
La serie Momentum di Sennheiser è arrivata alla quarta edizione: rappresenta uno dei modelli più venduti dello storico marchio, che ogni volta aggiunge un tocco in più per ammodernare tecnologia e prestazioni.
AUDIOreview ha incrociato la traiettoria del modello Momentum fin dal 2014 (AR 349), quando Sennheiser presentava la prima versione di questa longeva realizzazione. Come oggi, era una architettura chiusa dotata di altoparlanti dinamici, solo che la connessione era cablata. La connessione Bluetooth sarebbe stata introdotta nella seconda versione, nel 2015 (AR 367), a discapito di uno sforzo economico richiesto non banale; nella terza versione, 2021 (AR 431), la tecnologia era oramai più che matura, i costi di sviluppo ampiamente assorbiti ed era piaciuta molto alla nostra redazione. Passati quasi cinque anni da allora, ci troviamo tra le mani la quarta versione. Differenze appariscenti? A parte l’estetica e la realizzazione completamente diversa dell’archetto e dei padiglioni con doppio snodo, la cosa che si fa notare di più è la scomparsa dei tasti di comando. Oggi il controllodell’intera cuffia è affidato ad un evoluto sistema touch sui padiglioni e alla nuova applicazione disponibile per Android e iOS denominata Sennheiser Smart Control.
Progetto e realizzazione
L’aspetto della cuffia Sennheiser Momentum 4 è completamente differente dalla precedente versione. L’archetto ora si innesta sulla parte superiore del padiglione tramite uno snodo molto tradizionale, che consente anche una completa rotazione dei padiglioni sull’asse verticale, cosa che il precedente modello non consentiva, visto che l’innesto dell’archetto era posto nella parte posteriore del padiglione, al centro. Da questo punto di vista, quindi, il comfort è sicuramente migliorato. L’archetto di sostegno non è più in metallo, ma in materiale plastico, molto rigido e con una buona pressione laterale; questo ha permesso di rosicchiare dal peso una quindicina di grammi, consentendo alla versione 4 di scendere sotto la soglia dei 300 grammi.
I padiglioni sono ampi, di forma ellittica (95×80 mm) tali da consentire una buona indossabilità. Sono dimensioni di una cuffia di tipo on-ear, sovraurale, con una scelta molto morbida del materiale dei cuscinetti, per non affaticare durante l’ascolto. Come da tradizione Sennheiser, gli altoparlanti dinamici da 42 mm di diametro sono montati leggermente inclinati verso la parte posteriore, così da simulare l’ascolto frontale, per migliorare la creazione del palcoscenico virtuale. Il diametro degli altoparlanti non deve intimorire rispetto alle prestazioni sulla riproduzione delle frequenze basse, poiché oramai tutti i più recenti modelli sono equalizzati per tracciare quegli andamenti oggi più in voga, come la curva target Harman, che prevedono un incremento giudicato molto piacevole.

Come dicevamo nell’introduzione, rispetto alla versione 3 i controlli per il funzionamento della cuffia non hanno più tasti dedicati, ma il tutto è gestibile sfruttando il pannello posteriore del padiglione destro. La scelta fatta dai progettisti per i controlli touch è molto intuitiva: strisciando il dito verticalmente si alza o abbassa il volume, strisciando orizzontalmente ci si muove da un brano ad un altro, mentre il singolo tocco comanda l’esecuzione o l’arresto; infine, un doppio tocco inserisce o disinserisce la riduzione adattiva del rumore. Veramente semplice, l’unica attenzione da fare è quella di ricordarsi di impugnare sempre la cuffia tramite il bordo esterno dei padiglioni, altrimenti ogni volta si impartirà un qualche comando.
La funzione touch, in ogni caso, è disinseribile tramite l’applicazione per smartphone Smart Control; in questo caso, tutto si potrà comandare dall’applicazione.
Devo menzionare in maniera molto positiva la funzionalità di riduzione del rumore. Questa funzione ha una regolazione di intensità effettuabile tramite l’applicazione; a differenza dei classici ANC, quindi, si va oltre l’attivazione o meno, e si può scegliere il bilanciamento tra cancellazione e riproduzione dei rumori esterni più gradito e/o più consono al luogo in cui ci si trova. L’esigenza infatti cambia sicuramente se ci si trova in attesa in un aeroporto o in un viaggio in treno.
