Philips 65OLED+950

Muscoli e cervello

Pannello OLED Meta Panel V3 da oltre 3.500 nit di picco, governato da un doppio processore video all’avanguardia e Ambilight su 4 lati: sono i connotati essenziali di questo televisore luminoso, dalla resa potente e raffinata, arricchita dalla particolare ed unica atmosfera creata dall’Ambilight.

Inutile girarci intorno: Philips con questo apparecchio ha messo in campo quanto di meglio l’attuale panorama tecnologico mette a disposizione. Se è vero che di anno in anno, di nuova serie in nuova serie, tutti i costruttori migliorano i propri modelli, a volte con balzi importanti, talvolta con incrementi meno vistosi, quanto ha fatto Philips con la sua nuova serie top è decisamente un passo lungo, grazie all’impiego della miglior tecnologia OLED attualmente disponibile, affiancata da un tandem dei più performanti processori video della casa, assieme alla versione più sofisticata dell’Ambilight, caratteristica non solo esteticamente affascinante ma visivamente estremamente piacevole, funzionalità unica che solo Philips offre. L’elemento “centrale” di ogni TV è il pannello e quello del nuovo OLED+950 è il più recente e performante che LG abbia mai realizzato, capace di una luminosità pari a 350 nit su tutto lo schermo, che sale a 2.100 nit su un’area del 10% per arrivare ad un livello di picco di 3.700 nit su un carico del 3%, grazie anche al supporto della esclusiva gestione via software “Peak Light Boost” offerta dai processori gemelli.

parco connessioni
Quattro gli ingressi HDMI, due dei quali accettano segnali a 120 Hz (uno anche eARC); per l’audio è presente una uscita cuffia ed una uscita digitale ottica. Completano il parco due porte USB e la presa Ethernet.

In passato incrementi di luminosità (dell’ordine del 20% circa) erano stati ottenuti migliorando la dissipazione del calore (Panasonic a parità di pannello con questo accorgimento riusciva a superare la concorrenza). Ma il pannello Meta Panel V3 è strutturalmente diverso rispetto ai predecessori (pannelli MLA, Micro Lens Array). Rispetto ai tre strati principali dei “vecchi” pannelli (due blu ed uno rosso/gialloverde/verde), qui i layer sono 4, indipendenti: due blu, uno rosso ed uno verde. Oltre ad aver portato ai suddetti incrementi di luminosità, è stato ottenuto un ampliamento del gamut e perfino un incremento dell’efficienza, che a parità di luminosità comporta un minor consumo energetico, quello che in gergo tecnico viene definito “botte piena e moglie ubriaca”.
A questo si aggiunge l’ottima efficacia delle tecnologie antiriflesso (Vanta Polarisor), non una novità assoluta ma anch’esse oggetto di affinamento.

dettaglio del subwoofer
Sul pannello posteriore spicca la sezione subwoofer, con due radiatori passivi che supportano l’emissione del driver principale.

