Thomson 55UA9806

Dalla Francia… con furore

Nero, serio, inusuale: il design è raffinato e poco comune, il marchio è di quelli storici (anche se qui da noi poco conosciuto) e le prestazioni sono interessanti. Si chiama 55UA9806, è prodotto da Thomson ed è il nuovo rappresentante della casa per il settore UHD con illuminazione a Quantum Dots.

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È un pezzo della storia della tecnologia europea il marchio Thomson, francese, fondato alla fine del 1800, durante il periodo che da molti è identificato come seconda rivoluzione industriale: quella in cui il dominio della meccanica/termodinamica, che aveva permesso l’automazione dell’industria tessile a partire dall’Inghilterra del ’700, cede il passo alle più moderne tecnologie, elettrica, chimica e petrolifera.

E come molte delle aziende nate in quel periodo, in breve tempo espande il proprio intervento a settori diversi per quanto contigui e così, partendo dalle originarie attività legate alla produzione di energia elettrica, arriva alla commercializzazione di televisori ed altri apparecchi di elettronica di consumo, oltre ad occuparsi di dispositivi per applicazioni militari e di semiconduttori.

Gli affari vanno bene per alcuni decenni, ma anche in Francia gli anni Ottanta del secolo scorso sono periodo di rivolgimenti di produzioni e proprietà cosicché, in conseguenza di vari momenti di crisi, alcuni dei rami si separano dal corpo principale dell’azienda come nel caso, ad esempio, della Thomson Semiconducteurs che in questo periodo unisce forze ed impianti a quelli dell’italiana SGS, per dare i natali alla SGS-Thomson, oggi meglio nota come ST, che attualmente è tra i primi produttori di componenti elettronici.
Alterne vicende che hanno visto passare di mano aziende rinomate e che hanno offuscato il marchio, almeno per quanto riguarda la produzione di elettronica di consumo, ma soltanto fino al 2003, quando il gruppo cinese TCL che in patria era già un colosso del settore acquisisce una consistente quota dell’azienda francese finalizzando le attività alla produzione di televisori e player da commercializzare in Europa e negli Stati Uniti.

Giusto per avere un’idea del tipo di azienda, riportiamo dati che parlano di TCL come del quarto produttore mondiale di televisori con un venduto che ammonta a 16,5 milioni di pezzi; ma contemporaneamente il marchio è anche il quinto produttore di pannelli LCD nella classifica mondiale e lo scorso 2014 ha totalizzato vendite per 21,5 milioni di unità; si occupa, poi, di telefonia mobile (settore nel quale, oltre a produrre in conto terzi, vanta la proprietà del marchio Alcatel) e con un volume di 36 milioni di telefoni venduti nel 2014 occupa il sesto posto nella classifica dei produttori di Smartphone. Un peso massimo dell’elettronica di consumo dunque che, forte dei successi certificati da un andamento delle vendite costantemente crescente, pianifica l’allargamento dei propri orizzonti operativi preparandosi alla produzione di televisori in tecnologia OLED, limitandola inizialmente al solo taglio da 55” (per il 2015), per arrivare in un paio di anni alla produzione dei 75 pollici.

Il catalogo del settore televisori a marchio Thomson è decisamente ricco ed assortito: tralasciando per ragioni di spazio la sezione Full HD (ma per chi volesse avere un’idea più precisa dell’offerta rimandiamo al sito aziendale http://www.thomsontv.it), nella sezione dedicata all’UHD troviamo ben quattro serie, denominate con sigle che vanno da A6 fino ad A9, delle quali la A8 comprendente due modelli curvi con diagonali da 55 e 65 pollici; a queste si aggiungono due famiglie ereditate dal catalogo dello scorso anno e denominate Z8 con un solo imponente modello da 85” e, rispettivamente, Z7 anch’essa con un unico membro da 65 pollici. Tranne la Z8, le diagonali delle varie famiglie sono al massimo un paio, con una netta predominanza dei 65 e 55 pollici, anche se nella A6, che nella gerarchia gioca il ruolo di entry point della gamma a definizione ultra-alta, i quattro modelli presenti partono dai 40. L’offerta è diversificata, dunque, tanto per le dimensioni quanto e soprattutto per i contenuti tecnologici: al comune substrato comprendente tra le altre cose il decoder per l’H265 (HEVC) (soltanto la Z7 ne è priva) ed il 3D attivo, infatti, si affiancano di volta in volta la retroilluminazione con Local Dimming, quella a LED bianchi a spettro più piccato del solito e la recentissima basata sui Quantum Dots. Che equipaggia il modello 55UA9806, unico rappresentante della famiglia A9.