Il classico test dell’aspirapolvere acceso dentro la stanza è stato ampiamente superato, con un abbattimento del rumore esterno di circa 20 dB, il che corrisponde a lasciar fuori dalla cuffia quasi il 90% dei disturbi. La connessione Bluetooth è molto stabile e robusta. Come sappiamo, al momento la trasmissione wireless avviene tramite un protocollo di compressione a perdita delle informazioni (lossy), ma sul mercato già si stanno affacciando le versioni lossless; consigliamo, nel caso della Sennheiser Momentum 4, di utilizzare le versioni aptX HD o AAC, che danno le migliori prestazioni. In questo caso bisogna essere bravi per accorgersi della perdita.
Le Figure 1 e 2 mostrano le prestazioni in frequenza ottenute nella modalità wireless aptX HD. Gli andamenti sono molto regolari con una prima parte della risposta leggermente enfatizzata ma che poi prosegue secondo il miglior tracciato oggi possibile senza tralasciare anche nella zona altissima una buona pressione tale da rendere aperto e arioso l’ascolto. Le curve della waterfall mostrano l’enfasi della equalizzazione sub-bassa con una piccola coda attorno ai 200 Hz, poca cosa che sarà apprezzata dagli amanti della musica elettronica. Da ultimo segnaliamo la durata della batteria, dichiarata di 60 ore con ANC inserito ma in ogni caso da primato anche le oltre 50 che abbiamo verificato durante il test. In ogni caso la cuffia può essere usata in modalità passiva collegandola tramite un cavo staccabile al nostro lettore. La dotazione della confezione è completa: sono presenti sia il cavo analogico che quello digitale ed una compatta custodia rigida da viaggio.
Note di uso e d’ascolto
La cuffia Sennheiser Momentum 4 esteticamente appare quasi anonima, inteso positivamente, con le sue linee piacevolmente morbide, dove l’eleganza e la sobrietà la rendono adatta sia al giovane studente, che la userà ovunque, sia al professionista, come compagna a tutto tondo anche durante il lavoro. Appena la si indossa, la prima cosa che si nota è l’assenza di compressione sulla testa, nessuno schiacciamento. La pressione sulle tempie è distribuita bene, l’archetto appoggia leggero e i padiglioni avvolgono l’orecchio senza stringere troppo. Il peso è ben distribuito e durante l’uso in movimento prosegue la sensazione di comodità; si tratta di un vero punto di forza della Momentum 4 dovuto anche ai morbidi padiglioni, profondi al punto giusto, che fanno sì che le orecchie non tocchino quasi mai l’interno. Sono sufficienti 15 minuti in sua compagnia per far dimenticare di averla sulla testa.

L’isolamento passivo è discreto ma quando si accende la cancellazione del rumore – che, detto fra noi, funziona molto bene senza rendere il suono artificiale – si ha l’impressione che tutto intorno si allontani progressivamente, lasciandoci concentrare solo sulla cosa più importante: la musica. Durante il collegamento Bluetooth wireless è possibile allontanarsi dalla sorgente, telefonino o DAP, anche oltre gli 8-10 metri senza che la musica si interrompa. Prima di iniziare la nostra prova di ascolto, la Momentum 4 è stata sottoposta a un rodaggio di circa 100 ore, come è nostra abitudine e come raccomandato dalla maggior parte dei costruttori. La prova è stata eseguita utilizzando sia lo smartphone Motorola Edge 60 Pro, in funzione wireless, sia il DAP FiiO M15. Si comincia. Primo brano: “I Don’t Care Anymore” di Phil Collins, in formato 24 bit/96 kHz. Già dalle prime battute la Momentum 4 restituisce un silenzio profondo tra i suoni: durante la riproduzione il riverbero del brano è molto ampio. La voce di Phil Collins entra distante, leggermente ruvida, con un senso di isolamento questa cuffia rende benissimo grazie alla sua scena sonora sorprendentemente ampia. La risoluzione è di buon livello e per questo la sensazione del respiro è percepibile, così come la grana della voce roca. La sensazione è quella di un suono naturale, la Momentum 4 non colora o altera la musica come fanno alcune concorrenti. Quando entra la batteria si capisce bene il suo carattere rock: il colpo è secco, potente e allo stesso tempo controllato, il rullante ha un attacco quasi fisico e i tamburi hanno la giusta profondità senza diventare invadenti.

