
Cinema e musica
Soundbar Dolby Atmos dal suono potente e naturale, perfetta tanto per il cinema in casa quanto per la riproduzione musicale con qualità hi-fi, inserita nell’ecosistema BluOS.
Bluesound è noto al pubblico di appassionati per i suoi streamer e, naturalmente, per l’ecosistema BluOS, ma è presente da tempo anche nel settore dei sistemi di altoparlanti. Il costruttore canadese è specializzato in particolare negli speaker wireless e dal 2016 si è affacciato anche nel settore delle soundbar, con la Pulse, prodotto con spiccata vocazione hi-fi: è stata la prima al mondo a supportare lo streaming audio in alta risoluzione, con compatibilità MQA. Solo nel 2021 la Pulse è stata aggiornata, con l’aggiunta della funzionalità Atmos. Avere prodotti stabilmente in catalogo è una qualità rara nel settore audio/video, caratterizzato da un ritmo evolutivo piuttosto frenetico. Certo, un sistema di altoparlanti, se ben realizzato, non invecchia velocemente ma comunque il fatto che un costruttore non senta il bisogno di “romanelle” (termine con cui dalle nostre parti si indica una ripitturata veloce alle pareti, più di facciata che di sostanza) è un segnale positivo e rassicurante. Quest’anno sono stati presentati due nuovi modelli, quello in prova e la Pulse Mini, di dimensioni più contenute.

La configurazione della Pulse Cinema è 3.0.2, quindi 3 canali frontali e due canali Atmos, senza subwoofer. Sono presenti 15 altoparlanti: 5 gruppi costituiti da un midrange rettangolare da 75×44 mm e un tweeter a cupola da 21 mm, più due woofer da 102 mm, supportati nel loro compito da 4 radiatori passivi di pari diametro. Ogni altoparlante dispone di un proprio amplificatore: 10×38 watt per mid e tweeter, 2×65 per i woofer. I cinque gruppi mid-tweeter svolgono la funzione di canali frontali (R, L e C) e altoparlanti di elevazione Atmos (R e L). La particolarità del sistema sta nella collocazione dei gruppi di altoparlanti destro e sinistro e dei gruppi Atmos, disposti in modo che possano scambiarsi di ruolo a seconda che la soundbar sia poggiata orizzontalmente sul ripiano che ospita anche il TV o che sia fissata con la base alla parete. Lo scambio avviene in maniera trasparente per l’utente grazie ad un sensore. La nuova Pulse Cinema è stata progettata per essere meno ingombrante della “vecchia” Pulse, ma resta sempre una soundbar di dimensioni non trascurabili. Nella pratica quello che fa la differenza è l’ingombro in verticale, perché con TV con piedistallo ad altezza ridotta la soundbar potrebbe ostruire la visuale. Collocata in appoggio sul piano, la Pulse ha un ingombro di 74 mm; un aspetto da tener presente, ma è un “problema” comune a tutte le soundbar di una certa “portata sonora”.

Sul fronte connessioni fisiche, oltre a quelle classiche per questa tipologia di apparecchi, quindi HDMI eARC, ingresso audio analogico (RCA), ingresso audio digitale (ottico) e porta Ethernet, la Pulse Cinema offre anche una uscita per subwoofer. Nel caso si opti per il Pulse Sub+ della casa, la trasmissione del segnale può avvenire anche attraverso un canale wireless dedicato. Rimanendo in tema di collegamenti senza fili, l’apparecchio mette a disposizione un Bluetooth 5.2 aptX Adaptive bidirezionale e la connessione di rete Wi-Fi con compatibilità AirPlay 2.