Il design

Ha qualcosa di rétro questo 55 pollici marcato Thomson, e insieme serio o forse di austero, con linee e particolari che ricordano i prodotti che nascono nel Nord Europa: nonostante la diagonale di una certa importanza, la “faccia” del televisore dimostra un rapporto d’aspetto un po’ più a favore dell’altezza di quello che ci si aspetta in base al formato 16:9. La ragione è da ricercarsi nel sistema di diffusori che il progettista ha voluto collocare nella parte bassa del frontale, occupando una fascia larga una decina di centimetri lungo l’intera dimensione orizzontale. Una posizione inusuale che contribuisce notevolmente alla piacevole definizione estetica del TV, il cui altro elemento rilevante è rappresentato dal piedistallo: un corto cilindro metallico, posto al centro e terminato con quattro piedi orizzontali, sufficientemente lunghi da garantire la stabilità del tutto.

La cura del progetto è stata affidata al designer industriale Flemming Møller Pedersen, colui che per anni ha disegnato i prodotti della Danese B&O: una storia che evidentemente lascia il segno, come l’estetica di questo prodotto, che si scosta decisamente dai canoni cui si rifanno i concorrenti dell’azienda sino-francese, sta a dimostrare.

E particolare il design del televisore lo è nella sua interezza, non soltanto nell’aspetto frontale, come dimostra la parte posteriore che, una volta effettuati i collegamenti con l’impianto domestico, risulta completamente chiusa da pannelli che riprendono il colore e la geometria curva della faccia secondaria; le prese sono, così, alloggiate in un incavo che comunica con uno spazio vuoto ricavato nel cilindro del piedistallo, in modo che i cavi possano uscire dall’apparecchio in bell’ordine e completamene nascosti alla vista.

Tutti gli ingressi sono nascosti in una cavità ricavata nel pannello posteriore, mascherata da una copertura sagomata; in realtà le cavità sono due, comunicanti, che permettono di estrarre tutti i cavi mantenendo un elevato grado di ordine e pulizia. Dopo essere passati nelle cavità, infatti, i conduttori attraversano il piedistallo ed escono dalla sua base, sul retro del TV. La dotazione è più o meno quella solita, con le quattro porte HDMI, le due USB ed i connettori per i segnali analogici: rispetto al solito c’è una USB in meno, ma una delle due presenti è in versione 3.0 e viene utilizzata per la registrazione. Completano la dotazione i bocchettoni per le antenne terrestre e satellitare.

Tutti gli ingressi sono nascosti in una cavità ricavata nel pannello posteriore, mascherata da una copertura sagomata; in realtà le cavità sono due, comunicanti, che permettono di estrarre tutti i cavi mantenendo un elevato grado di ordine e pulizia. Dopo essere passati nelle cavità, infatti, i conduttori attraversano il piedistallo ed escono dalla sua base, sul retro del TV. La dotazione è più o meno quella solita, con le quattro porte HDMI, le due USB ed i connettori per i segnali analogici: rispetto al solito c’è una USB in meno, ma una delle due presenti è in versione 3.0 e viene utilizzata per la registrazione. Completano la dotazione i bocchettoni per le antenne terrestre e satellitare.

Le prese, dicevamo: ci sono tutte quelle divenute ormai standard, ossia quattro porte HDMI, una delle quali con supporto all’MHL per il collegamento di Smartphone, due USB compresa quella in versione 3.0 adibita al collegamento di un dispositivo di registrazione (pen drive o hard disk), oltre al gruppo dedicato ai segnali analogici per ‘audio’ ed il video, tutti accessibili tramite gli adattatori presenti nella confezione. Come si conviene ad un apparecchio di progettazione recente, anche l’UA9806 offre il supporto ad entrambe le modalità di collegamento alla rete domestica, cablato e wireless: la presa RJ-45 è alloggiata vicino ai due bocchettoni per le antenne digitale terrestre e satellitare, il che denuncia la presenza di un doppio sintonizzatore.