Ma anche il miglior pannello, se non sapientemente pilotato, da solo non può garantire l’eccellenza della resa. Per garantire che tutte le numerose funzionalità di elaborazione che la casa ha sviluppato e messo a punto abbiano a disposizione la necessaria potenza di calcolo, i progettisti hanno scelto una soluzione tanto drastica quanto efficace: utilizzare due processori video in parallelo, in grado di eseguire i calcoli necessari al ritmo richiesto dalla risoluzione e dalla frequenza di refresh. Come si diceva in apertura, ogni anno vengono introdotti miglioramenti più o meno significativi. Oltre a raffinare le elaborazioni già presenti, sul nuovo top di gamma Philips ha aggiunto nuove funzionalità, basate sull’intelligenza artificiale o, come il costruttore l’ha denominata, sulla “Adaptive Intelligence”. L’“AI Adaptive Gamut Enhancer” sfrutta l’ampio gamut del pannello Meta V3 (83% dello spazio colore BT2020 e copertura quasi totale del DCI-P3), espandendo i colori ma sempre rispettandone la naturalezza, in special modo quella degli incarnati. La funzione “Specular Highlight” intensifica la vivacità dei riflessi in HDR (cosa che “un tempo” si faceva in SDR…). L’“AI Machine Learned Sharpness”, come il nome sottintende, lavora sulla nitidezza delle immagini, ma a differenza del passato lavora in maniera differenziata sulle singole zone dell’immagine, dopo che l’algoritmo ne ha identificato la natura: pelle, trame sottili, trame ampie, texture, ecc., trattando ciascuna area in modo ottimale. L’“AI Smart Bit Enhancement” riduce il banding nei segnali di qualità più bassa, portando da 8 a 14 bit la precisione di calcolo. Arriva alla versione 3.0 l’elaborazione “Perfect Natural Reality”, che invece lavora in SDR per donare alle immagini il realismo dell’HDR. L’interfaccia Smart TV è Google TV: non sarà originale ed accattivante come alcuni dei S.O. proprietari che conosciamo, ma sappiamo bene che non ci farà mancare nulla. Se in questo aspetto il 65OLED+950 manca un po’ di personalità, si rimette in paro con le funzionalità di regolazione offerte dai processori P5 AI Dual: oltre alla compatibilità con gli standard HDR Dolby Vision, HDR10+ Adaptive e HLG, nei menu troviamo tanti controlli per esaltare o adattare alle proprie preferenze la resa video. Inoltre gli appassionati della messa a punto fine potranno beneficiare delle funzionalità di calibrazione manuale o automatica con Calman Autocal Ready.

telecomando
Il telecomando, di ottima, metallica fattura, è privo di tastierino numerico ma il comando a bilanciere consente di spostarsi tra i canali con estrema rapidità (da 1 a 60 in 3 secondi e 1); la retroilluminazione si
attiva con un sensore di movimento e le batterie non ci sono, nel senso che non vanno cambiate ma si ricaricano tramite un cavetto USB.

Decisamente ricco anche l’insieme delle funzionalità dedicate ai videogiochi; la “game BAR”, che Philips definisce “progettata dai gamers per i gamers”, è tra le più complete ed il sistema riconosce il gioco e ne richiama automaticamente i settaggi impostati dall’utilizzatore. Tra le novità ricordiamo nuove funzionalità di aiuto, tra cui spicca la possibilità di effettuare lo zoom e lo spostamento delle “mappe” nei giochi spara e fuggi per renderle più leggibili.
Tornando a temi a noi più consoni, spenderei qualche parola sull’Ambilight: la bellezza del sistema non è tanto la presenza dei LED a coprire tutti e quatto i lati dello schermo (comunque a colpo d’occhio molto intrigante), quanto le funzioni software implementate nel menu per personalizzarne la resa sia visivamente sia in funzione del tipo di utilizzo, con modalità “ambientali” utilizzabili anche quando non si sta guardando la TV. È perfino possibile intervenire sulla resa cromatica in funzione del colore delle pareti.
La sezione audio 2.1 è forse l’elemento meno “potente” del sistema. Dal punto di vista software offre la compatibilità Dolby Atmos e DTS:Xm, mentre ai canali frontali (biamplificati) è asservito un sub che affaccia sul pannello posteriore coadiuvato da due radiatori passivi. Grazie alla compatibilità Play-Fi l’espansione del sistema con diffusori wireless risulta molto semplificata.

La visione

Non è un televisore per vecchi… La resa, anche nelle modalità che per loro natura dovrebbero essere diciamo “tranquille”, è – in termini di luminosità – sempre molto vigorosa e particolarmente incisiva. A casa, dove almeno per quanto riguarda le regolazioni del televisore comando ancora io (credo che ormai sia l’ultimo ambito in cui mi è concesso di dire la mia), vige senza esclusioni la legge del Filmmaker Mode; i figli invece, specialmente il quindicenne, se potessero scegliere prediligerebbero modalità più vivaci. Ma che ne sanno… Sono sicuro tuttavia che questo televisore sarebbe decisamente molto amato, anche in Filmmaker Mode. Io, che prediligo la visione in ambiente buio, sono talvolta infastidito dai picchi di luminosità del mio display, le cui potenzialità “nittiche” sono ben lontane da quelle del Philips in prova; e quando questi picchi si verificano in scene scure, i 3.000 e passa nit del pannello che equipaggia il TV sono davvero tanti, anche con il sensore di luminosità ambiente inserito. Per questo, cosa più unica che rara, ho lavorato un po’ sui menu per “mollificare” la resa.

screenshot
L’Ambilight non è più solo una funzionalità da accendere o spegnere, ma è asservita ad un menu di gestione ricco di opzioni per variarne la resa, per il video, per la musica o anche come luce ambiente.