La voglia di alzare il volume è più che legittima. Con il passare dei secondi il brano cresce in intensità, ma la Momentum 4 mantiene tutto leggibile, non impasta mai anche ad alto volume, la voce resta sempre separata dagli strumenti e ogni strumento ha il suo spazio. Il soundstage è sorprendentemente ampio, soprattutto considerando che stiamo ascoltando una cuffia chiusa, e l’effetto immersione nel contesto musicale è di grande impatto. Passando ad ascoltare un brano diverso, ed esattamente “Catholic Country” dei Kings Of Convenience, in formato 24 bit/96 kHz, si può apprezzare meglio il suo carattere polivalente. In questo brano sono le chitarre e le voci a farla da padrone: in tale contesto ogni corda è definita ma mai tagliente, la sensazione del pizzicato è reale, così come il tocco delle dita sulle corde. La separazione delle due chitarre è chiara e netta, il suono riprodotto non è artificiale ma naturale e credibile. Le voci dei due cantanti, maschile e femminile, sono dirette: sembrano cantare a pochi centimetri da noi e si distinguono sempre senza mai sovrapporsi. I respiri e le sfumature sono ben percepibili: la Momentum ha una marcia in più rispetto alla concorrenza diretta. La sua gamma media è naturale e non altera le voci, restituendole pure, con una grande dolcezza. In questo contesto il soundstage non è enorme, ma si ha più la sensazione di ascoltare il brano in un ambiente raccolto e intimo. Volendo fare un’analisi delle principali gamme di frequenza nella riproduzione della Momentum 4, possiamo dire che la gamma bassa è profonda, piena e controllata, senza sovrastare gli altri strumenti; la gamma media è molto naturale e introspettiva con le voci, sia maschili che femminili, che risultano molto realistiche con tutte le sfumature sempre messe nella giusta evidenza in qualsiasi contesto.

La gamma alta è cristallina, senza diventare mai fastidiosa, in grado di dare quel respiro e quella capacità di dettaglio che non ti aspetti da una cuffia wireless. Passando ad ascoltare un brano di musica classica, con i “Carmina Burana” di Carl Orff ed esattamente “O Fortuna”, in formato 24 bit/96 kHz, si rimane subito colpiti dall’attacco iniziale secco e maestoso, con i timpani che arrivano con la loro imponenza, ma controllati e mai impastati. Le voci del coro sono piene ma non aggressive, gli archi, pur rimanendo sullo sfondo, sono ben definiti e gli ottoni emergono con brillantezza senza diventare stridenti. Il risultato è un suono molto naturale ed equilibrato, senza mai arrivare a effetti speciali, ma piuttosto a una resa credibile e ordinata, senza dare la minima fatica d’ascolto. Dovendo tirare le somme sull’ascolto della cuffia Sennheiser Momentum 4, possiamo dire che non stupisce con effetti speciali, ma piuttosto con un suono intimo e viscerale, dove a colpire ed emozionare è la registrazione stessa del brano, senza sovraccaricarlo. Forse la direzione presa da Sennheiser è quella giusta: riprodurre la musica per quello che è… perché è già fantastica di suo.
Conclusioni
Possiamo dire con tutta onestà che anche questa quarta versione della cuffia Sennheiser non ha tradito le premesse delle sue antenate, né le promesse date dall’evoluzione dei codec Bluetooth e dalla tecnologia wireless in senso più lato. Sotto tutti gli aspetti può essere considerata un’ottima cuffia, anche se appartenesse a segmenti di mercato più elevati. Il prezzo, attualmente in discesa, poi, non fa altro che confermare il titolo di best seller conquistato in questi ultimi mesi.
Mario Richard e Leonardo Bianchini
Sennheiser Momentum 4
Cuffia chiusa
Distributore per l’Italia: Exhibo, Via Leonardo da Vinci 6, 20854 Verdano al Lambro (MB). Tel. 039 49841 – www.exhibo.it
Prezzo di listino: euro 249,00 (IVA inclusa)
CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE
- Risposta in frequenza: 6 Hz-22 kHz.
- Trasduttori: dinamici, 42 mm.
- Massima pressione sonora: 106 dB SPL @ 0 dBFS.
- THD: <0,3% (1 kHz, 100 dB SPL).
- Ingressi: Bluetooth, Analog (mini jack), USB-C.
- Bluetooth: versione 5,2, supporta i profili A2DP, AVRCP, HFP e i codec SBC, aptX, aptX HD, aptX Adaptive, AAC.
- Batteria: litio ricaricabile, durata 60 ore.
- Cancellazione attiva del rumore: Adaptive Noise Canceling, Transparent Hearing, Off.
- Peso: 293 g.
- Supporto app: Sennheiser Smart Control (Android, iOS)