A corredo del televisore sono forniti un telecomando, di stampo usuale e dunque abbondante, e due paia di occhiali, in tecnologia attiva, per il 3D.

A differenza di quanto proposto a corredo dei televisori di molti concorrenti, i progettisti Thomson hanno optato per un telecomando di tipo classico, con una nutrita serie di pulsanti e con la geometria abbondante tipica di questa categoria di dispositivi: il telecomando “evoluto” però c’è, nascosto nelle funzionalità del 55UA9806 e nel Google Play, dove prende la forma di un’App per Smartphone/Tablet. È un software ben realizzato, che mette al centro l’effettiva utilizzabilità: per questo l’accoppiamento con il televisore, successivo all’installazione, utilizza un codice a barre di tipo QR che viene visualizzato dal display e letto dalla videocamera del telefono. Comodo e veloce. Oltre alle varie schermate che riproducono, separandoli per comodità in varie pagine, i numerosi pulsanti, ci sono anche una modalità touch-pad e una funzione di condivisione con la quale il televisore è in grado di riprodurre i contenuti multimediali memorizzati nei vari dispositivi presenti nella rete domestica.

A differenza di quanto proposto a corredo dei televisori di molti concorrenti, i progettisti Thomson hanno optato per un telecomando di tipo classico, con una nutrita serie di pulsanti e con la geometria abbondante tipica di questa categoria di dispositivi: il telecomando “evoluto” però c’è, nascosto nelle funzionalità del 55UA9806 e nel Google Play, dove prende la forma di un’App per Smartphone/Tablet. È un software ben realizzato, che mette al centro l’effettiva utilizzabilità: per questo l’accoppiamento con il televisore, successivo all’installazione, utilizza un codice a barre di tipo QR che viene visualizzato dal display e letto dalla videocamera del telefono. Comodo e veloce. Oltre alle varie schermate che riproducono, separandoli per comodità in varie pagine, i numerosi pulsanti, ci sono anche una modalità touch-pad e una funzione di condivisione con la quale il televisore è in grado di riprodurre i contenuti multimediali memorizzati nei vari dispositivi presenti nella rete domestica.

La riproduzione dei materiali 3D utilizza la modalità attiva, quindi gli occhiali (2 paia) forniti in dotazione hanno le dimensioni leggermente superiori a quelle dei passivi, ma si indossano comodamente e non danno fastidio neanche dopo una visione prolungata. La qualità è buona come testimonia l’assenza di riflessi e cross-talk.

La riproduzione dei materiali 3D utilizza la modalità attiva, quindi gli occhiali (2 paia) forniti in dotazione hanno le dimensioni leggermente superiori a quelle dei passivi, ma si indossano comodamente e non danno fastidio neanche dopo una visione prolungata. La qualità è buona come testimonia l’assenza di riflessi e cross-talk.

Hardware e software

Il 55UA9806 è un televisore di classe Smart in formato UHD, quindi a risoluzione 3.840×2.160 ed equipaggiamento di servizi Internet e funzioni per la condivisione e la riproduzione di contenuti con gli altri dispositivi presenti nella rete domestica: ma è anche il modello con cui Thomson adotta il sistema di retroilluminazione basato sui Quantum Dots, l’ultima recentissima conquista tecnologica che permette di espandere il gamut, ovvero la quantità di colori riprodotti dal televisore, in linea di principio a piacimento.

