essere completamente espresse. Il fatto che le regolazioni siano indipendenti per ciascun ingresso può tornare particolarmente utile. Da notare che la superficie del pannello tende al lucido e in presenza di ampie zone scure, quando si utilizza il TV in presenza di luce ambiente, si originano dei riflessi.

Il sistema operativo WebOS permette di accedere alle numerose funzionalità in vari modi: da menu (molto semplici e chiari), cliccando sulle icone della schermata principale o operando all’interno della finestra Home Dashboard.

La sezione audio, che – diciamocelo – con lo spazio di cui dispone all’interno del sottilissimo cabinet del televisore (che non ha il solito rigonfiamento nella parte inferiore ma è di spessore costante e sotto i 2 centimetri in tutta l’area del pannello) fa davvero miracoli, non può però essere considerata sufficiente per il normale uso a cui si suppone sarà destinato l’apparecchio, che andrà ben oltre la visione dei notiziari e di qualche talk show… Il giudizio è duro, ma la colpa non è della sezione audio in sé, che come detto fa l’impossibile, ma è della qualità video del G1, che merita una colonna sonora che sia proprio una colonna di granito, un pilastro in calcestruzzo e non un esile rametto secco che sostiene al massimo il peso di un passero.

Due parole infine sul telecomando in dotazione. Utilizzare il Magic Remote è un gioco da ragazzi, nel senso più strettamente letterale dell’espressione idiomatica. Per un undicenne (non è una età buttata lì a caso, è esattamente quella del giovanotto che ha avuto modo di trafficare con il TV in redazione) il telecomando-puntatore diviene una naturale estensione della mente, ma anche lui ha dovuto superare una fase inziale di perplessità; a me, una volta presaci la mano, piace moltissimo la possibilità di cliccare direttamente su una icona della home page senza attraversare una ad una le stazioni intermedie della via crucis, oppure di individuare un punto della timeline di una app di streaming e saltarci direttamente senza attese.

Molta attenzione è stata rivolta a soddisfare le esigenze degli appassionati di videogiochi; il 65G1 offre molte funzionalità dedicate con un menu specifico (Game Optimizer).

Ma non oso pensare alle conseguenze che può avere sulla psiche di una persona che si approssima agli ottanta, già infragilita dall’avanzare degli anni…

La grafica dei menu di sistema è molto semplice e schematica, ma non per questo i controlli sono limitati o poco completi.

Conclusioni

Un televisore può essere esaminato e valutato sotto molti diversi punti di vista, tanti aspetti che in estrema sintesi possiamo raggruppare in prestazioni, estetica e funzionalità. Il 65G1 si colloca in una fascia di vertice in tutte e tre le macro-categorie, dove – quando non offre il top – si piazza comunque bene. Per questo risulta essere una scelta eccellente per tipologie di utilizzatori diverse, dal cinefilo che vuole uno schermo fedele al contenuto, al videogiocatore che cerca un display che non imponga limiti alla propria console di gioco di ultima generazione, all’appassionato di tecnologia che cerca un prodotto funzionalmente al passo coi tempi, al cultore del design che cerca il bello in ogni cosa.

L’insieme di tutte le sue caratteristiche fa di questo televisore un apparecchio presumibilmente molto longevo: prima che un nuovo TV riesca a metterlo in ombra al punto di desiderare di sostituirlo, passerà un bel po’ tempo. Tutto questo certamente ha un prezzo, che tutto sommato non sembra elevato in relazione a quanto offerto.
Mario Mollo


Ci è piaciuto

  • La qualità video ottenibile è di livello molto alto, con l’HDR reso con grande vivacità.
  • L’estetica è particolarmente accattivante.

Non ci è piaciuto

  • La resa audio non è all’altezza del video.

Le misure

Le misure

LG OLED65G1
Televisore OLED 4K HDR WebOS
Distributore per l’Italia: LG Electronics Italia S.p.A, Via Aldo Rossi 4, 20149 Milano. www.lg.com
Prezzo (IVA inclusa): euro 2.799,00

CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE

  • Schermo: OLED 4K Ultra HD (3.840×2.160 pixel).
  • Diagonale: 65” (165,1 cm).
  • Audio: 4.2, 60 watt.
  • Sistema Operativo: WebOS 6.0.
  • Connessioni: 4 ingressi HDMI 2.1 (di cui 1 e-ARC), 1 uscita audio digitale Toslink, uscita cuffia, slot Common Interface CI+ 1.4, 3 porte USB 2.0 tipo A, porta Ethernet, Wi-Fi, Bluetooth, Wisa 5.1.
  • Dimensioni (LxAxP): 1446 x 830 x 19,9 mm.
  • Peso: 29 kg.

Author: Redazione

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