Panasonic RP-HTX80B

Una confortevole cuffia wireless per ascoltare ovunque la propria amata musica.

Panasonic è un colosso mondiale dell’elettronica di consumo, che annovera tra i propri brand campioni dell’alta fedeltà audio come Technics ma non si tira indietro quando deve proporre a proprio nome sul mercato degli strumenti per la riproduzione musicale in cui crede.

La cuffia interamente wireless RP-HTX80B oggetto di questa prova si inserisce nella fascia alta dell’offerta di Panasonic dei dispositivi dedicati esclusivamente alla mobilità. Sopra al modello 80 della serie HTX si trova solo il modello 90 che include la funzionalità di cancellazione del rumore.

Il segmento di prezzo è quello intorno ai 100 euro, dove convergono grandi interessi e luogo di aspre battaglie per la conquista di una fetta di mercato, anche perché è il primo passo verso l’ascolto in cuffia di alta qualità e dove essere perdonati in caso di errore diventa difficile.

Descrizione e note di progetto

Cosa chiede l’appassionato di musica che voglia muoversi liberamente portandosi dietro i suoi brani preferiti? Sicuramente qualità e robustezza dei materiali, fedeltà nella riproduzione, isolamento dai rumori esterni e lunga durata delle batterie per un ascolto prolungato e senza problemi.

La realizzazione della cuffia Panasonic RP-HTX80B risponde facilmente a questi requisiti affrontandoli con un approccio pragmatico. La struttura portante è un archetto di metallo leggero ed elastico costituito da due tubolari sottili, uniti fra di loro nella parte superiore tramite il cuscinetto di appoggio sulla testa.

La batteria interna ha un tempo di ricarica di 3,5 ore per un’autonomia d’ascolto di 24 ore.

Le parti più basse e laterali dell’archetto sono lasciate vuote così che vi possano scorrere i padiglioni auricolari. Questi ultimi sono privi di cerniera e si adattano alla conformazione della testa grazie all’elasticità dell’archetto una volta fatti scorrere fino a trovare la giusta distanza per un comodo appoggio sul capo. Panasonic non fornisce alcuna custodia per riporre la cuffia ed ha quindi deciso di eliminare cerniere o altre parti che potrebbero subire torsioni e rompersi, affidandosi invece alla robustezza e all’elasticità dell’acciaio e dando solidità a tutta la struttura.

I padiglioni sono realizzati con due coppe di robusta plastica che formano una parte del volume del carico acustico in cui sono contenuti due altoparlanti dinamici da 40 mm. Gli altoparlanti sono inseriti a loro volta in un contenitore interno sigillato che mette in comunicazione la parte posteriore dell’altoparlante con i padiglioni principali tramite un piccolo condotto; anche la parte anteriore dell’altoparlante non si affaccia direttamente all’orecchio bensì ad una grata con appoggiato sopra un fine tessuto in grado di smorzare le asperità della gamma alta.

Gli altoparlanti non sono montati perpendicolarmente all’orecchio ma sono inclinati di circa 15 gradi verso la parte frontale aiutando così il nostro orecchio nella ricostruzione della provenienza frontale del suono. Il lato di appoggio dei padiglioni è rifinito con cuscinetti in ecopelle ellittici, e la geometria è tale da far classificare questa cuffia tra le sovraurali, ovvero che si appoggiano all’orecchio esterno senza circondarlo; la morbidezza del cuscinetto però, unita all’elasticità dell’archetto di supporto, fa sì che la sigillatura sia sufficiente sia per una buona resa delle frequenze basse sia per un isolamento che possiamo valutare tra i 20 e i 30 dB, quindi sufficiente a lasciare fuori i rumori di un ambiente non casalingo.

I pochi tasti di comando sono alloggiati sul padiglione destro, e sono i comandi classici che permettono di controllare il volume, mettere in pausa o procedere con la riproduzione, eventualmente si può anche rispondere ad una telefonata qualora la HTX80B fosse collegata ad uno smartphone. Sulla medesima coppa è presente anche il connettore microUSB che permette la ricarica della batteria che alimenta il ricevitore Bluetooth. Durante l’uso ho verificato che con poco più di un’ora di ricarica la batteria restituisce un’intera giornata di utilizzo standard senza problemi.

