Canto I

Un sistema di caricamento particolare come il doppio carico asimmetrico a vista utilizzato
in modo inusuale, non in un imponente subwoofer ma in un sistema ultracompatto.

Il costruttore si limita ad un meno altisonante “doppio reflex”, ma in base alla nomenclatura dei carichi “universalmente” accettata, quello impiegato sulle Canto I è più propriamente un “doppio carico asimmetrico a vista”, per il quale Gian Piero Matarazzo ha realizzato il modello matematico nei primi anni ’90, modello che è stato implementato all’interno del nostro software di simulazione già all’epoca di Audio for Windows. Attualmente questo modello, assieme anche al doppio carico asimmetrico chiuso, è inserito all’interno di ALAB (Acoustic Load Audio Bass), il software che comprende i modelli di caricamento per i woofer e che può essere usato sia da solo sia come estensione di LDS (Loudspeakers systems’ Design Software).

Ma torniamo al nostro sistema Canto I, prodotto di esordio del marchio italiano Canto Speakers. È tra i sistemi più “piccini” che siano transitati nella redazione e si differenzia da prodotti simili non solo per l’estrema compattezza ma anche e soprattutto per la complessità insita nel progetto. La volontà della Canto Speakers non era quella di realizzare l’ennesimo diffusore compatto bensuonante. O meglio… ovviamente l’intento era quello di realizzare un sistema bensuonante, ma che fosse anche innovativo ed unico nel suo genere. Un prodotto artigianale, progettato andando oltre gli schemi usuali, ottimamente rifinito, per offrire la massima resa consentita dal minuscolo volume che i Canto I sottraggono all’ambiente.

Alle caratteristiche del doppio carico asimmetrico a vista e alla sua implementazione nel diffusore in prova abbiamo dedicato un piccolo riquadro.

Si può notare il condotto interno che collega le due camere in cui è suddiviso il cabinet.

Il cabinet, realizzato in massello di faggio evaporato, è un cubo di soli 136 millimetri di lato con due spigoli morbidamente arrotondati. Dal momento che il progetto è indirizzato a chi non si accontenta delle prestazioni tipiche di un diffusore molto piccolo e dal look banale, non solo è stato adottato il sistema di caricamento di cui sopra, ma il prodotto viene reso disponibile in ben otto colorazioni diverse tra cui quella trasparente che lascia in vista il legno; a queste si aggiunge inoltre una speciale versione rivestita in foglia d’oro.

Dei tre trasduttori utilizzati, i due attivi sono di produzione italiana (Sica), mentre il radiatore passivo è realizzato dalla Peerless.

Il radiatore passivo da 4” è della Peerless.

Il componente principale è un larga-banda da 3,5”, dal cono in fibra di cellulosa con trattamento impermeabilizzante e bobina mobile ventilata da 1” con supporto in Kapton. Questo altoparlante è connesso direttamente ai morsetti, senza nessun filtraggio, per la massima efficienza e trasparenza.

L’altoparlante larga-banda da 3,5” è di produzione italiana.

Il tweeter a cupola morbida da 28 millimetri è “protetto” dal filtro più semplice possibile, un unico condensatore.

Curati anche i cablaggi interni e la morsettiera. L’estetica è molto ben riuscita: le stondature danno un tocco di originalità che non guasta e la placca frontale in metallo con il marchio inciso impreziosisce il prodotto.

L’ascolto

Trovare la collocazione in ambiente che fornisca il giusto equilibrio della risposta è sempre determinante qualunque sia il sistema di altoparlanti utilizzato; nel caso dei Canto I la collocazione è obbligata, vicino alla parete posteriore. Anche un modesto allontanamento alleggerisce e penalizza in misura significativa la resa all’estremo inferiore. Il sistema garantisce una discreta focalizzazione della scena sonora, pur non possedendo uno spiccato senso di profondità; purtroppo il posizionamento ottimale per la risposta non facilita il compito del diffusore nella ricostruzione dei piani sonori.