Il sistema ottico di qualsiasi pannello LCD consta, tra le altre cose, di una sorgente di luce ed un filtro colore progettati per abbinarsi al meglio: la luce emessa dalla sorgente passa attraverso lo strato di cristalli liquidi che ne regolano l’intensità, per arrivare al filtro colore dove viene separata nelle componenti RGB che costituiscono i sub-pixel. Da questa stringata descrizione si intuisce come dalla coppia sorgente-filtro dipendano la precisione con cui sono riprodotti i colori ed il rendimento del sistema: poiché il filtro per ciascun colore è caratterizzato da una determinata capacità di trasmissione tipicamente rappresentata da una stretta banda di frequenze, se la luce che arriva sul filtro rosso, ad esempio, ha la componente rossa distribuita in una banda più ampia di quella definita dal filtro, una consistente percentuale dell’energia emessa sotto forma di luce non viene trasmessa e va sprecata. Se, d’altra parte, si allarga la funzione di trasmissione del filtro, per recuperare un po’ di questa energia, si inquina il colore limitandone la purezza, con il risultato di una limitata capacità di riprodurre colori. Ed un analogo inquinamento viene dall’uso di sorgenti bianche che hanno le componenti spettrali rossa e verde con picchi di basso valore.

La retroilluminazione a LED bianchi soffre proprio di questa malattia perché produce luce con molte componenti cromatiche nelle zone comprese tra i picchi dei primari RGB: una soluzione potrebbe essere l’impiego di LED RGB che però moltiplica il numero di diodi luminosi, con i relativi consumi e produzione di calore, oppure, quello dei Quantum Dots. Con questo termine si indicano cristalli semiconduttori di dimensioni molecolari, che da queste traggono le interessanti peculiarità: quando questi nanocristalli vengono investiti da radiazione di lunghezza d’onda corrispondente al blu, la assorbono per poi emettere luce con lunghezza d’onda che dipende dalle dimensioni lineari del sistema. Quanto più piccolo è il cristallo, ad es. 3 nm (nanometri, ovvero 10-9 metri pari a qualche decina di atomi disposti in fila), tanto più è corta la lunghezza d’onda. Con i 3 nm di cui sopra il Quantum Dot produce luce verde, mentre con 7 nm si ottiene il rosso: è allora sufficiente variare le dimensioni del cristallo per ottenere emettitori a qualsiasi lunghezza d’onda, compresa quella che si sposa al meglio con la funzione di trasmissione del filtro. Poiché la banda di emissione dei QD è molto stretta, si intuisce come questi dispositivi rappresentino una interessante alternativa per i display LCD, in particolare per quelli in formato UHD che dovrebbero essere capaci di uniformarsi alle specifiche sullo spazio colore definite nella raccomandazione Rec. 2020.

Il sistema utilizzato nel Thomson è il Color IQ sviluppato da QD Vision, già utilizzato da altri marchi, che prevede un sottile tubo sigillato che contiene i nanocristalli in soluzione, collocato al disopra dei LED blu: in questa maniera una parte della radiazione emessa dai LED passa attraverso il tubicino e costituisce la componente B della luce che investe il pannello LCD, mentre la parte che viene assorbita dai QD è convertita in rosso e verde molto puri, così da completare la terna RGB.

Secondo Thomson, le misure effettuate sul 55UA9806 restituiscono un gamut pari all’85% di quanto specificato nella Rec. 2020, cosa che rappresenta un buon risultato nell’immediato, ma che per giunta mantiene un notevole potenziale miglioramento.

L’uso e la visione

Le prime operazioni di preparazione del televisore fanno uso del menù di setup che appare allineato ai sistemi di gestione attualmente in uso: è organizzato in capitoli e ciascuno di questi contiene un buon numero di regolazioni e, quasi sempre, un paragrafo dedicato alle impostazioni avanzate. La struttura è lineare, si memorizza facilmente e la navigazione è agevole, anche se un po’ impedita dalla forma del telecomando che obbliga a frequenti spostamenti della mano a causa delle dimensioni. C’è però la possibilità di installare un’App per dispositivi Android che comprende anche tutte le funzioni del telecomando assieme ad un touch-pad e ad un menù dedicato alla riproduzione di contenuti condivisi con altre macchine di rete.

Il software di sistema non è un mostro di velocità (all’accensione sono necessari una trentina di secondi), ma non è neanche da esasperazione. Diciamo che risponde con un leggero ritardo, cosa che se è poco importante nell’uso quotidiano, assume altra rilevanza in fase di regolazione, quando si passa di continuo da una voce di menù all’altra.
La sezione relativa alla qualità dell’immagine è densamente popolata, cosicché l’utente più volenteroso ha di che sfiziarsi nella regolazione fine dei vari parametri; operazione tra l’altro consigliata perché si riesce a guadagnare qualcosa nella resa complessiva e tirare fuori il meglio che l’apparecchio può dare.
Notiamo piacevolmente le procedure per il collegamento alla rete domestica che richiedono il minimo intervento, e quella per l’accoppiamento con lo Smartphone tramite un codice QR visualizzato sul display.

