Denon AVC-A1H

amplificatore DENON AVR-A1H

Semplicemente mostruoso

Il prodotto “top” di Denon permette di realizzare una sala cinema immersiva coi controfiocchi ed offre prestazioni eccellenti con la musica, digitale o analogica che sia.

Denon colpisce ancora e ci propone l’amplificatore audio/ video di riferimento del catalogo attuale, che stupisce per dimensioni e caratteristiche. L’AVC-A1H è… di più. Con 15 (quindici!) canali amplificati le configurazioni possibili sono limitate solo dalla fantasia, il processamento del segnale è da campione e le dotazioni sono in numero imbarazzante. Ma andiamo con ordine.

La costruzione

L’impronta costruttiva di questo amplificatore è facilmente riconoscibile, la casa giapponese non ha bisogno di particolari presentazioni, dato che ripone da sempre grande attenzione sulla sezione di alimentazione e alla qualità dei singoli componenti. La struttura del telaio è estremamente rigida e disassemblando la parte superiore si può apprezzare meglio il mastodontico alimentatore che, da solo, rappresenta oltre un terzo del peso totale dell’apparecchio. A pochi centimetri di distanza si trovano due condensatori da 33.000 µF, grandi quasi quanto due lattine di birra; distribuiti su due lati ci sono i 15 amplificatori da 150 W nominali ciascuno (su 8 ohm) che equipaggiano l’A1H per gestire configurazioni fino a 9.4.6 o 7.4.8 canali, e che sono collocati su spesse alette di raffreddamento. Sotto ognuno dei due blocchi di amplificazione si trovano 3 ventole per ridurre ulteriormente il calore generato durante l’utilizzo. Nel pannello posteriore ci sono sette ingressi analogici stereo sbilanciati, che includono quello per giradischi con testina MM, oltre ad un ingresso stereo bilanciato.

Lo sportello apribile nasconde la presa per le cuffie, un ingresso USB e la presa per il microfono
di calibrazione, oltre a diversi tasti funzionali.

Abbiamo due uscite preamplificate per le zone aggiuntive, mentre di uscite preamplificate sbilanciate “home theater” ce ne sono per 17 canali, qualora si volessero impiegare delle amplificazioni separate, più i 4 subwoofer. Per questi ultimi le uscite sono disponibili pure in formato bilanciato; queste possono essere riconfigurate in varie combinazioni per i canali del fronte anteriore. Tra le varie configurazioni degli amplificatori interni ce ne sono alcune per la bi-amplificazione: è possibile sfruttarla per i canali frontali stereo, oppure addirittura per tutti i canali, riducendo il funzionamento multicanale a 7.1. Come ingressi digitali stereo sono disponibili due coassiali RCA e due ottici Toslink. Quanto agli ingressi HDMI 2.1, ce ne sono sette assegnabili, con supporto 8K, HDCP 2.3, Dolby Vision, HDR10+, HLG, IMAX Enhanced e alle modalità Variable Refresh Rate (VRR), Quick Frame Transport (QFT) e Auto Low Latency Mode (ALLM), mentre le uscite sono tre, di cui la principale compatibile ARC/eARC. Tutti i terminali di ingresso e di uscita, così come le boccole per i diffusori, sono di grande qualità e placcati oro. Il controllo dell’unità con sistemi di home automation (AMX e Crestron, per esempio) è possibile via IP (con la porta Ethernet) e con la presa seriale RS232.

pannello posteriore
Il pannello posteriore offre una selva di connessioni digitali e analogiche. Spicca l’assenza di ingressi video analogici (composito o component), ormai desueti. È presente l’ingresso dedicato al giradischi, con testina a magnete mobile. Tutti i contatti sono dorati, i terminali per i diffusori sono di eccellente qualità.