Le Figure dalla 1 alla 4 riportano le misure effettuate. È facile notare nelle risposte in frequenza la gamma bassa un pelino troppo smorzata e la ricostruzione della “Head Related Transfer Function” con il caratteristico picco e successivo avallamento anticipati di qualche centinaio di hertz rispetto all’usuale, pur osservandone l’andamento.

D’altra parte stiamo parlando di un driver da 40 mm ed una architettura sovraurale che non promettono bassi tellurici – il grafico della distorsione mostra lo sforzo del driver sotto i 50 Hz – ma che sicuramente fanno intravedere un andamento equilibrato nel resto della risposta. Anche i grafici delle waterfall mostrano un buono smorzamento, con una sola risonanza da notare attorno ai 1.000 Hz ma che decade di 28 dB entro i 4 ms.

Fig. 1. Risposta in frequenza e distorsione canale sinistro.

Fig. 2. Risposta in frequenza e distorsione canale destro.

Fig. 3. Waterfall canale sinistro.

Fig. 4. Waterfall canale destro.

Ascolto

Lo confesso, una volta indossata la HTX80B non mi è venuta alcuna intenzione di avventurarmi per qualche impervio sentiero disegnato dalla musica classica o tracciato da qualche jazzista mainstream ma mi sono volentieri lasciato trasportare nel pop e rock di qualità cercando quel comfort e spontaneità tale da far scorrere la musica in maniera piacevole e senza affaticamento. È così che, collegata la cuffia al Bluetooth del mio riproduttore digitale e questo al mio server tramite un protocollo DLNA, mi sono fatto trascinare dall’istinto veleggiando tra brani e album assolutamente piacevoli.

Becca Stevens con il suo “Regina” mi ha rapidamente catturato con la sua voce morbida e vivace; il brano “Queen Mab”, ad esempio, porta in avanti la voce registrata su più tracce tali da fare da controcanto, mentre le percussioni elettroniche battono il tempo del brano rimanendo sullo sfondo e aggiungendo qualche coda di troppo ma che si smorza rapidamente. Il cosiddetto headstage non è larghissimo ma sufficiente a proiettare la riproduzione all’esterno del circoscritto volume della testa.

Così anche la chitarra di David Gilmour in “Whish you were here” da “Live at Pompeii 2017” graffia il giusto; io avrei preferito la sua voce un po’ più roca, ma anche così non è male. Per godermi le percussioni però ho richiamato il menù dell’equalizzatore grafico ed ho incrementato di 3 dB le frequenze pari a 31, 63 e 125 Hz rendendo più equilibrata e avvolgente la resa.

A questo punto non sono stato capace di resistere alla tentazione del jazz e le mie dita hanno battuto sulla tastiera touch fino ad incontrare l’elettronica di “Leucocyte”, album del 2008 del tanto rimpianto Esbjörn Svensson Trio; la suite che porta il nome dell’album trascina rapidamente l’ascoltatore in una dimensione onirica e inquietante a patto che la riproduzione trasmetta il giusto pathos creato dall’esecuzione. La Panasonic RP-HTX80B non si fa pregare ed il giusto grado di coinvolgimento viene facilmente raggiunto, salvo un leggero impastamento nella resa degli strumenti.

Conclusioni

La Panasonic RP-HTX80B è una cuffia entry level, semplice da usare e con una resa tonale che si sposa con questo segmento di mercato.

La lunga durata della batteria unita al buon grado di isolamento e alla stabilità della connessione Bluetooth permette un ascolto prolungato senza problemi di sorta. Tutto ciò e la robustezza dei materiali ne fanno una buona compagna di viaggio, anche in luoghi impervi.

Mario Richard


Panasonic RP-HTX80B

  • Cuffia sovraurale senza fili
  • Distributore per l’Italia: Panasonic Italia – Branch of Panasonic Marketing Europe GmbH, Viale dell’Innovazione 3, 10126 Milano. Tel. 02 67881
  • Prezzo (IVA inclusa): euro 99,00
Caratteristiche dichiarate dal costruttore
  • Driver: dinamico elettromagnetico, diametro 40 mm, magnete in neodimio.
  • Connessione: Bluetooth, formati A2DP, AVCRP, HSP, HFP.
  • Batteria: tempo di ricarica 3,5 ore, tempo di riproduzione 24 ore.
  • Peso: 190 g

Author: Redazione

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