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L’organizzazione delle diverse pagine di funzioni Smart segue i canoni usuali e parte dalla Home, visibile a sinistra, configurabile secondo le preferenze dell’utente che può “pescare” nel fornito market di App e marcare come preferiti i canali seguiti. Tra le funzioni essenziali di qualsiasi televisore c’è la Guida dei programmi ed il 9806 ne mette a disposizione una versione molto chiara e facilmente utilizzabile: nella schermata di default la vista è quella solita ad “agenda planner”, mentre in quella che si apre selezionando la linguetta etichettata “Corrente” la selezione viene fatta in base alla categoria del programma. Volendo utilizzare il proprio Smartphone come telecomando, è necessario installare l’apposita App dopodiché il telefono si sostituisce in tutto e per tutto al più ingombrante accessorio di serie, ed anzi offre alcune possibilità aggiuntive quale il touch-pad visibile nella foto ed una modalità di File Sharing con la quale accedere ai contenuti multimediali della rete domestica.

L’organizzazione delle diverse pagine di funzioni Smart segue i canoni usuali e parte dalla Home, visibile a sinistra, configurabile secondo le preferenze dell’utente che può “pescare” nel fornito market di App e marcare come preferiti i canali seguiti.
Tra le funzioni essenziali di qualsiasi televisore c’è la Guida dei programmi ed il 9806 ne mette a disposizione una versione molto chiara e facilmente utilizzabile: nella schermata di default la vista è quella solita ad “agenda planner”, mentre in quella che si apre selezionando la linguetta etichettata “Corrente” la selezione viene fatta in base alla categoria del programma.
Volendo utilizzare il proprio Smartphone come telecomando, è necessario installare l’apposita App dopodiché il telefono si sostituisce in tutto e per tutto al più ingombrante accessorio di serie, ed anzi offre alcune possibilità aggiuntive quale il touch-pad visibile nella foto ed una modalità di File Sharing con la quale accedere ai contenuti multimediali della rete domestica.

Per quanto attiene alla riproduzione vera e propria, iniziamo con la sezione audio perché in questa classe di prodotto è di quelle che si fanno notare.
Per la progettazione di questo sottosistema, Thomson si è rivolta ad un colosso dell’audio del calibro di Harman Kardon. Il risultato è molto buono, di quelli che raramente si ascoltano su apparecchi destinati alla riproduzione video ed in linea con il modello che i progettisti hanno seguito, quello di un display adatto o adattabile alle più disparate applicazioni di intrattenimento domestico. Di fatto le qualità di rilievo vengono alla luce prepotenti e naturali con la riproduzione di file musicali, ai quali il sistema dedica una chiarezza ed una linearità di buon livello; buona la larghezza di banda, estesa verso le basse frequenze con una potenza di emissione capace di costruire l’impatto e rendere ragione da un lato dei momenti esplosivi, e dall’altro della morbidezza e della pienezza che in questa regione dello spettro audio sono componenti essenziali. A differenza di quello che succede nella gran parte dei casi nei quali i colpi di cassa somigliano più alla percussione di una scatola di cartone che al suono di una pelle di tamburo, qui la riproduzione è elastica e morbida, senza peraltro scadere nella mancanza di smorzamento, quello che produce rimbalzi ed echi che infastidiscono: al contrario, i toni sono morbidi, avvolgenti e dettagliati.
Un soddisfacente livello di chiarezza è espresso anche dalla sezione dedicata alle frequenze medio-alte, che dimostra le sue doti nel dettaglio e nel controllo dei suoni sibilanti: la cosa si percepisce nettamente con i dialoghi dei film che rimangono sempre perfettamente discernibili e risolti, a buon completamento del calore delle voci maschili di cui sono responsabili i due woofer.