Il processore di segnale digitale (DSP – Digital Signal Processor) adottato nella macchina è lo SHARC Griffin Lite XP prodotto da Analog Devices che, provvisto di architettura dual-core da 1 GHz, controlla tra l’altro l’elaborazione con i filtri a 32 bit AL32 di Denon e gestisce le già citate 4 uscite subwoofer di cui è dotato l’AVC-AH1. Queste ultime sono tutte indipendenti e possono essere impostate in modalità standard o “direzionale”; in questo secondo caso per rendere il suono più coerente con i diffusori vicini a ciascun sub. Riguardo alla conversione D/A ci sono in dotazione ben dieci DAC 32 bit a due canali ESS Sabre, di livello audiophile; tutti provvisti di oscillatore a basso jitter ed alimentazione dedicata per abbattere il rumore ed ottenere una maggiore pulizia del segnale analogico in uscita.

particolare del pannello posteriore
particolare del pannello posteriore
Il pur elevato numero di connessioni è disposto in maniera logica e razionale raccolto in gruppi funzionali, come le 17 connessioni di uscita del segnale a livello linea, le uscite sub e le uscite bilanciate assegnabili.


In merito alla correzione ambientale, l’apparecchio è dotato della tecnologia Audyssey MultEQ XT32 di Denon, che permette anche la regolazione fine delle impostazioni tramite una app dedicata per iOS e Android (esiste anche MultEQ-X, applicazione per PC Windows dal costo di 200 USD a licenza, valida per un singolo amplificatore, che offre molte più funzionalità dell’app). La novità sostanziosa introdotta all’uscita di questo modello, top di gamma per ora ineguagliato della produzione Denon destinata all’home theater, è la possibilità di sfruttare, tramite un aggiornamento opzionale, la calibrazione acustica Dirac Live, che consente di adeguare al meglio la risposta complessiva del proprio sistema audio, anche nelle configurazioni più complesse. Essa si compone di licenze acquistabili singolarmente, quali Room Correction (259 e 349 USD per le versioni “limited” e “full”, rispettivamente), Bass Control (299 USD) e ART (299 USD), oppure in varie combinazioni a prezzo, leggermente più conveniente. Il punto fermo è il Room Correction, che è obbligatorio, mentre il Bass Control è richiesto se si deve gestire più di un subwoofer. Occorre tenere in considerazione che per le misurazioni, da effettuare tramite software su PC o Mac, è necessario utilizzare un microfono USB calibrato, come ad esempio il MiniDSP Umik-1 consigliato da Dirac stessa.

interno
Togliendo il coperchio si scopre l’enorme alimentatore che pesa oltre 11 kg; smisurati anche i due condensatori da 33.000µF. I 15 amplificatori sono suddivisi sui due lati con le grandi alette, sotto le quali ci sono anche 6 ventole per migliorare il raffreddamento. È ben visibile anche il modulo Heos che contiene l’elettronica di controllo dell’ecosistema.

L’amplificatore, oltre alle varie codifiche multicanale, anche ad alta risoluzione come Dolby TrueHD e DTS HD Master, supporta tutte le tecnologie per l’audio immersivo, come Dolby Atmos, DTS:X, DTS:X Pro, Auro 3D, 360 Reality Audio e MPEG-H. Per l’ascolto della musica liquida c’è il sistema Heos, che permette di accedere come sorgenti a radio online e piattaforme in streaming (Tidal, Deezer, Qobuz e Amazon Music per citare le più note), e ai dispositivi in rete locale, mentre per l’uscita si possono selezionare anche i dispositivi compatibili con l’ecosistema multi-room di Denon. Tramite Heos o via USB si possono riprodurre contenuti a 2 canali FLAC, WAV, ALAC fino a 192 kHz/24 bit, assieme a DSD64 e DSD128, oltre ai formati compressi MP3, WMA e MPEG-4 AAC. È compatibile Apple AirPlay 2 per la riproduzione da iPhone e iPad ed è “Roon Ready”.
Come accessori sono forniti il cavo di alimentazione, le antenne per la connettività senza fili Wi-Fi e Bluetooth, il microfono di calibrazione Audyssey ed il supporto telescopico pieghevole (di cartoncino) per il corretto posizionamento del microfono stesso nei punti di misurazione, la guida di avvio rapido, le etichette per i cavi ed il telecomando con le due batterie AAA. Le finiture disponibili sono nera e argento.


