LG 55LA860V

La funzione e la forma

Come l’attuale tendenza impone, i televisori delle “classi” superiori devono mostrare una decisa connotazione anche sotto il profilo estetico oltre, ovviamente, ad essere Smart: è così che anche il portabandiera di LG per la categorìa HD non si sottrae alla regola.

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Bello. Elegante. E leggero, almeno in senso estetico. Anche se, a voler essere pignoli, un po’ della leggerezza viene “mangiata” dal piedistallo, massiccio e molto evidente (anche nel peso!), curvo come detta la tendenza attuale e lucente di cromatura; la linea, comunque, è molto piacevole, una notevole realizzazione dell’immagine mentale che del televisore a pannello un po’ tutti abbiamo, quel concetto che sfuma nel televisore double-face bello da vedere quando posto in piena luce e libero da vincoli di posizionamento, ovvero capace di costruire immagini fluttuanti durante la visione nell’ambiente (correttamente) oscurato.
Ed essenziale da tale punto di vista è la sottigliezza della cornice, caratteristica questa che sempre più spesso arricchisce i nuovi modelli.
Bello, dunque, ed in linea con le più attuali tendenze stilistiche che, nella naturale ed inevitabile evoluzione delle molte tecnologie impiegate, trovano presupposto e stimolo: i LED, in primis, minime ma potenti sorgenti di luce; le resine, poi, ed i raffinati materiali impiegati nelle finiture.
Il nuovo quasi-portabandiera appartiene alla classe degli Smart TV, quella che attualmente condensa il meglio del savoir-faire, della miscela di sapienza tecnologica e visione estetica, del produttore coreano: in questo senso, il “quasi” si deve alla contemporanea presenza nel catalogo LG dell’ipertrofico modello da 84” a risoluzione UHD (Definizione Ultra Alta, nell’acronimo anglofono che non ha nulla a che vedere con la conservabilità del latte) e del 55” in tecnologia OLED con schermo curvo. Insomma, il 55LA860 in prova È il reale e concreto portabandiera dei TV “normali”, nonché capofamiglia della serie 860 che comprende, in aggiunta, i più contenuti formati da 47 e 42 pollici.
E qui una breve nota esplicativo-puntigliosa ci sta tutta: con il termine UHD, la Consumer Electronics Association intende sia la versione appena commercializzata a risoluzione 4K, cioè quella caratterizzata dai 3.840×2.160 punti nelle due dimensioni orizzontale e verticale, ma anche il futuro e definitivo formato 7.680×4.320 che, almeno nelle dichiarazioni dell’ente televisivo giapponese NHK che ha animato la ricerca e guidato gli sforzi del gruppo di broadcaster ed aziende elettroniche cui si devono gli sviluppi tecnici e commerciali del progetto, costituisce l’obiettivo finale dell’evoluzione. E per il quale ci sarà da attendere ancora qualche anno.
Come molto spesso avviene con le primizie tecnologiche, alla disponibilità dei dispositivi hardware, in questo caso televisori, telecamere, banchi di regia e montaggio e accessori, non corrisponde la reale presenza sul mercato dei materiali che a questo ben di dio conferiscono la ragion d’essere, sicché, a parte qualche spettacolare filmato dimostrativo, per il momento i televisori di questa classe non possono che essere utilizzati con il materiale “soltanto” HD in circolazione. Al quale, peraltro, le loro sofisticate potenzialità rendono un’emozionante giustizia.

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Le misure

Le misure

Amichevole, immediato, attuale

Smart TV, dicevamo, ovvero apparecchio che porta scritto nella propria costituzione, in quello che potremmo chiamare DNA, il corredo di funzionalità hardware e software necessari alla semplificazione della gestione e dell’utilizzazione, tanto nelle procedure quanto nei “gesti”, o manovre, richiesti per una piacevole fruizione (anche) della nutrita serie di estensioni verso impieghi adiacenti all’originale definizione della pura e semplice applicazione passiva della visione che definisce il concetto di televisore: la struttura grafica ad icone che controlla l’apparecchio, ad esempio, ma anche il notevole, perché comodissimo, “scettro del comando” denominato Magic Remote, per finire con la consistente dotazione software.
Sul versante software, infatti, il 55” coreano si alinea all’offerta dei modelli di fascia alta della concorrenza, o almeno di quella parte della concorrenza più attenta all’effettivo valore dell’aggettivo Smart: dimostrazione di questo approccio si trova, ad esempio, nella sezione videoregistratore che, in abbinamento al doppio sintonizzatore DVB-T/S, può essere acceduta direttamente o tramite la guida programmi dalla struttura immediata e ben organizzata, ma anche nel ricco insieme di app’s predefinite o installabili, tra le quali, ovviamente, gli onnipresenti YouTube e Social Software assortiti.

