REL S/5 SHO

Un subwoofer di fascia alta, di un marchio che dei sub ha fatto la propria ragion d’essere…

Non sono molti i costruttori di sistemi di altoparlanti che concentrano il loro campo di azione esclusivamente ai sub e REL è, orgogliosamente, uno di questi. Il lineup, attualmente articolato su 5 diverse serie, comprende modelli da 499 fino ad 8.650 euro.

La serie S, di cui l’S/5 oggetto della prova fa parte, si colloca nella fascia superiore del catalogo, al di sotto della linea top Reference. Si tratta di una unità bass reflex, equipaggiata con un woofer da 12” a corsa lunga e da un radiatore passivo downfiring dello stesso diametro. L’amplificazione in classe D garantisce una riserva di potenza pari a 550 watt.

L’amplificatore in classe D che equipaggia l’S/5 ha una potenza di 550 watt.

L’estetica è molto classica, nessuna deviazione stilistica dalla usuale forma cubica tipica di questi componenti, deviazione che il costruttore ha invece sperimentato in altri modelli. Originale ed esteticamente spiazzante per quanto insolito è il profilo della protezione anteriore, che ha la smussatura sul lato opposto a quello dove si trova usualmente. Il livello costruttivo è molto elevato. L’S/5 è infatti realizzato in maniera impeccabile: il mobile è solidissimo e davvero “sordo” e la struttura che supporta la tela frontale, con perni di aggancio metallici, è robustissima. Un’unica perplessità ci deriva dalle maniglie cromate applicate lateralmente, troppo piccole per spostare il sub ma che esteticamente, soprattutto sul nostro esemplare laccato bianco, fanno un po’ “pensile da cucina”.

La struttura che supporta la tela frontale, provvista di ancoraggi metallici, è estremamente robusta. I bordi smussati non si trovano sulla faccia a vista ma tra griglia e sub, con un originale effetto visivo.

Il woofer ha una membrana realizzata in una lega metallica T-355 “Super Alloy Continuous Cast” impiegata anche in applicazioni aerospaziali, più leggera del 60% a parità di rigidità rispetto a soluzioni tradizionali.

Il generoso woofer da 12” dell’S/5 ha la membrana in lega metallica, leggera e molto rigida, utilizzata anche in applicazioni aerospaziali.

La membrana del radiatore passivo è invece in fibra di carbonio.

L’accordo reflex è ottenuto tramite un radiatore passivo downfiring da 12” con membrana in fibra di carbonio. I quattro piedini di appoggio sono in robusto metallo e corredati di punte.

L’ampio pannello posteriore svela quelle che sono le funzionalità del subwoofer. Sono presenti tre distinti ingressi: due ingressi stereofonici, uno ad alto ed uno a basso livello, dotati di regolazione del livello in comune, ed un LFE, ovviamente a basso livello, con una propria regolazione del volume e non sottoposto al crossover interno. Quest’ultimo dispone di controllo della frequenza di taglio regolabile con continuità tra 30 e 120 Hz. Non sono presenti uscite preamplificate passa-alto, in virtù della filosofia del prodotto. Questo è infatti concepito per due distinte modalità di impiego: in abbinamento ad un sistema stereofonico oppure in un impianto HT. Nel primo caso l’intento del costruttore è quello di offrire un prodotto che completi l’impianto preesistente, senza snaturarlo in alcun modo, ma rendendo disponibile l’integrazione alle bassissime frequenze di cui il sistema principale non dovesse disporre. Per questo non serve nessuna ulteriore azione di filtro, che non porterebbe benefìci ma avrebbe solo effetti indesiderati.

Sull’ampio pannello posteriore troviamo l’ingresso stereo ad alto livello su connettore Neutrik Speakon (il cavo da 10 metri è fornito in dotazione), un secondo ingresso RCA a basso livello e quello LFE. La regolazione della frequenza di taglio è effettuabile con continuità tra 30 e 120 Hz.

Per l’impiego home theater invece al sub non è richiesto nessun intervento sul segnale, al quale provvede esclusivamente il processore multicanale. La casa suggerisce di utilizzare sempre l’ingresso ad alto livello, a meno che non sia proprio impossibile, come accade ad esempio nel caso di abbinamento a diffusori attivi. Per quanti, similmente al sottoscritto, frequentano anche il mondo car, l’idea di prelevare il segnale da un’uscita amplificata non è mai gradita e viene accettata obtorto collo solo quando l’unica fonte disponibile è proprio l’uscita ad alto livello dell’autoradio, nel 99% dei casi di scarsa qualità. Ma a detta della REL, in un impianto hi-fi di buona caratura come quello in cui presumibilmente verrà inserito un prodotto come l’S/5, il segnale amplificato applicato ai diffusori si suppone essere di elevatissima qualità e non presenta alcuna controindicazione, anzi è perfettamente opportuno farne buon uso pilotandoci il subwoofer. In questo modo al sub verrà applicato esattamente lo stesso segnale inviato ai propri diffusori. Pur rispettando l’opinione del costruttore, ci permettiamo di osservare che, per quanto buono, il segnale prelevato all’uscita di potenza può essere solo idealmente uguale a quello preamplificato, se lo stadio finale lo lascia perfettamente inalterato. E non capiamo il motivo di non usare il miglior segnale possibile. L’ingresso ad alto livello presenta comunque il vantaggio di poter essere utilizzato simultaneamente a quello LFE, senza dover sconnettere e riconnettere cavi passando dall’uno all’altro.