La prova

Maneggiare un pachiderma come questo è risultato piuttosto complesso, a partire dall’unboxing – nell’insieme con l’imballo il peso arriva quasi a 38 kg -, ma pure la configurazione non è stata una vera e propria passeggiata, proprio perché le grandi potenzialità offerte dal prodotto ne prefigurano l’impiego in una sala progettata ad arte per essere dedicata al cinema e con le giuste dotazioni in termini di diffusori. Quella che abbiamo a disposizione per il test è formata da un “semplice” sistema multicanale 5.1.4, quindi con un solo subwoofer e per quanto riguarda il Dolby Atmos due canali frontali e due canali top posteriori.

screenshot
Per qualche strano problema del firmware siamo stati costretti a realizzare la calibrazione attraverso l’app Audyssey MultEQ dopo aver configurato il sistema di altoparlanti.

Gli altri elementi dell’impianto sono il TV OLED da 65” compatibile Dolby Vision e HDR10+, il lettore Blu-ray 4K, il player multimediale 4K, il collegamento in rete locale e il NAS (Network Attached Storage) per contenuti “liquidi”. Evidenziamo che con l’unità in prova abbiamo utilizzato il sistema Audyssey ed il microfono in dotazione, dato che non era provvista della correzione acustica opzionale Dirac Live. Al termine dei collegamenti di rito e dell’immancabile aggiornamento del firmware dell’AVC-A1H, in un primo momento abbiamo fatto partire la procedura con l’assistente di impostazione via OSD (On Screen Display), ovvero tramite TV e telecomando, che si è subito mostrata relativamente complessa, data la mole di parametri da programmare.

screenshot
Al termine dell’elaborazione delle misurazioni si può inviare il risultato all’amplificatore collegato in rete.

Nonostante l’accesso alla configurazione guidata, la quale mostra sullo schermo perfino i terminali da utilizzare per ciascun diffusore, una volta arrivati alla fase di calibrazione abbiamo riscontrato un problema bloccante: dopo aver collegato e posizionato il microfono nella prima posizione di ascolto, la sequenza di segnali di test si succedeva fino al canale surround sinistro per poi fermarsi, pur mostrando a video che si stava svolgendo sul diffusore anteriore destro, col risultato di lasciare l’amplificatore in uno stato di attesa indefinita, per uscire dal quale l’unico modo era annullare l’intera misurazione.

screenshot
L’interfaccia web dell’amplificatore è molto completa, i parametri impostabili sono tantissimi.
screenshot
Il menu riservato agli installatori (accessibile a proprio rischio e pericolo) permette di accedere a numerose impostazioni nascoste e ad un menu di segnali di test.

Abbiamo ritentato un paio di volte la procedura senza alcun esito, al che abbiamo eseguito il classico “reset di fabbrica” per provare, anche in questo caso più volte, con l’interfaccia web messa a disposizione dall’amplificatore, ottenendo esattamente lo stesso risultato, cioè il mancato completamento della procedura. Dopo qualche pensata e l’ennesimo reset, con la sensazione di essere all’ultima spiaggia, abbiamo tentato la calibrazione con un tablet collegato alla rete locale e l’app Audyssey, che permette di governare il processo in modo più diretto. Ebbene, non sappiamo se l’aggiornamento all’ultima versione del firmware abbia avuto qualcosa a che fare con questa impasse, ma l’app è stato l’unico modo che ci ha consentito di completare la calibrazione, che richiede le misurazioni in 8 posizioni diverse per ogni canale, salvo potersi fermare alle prime 3 se ci si accontenta di un’impostazione meno precisa delle curve di correzione.
Nell’immensità di opzioni presenti nel menu di configurazione c’è quella che permette di assegnare – di fabbrica ai quattro subwoofer supportati – ciascuna delle uscite bilanciate, in varie combinazioni tra subwoofer, canali frontali sinistro/destro e centrale e consentire un’amplificazione separata per questi canali.

screenshot
L’app Denon AVR remote sostituisce completamente il telecomando e fornisce informazioni sul segnale in ingresso e in uscita.

Non manca la possibilità di impostare e collegare un trasduttore meccanico di basse frequenze, il cosiddetto “bass shaker” da piazzare, ad esempio, sotto la seduta di un divano, per offrire maggiore realismo durante l’ascolto. Inoltre, esclusivamente tramite l’interfaccia web (non ve ne è traccia sull’OSD e sull’app per dispositivi mobili) è possibile accedere al menu “CI” (Custom Installation), riservato ai professionisti dell’installazione per modificare alcune impostazioni particolari e generare dei segnali di test audio/video.

screenshot
Le informazioni che si ottengono premendo il tasto “Info” sul telecomando sono molto complete: nella prima schermata riguardano l’audio, mentre nella seconda sono contenute quelle relative al segnale video.


