IFA 2018

IFA 2018

Da qualche anno a questa parte le due manifestazioni fieristiche più rappresentative nel mondo dell’elettronica di consumo, il CES di Las Vegas e l’IFA di Berlino, non sono più solo una vetrina per esporre nuovi prodotti, ma sempre più anche la presentazione della visione di come i grandi costruttori immaginano il futuro del nostro pianeta. O almeno è così dal mio, privilegiato, punto di vista.

L’IFA, diversamente dal CES che è riservata ai soli operatori del settore, è una fiera aperta anche al pubblico. Ma se i battenti berlinesi per i comuni mortali si sono aperti il 31 agosto, il lavoro dei giornalisti è iniziato anche quest’anno con due giorni di anticipo. Infatti, prima dell’apertura al pubblico, quando gli stand sono in fase di allestimento e i corridoi ancora non sono stati “moquettati”, per i giornalisti ci sono le tradizionali giornate in cui si svolgono le conferenze stampa.

Per quanto fisicamente pesanti, sono queste due giornate a dare davvero senso alla germanica trasferta. In passato la press conference era l’occasione per presentare risultati aziendali e annunciare nuovi prodotti. Ora, in alcuni casi, di prodotti nemmeno si parla: quello che viene presentato è un “modello del futuro”, con l’intento di proiettare nella mente dei partecipanti l’idea che il marchio vuole dare di sé. Non credo che il visitatore comune riesca ad avere la stessa percezione visitando gli stand o comunque, per quanto mi riguarda, in qualche caso l’impressione che si ricava alla conferenza stampa è di solito più intensa di quella della visita al padiglione.

Purtroppo, anche se mi piacerebbe molto poterlo fare, è quasi impossibile riuscire a ritrasmettere queste sensazioni in un reportage. Ma vorrei provare a condividere con voi qualche riflessione. Molto di quanto oggi viene presentato come modello del futuro si basa su tecnologie tutt’altro che futuristiche. Un esempio: la città intelligente ed interconnessa. La presenza capillare dell’illuminazione stradale e della relativa rete di distribuzione dell’energia può costituire di fatto l’infrastruttura fisica per la creazione di una rete dati che può trasformare ogni lampione in un oggetto molto più intelligente di quanto sia allo stato attuale: può essere un punto di monitoraggio dell’inquinamento, del traffico, ma anche una evoluta colonnina di sicurezza, dove il cittadino può richiedere all’istante ogni tipo di soccorso per sé o per altri. La tecnologia per realizzare tutto questo esiste da anni. Come anche tutti i mattoni che, in ambito domestico, possono essere utilizzati per costruire una casa “intelligente”: generazione autonoma dell’energia termoelettrica, la gestione del relativo impianto di condizionamento, i sistemi di sicurezza e tutti gli elettrodomestici interconnessi. Panasonic, ad esempio, ha già realizzato e ha messo in cantiere in Giappone la costruzione di alcune di queste “isole felici”.

Quello che mi viene spontaneo chiedermi è quanto in realtà siamo pronti per tutto questo. O meglio, per quanta parte della popolazione questo modello è destinato a trasformarsi in realtà. Pur non nascondendo che la visione stile “I Pronipoti” mi piace e tanto, vedo molto lontana la possibilità di trovare parcheggio sotto casa grazie ai lampioni intelligenti e fin qui nulla di strano. Devo però anche tristemente constatare che ancora oggi sul Grande Raccordo Anulare di Roma non riescono a far funzionare correttamente i pannelli a messaggio variabile. Sigh! Ma problemi della capitale a parte, faccio comunque fatica ad immaginarmi su larga scala anche le innovazioni più semplici, come la lavatrice che dialoga col TV ed il frigo che mi prepara la lista della spesa. A tale proposito mi è perfino tornato in mente il film “Elysium”, in cui una élite trascorre una beata esistenza nel paradiso tecnologico ed il resto della popolazione si azzuffa per un tozzo pane nel mondo reale.

Vi starete chiedendo dove voglia andare a parare. L’argomento a cui voglio arrivare, che ci riguarda molto da vicino, è uno dei temi tra quelli più ricorrenti che arrivano dall’IFA 2018: l’8K. Di prototipi di display ad altissima risoluzione ne vediamo da anni, ma è adesso che questi prodotti sono divenuti realmente disponibili sul mercato. Il punto è: ci serve davvero? È roba da “Elysium” o è qualcosa di utile per noi comuni mortali?