I sub della serie S sono anche predisposti per la connessione wireless, che si effettua tramite il trasmettitore Longbow, acquistabile separatamente a 450 euro. L’accessorio offre le stesse caratteristiche di connettività (alto e basso livello, LFE) fornite dal subwoofer.

L’ascolto

Come suggerito dal costruttore, che ha preparato numerosi, interessanti video tutorial sull’utilizzo dei propri prodotti, prima di procedere all’ascolto abbiamo provveduto a rodare l’unità per diverse ore con segnali a bassa frequenza a livelli piuttosto sostenuti. Le potenzialità di questo sub (SHO sta proprio per Super High Output) si possono intuire molto bene anche in questa fase, che ha indotto in alcuni occasionali frequentatori della redazione, ignari del rodaggio in corso, la convinzione che un tremendo temporale fosse imminente… Ma non temete, siamo andati oltre e abbiamo sondato con le nostre usuali compilation di brani test le due possibili modalità di impiego dell’apparecchio, a “rifinitura” di un buon sistema stereo e inserendolo all’interno di un impianto multicanale per uso home teather.

Per la prima parte del test abbiamo utilizzato due diversi sistemi, uno già capace di una buona estensione verso il basso anche a livelli abbastanza sostenuti ed un altro più piccolo, incapace di generare basse frequenze a livelli elevati. In entrambi i casi l’intervento del sub si è rivelato provvidenziale ma discreto; già con pochi, piccoli aggiustamenti si riesce ad ottenere un’integrazione eccellente tra impianto e sub. Molto piacevole è l’incremento non solo nell’estensione della risposta ma nella componente fisica che si riesce ad ottenere, ma senza avere l’impressione di aver cambiato sistema di altoparlanti. L’S/5 fa “crescere” il sistema ma non ne altera la personalità, esattamente come dichiarato dalla casa. In altri termini il subwoofer non sembra avere una sua personalità bensì “sub-entra” in quella del diffusore armonizzandosi con esso.

La prestazione del sub si è dimostrata nel complesso davvero convincente. Inutile dire poi del poderoso impatto che l’S/5 offre con le colonne sonore più ad effetto.

Conclusioni

Il momento decisivo che qualifica questo subwoofer è quando lo si spegne: il suo distacco dall’impianto è doloroso, viene a mancare il respiro, viene voglia di gettare alle ortiche il sistema che tanta gioia ci aveva dato prima di fare la conoscenza dell’S/5. Il sub non ha la app per il controllo, non ha funzioni di correzione ambientale, ma fa il suo lavoro: fa suonare alla grande anche i diffusori più piccoli.

di Mario Mollo

 


LE MISURE

Come nostra abitudine abbiamo rilevato la risposta alla massima frequenza di incrocio consentita, alla minima frequenza e ad una posizione intermedia del potenziometro che regola il taglio in frequenza. Come possiamo vedere dal grafico all’abbassarsi anche notevole della frequenza del passa-basso non cambia molto nell’andamento generale, con una riduzione del livello molto contenuta ed un passa+alto naturale che non viene intaccato. Va notata anche la pendenza del taglio che raggiunge i 30 dB per ottava. Insomma, poco oltre la frequenza di incrocio non ci deve essere niente, mentre occorre prestare una certa attenzione al passa-alto dei due satelliti.

La misura della distorsione in regime dinamico ci dice che a bassissima frequenza è la seconda componente armonica a farsi vedere, con la terza che rimane sempre al livello dei -50 dB ad eccezione di un piccolo e contenuto guizzo a circa 110 Hz. Va notato che le armoniche di ordine superiore salgono, si fa per dire, da -70 a -50 dB all’aumentare della frequenza. Ovviamente la compressione dinamica non si sposta dalla linea dello zero.

La MOL parte da 106 dB al primo terzo di ottava per superare i 110 al secondo e decrescere man mano che si sale a causa della risposta in frequenza.

di Gian Piero Matarazzo

 


Distributore per l’Italia: Audiogamma spa, Via Pietro Calvi 16, 20129 Milano. Tel. 02 55181610 – www.audiogamma.it
Prezzo: Euro 2.650,00

 

Caratteristiche dichiarate dal costruttore

  • Tipo: reflex passivo
  • Altoparlanti: 1 woofer 12” con membrana in alluminio “Continuous CastAlloyTM, 1 radiatore passivo 12” in carbonio
  • Risposta in frequenza: -6 dB a 21 Hz
  • Tipo/potenza amplificatore: classe D, 550 W
  • Ingressi: 1 basso livello stereo RCA, 1 LFE RCA, 1 alto livello Neutrik Speakon (cavo da 10 m in dotazione)
  • Crossover: 30-120 Hz
  • Dimensioni (LxAxP): 444,5×455,5×507 mm
  • Peso: 31,6 kg

 

Author:

Share This Post On

Submit a Comment