TCL Experts Meet Experts 2026

È ancora Varsavia ad ospitare l’”Experts Meet Experts”, l’appuntamento annuale organizzato da TCL per approfondire gli aspetti più tecnici delle proprie soluzioni video e audio.

Un incontro tra esperti, da una parte quelli di TCL e dall’altra le testate EISA, un evento lontano dalle consuete presentazioni commerciali, ricco di informazioni tecniche e libero dai “vincoli” che spesso vengono posti in eventi simili di altri marchi: si può chiedere tutto, viene fornita risposta ad ogni domanda, e per questo ringrazio Marek Maciejevsky, che in TCL si occupa di sviluppo di prodotti per il mercato europeo. Gli argomenti toccati nella presentazione sono stati tanti e tutti interessanti. Nel seguito una sintesi di quanto mi è sembrato più interessante, relativamente alla presentazione ed alle postazioni “demo” allestite in diverse sale.

La presentazione

Più interessante, almeno dal punto di vista tecnico, è stato il passaggio dalla cornice di mercato alle soluzioni adottate sui nuovi modelli. TCL ha insistito sul controllo diretto di molte fasi dello sviluppo, dai pannelli alla retroilluminazione, fino agli algoritmi di gestione dell’immagine. È qui che l’incontro ha assunto un taglio meno commerciale e più vicino agli interessi del lettore appassionato. Il tema centrale è stato inevitabilmente il Mini LED. La tecnologia, ormai matura sul piano commerciale, continua però a giocarsi gran parte della sua efficacia sulla precisione del local dimming, sulla densità e sul controllo delle zone di retroilluminazione, sulla rapidità degli algoritmi e sulla capacità del processore video di evitare effetti collaterali come aloni, perdita di dettaglio sulle basse luci o transizioni troppo aggressive.

schema della gamma TV

TCL ha presentato pannello, retroilluminazione e processore come parti di un sistema integrato. È una posizione condivisibile: con i contenuti HDR più impegnativi, la pura luminosità di picco non basta. Conta altrettanto la capacità di distribuirla in modo credibile, preservando dettaglio, scala tonale e rapporto tra alte luci, mezzitoni e colore. Un altro punto rilevante ha riguardato la copertura cromatica e, in particolare, il Rec.2020. TCL ha sottolineato la differenza tra una saturazione teoricamente disponibile e una saturazione realmente utilizzabile senza clipping, posterizzazione o alterazioni evidenti della scala tonale. Marek ha poi spiegato perché un televisore non possa elaborare l’immagine come una workstation professionale equipaggiata con software quali DaVinci Resolve: la differenza di potenza computazionale è enorme.

Un sistema professionale può operare in floating point a 32 bit sfruttando GPU da centinaia di watt, mentre un processore televisivo deve lavorare in tempo reale con un budget energetico inferiore a 10 watt. Ampio spazio è stato dedicato alla gestione del segnale, dalla riduzione del rumore alle elaborazioni basate su intelligenza artificiale, dall’upscaling alla motion compensation. Particolarmente interessante la descrizione del local dimming: il segnale viene scomposto in due livelli distinti, uno destinato al pannello LCD e l’altro al controllo della retroilluminazione. Per pilotare fino a 20.000 zone di attenuazione locale, TCL utilizza un’architettura a 26 bit che combina controllo PWM a 16 bit e regolazione in corrente continua a 10 bit. Secondo l’azienda, questa soluzione consente una maggiore precisione sulle basse luci e permette di mantenere il punto di bianco D65 con elevata accuratezza lungo tutta la scala di luminosità, da valori prossimi allo zero fino a livelli dell’ordine di 10.000 nit. TCL ha inoltre annunciato il supporto per Dolby Vision 2 Max attraverso un aggiornamento software destinato alle serie di fascia più elevata. La nuova versione sarà retrocompatibile con quella attuale e introdurrà metadati aggiuntivi per ottimizzare il tone mapping in funzione delle caratteristiche del display.

Un altro tema centrale è stato il confronto tra le due principali architetture Mini LED oggi disponibili: SQD, basata su Quantum Dot, e RGB. La posizione espressa da TCL è netta: secondo l’azienda, la soluzione SQD offrirebbe vantaggi sia in termini di numero effettivo di zone di controllo sia per stabilità cromatica nel tempo. Nei sistemi RGB i LED rossi, verdi e blu sono raggruppati in cluster, riducendo il numero reale di zone indipendenti e introducendo possibili variazioni cromatiche legate alla temperatura e all’invecchiamento dei componenti. L’architettura SQD, basata su LED blu e conversione tramite Quantum Dot, consentirebbe invece maggiore stabilità e migliore efficienza complessiva. Tra gli annunci più interessanti sul piano tecnico c’è il miglioramento della copertura dello spazio colore Rec.2020. Secondo TCL, il principale limite non risiederebbe nelle sorgenti luminose, ma nei filtri colore del pannello LCD. TCL CSOT ha sviluppato un nuovo filtro capace di ridurre le interferenze tra i canali blu e verde, ottenendo un incremento di circa cinque punti percentuali nella copertura cromatica. La nuova serie C8L supera così il 91% del Rec.2020, contro il 79% dichiarato per la generazione precedente. La minore trasparenza ottica del filtro viene compensata mediante l’impiego di LED più efficienti. Non sono mancati riferimenti anche a software, gaming, audio integrato e monitor, con l’arrivo di Android 14, nuove funzioni per la riduzione della latenza, la collaborazione con Bang & Olufsen sui modelli superiori e l’ampliamento del catalogo Mini LED e OLED. Si tratta però di elementi collaterali rispetto al nucleo tecnico della presentazione, centrato su pannelli, retroilluminazione e gestione dell’immagine.