La mia personalissima convinzione è che sì, l’8K è una bella innovazione, che può portare benefici all’utente fin da subito. Il rischio di trovarsi con un apparecchio che sarà vecchio tra qualche anno non è diverso da quello che ci accolliamo in qualunque altro acquisto tecnologico. Una delle perplessità emerse nelle usuali chiacchierate che facciamo con appassionati e addetti del settore è che gli apparecchi 8K in commercio o che lo saranno nei prossimi mesi non sono in grado di accettare in ingresso segnali nativi 8K perché, escludendo la complessa soluzione che consiste nell’impiego di 4 connessioni HDMI in parallelo da allacciare ad altrettante uscite su computer attrezzati allo scopo, lo standard in grado di veicolare il segnale 8K, ovvero l’HDMI nella versione 2.1, ancora non è stato finalizzato. Ma vi invito a riflettere che anche se lo fosse e i display ne fossero dotati, cosa ce ne potremmo fare? Prima che arrivino dei set-top box 8K ma che soprattutto il software in risoluzione 8K nativa sia disponibile in quantità significativa, ne passerà di tempo e nell’attesa dobbiamo e possiamo tranquillamente accontentarci dello streaming e dell’upscale. Semplicemente perché la resa ottenibile è oggettivamente superiore a quella di display 4K.

Una delle cose che per me è stata fonte di sorpresa è proprio il fatto che la qualità dell’upscale di cui gli apparecchi 8K, in particolare i Samsung, hanno dimostrato di essere capaci, supera abbondantemente quella dei fratelli minori 4K, che dal canto loro dovrebbero avere un compito più semplice da svolgere. Probabilmente nel prossimo futuro questa capacità sarà “travasata” anche nei modelli 4K, già a partire dal prossimo anno.

Il vero problema con l’8K riguarda a mio avviso la distanza di visione. La necessità di non trovarsi ad una distanza tale che non si riesce più a cogliere il dettaglio delle immagini è già molto sentita con i display 4K. Quadruplicando la densità dei pixel il problema si amplifica ulteriormente. Per questo motivo credo che con l’8K abbiano senso solo schermi molto grandi.

Dopo queste riflessioni generali passiamo a vedere più da vicino gli high-light di questa, bella, edizione dell’IFA.

Epson

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Procedendo in ordine alfabetico, i primi prodotti che incontriamo sono videoproiettori e a questo riguardo c’è da dire che l’edizione 2018 dell’IFA è stata abbastanza ricca. Epson aggiorna il suo catalogo con tre macchine Full HD ma capaci di 4K con “vobulazione”: l’EH-TW7400, l’EH-TW9400, disponibile solo bianco e l’EH-TW9400W (1), solo nero e con connettività wireless (che però non supporta i flussi a 18 Gbps consentiti invece dall’ingresso HDMI). Rispetto ai modelli precedenti, i due 9400 supportano ora l’HLG e i menu sono stati arricchiti con funzionalità che facilitano la calibrazione (ORA con supporto del software CalMAN), specialmente in HDR. La demo del 9400 è stata molto soddisfacente, confermando la leadership del marchio nel segmento di mercato più accessibile (l’EH-TW9400 costa 2.790 euro).

Hisense

Notevolissimo il contenuto tecnologico dei nuovi TV LCD visti allo stand Hisense: il modello 75U9D (2 e 3) vanta infatti una retroilluminazione FALD con ben 5376 zone indipendenti, e offre accanto ad una luminosità di 2.500 nit un rapporto di contrasto pari a 150.000:1.

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Per il modello 75U9A le zone sono “solo” più di 1.000… Molto intrigante anche il design frameless del 65” HZ65U8A.

In demo anche i primi TV OLED della casa, che saranno commercializzati all’inizio del prossimo anno; si tratta della serie A8000 che sarà composta da due modelli da 55 e 65”.

JVC

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Il marchio che della videoproiezione di qualità è uno dei riferimenti assoluti ha presentato all’IFA tre modelli completamente nuovi, non semplici evoluzioni di prodotti già in catalogo. Partendo dal “basso” incontriamo due apparecchi in 4K nativo, il DLA-N5B (/W in bianco), capace di un contrasto dinamico pari a 400.000:1 a fronte di una luminosità di 1.800 lumen e il DLA-N7B (1.900 lumen e 800.000:1). E infine il DLA-NX9B (4) (2.200 lumen/1.000.000:1 contrasto dinamico), il primo proiettore al mondo in risoluzione 4K nativa che, grazie alla tecnologia e-shift, può riprodurre contenuti 8K. La demo è stata davvero superba. I prezzi, nell’ordine: 6.000, 8.000 e 18.000 euro.