Al termine delle operazioni, finalmente completate con successo, abbiamo iniziato la scaletta dei test con contenuti “cinematografici”, che comprendevano Blu-ray 4K provvisti di tracce codificate in Dolby Atmos e DTS:X, più facilmente disponibili in lingua originale, senza però trascurare quelle più “convenzionali” in Dolby Digital e DTS. Partiamo subito con la traccia originale di “007: No Time to Die”, in Dolby Atmos: ottima la pulizia dei dialoghi, molto presente ma pure estremamente precisa la gamma bassa, come nel caso dell’esplosione della tomba di Vesper Lynd, che ha una forza devastante, ma ottimamente definita. Il massimo del coinvolgimento c’è nell’inseguimento e la successiva sparatoria in piazza, con gli effetti che martellano incessantemente tutti i diffusori. “Blade Runner 2049” ha l’audio originale in Dolby Atmos, del quale l’amplificatore Denon permette di apprezzare l’eccellente estensione delle basse frequenze ed un’ottima presenza dei dialoghi, ad esempio nelle fasi iniziali; riscontriamo un grande realismo degli effetti sonori durante lo scontro col replicante Sapper Morton.

screenshot
Se si attiva l’impostazione Dirac Live vengono visualizzate sullo schermo del TV le istruzioni per ottenere la licenza.

Anche la traccia in italiano codificata DTS-HD Master Audio risulta assolutamente godibile per merito di una notevole presenza in basso, dell’ottima gamma media e di grande apertura sulle alte frequenze. Nella visione di “Top Gun: Maverick” manteniamo la traccia originale in Dolby Atmos che viene riprodotta in maniera a dir poco entusiasmante dall’amplificatore Denon: i decolli dalla portaerei delle fasi iniziali sono fragorosi, ma controllati al tempo stesso; ottima la resa delle scene di combattimento aereo, con effetti che arrivano da tutte le parti e che ci portano al centro dell’azione. “Dune parte 2” ha l’audio italiano immersivo, che ci rende ben partecipi nell’azione: ottima la resa durante i combattimenti nello stadio su Giedi Prime. Con la traccia originale di “Jurassic World: Il Dominio” in DTS:X la scena dell’invasione delle cavallette giganti è tanto realistica quanto inquietante, sembra di essere rinchiusi nella stalla con i due bambini, da brividi. In ogni caso, anche le tracce in lingua italiana dei vari titoli di cui sopra, codificate Dolby Digital o DTS secondo i casi, sono riprodotte ottimamente.

screenshot
Ecco l’app Heos in azione (in questo caso su Android).

Siccome non ci accontentiamo mai, abbiamo visionato ed ascoltato anche contenuti proposti da Apple TV che ne offre molti con audio Dolby Atmos in italiano, come la serie “Monarch: Legacy of Monsters”, ed è davvero una goduria il sonoro così movimentato da diventare assordante quando entra in gioco Godzilla o qualche altro Titano, pur rimanendo sempre ben controllato e chiaro, oppure la serie “Scissione”, che sfrutta in modo molto coinvolgente l’audio immersivo.
Nella prova non poteva mancare la musica da Blu-ray “Pure Audio”: l’ascolto della soave voce di Anette Askvik nella versione Dolby Atmos dell’album “Liberty” è incantevole, grazie al mix piuttosto azzeccato che rende facilmente individuabili le posizioni degli strumenti e delle voci; lo avevamo già potuto apprezzare l’anno scorso a Monaco, durante le sessioni dimostrative nelle sale dell’“High End” per l’ultima ultima in Baviera. “Luck and Strange” di David Gilmour utilizza i canali frontali per improntare un palcoscenico abbastanza ampio, lasciando agli altri canali la distribuzione di vari effetti. Situazione ben diversa per il mix immersivo di “Songs for a Nervous Planet” dei Tears For Fears, autorevolmente realizzato da Steven Wilson, che include quattro nuove incisioni assieme a registrazioni dal vivo: le nuove tracce sfruttano bene i passaggi tra i vari diffusori per creare un effetto di “circondamento” molto efficace, mentre quelle dal vivo ci fanno sentire nel mezzo dell’arena.

screenshot
L’immagine ripresa dal manuale mostra una configurazione a 15 canali più subwoofer, che permette di realizzare una sala cinema completa.


