Chord Mojo

Il nuovo DAC/amplificatore per cuffie portatile di Chord è un prodotto con caratteristiche sonore molto simili a quelle di Hugo, altro apparecchio della casa, ma molto più accessibile per quanto riguarda il prezzo.

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L’annuncio di un nuovo DAC portatile da parte di Chord ha destato molto interesse tra gli audiofili, che possono ora acquistare un prodotto di alta qualità a un prezzo accessibile. Il Mojo, che deve il suo nome all’abbreviazione delle parole “Mobile Joy”, utilizza un FPGA (Field Programmable Gate Array) Artix-7 della Xilinx, programmato con i filtri WTA curati da Rob Watts, l’ingegnere che progetta per Chord i convertitori Digitale/Analogico.

L’apparecchio, in alluminio scavato dal pieno, con le dimensioni di un pacchetto di sigarette, si presenta in una colorazione nera opaca. Su uno dei lati lunghi ci sono tre sfere di controllo, due per il volume e una per accendere/ spegnere il dispositivo, che cambiano colore in funzione del livello di ascolto e della codifica della traccia in riproduzione. Il tasto di accensione si colora di rosso con brani in qualità CD, diventa arancio con i 48 kHz, verde con i 96 kHz e così via, come indicato su un lato della scatola del prodotto. Questo piccolissimo DAC funziona anche da amplificatore per cuffie, infatti su uno dei lati corti si trova una coppia di prese mini-jack stereo da 3,5 mm; è possibile utilizzare una delle due uscite per il collegamento del Mojo a un preamplificatore, configurandola a livello fisso di 3 V.

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Sull’altro lato corto ci sono, invece, gli ingressi digitali, in versione elettrica (presa mini-jack da 3,5 mm) e ottica (Toslink), la porta microUSB per il collegamento a PC, Mac, smartphone e tablet, e la presa microUSB per la ricarica della batteria interna (il caricabatteria non è incluso nella confezione) con al di sotto un piccolo LED di stato. La selezione dell’ingresso è automatica e ha la porta microUSB come prioritaria, segue il coassiale e per ultimo quello ottico.

La porta coassiale supporta la riproduzione di tracce PCM fino a 384 kHz e DSD fino a 128 in formato DoP, mentre la porta ottica arriva fino a 192 kHz in PCM e DSD64 in formato DoP; per il DXD 768 kHz/32 bit e il DSD256 bisogna passare per la porta microUSB. La presenza degli ingressi digitali permette il collegamento a riproduttori come l’Astell&Kern AK120, per esempio, che è dotato di un’uscita ottica.

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L’ascolto

Il Mojo è un prodotto destinato all’ascolto in mobilità, funzione che svolge egregiamente collegandolo ad uno smart-phone. Nel mio caso, su dispositivo Android, ho impiegato un cavetto USB OTG (On the Go) e l’app USB Audio Player Pro, che a fronte di una spesa di 7 euro permette di sfruttare il DAC esterno così collegato e di ascoltare musica ad alta e altissima risoluzione mentre si sta viaggiando. L’unica precauzione che occorre osservare è collegare l’apparecchio prima di aprire l’app e, se si vuole utilizzarlo direttamente all’avvio della stessa, abilitare la voce “Use USB DAC” nell’app, oltre ad attivare l’opzione “DSD su PCM”.

Ho potuto seguire il comportamento del trio smartphone, Mojo e app con diversi tipi di cuffie e auricolari in-ear, riscontrando sempre un’ottima qualità nella riproduzione sia di tracce compresse (MP3), alle quali viene data nuova linfa, sia con brani in risoluzione CD e DSD. Utilizzandolo come DAC in un impianto “normale”, permette di godere delle sue peculiarità anche tra le mura domestiche.

Chi utilizza Foobar, qui alle prese con una traccia DXD, deve installare i driver scaricandoli dall'indirizzo http://bit.ly/1RQQyN4

Chi utilizza Foobar, qui alle prese con una traccia DXD, deve installare i driver scaricandoli dall’indirizzo http://bit.ly/1RQQyN4

Per questa tipologia di prova l’ho collegato via USB al mio miniPC dedicato con software Daphile, che lo ha riconosciuto automaticamente, e, utilizzando un cavetto a Y, ad uno degli ingressi analogici del mio amplificatore. Per attivare l’uscita di linea a livello fisso di 3 V occorre tenere premuti i due controlli del volume mentre si accende il dispositivo, finché non assumono una colorazione blu/violetto; questa impostazione è valida fin quando non viene spento, poiché per motivi di sicurezza il Mojo non mantiene memoria, quindi alla successiva accensione bisogna effettuare la stessa operazione.

Impostando il lettore per la riproduzione via DoP, si possono ascoltare anche i brani DSD (nel caso specifico accedendo con Wi-Fi a una condivisione in rete locale).

Impostando il lettore per la riproduzione via DoP, si possono ascoltare anche i brani DSD (nel caso specifico accedendo con Wi-Fi a una condivisione in rete locale).

Nella riga sopra i controlli di riproduzione è indicata la frequenza di campionamento trattata dal DAC e quella originale della traccia.

Nella riga sopra i controlli di riproduzione è indicata la frequenza di campionamento trattata dal DAC e quella originale della traccia.