LG

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Allo stand della LG c’erano tre zone in cui il pubblico era letteralmente calamitato. L’OLED Canyon, esperienza immersiva realizzata con centinaia di display curvi, che avevamo già visto in gennaio al CES; la sala dedicata al prototipo Micro LED, luminosissimo ma forse tarato più per impressionare che sembrare reale, e infine il primo pannello OLED al mondo con diagonale pari ad 88” in risoluzione 8K (5), che solo LG poteva realizzare.

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Interessante il compatto proiettore CineBeam HU80KSW (6), 4K laser da 2.500 lumen.

Metz Blue

Nel corso della conferenza stampa, Metz ha annunciato la sua nuova strategia di mercato, che consisterà nel commercializzare i suoi prodotti sotto due brand distinti: Metz Classic, ovvero quella che già conosciamo, e Metz Blue, marchio con il quale saranno proposte le nuove linee “mainstream”. I prodotti Classic resteranno, come tradizione, “Made in Germany”, mentre Metz Blue è stato presentato come un marchio tedesco i cui prodotti sono “assemblati in Europa”.

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Per quanto riguarda le novità, con il marchio Classic vedremo a breve due nuovi TV OLED: il Topas TX99 (nei tagli da 55 e 65”), con doppio tuner, PVR con 1 TB di capacità di archiviazione ed audio a 2 vie in bass reflex (con 4 woofer) e subwoofer ed il Fineo TX89, da 55” pure con doppio tuner (disco da 500 GB) e audio due vie in reflex con 4 woofer. Stesse caratteristiche per i due LCD Fineo TX89 da 43 e 49”. Per quanto riguarda i nuovi modelli Metz Blu e sono state annunciate 6 linee di prodotto, anche se non tutte destinate all’Europa. Le tre serie top S9A (7), Q36 e G2A avranno Android Oreo.

Philips

Dei nuovi TV Philips sapete già tutto, quanto ben due diversi OLED hanno ricevuto il premio EISA. Allo stand si poteva ammirare anche il PUS9104, LCD 4K da 55 e 65”, che dovrebbe arrivare all’inizio del prossimo anno, frutto della collaborazione con lo studio di design danese Georg Jensen (8).

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Nascosto nella saletta dedicata ad offrire ospitalità agli esausti giornalisti, c’era lo Screeneo 3 HDP3550 (9), videoproiettore a tiro corto, un DLP Full HD da 2.200 lumen con audio 2.1, dotato di un funzionale media player supportato anche dalla connettività wi-fi, Bluetooth.

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Samsung

Samsung ha annunciato un intero lineup di TV 8K, i QLED Q900R, con tagli da 65, 75, 82 (10) e 85”.

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La luminosità sarà molto elevata, 4.000 nit, ma è lo scaler il vero protagonista. Ci è stato spiegato che i nei laboratori del costruttore verranno costantemente aggiornati gli algoritmi per l’upscale (Machine Learning Super Resolution), grazie ad un sistema di intelligenza artificiale che costantemente “apprende” e affina il processo. Tutti i modelli sono dotati di One Box esterno, che potrà essere eventualmente aggiornato (o sostituito) per seguire le evoluzioni del formato 8K. Annunciata anche una nuova soundbar a 7.1.4 canali (con due posteriori up-firing), la HW-N850 (11) Dolby Atmos e DTS:X.

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Presentato poi il taglio da 49” per i televisori della serie “The Frame” (12).

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Sharp

Il costruttore giapponese è stato da sempre protagonista nei pannelli di grande diagonale e alta definizione ed è stato il primo ad arrivare sul mercato con un monitor 8K da 70”. A Berlino è stato annunciato il lineup di TV 8K, che la casa definisce di “seconda generazione”. Si tratta di tre modelli da 60, 70 e 80” (13 e 14), con local dimming.

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La disponibilità per il mercato europeo è certa solo per il modello più grande, che allo stand era affiancato da un prototipo di soundbar “8K”, in grado di gestire e riprodurre con virtualizzazione un flusso audio a 22.2 canali. Per quanto riguarda i modelli 4K, sono previste due linee, UI7 (direct LED con local dimming) e UI9 (edge LED), ciascuna composta da un 60 e un 70”, con prezzi pari a 899 e 1.499 euro per gli UI7 e 1.099 e 1.799 euro per gli UI9. Per entrambe le serie l’audio è firmato Harman/Kardon. L’arrivo è previsto per ottobre. Ma per quanto mi riguarda l’annuncio più eccitante è stato quello della collaborazione con il designer italiano Pininfarina, che ha messo il suo tocco distintivo in tanti prodotti del costruttore giapponese: TV, soundbar, speakers, che saranno disponibili a partire dall’anno prossimo. Pazzesco come si possa rendere unico, elegante e distinguibile un elemento stracomune come il supporto di un televisore (15).