Eccellenti pure le prestazioni dei DAC con la musica “liquida” in stereo tramite Heos e l’app su smartphone: facciamo qualche test con brani campionati a 44,1 kHz/16 bit. L’album “Gaucho” degli Steely Dan offre una ricostruzione del palcoscenico dotata di grande spazialità, gamma bassa profonda e alta molto raffinata, con le voci (i cori, ad esempio) in evidenza. Con “The Look of Love” di Diana Krall l’amplificatore esprime la voce dell’artista canadese con potenza e dolcezza, facendo risaltare l’intervento delle percussioni, del contrabbasso e l’apertura del registro alto, con una notevole ampiezza della scena sonora. La riproduzione di alcuni brani dall’album “After Midnight” della The McNeely-Levin-Skinner Band ha una velocità della parte ritmica che rende l’ascolto assolutamente coinvolgente. “Le Quattro Stagioni” di Vivaldi, con Pina Carmirelli solista, propone gli archi con dolcezza e buona estensione. Il pieno d’orchestra di “Also sprach Zarathustra” dei Berliner Philharmoniker diretti da Karajan è suonato dal Denon con potenza monumentale e impressionante chiarezza, gli ottoni hanno grande intensità e le percussioni sono molto controllate. Qualche brano ad alta risoluzione 192 kHz/24 bit, ad esempio alcuni estratti dai DVD-Audio “Winelight” di Grover Washington Jr. e “Harvest” di Neil Young, non lascia dubbi sulla precisione della riproduzione, che in gamma alta non va mai fuori dalle righe, propone voci superbamente presenti ed ha un’ampiezza inusitata in gamma bassa.
Dopo un utilizzo di diverse ore consecutive, la temperatura operativa è salita parecchio: tuttavia, anche nei passaggi più silenziosi durante le prove, non abbiamo avvertito alcun rumore nonostante la presenza delle 6 ventole di raffreddamento che inizialmente ci aveva impensierito.

Le misure

le misure

Nonostante il grande numero di canali di potenza le sezioni finali di questo Denon non sono in classe D e generano comunque una potenza impressionante; la Caratteristica di Carico Limite mostra che in modalità 2 canali si raggiungono i 450+450 watt su 2 ohm per treni d’onda di 40 millisecondi senza che le protezioni intervengano a limitare l’erogazione. Di conseguenza la risposta in frequenza non “sente” il carico se non per i pochi decimi di ohm dell’impedenza di uscita, con fluttuazioni massime di frazioni di dB. Con 5 canali in funzione – che è la nostra condizione standard di prova per gli amplificatori multicanale – la massima potenza in funzione del tempo e del carico sui singoli canali non scende molto ed abbiamo quindi 5×150 watt continui su 8 ohm, che salgono allo scendere del carico e della durata del segnale di prova fino a 5×470 watt su 2 ohm (burst da 6 ms). Il test di TRITIM 100 (segnale di prova filtrato a 100 kHz) non è risultato invece gradito, il limite di distorsione viene superato poco oltre la metà della potenza nominale, quello meno impegnativo di TRITIM30 (filtratura a 30 kHz) è stato invece superato bene indicando una preferenza per altoparlanti non troppo reattivi e di basso modulo in gamma acuta, invero oggi rari se si eccettuano gli elettrostatici, comunque sconsigliabili per via della impedenza interna.

La sezione DAC, misurata come sempre negli amplificatori AV entrando da un ingresso HDMI, ha mostrato prestazioni di livello adeguato alla categoria del componente: risposta in frequenza utile estesa fino a 70 kHz (con Fs 192 kHz), jitter molto basso e spettro del tono puro a -70 dB ben pulito, con piccole intrusioni di spurie a bassa frequenza introdotte dagli stadi finali e legate probabilmente all’alimentazione.