A vantaggio dei non ingegneri, che hanno sicuramente almeno sentito nominare la funzione “mollificatore”, voglio specificare che con questo termine non intendo significare “adattare alle esigenze del Mollo”, ma semplicemente “addolcire”. Ma in condizioni d’uso che non sono quelle della visione notturna di scene scure, la potenza del 65OLED+950 è l’ideale per godere appieno di ogni tipo di contenuto, che risalterà splendidamente anche in piena luce, grazie pure all’efficacia del trattamento antiriflesso. Anche se l’impressione (in default) non è la più cinematografica che abbia mai visto (ma si può, come detto, mollificare per renderla simile a quanto noi “anziani” siamo abituati), non c’è nulla di esagerato o forzato; gli incarnati sono naturali, la colorimetria corretta, le immagini appaiono contrastate ma non c’è intento di stupire (cosa in cui la Philips una quindicina d’anni fa era campionessa assoluta).
La visione dei canali del digitale terrestre è impeccabile, con dettagli precisi e stabili ed un piacevole, e non sempre riscontrabile in tutti i televisori, senso di tridimensionalità. Non mi sono addentrato nella visione di DVD perché ho visionato molto materiale SDR in streaming e la sostanza è la stessa, ottima. In HDR la resa è, come ormai potete facilmente indovinare stanti le premesse, decisamente superba. Ho cercato di mettere in difficoltà il tandem dei processori video con scene dove la gestione delle basse luci può creare problemi agli algoritmi meno raffinati, ma qui non c’è stato verso di mettere in crisi l’apparecchio.
La risposta del sistema è sempre veloce e pronta. L’audio non è grintoso come il display ma non si piega e dà un discreto sostegno alle immagini.

Le misure

le misure

Conclusioni

Se si può parlare di personalità riferendosi ad un televisore, quella del Philips 65OLED+950 non è certo remissiva, al contrario è forte e decisa: la sua resa infatti è, in ogni situazione, potente ed incisiva, di grande effetto ma sempre credibile e mai sopra le righe. Tecnologicamente e funzionalmente allo stato dell’arte, a rendere ancor più speciale ed unico questo televisore è l’Ambilight, implementato anch’esso a livello top, nella versione su tutti e quattro i lati. Il miglior TV Philips mai provato? Probabilmente sì.
Mario Mollo


Ci è piaciuto

  • La resa video è molto intensa, precisa e potente, con un livello di luminosità di vertice.
  • L’Ambilight su 4 lati è gestibile attraverso un nutrito insieme di controlli.

Non ci è piaciuto

  • La sezione audio, per quanto di buona qualità e anche tecnicamente sofisticata, è l’anello più debole del sistema, forse non per demerito suo quanto per la imponenza della resa video.

Philips 65OLED+950

Televisore OLED 65” 4K HDR

  • Distributore per l’Italia: TP Vision Europe B.V., Via Torino 3/5, 20814 Varedo (MB). www.philips.it
  • Prezzo di listino: euro 3.199,00 (IVA inclusa)
CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE
  • Schermo: OLED Meta Panel V3 (3.840×2.160 pixel).
  • Diagonale: 65”. Audio: 70 W (2.1) 4×10 W, subwoofer 30 W.
  • Sistema operativo: Google TV (Android 14).
  • Connessioni: 2 ingressi HDMI 2.1 (48 Gbps), 2 ingressi HDMI 2.0, uscita audio digitale Toslink, uscita cuffia, slot Common Interface, 2 porte USB tipo A, porta Ethernet, Wi-Fi 802.11ax 2×2 Dual Band, Bluetooth 5.2.
  • Dimensioni: 144,4x 83,1×6,5 cm (senza piedistallo), 144,4x 84,3×29 cm (con piedistallo).
  • Peso: 23,7 kg (senza piedistallo), 24 kg (con piedistallo)

Author: Redazione

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