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Annunciate infine due soundbar Dolby Atmos con subwoofer wireless, la HT-SBW460 che è una 3.1 e quindi il surround è virtuale, ed la HT-SBW800 che è una 5.1.2 con diffusori surround upfiring.

Sony

Stando a quanto mostrato in una demo room riservata ai giornalisti, i nuovi TV “Master Series”, OLED ed LCD, di Sony sono gli apparecchi da osservare con maggior attenzione. Sulla serie LCD ZF9, con tagli da 65 e 75” (16), è stato fatto un lavoro mostruoso sull’angolo di visione, coi colori che restano belli saturi anche in posizioni improponibili.

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La serie OLED AF9, con tagli da 55 e 65” (17), sembrerebbe non avere difetti: nessuna incertezza nei gradienti e fedeltà cromatica paragonabile a quella dei monitor di riferimento.

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Tra le nuove funzionalità di entrambe le serie, basate su Android TV e che sono compatibili con Dolby Vision e HLG, si segnala una modalità video specifica per Netflix. Display OLED HDR anche per il nuovo smartphone Xperia XZ3. Se davvero volete vedere un film sul telefonino almeno lo potrete apprezzare in HDR… Molto interessanti le fotocamere DSC-HX99 (18) e DSC-HX95, sono estremamente compatte ma hanno un’ottica che va da 25 a 720 mm e possono registrare video in 4K.

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Anche se non è il prodotto su cui normalmente focalizzeremmo l’attenzione, il nuovo “fashion watch” Fes watch U (19) merita una menzione: non solo il quadrante ma anche il cinturino vive di vita propria, grazie alla tecnologia e-Paper. La app contiente oltre 100 design tra cui scegliere ma è persino personalizzabile. Disponibile da metà settembre.

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TCL

Delle novità presentate da TCL la più originale è certamente la serie di TV Living Window, dal design a dir poco non convenzionale. Il tema del design viene affrontato da 4 differenti angolazioni artistiche (20): Art Deco, Abstract Beauty, Modern Simplicity ed infine la Oriental Elegance.

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Il risultato lascio che siate voi a giudicarlo. Il dato oggettivo è che l’ingombro del display eccede non di poco l’effettiva dimensione del pannello; probabilmente nelle situazioni in cui questi apparecchi verranno effettivamente impiegati questo dettaglio non dovrebbe essere un problema. Il sistema operativo consente l’integrazione con elettrodomestici e sistemi domotici. Non è certa la distribuzione in Europa. Esteticamente più vicino alle nostri abitudini e tecnicamente più interessante è il TV 8K “FIBA Basketball World Cup 2019 Edition” (21), un bel 75” che celebra la partnership con la federazione internazionale del basket. Si tratta di un 75” da 1.000 nit e local dimming a più di 800 zone (tra l’altro il TV è molto sottile, spesso solo 20 mm) e soundbar Onkyo con Dolby Atmos virtuale. Arriverà a metà del prossimo anno.

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La stessa soundbar è presente anche nei tre modelli 4K della nuova serie X8, da 55, 65 e 75”. Infine della serie C76 trovate su questo numero il test del 55”, che come sapete ha ricevuto il premio EISA come “Best Buy LCD TV”. Allo stand, come consuetudine della casa, c’erano diverse demo tecnologiche; quest’anno vi segnalo quella relativa al Mini LED Backlight TV (22), un sistema FALD supersottile da 7 mm composto da 280.000 LED, in grado di coprire al 100% lo spazio colore DCI-P3 con una luminosità di 3.000 nit e contrasto pari a 200.000:1.

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Toshiba

Anche Toshiba ha presentato, anche se ancora a livello di prototipo, un televisore 8K (23) da 65” di diagonale.

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Altro concept è il bazooka TV (24), un 55” con un vero subwoofer, sviluppato con Onkyo.

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Per il 2019 la casa ha annunciato il supporto su diverse linee di TV dell’assistente vocale di Amazon, Alexa.

di Mario Mollo

Author: redazione

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