Fabrizio Montanucci

Conclusioni

Al termine dei nostri test, l’AVC-A1H di Denon ha confermato tutte le caratteristiche che lo distinguono nella sua classe, come l’estrema flessibilità di installazione, l’impressionante riserva di potenza in tutte le situazioni e la grande resa sonora, pure in stereofonia. Anche se, ad un “primo della classe” come questo, qualcosa che manca, proprio a volerlo cercare, si trova: un ingresso USB per sfruttare i DAC integrati tramite una sorgente esterna (un computer con Volumio, Daphile o JRiver, ad esempio). Il prezzo di listino – di poco inferiore a quello di uno scooter nuovo di media cilindrata – lo rende un prodotto per pochi eletti in grado di dedicare un ambiente della propria abitazione a sala cinema.

L’installazione, sia per mole fisica, sia per la quantità di informazioni necessarie per configurarlo “a puntino”, ha un discreto livello di complessità. Certo, volendo si può utilizzare l’assistente di installazione per ottenere una configurazione e calibrazione di base, ma visto il costo del prodotto è bene rivolgersi ad un sapiente installatore/integratore per non lasciare nulla al caso e sfruttare tutte le potenzialità messe a disposizione dall’apparecchio. In più, per chi lo preferisce (e può), c’è la possibilità di acquistare le licenze per la calibrazione tramite Dirac Live, che necessita di un microfono calibrato non incluso. In ogni caso, potenza devastante, chiarezza timbrica e riproduzione impeccabile sono le qualità di questo amplificatore che restano indelebilmente impresse nella memoria dopo la prova.

Marco Meta


Ci è piaciuto

  • Flessibilità di configurazione.
  • Qualità e spazialità del suono.
  • Erogazione di potenza in tutte le situazioni.

Non ci è piaciuto

  • Qualche bug del firmware da sistemare.

Denon AVC-A1H

Amplificatore integrato audio/video 15.4
Distributore per l’Italia: Marantz Italy S.r.l., Via Manfredi 98, 29122 Piacenza (PC). Tel. 0523 716899 – www.marantzitaly.it
Prezzo di listino: euro 7.299,00 (IVA inclusa)

CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE
  • Potenza nominale: 150 W per canale (8 ohm, 20 Hz÷20 kHz, THD 0,05%), 190 W per canale (6 ohm, 1 kHz, THD 0,7%).
  • Impedenza diffusori: 4÷16 ohm
  • Analogico
  • Sensibilità ingressi linea: 200 mV (sbilanciato), 400 mV (bilanciato).
  • Risposta in frequenza: 10 Hz÷100 kHz (+1/-3 dB, modalità Direct).
  • Rapporto S/N: 102 dB (pesato IHF-A, modalità Direct).
  • Distorsione: 0,005% (20 Hz÷20 kHz, modalità Direct).
  • Uscita nominale: pre-out RCA sbilanciata 1,2 V, pre-out XLR bilanciata 2,4 V
  • Digitale
  • Uscita nominale: 2 V (riproduzione a 0 dB).
  • Distorsione armonica totale: 0,002% (a 1 kHz, a 0 dB). Rapporto S/N: 110 dB. Gamma dinamica: 110 dB
  • Ingresso fono
  • Sensibilità: 2,5 mV. Deviazione RIAA: ±1 dB (20 Hz÷20 kHz). Rapporto S/N: 74 dB (IHF-A).
  • Fattore di distorsione: 0,03% (a 1 kHz, 3 V).
  • Connessioni: 7 ingressi HDMI 8K/4K, 2 uscite HDMI 8K, 1 uscita HDMI 4K (Zone 2), 6 ingressi RCA stereo, 1 ingresso RCA fono MM, 1 ingresso XLR stereo, 2 ingressi digitali ottici, 2 ingressi digitali coassiali, 2 ingressi USB 2.0 tipo A 5 V/1 A, 2 uscite pre RCA stereo (Zone 2 e Zone 3), uscite pre RCA 17.4 canali, 4 uscite pre XLR per subwoofer (configurabili), presa cuffie su jack da 6,3 mm, Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac Dual Band 2.4/5 GHz, Bluetooth 5.4 A2DP/AVRCP, Ethernet, uscita RS232, 2 uscite trigger 12 V
  • Dimensioni: 434x259x498 mm (ingombro antenne incluso).
  • Peso: 32 kg

Author: Redazione

Share This Post On

Submit a Comment