Le indicazioni emerse dall’evento confermano l’intenzione di TCL di puntare con decisione sul Mini LED per il segmento premium. Integrazione verticale, sviluppo dei pannelli, controllo della retroilluminazione e affinamento degli algoritmi sembrano essere i cardini della strategia con cui l’azienda intende rafforzare la propria presenza nelle fasce più evolute del mercato europeo. Lo schema della gamma TV 2026 chiarisce la nuova articolazione dell’offerta (1). Al vertice si colloca la nuova serie X11 (2), basata su tecnologia SQD; al di sotto troviamo la linea RM9, con retroilluminazione RGB. Un gradino più in basso si posiziona la serie C8, anch’essa SQD (3), seguita dalla linea RM7, ancora con architettura RGB.

Le demo

retroilluminazione

Retroilluminazione (4) Per mostrare il funzionamento della retroilluminazione, ad alcuni TV (sia quantum dot che RGB) è stato rimosso il pannello LCD, inserendo al suo posto uno schermo per attenuare la luminosità della matrice LED. Questo ha consentito di osservare chiaramente la mappatura delle zone, i picchi di luminosità e la struttura hardware sottostante, mantenendo al contempo una visione confortevole.

Importanza della possibilità di riproduzione dello spazio colore Rec.2020 (5) In questa demo sono stati messi a confronto quattro modelli da 85 pollici (85C7L, 85C8L, 85RM9L e 85X11L) utilizzando contenuti HDR ad ampia gamma cromatica e un analizzatore video avanzato. L’overlay a “zebra pattern” evidenzia i pixel che superano gli spazi colore Rec.709 e DCI-P3, dimostrando la presenza reale di informazioni Rec.2020 nei contenuti masterizzati. Tutti i modelli, grazie ai nuovi filtri colore a gamut esteso, sono in grado di riprodurre queste saturazioni estreme senza clipping o posterizzazione.

Filmmaker Mode vs TCL Movie Mode (Dynamic Tone Mapping) In demo il confronto tra Filmmaker Mode e TCL Movie Mode con Dynamic Tone Mapping. La comparazione evidenzia due approcci opposti alla gestione dell’HDR. In Filmmaker Mode la curva EOTF viene seguita rigidamente, con conseguente perdita di dettaglio nelle basse luci in scene ad alto contrasto. Con il Dynamic Tone Mapping, invece, i livelli medi vengono rialzati per migliorare la leggibilità delle ombre, preservando al contempo i picchi di luminosità fino a valori estremi. Il risultato è un’immagine più equilibrata e leggibile in ambiente domestico.

demo TV a confronto

Evoluzione della qualità video nel corso degli anni (6) In questa demo erano posti a confronto un televisore edge-lit del 2017 e un moderno modello 65C7L; il salto qualitativo è enorme: neri più profondi, riduzione del blooming e maggiore controllo dei picchi HDR. A confronto anche il più recente 65C8l e 65C8K, con miglioramenti significativi in luminosità di picco, densità delle zone di dimming e purezza cromatica nelle alte luci, con una riduzione evidente delle interferenze tra canali colore.

Audio immersivo con TCL FlexConnect La dimostrazione audio FlexConnect mostra un sistema wireless multicanale in cui il televisore 85X11L funge da canale centrale, integrato con diffusori satellite e subwoofer dedicati. Il sistema utilizza microfoni integrati e algoritmi basati su HRTF per mappare la stanza e posizionare virtualmente le sorgenti sonore in uno spazio tridimensionale coerente. Il confronto tra mix Dolby Atmos e DTS:X evidenzia differenze nella gestione della spazialità e della dinamica, mentre il sistema si adatta automaticamente a entrambi i formati, eliminando la necessità di configurazioni AV complesse o cablaggi tradizionali.

Conclusione

Al di là dell’inevitabile cornice promozionale, l’evento ha mostrato una TCL sempre più orientata allo sviluppo diretto delle tecnologie chiave per la riproduzione video. Il Mini LED resta al centro della sua strategia e, almeno nelle dimostrazioni proposte, non appare più come una semplice alternativa più luminosa all’OLED, ma come una piattaforma tecnologica matura. Resta da verificare in prova quanto le soluzioni illustrate si traducano in prestazioni effettive in ambiente domestico, con segnali reali, impostazioni calibrate e contenuti non scelti dal costruttore. Il banco di prova, come sempre, sarà la misura e la visione fuori dal contesto controllato della demo.

Mario Mollo

Author: Redazione

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