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E non manca neanche il 3-D, supportato tanto nella versione nativa quanto in quella “up 3D-able” (perdonatemi il neologismo anglo-tentativico) che converte gli ordinari programmi bidimensionali in 3-D; il metodo di riproduzione scelto è quello passivo e nella confezione sono presenti sei paia di occhiali, quattro coloratissimi di tipo “ordinario”, e due dedicati al gioco Dual-Players.
Giancarlo Corsi

Marca: LG
Modello: 55LA860V
Tipo: televisore LCD 3D (passivo)
Dimensioni: 1.229x788x316 mm
Peso: 23 kg; 26 kg (con stand)
Caratteristiche principali dichiarate – Diagonale: 55”.
Dimensioni: 1229 x 788 x 316 mm
Peso: 23 Kg; 26 Kg (con stand)

Distribuito da: LG Electronics Italia S.p.A – Tel. 199600099-http://www.lg.com/it

 


L’approfondimento – Magic remote

Con macchine di generazione in generazione sempre più complesse e ricche di funzionalità, il sistema di gestione/predisposizione deve necessariamente offrire opzioni di “amichevolezza” spinta, ed infatti il nutrito corpo di funzionalità che il nuovo televisore di LG mette a disposizione è, sic et simpliciter, alla portata di un dito, per la precisione il pollice, che scorrendo sulla decina di pulsanti “al tocco” disposti sulla sua limitata superficie piega la complessa macchina al nostro volere.
È comodo, come dalla forma decisamente inusuale della comodità qualcosa si intuisce, ma è soltanto quando si inizia ad utilizzarlo che si apprezza in pieno la validità della concezione che, per il proprio aspetto essenziale, poggia sul particolarissimo ed ergonomico design: l’oggetto, infatti, si adatta senza difficoltà alla mano diventandone una sorta di estensione e, in forza della geometria e delle dimensioni, richiede un unico movimento, quello del pollice, senza spostamenti in su e giù lungo la mano.
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Ma, a parte la comodità, aspetto che in un oggetto di uso costante e prolungato come è il telecomando dovrebbe essere il primo dei pensieri del progettista, il Magic Remote interagisce con il televisore per mezzo di un canale radio, non un banale e solito infrarossi, cosa che ne permette un uso che più libero non si può: non c’è bisogno di “puntarlo” e, perciò, la mano può rimanere comodamente poggiata sul divano, e la selezione delle diverse icone/opzioni visualizzate sul display viene effettuata tramite il “joystick” formato dai cinque pulsanti centrali ovvero, in alcune schermate, con un cursore in tutto e per tutto simile a quello del mouse del computer. Per sfruttare appieno la comodità del cursore è necessario un minimo di impegno (all’inizio la freccina schizza di qua e di là quasi fosse animata di vita propria), dopodiché i vantaggi di questo approccio appaiono inequivocabilmente evidenti.
L’opzione cursore non è però l’unica tecnica “dinamica” di controllo perché la camera integrata ed il software di bordo permettono anche l’uso del movimento delle mani, anche se tra le varie possibili questa è la tecnica meno precisa (e più faticosa!).
La modalità senz’altro più comoda è, però, quella vocale che sfrutta il microfono integrato nel Magic Remote: ci si sente un po’ capitano Kirk (mancano soltanto il teletrasporto ed il Signor Sulu), ma lo strumento è sicuramente più immediato e comodo della navigazione manuale/gestuale tra opzioni e menù.
Sarà anche magico, ma sicuramente non ha tutti i pulsanti necessari al controllo delle innumerevoli opzioni, o forse sì! Anzi, proprio sì! Alla pressione di uno dei pochi tasti presenti (quello etichettato 123) infatti, viene visualizzato un telecomando virtuale dal quale si può fare praticamente tutto, e l’aggettivo magico appare ancor più calzante.
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Tra le altre possibilità operative del Magic Remote, non possiamo non osservare la possibilità di controllo di qualsiasi altro dispositivo collegato al TV, ad esempio il lettore Blu-ray, cosa che libera dal fastidio di un altro telecomando. Il che è sempre bene.
La famiglia 860 comprende tre modelli con diagonali da 42, 47 e 55 pollici e, per il momento, è la serie al vertice della classe televisori HD, visto che a catalogo ci sono già alcuni modelli UHD, cioè 4K; la definizione al top della gamma si vede, anche, dalle opzioni di collegamento disponibili consistente in quattro porte HDMI, di cui una equipaggiata con la funzione MHL per il collegamento di smartphone opportunamente dotati, e tre USB una delle quali in formato 3.0 dedicata al collegamento di un hard disk per la registrazione dei programmi, che sono, in pratica, la dotazione tipica degli apparecchi di fascia alta. A queste si aggiungono i vari videocomposito, SCART e via dicendo accessibili tramite adattatori forniti a corredo ed i bocchettoni per le antenne DVB-T e DVB-S; a chiudere la sfilata la presa Ethernet comunque alternativa al canale Wi-Fi sicuramente più comodo da implementare e gestire.
A proposito di connessioni di rete, osserviamo che il TV dispone di un Access Point interno che abilita il collegamento dei dispositivi mobili (telefoni, tablet et similia) anche in assenza di una rete Wi-Fi: e, direte voi, che cosa me ne faccio?. Ma, rispondo io, ci controllo il televisore tramite l’app “LG TV Remote”.
Questo “telecomando”, inoltre, viene utilizzato anche in abbinamento con il Tag On, ovvero quell’innocente sticker presente nella confezione, che tanto innocente non è visto che è il chip che si occupa della gestione del trasferimento di contenuti via canale NFC disponibile con i dispositivi Android (dalla versione 4.0 in poi); in pratica, installando sullo smartphone/tablet l’app Tag On, dopo qualche passaggio di configurazione, mettendo in contatto fisico lo sticker con lo smartphone sarà possibile riprodurre i materiali multimediali in questo memorizzati tramite il media player del TV. Senza cavi o altri collegamenti. Per il buon funzionamento del sistema è consigliabile una rete veloce, ovvero il collegamento Wi-Fi Direct tra mobile e TV.
Per la riproduzione di contenuti conservati nei PC presenti sulla rete domestica, invece, è sufficiente utilizzare la funzione SmartShare accessibile dal Magic Remote con il pulsante “Smart”, che collega qualsiasi apparecchio DLNA compatibile su cui sia abilitata la condivisione dei file: anche qui, per la riproduzione dei video, è consigliabile una rete veloce, magari a 5 GHz.
La LG TV Remote stabilisce un canale bidirezionale tra TV e smartphone e quindi permette la visione del programma TV sul telefono; tra le possibilità di controllo c’è anche un touch-pad che emula il Magic Remote.