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Se con i vecchi televisori con tubo a raggi catodici l’ingombro di questo poteva essere utilizzato per “imbottire” l’apparecchio di funzioni e componentistica, realizzando, ad esempio, veri e propri sistemi di diffusori multivia dalle prestazioni interessanti, con i sottili pannelli la questione diventa un problema: lo spazio è poco, in profondità almeno, gli altoparlanti non possono essere costruiti con dimensioni inferiori ad una data soglia, ma l’audio che accompagna il video deve essere all’altezza. Soprattutto se il video ha i colori e la risoluzione dell’UHD. Sicuramente la soluzione che impiega un sistema di diffusori è la più affidabile, perché lascia un buon margine per il dimensionamento e la messa a punto fine, ma è comunque quella che occupa più spazio. I progettisti Harman Kardon cui si è rivolta Thomson si sono trovati davanti una questione non proprio elementare, ma sono riusciti ad escogitare una soluzione di dimensioni contenute e nello stesso tempo molto soddisfacente per le prestazioni che è capace di esprimere. Nella foto l’unità interna, composta dal volume di carico (la scatola nera) necessario per una buona riproduzione delle basse frequenze. Una realizzazione sicuramente impegnativa ma che contribuisce a formare il valore del televisore.

Se con i vecchi televisori con tubo a raggi catodici l’ingombro di questo poteva essere utilizzato per “imbottire” l’apparecchio di funzioni e componentistica, realizzando, ad esempio, veri e propri sistemi di diffusori multivia dalle prestazioni interessanti, con i sottili pannelli la questione diventa un problema: lo spazio è poco, in profondità almeno, gli altoparlanti non possono essere costruiti con dimensioni inferiori ad una data soglia, ma l’audio che accompagna il video deve essere all’altezza. Soprattutto se il video ha i colori e la risoluzione dell’UHD. Sicuramente la soluzione che impiega un sistema di diffusori è la più affidabile, perché lascia un buon margine per il dimensionamento e la messa a punto fine, ma è comunque quella che occupa più spazio. I progettisti Harman Kardon cui si è rivolta Thomson si sono trovati davanti una questione non proprio elementare, ma sono riusciti ad escogitare una soluzione di dimensioni contenute e nello stesso tempo molto soddisfacente per le prestazioni che è capace di esprimere. Nella foto l’unità interna, composta dal volume di carico (la scatola nera) necessario per una buona riproduzione delle basse frequenze. Una realizzazione sicuramente impegnativa ma che contribuisce a formare il valore del televisore.

Passando al video, notiamo prima di tutto una più intensa illuminazione sulle diagonali, in corrispondenza degli angoli del display (un fenomeno che abbiamo avuto modo di osservare su diversi televisori di varie marche), più che altro perché risaltano sullo sfondo nero quasi perfettamente omogeneo e di buona profondità. In ogni caso durante la visione queste tracce più chiare non disturbano più di tanto, perché limitate grosso modo alle bande nere superiore ed inferiore.

Della profondità del nero ci si rende conto nella visione in ambiente oscurato, quando le due bande mostrano una luminosità residua molto contenuta.

A questo si affianca una gestione del colore di ottima qualità: merito dei QD, senza dubbio, ma anche della raffinatezza degli algoritmi di elaborazione (ricordiamo che qualsiasi immagine viene riscalata alla risoluzione UHD) e della prestanza dell’elettronica di bordo che, oltre al cromatismo, si occupa anche della gestione delle immagini in movimento, sistemi di correzione del rumore compresi.

E quindi la visione è del tutto godibile, ricca di colori belli e coinvolgenti, morbidi e variegati: da qui la naturalezza delle sfumature del cielo, con il succedersi di nuvole e zone pulite, oppure i colori di un bosco in autunno o la sfilata dei cavalli dei samurai che entrano Tokyo nell’“Ultimo Samurai”; momenti che parlano di colori vivi e intensi, pastosi ma sempre nettamente separati, risolti senza sbavature.

Tra le regolazioni quella denominata Contrasto Dinamico deve essere usata con attenzione perché caratterizzata da un’azione decisa: è vero che migliora il contrasto, ma è anche vero che lo fa a spese della risoluzione nel senso che impasta il tutto, soprattutto nelle zone più scure dell’immagine, in una sorta di effetto solarizzazione. Se proprio non è indispensabile, è meglio non usarla.