La timbrica dei Canto I è chiara, lucida, cristallina, introspettiva. La gamma bassa è piacevolmente presente, seppurœ priva di fisicità, e si esprime al meglio a livelli di ascolto intermedi, mentre a quelli più alti non riesce a seguire sempre la dinamica di cui il larga banda è capace nella porzione superiore dello spettro. La risposta ai transitori è netta e precisa, le voci, anche quelle maschili più profonde, sono restituite con naturalezza.

Dal momento che stavo lavorando contemporaneamente anche al test del sub-woofer attivo Rel, prova che trovate su questo stesso numero, ho tentato l’improbabile esperimento di inserire il poderoso sub nell’impianto. Il risultato è stato che ho potuto ruotare la manopola del volume fino al punto che le vibrazioni prodotte dal sub hanno fatto cadere uno dei Canto dal suo piedistallo; il costruttore sarà almeno contento di sapere che non ho avvertito nessun accenno di vetrosità o indurimento provenire dai diffusori e che le sue preziose creature sono rimaste pressoché indenni.

Conclusioni

L’obiettivo che il costruttore si è fissato ci è sembrato ben centrato. I Canto I hanno un carattere schietto, un timbro chiaro e lucido. L’estensione della risposta verso il basso è “tutta naturale”, nel senso che è ottenuta esclusivamente per via acustica, senza l’intervento di alcuna assistenza elettronica. Il livello costruttivo è buono e la finitura è ben curata. Rispondono perfettamente all’esigenza di chi pretende un vero sistema hi-fi stereofonico pur non avendo lo spazio nemmeno per uno speaker wireless di taglia media. Lo vedo molto bene abbinato alle quelle linee di elettroniche extra-small come le Pro-Ject.

di Mario Mollo

 


Il doppio carico asimmetrico a vista

Come spiega Gian Piero Matarazzo nell’articolo introduttivo pubblicato su AR 260 (settembre 2005), il nome con cui ha battezzato questo particolare sistema di caricamento deriva semplicemente dal fatto che ci sono due risonatori in serie (per cui “doppio”) e che la membrana del trasduttore “vede” da un lato i risonatori e dall’altro è “a vista”, per cui il carico è asimmetrico. Lo schema è quello in Figura 1.

Figura 1

Nel diffusore Canto I la seconda cavità accordata, indicata nelle figure come “volume esterno”, emette in ambiente attraverso non uno ma due elementi, in parallelo: un radiatore passivo, che affaccia sul lato opposto dell’altoparlante attivo a vista, ed un tubo di accordo di piccolo diametro che emette a fianco del trasduttore attivo (Figura 2).

Figura 2

Il vantaggio che si ottiene a fronte della maggiore complessità costruttiva risiede essenzialmente nel fatto che l’incremento di estensione verso il basso della risposta in frequenza del woofer ne penalizza lo smorzamento in misura minore rispetto ad un più semplice bass reflex, con una emissione più controllata. Inoltre la pendenza del ramo passa-basso risulta di poco superiore a quella di una sospensione pneumatica (14 dB per ottava contro 12), con un modesto sacrificio della sensibilità.

di Mario Mollo

 


Distributore per l’Italia: Lallo S.r.l, V.le del Castello 9, 86100 Campobasso. www.cantospeakers.com

Prezzo: Euro 800,00 la coppia

 

Caratteristiche dichiarate dal costruttore

  • Tipo: 2 vie, doppio reflex
  • Altoparlanti: 1 fullrange 3,5”, 1 tweeter 28 mm cupola morbida, 1 radiatore passivo 4”
  • Risposta in frequenza: 20 Hz-20 kHz
  • Sensibilità: 87 dB
  • Potenza consigliata: 40-90 W
  • Impedenza nominale: 4 ohm
  • Dimensioni: 136X136X136 mm (LxAxP solo cabinet); 136x136x138 mm (LxAxP con connettori)
  • Peso: 2,8 kg (coppia)

Author:

Share This Post On

Submit a Comment