La Pulse Cinema è priva di telecomando. Tutte le funzioni vengono infatti gestite tramite la app BluOS Controller, disponibile sia per dispositivi mobili (iOS, iPadOS, Android), che per PC (macOS, Windows) e come estensione Chrome. La app offre numerose funzionalità di controllo e la possibilità di accedere a numerosissimi sistemi di streaming. Il funzionamento (nel nostro caso con Android) si è rivelato impeccabile; resta però un sistema chiuso. Non è possibile utilizzare app diverse che sfruttano protocolli comuni; questa è una precisa scelta del costruttore che si assume tutte le “responsabilità”, perché eventuali problemi non potranno essere imputati a prodotti di terze parti.
Costruttivamente l’apparecchio si presenta molto ben rifinito e solido, come ben testimoniato dal peso di oltre 6 chili.
Per estenderne le potenzialità, oltre al summenzionato subwoofer (o a qualsiasi sub collegato via cavo), la Pulse Cinema supporta il collegamento wireless con gli speaker della casa per il surround.
Ascolto
Per le sessioni di ascolto abbiamo utilizzato, tra le due modalità di posizionamento possibili, quella in appoggio sul piano dove è collocato anche il televisore. Già i primi secondi di funzionamento confermano come l’impronta sonora della Pulse Cinema sia decisamente hi-fi, con tutte le componenti chiave di un suono trasparente, che non fa pensare al mezzo che riproduce ma solo al contenuto riprodotto, mentre non si coglie nessuno di quei segnali di forzatura che talvolta incontriamo nelle soundbar che si gonfiano un po’ il petto per fare la voce grossa, risultando sì accattivanti di primo acchito ma che non possono accontentare un pubblico “adulto” (in senso audiofilmente buono). Ci è piaciuta moltissimo la naturalezza nella riproduzione delle voci, cosa ottima sia per l’ascolto della musica che per la resa dei dialoghi nell’utilizzo HT. Ed anche la completezza dell’estensione vocale della Pulse Cinema, che scende in basso senza fragore ma che fornisce un basso presente e ben controllato ma non asciutto. Anche questo aspetto giova all’ascolto quale che sia il contenuto. Chi ha messo a punto il sistema non ha voluto che la resa “sembrasse”, ma che “fosse”, restituendo tutto il possibile senza forzature.

Per la maggior parte delle situazioni basta la soundbar, per tutto il resto c’è il sub; a chi non vuole rinunciare alle ultrabasse come solo un buon subwoofer è capace di riprodurre, ricordo che la Pulse Cinema dispone di un filtro passa-alto, indispensabile in presenza di un ausilio esterno per le prime ottave. L’impostazione timbrica tende al lucido, con l’estremo superiore ben presente; per il mio gusto personale ho optato per un minimo intervento sui controlli di tono, ma ciò non toglie nulla alla buonissima impostazione timbrica dell’apparecchio. Per quanto riguarda i contenuti surround, il fronte sonoro anteriore si estende ben oltre i confini fisici della soundbar; le dimensioni dello stage sono influenzate dalla simmetria nella collocazione. Nel nostro caso, con più spazio libero sulla sinistra, la scena risultava più ampia in quella direzione. Molto buono anche il canale centrale, soprattutto per la qualità già menzionata della riproduzione della voce. Meno convincente la restituzione dei canali posteriori, che vengono percepiti con provenienza frontale/laterale, con un certo senso di ambienza, sebbene non a fuoco come i frontali. Meglio invece la terza dimensione, quella verticale dei canali Atmos. Quantunque il suono non sembri arrivare propriamente dall’alto, il contenuto si colloca comunque ad una altezza superiore a quella dei canali frontali.
Credo sia importante far presente che l’ambiente dove abbiamo svolto il test, quello in cui proviamo i TV, è molto diverso da una stanza di un appartamento; i soffitti sono molto alti e manca una parete posteriore, considerando che quella più vicina alle spalle del divano è a molti metri di distanza. Queste non sono le condizioni tipiche in cui si ascolta un sistema multicanale col surround virtualizzato, mentre l’ascolto stereo è risultato eccellente. Grazie alla buona dinamica, la Pulse Cinema può generare livelli di pressione sonora convincenti e più che sufficienti in ambito condominiale; alzando il volume il sistema non va in crisi, ma raggiunge le sue massime possibilità senza mostrare segni di sforzo premonitore. Nel complesso un ottimo sistema per riprodurre musica con buona qualità e per creare un suono generoso e potente per il cinema in casa.
Veniamo all’interfaccia utente esposta dalla app BluOS Controller: tutto quello che non va è una precisa scelta della casa. La messa in funzione è semplice e rapida, il funzionamento è impeccabile in termini di immediatezza di risposta e le possibilità di configurazione e gestione sono molto numerose. Manca la compatibilità DLNA, cosa che taglia fuori le app di terze parti, obbligando l’utente all’impiego della app della casa. I contenuti liquidi presenti nella “botte” della rete locale sono comunque accessibili, ma non vengono automaticamente rilevati; l’utilizzatore è costretto ad inserire manualmente il percorso di rete della risorsa condivisa che interessa.