Complessivamente la valutazione delle prestazioni video è molto positiva, soprattutto in relazione alla fascia di prezzo di appartenenza.
È un buon televisore, il 55UA 9806, con una spiccata vocazione all’intrattenimento domestico nelle sue varie forme, TV, film, videogiochi, etc., ma è anche un buon display per chi appassionato di cinema debba mettere d’accordo la passione con il portafogli, visto che le prestazioni di cui è capace sono senz’altro di buon livello.

di Giancarlo Corsi


Non ci è piaciuto

  • La lentezza all’avvio
  • L’assenza di un telecomando più piccolo

Ci è piaciuto

  • La buona qualità del video
  • L’ottima qualità dell’audio
  • La semplicità d’uso

Le misure di Mario Mollo

Imp. per l’esec. dei test: Modalità ottimale: “Cinema”, temperatura colore Normale. Modalità aggressiva: “Dinamica”

Intensità luminosa massima, area 100%, Y 100%:

  • 269 nit (mod. ottimale)
  • 417 nit (mod. aggressiva)

Picco del bianco, area 20%, Y 100%:

  • 269 nit (mod. ottimale)
  • 417 nit (mod. aggressiva)

Livello del nero, area 100%, Y 0%:

  • 0,12 nit (mod. ottimale)
  • 0,15 nit (mod. aggressiva)

Rapporto picco del bianco/livello del nero:

  • 2.442 (mod. ottimale)
  • 2.780 (mod. aggressiva)

Nelle due modalità di misura il rapporto full on/full off varia di poco, segno che la luminosità ed il nero viaggiano di pari passo. La prima è elevata, il secondo contenuto, ed infatti il loro rapporto è abbastanza elevato. La misura del nero è stata effettuata con pattern contenente anche del bianco. Con un pattern nero al 100% il livello tende ad abbassarsi col passare dei secondi, fino a scendere a 0,02/0,03, ma questo valore non è ipotizzabile nell’uso con segnali diversi da quelli stazionari.

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Uniformità illuminazione (bianco con intensità al 40%)

Uniformita-THOMSON-55UA9806

Gli scarti del livello di emissione sono molto contenuti in valore assoluto; per pignoleria faccio notare che alcuni sono positivi ed altri negativi, ma la differenza di livello complessiva globale tra la zona meno luminosa e quella più luminosa non è comunque troppo marcata.

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Tavola CIE 1931 coordinate cromatiche del bianco e dei colori primari

CIE-1931-THOMSON-55UA9806

Gamut decisamente prossimo al riferimento.

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Equilibrio cromatico e temperatura di colore in funzione del livello di illuminazione (bianco con intensità tra il 10% ed il 100%)

EquilibrioTHOMSON-55UA9806

La misura evidenzia un comportamento influenzato dal livello in misura non sensibile (le variazioni più evidenti sono come al solito alle basse luci), ma mostra anche una taratura di fabbrica non esemplare.

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Linearità in funzione del livello di illuminazione (bianco con intensità tra il 5% ed il 100%)

GammaTHOMSON-55UA9806

Il gamma, normalizzato al dato rilevato al 50%, è molto lineare, attestandosi su valori solo di poco superiori al riferimento.

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Commento alle misure: Apparecchio caratterizzato da buona luminosità e livello del nero contenuto, lineare nel funzionamento ma non perfettamente tarato in fabbrica.

Voto: 8,7


  • Marca: Thomson
    Modello: 55UA9806
    Tipo: televisore LCD UHD 3D attivo
    Dimensioni: 1.245x840x310 mm con supporto
    Peso: 26,6 kg con supporto

Caratteristiche principali dichiarate

  • Diagonale: 55”.
  • Risoluzione: 3.840×2.160 pixel.
  • Potenza audio: 30 W.
  • Connettori: HDMI x4, Component, RGB, Videocomposito, Audio digitale S/Pdif, Cuffie, USB x2, Ethernet.
  • Classe energetica: A

Distribuito da: TLC Multimedia, Viale Enrico Forlanini 23, 20134 Milano. Tel. 02 87323100

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