Ho potuto verificare abbastanza approfonditamente le qualità sonore che lo contraddistinguono, già dai primi brani di test rilevo un suono che ha molto in comune col suo illustre compare Hugo: asciutto, ma pieno in basso, molto naturale e abbastanza morbido in gamma media. Per iniziare, ascolto alcuni brani FLAC in qualità CD: gli estratti dall’album “Come Away” di Norah Jones mi danno un’ottima impressione sull’apertura della voce in primo piano e sulla riproduzione del pianoforte. Anche con Diana Krall, nelle tracce di “The Look of Love”, non posso fare a meno di rilevare una grande naturalezza in gamma media e l’ottima articolazione della gamma bassa.

Cerco un termine di paragone con lo Hugo riproducendo le “Quattro Stagioni” di Vivaldi interpretate da Anne-Sophie Mutter assieme ai Trondheim Soloist, che mi danno sensazione di una buona capacità di ricostruzione della scena sonora e una grande estensione in gamma alta del suono degli archi.

Una schermata da USB Audio Player PRO (per Android) che consente di sfruttare il Mojo collegandolo con un adattatore OTG (On The Go).

Una schermata da USB Audio Player PRO (per Android) che consente di sfruttare il Mojo collegandolo con un adattatore OTG (On The Go).

In questo particolare si possono vedere le frequenze di campionamento PCM supportate dal Mojo e che sono gestibili attraverso l'interfaccia di configurazione di Daphile.

In questo particolare si possono vedere le frequenze di campionamento PCM supportate dal Mojo e che sono gestibili attraverso l’interfaccia di configurazione di Daphile.

Approccio l’ascolto di brani in alta risoluzione partendo con “Breezin’”, un George Benson d’annata in versione 96 kHz/24 bit, dal quale apprezzo la precisione delle percussioni e della chitarra, lo strumento preferito dell’artista. La riproduzione di qualche estratto da “Harvest” di Neil Young a 192 kHz/24 bit non fa che confermare la sensazione di completezza in gamma bassa e di profondità del palcoscenico virtuale.

Sfrutto alcune tracce in altissima risoluzione prese dal sito 2L, che mi viene in aiuto per i test con brani codificati in DXD e DSD. Naturalmente, il pulsante sferico per l’accensione e lo spegnimento del Mojo cambia colore, partendo dal rosso dei 44,1 kHz, in funzione della frequenza di campionamento del brano in riproduzione, che nel caso del DSD è il bianco. Nella traccia “Undring”, interpretata da Sigmund Groven e Iver Kleive, l’armonica è ben posizionata e l’organo viene riprodotto senza colorazioni; grande l’eleganza del suono nel Concerto per violino in Re maggiore di Mozart.

Non ho notato particolari differenze tra le versioni DSD64 e DSD128 di queste tracce; le ho ascoltate anche in formato DXD con campionamento a 352 kHz/24 bit. Voglio credere sulla parola ai dati di targa riguardo la riproduzione di tracce campionate a 768 kHz/32 bit, che non ho potuto verificare per mancanza di brani disponibili. Al termine della prova posso affermare che tutta la Musica è trattata con rispetto da questo microscopico apparecchio.

Con sistemi come Daphile, basati su Linux, il DAC viene invece riconosciuto automaticamente.

Con sistemi come Daphile, basati su Linux, il DAC viene invece riconosciuto automaticamente.

Durante l’ascolto di brani di classica ho notato una certa “brillantezza” degli archi, specie dei violini, che risultano un poco meno “setosi” rispetto alla riproduzione con Hugo, stiamo parlando però di un prodotto che costa un quinto!

Devo notare che durante il ciclo di ricarica della batteria, di circa 4 ore, il Mojo scalda parecchio; mentre si utilizza, in ogni caso, diventa piuttosto caldo, ma non come durante la carica. Alla massima capacità, ho rilevato una durata della batteria di circa 10 ore.

Conclusioni

Trovo molto facile che l’ottimo suono di questo apparecchio Chord possa essere apprezzato dalla grande maggioranza di coloro che lo ascolteranno, grazie al modo in cui tratta il segnale e alla sonorità molto vicina a quella del fratello maggiore Hugo, che ho avuto modo di provare un po’ di tempo fa, ma che non ho certo dimenticato.

L’elevato rapporto qualità/prezzo lo rende un best-seller della categoria.
Marco Meta


Chord Mojo

Convertitore D/A USB – Ampli per cuffie

Costruttore: Chord Electronics Ltd, The Pumphouse, East Farleigh, Kent, ME16 9NB, UK
Distributore per l’Italia: GTO srl, Via della Salute 18/4, 40132 Bologna. Tel. 051 6271447 – Fax 051 0337294 – www.gto.it
Prezzo: euro 598,00

CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE

  • Rapporto S/N: N.D.
  • THD: 0,00017% (3 V uscita).
  • Range dinamico: 125 dB.
  • Potenza uscita cuffia: 600 ohm/35 mW, 8 ohm/720 mW (@ 1 kHz).
  • Impedenza uscita linea: 0,075 ohm.
  • Connessioni: 1 ingresso USB 2.0 tipo microB, 1 ingresso digitale coassiale 3,5 mm,1 ingresso digitale ottico Toslink, 2 uscite cuffia 3,5 mm.
  • Dimensioni (LxAxP): 82x22x60 mm.
  • Peso: 181 g

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