La famiglia 860 comprende tre modelli con diagonali da 42, 47 e 55 pollici e, per il momento, è la serie al vertice della classe televisori HD, visto che a catalogo ci sono già alcuni modelli UHD, cioè 4K; la definizione al top della gamma si vede, anche, dalle opzioni di collegamento disponibili consistenti in quattro porte HDMI, di cui una equipaggiata con la funzione MHL per il collegamento di smartphone opportunamente dotati, e tre USB una delle quali in formato 3.0 dedicata al collegamento di un hard disk per la registrazione dei programmi, che sono, in pratica, la dotazione tipica degli apparecchi di fascia alta. A queste si aggiungono i vari videocomposito, SCART e via dicendo accessibili tramite adattatori forniti a corredo ed i bocchettoni per le antenne DVB-T e DVB-S; a chiudere la sfilata la presa Ethernet comunque alternativa al canale Wi-Fi sicuramente più comodo da implementare e gestire.
A proposito di connessioni di rete, osserviamo che il TV dispone di un Access Point interno che abilita il collegamento dei dispositivi mobili (telefoni, tablet et similia) anche in assenza di una rete Wi-Fi: e, direte voi, che cosa me ne faccio?. Ma, rispondo io, ci controllo il televisore tramite l’app “LG TV Remote”.
Questo “telecomando”, inoltre, viene utilizzato anche in abbinamento con il Tag On, ovvero quell’innocente sticker presente nella confezione, che tanto innocente non è visto che è il chip che si occupa della gestione del trasferimento di contenuti via canale NFC disponibile con i dispositivi Android (dalla versione 4.0 in poi); in pratica, installando sullo smartphone/tablet l’app Tag On, dopo qualche passaggio di configurazione, mettendo in contatto fisico lo sticker con lo smartphone sarà possibile riprodurre i materiali multimediali in questo memorizzati tramite il media player del TV. Senza cavi o altri collegamenti. Per il buon funzionamento del sistema è consigliabile una rete veloce, ovvero il collegamento Wi-Fi Direct tra mobile e TV.
Per la riproduzione di contenuti conservati nei PC presenti sulla rete domestica, invece, è sufficiente utilizzare la funzione SmartShare accessibile dal Magic Remote con il pulsante “Smart”, che collega qualsiasi apparecchio DLNA compatibile su cui sia abilitata la condivisione dei file: anche qui, per la riproduzione dei video, è consigliabile una rete veloce, magari a 5 GHz.
La LG TV Remote stabilisce un canale bidirezionale tra TV e smartphone e quindi permette la visione del programma TV sul telefono; tra le possibilità di controllo c’è anche un touch-pad che emula il Magic Remote.