Avevo già avuto modo di fare queste stesse osservazioni quando avevo provato poco più di un anno fa lo streamer Node. Posso anche capire il rifiuto di uno standard, come il DLNA, che “apre” le porte all’impiego di qualsiasi app compatibile; la casa preferisce rimanere in un ecosistema chiuso, il BluOS, che funziona alla perfezione e che in caso di problemi renderebbe il costruttore l’unico responsabile (e problemi non ce ne sono). Però avrei apprezzato uno sforzo per semplificare una funzione di base come l’accesso alle risorse di rete. Non che l’impresa sia difficile, ma per esprimere il mio pensiero ripropongo l’esempio che feci in occasione della prova menzionata poco sopra: aprire i finestrini dell’auto con la manovella non è difficile, ma nessuno ormai rinuncerebbe agli alzacristalli elettrici su una vettura che non sia la più basica delle utilitarie. La mia critica non è al prodotto, ma la indirizzo con intento costruttivo al produttore. Perché la Pulse Cinema, come tutti i prodotti Bluesound, merita che ogni singola funzionalità sia al pari della migliore concorrenza.
Conclusioni
La Pulse Cinema è una soundbar 3.2.2 caratterizzata da una architettura hardware sofisticata, 12 altoparlanti attivi e 4 radiatori passivi, in grado di restituire un suono pieno e pulito, naturale, privo di forzature, ottimo tanto per l’utilizzo home theater che per la riproduzione di contenuti audio. La controparte software è il sistema BluOS, un ecosistema multiroom chiuso, dal funzionamento molto fluido e ricco di funzionalità. Suona bene al punto che la si potrebbe acquistare anche solo per la musica.
Mario Mollo
Ci è piaciuto
- Il suono potente e naturale, privo di forzature.
- La app BluOS controller funziona bene ed offre molte possibilità di controllo.
Non ci è piaciuto
- La app BluOS non effettua la ricerca automatica delle risorse di rete condivise ma obbliga l’utilizzatore ad inserirne manualmente i percorsi di rete.
Bluesound Pulse Cinema
Soundbar Dolby Atmos 3.2.2, wireless multiroom
Distributore per l’Italia: Pixel Engineering S.r.l., Via San Francesco 4, 21013 Gallarate (VA). Tel. 0331 781872 – info@pixelengineering.it
Prezzo di listino: euro 1.449,00 (IVA inclusa)
CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE
- Altoparlanti: 5 tweeter a cupola 21 mm, 5 midrange 75×44 mm, 2 woofer 102 mm, 4 radiatori passivi 102 mm.
- Amplificazione: 10×38 W (tweeter e midrange), 2×65 W (woofer).
- Formati di file audio supportati: MP3, AAC, WMA, WMA-L, OGG, OPUS, FLAC, MQA, ALAC, WAV, AIFF, MPEG-4 SLS, DSD 256.
- Formati audio multicanale supportati: Dolby Digital, Dolby Atmos, Dolby Digital Plus, Dolby TrueHD, LPCM.
- Risoluzione audio: 24 bit/192 kHz.
- Distorsione THD+N: 0,03%.
- Processore: ARM Cortex A53 quad-core 1,8 GHz. Ingressi: HDMI eARC, Toslink, RCA, USB, Ethernet.
- Uscite: subwoofer RCA, subwoofer wireless verso Pulse Sub+.
- Connettività wireless: Wi-Fi, Bluetooth 5.2 aptX Adaptive bidirezionale.
- Compatibilità domotica: Creston, Control4, RTI, Nice, URC, Lutron. Compatibilità terze parti: AirPlay 2, Spotify Connect (supporto Spotify Lossless), Tidal Connect, Quobuz Connect, Roon Ready.
- Dimensioni: 1.200x74x140 mm (LxAxP, posizionamento orizzontale), 1.200x140x84,5 mm (LxAxP, posizionamento a muro).
- Peso: 6,69 kg.