videocamera

La telecamera

 

bordo

Un particolare della finitura.

 


La visione

È sicuramente un televisore di fascia alta, per la concezione prima di tutto, ovvero per il design, i materiali, la dotazione software e la ricercatezza della componentistica hardware, ma anche per la fascia di prezzo in cui è collocato e, come i suoi concorrenti prodotti da marchi diversi, mostra doti significative ed interessanti.
Cominciamo con l’evidenziare un convincente livello del rapporto di contrasto, che però, utilizzando il televisore così come esce dall’imballo, senza regolazioni, perde parte della propria efficacia nella restituzione dei giochi dei chiaroscuri, dove le cose appaiono con un dettaglio inferiore a quello che legittimamente ci si potrebbe attendere. Ed infatti, dedicando un po’ di tempo allo smanettamento delle molte opzioni di regolazione si riesce a recuperare una visione di livello decisamente buono.
Anche sotto il profilo della resa colore, nonostante la visione delle immagini di test anche in assenza di regolazioni specifiche non possa che essere definita all’altezza delle attuali possibilità tecnologiche, la ricchezza delle opzioni di regolazione mette a disposizione il necessario per una taratura puntuale e soddisfacente del display; oltre ai soliti profili di visione pre-impostati (ma comunque modificabili a piacimento), nella sezione relativa alle regolazioni avanzate c’è anche un menù certificato Isf e, dunque, dedicato agli utenti più esigenti (e consapevoli delle procedure). I risultati sono di notevole qualità, anche se il confronto con qualche (pochi, un paio) concorrente vede l’LG un pelo più arretrato in termini di morbidezza dei colori e brillantezza del bianco.
Ovviamente il meglio si ottiene con materiale pre-registrato in HD (e di buona qualità, aggiungerei), ma anche con le ordinarie trasmissioni televisive da studio, notoriamente piuttosto sfacciate in termini di saturazione dei colori e intensità luminose, si godono delle buone immagini; anche quando le si converte in 3-D (la perversione della conversione tridimensionale delle trasmissioni TV è grande, ma ognuno ha le sue, di perversioni), cosa che fornisce risultati maggiormente apprezzabili con contenuti più “dinamici” quali film, eventi sportive et similia.
Ed è con i programmi 3-D nativi che le qualità del televisore si fanno apprezzare come avviene con il materiale 2D, per quanto il crosstalk un qualche fastidio lo da.
Nessuna incertezza, invece, viene dal sistema di gestione delle immagini in movimento, preciso e senza riflessi negativi sulle sequenze, che permette la regolazione separata dei de-judder e de-blur.
Infine, quale giusto complemento di un video di buona qualità, il 55LA860 esprime delle “doti vocali” decisamente piacevoli ed altrettanto poco frequenti nella categoria televisori e, pertanto, segna un punto a proprio favore nei confronti dei due concorrenti di cui sopra: nonostante le ridotte dimensioni dei driver, infatti, i bassi son ben delineati e pieni (tenendo sempre presente che di televisore pur sempre si tratta e non di un impianto multicanale), la gamma alta mantiene la giusta morbidezza, evita gli spigoli delle sibilanti e delle armoniche dispari, senza però tagliare in frequenza. Per la particolare concezione del sistema di diffusori, nel menù di impostazione sono presenti le due opzioni relative al montaggio in appoggio ovvero a parete, situazioni che cambiano in maniera nettamente percepibile la resa audio.
Un ulteriore particolare che parla della buona qualità complessiva e spinge ad una valutazione positiva dell’apparecchio.

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