Una finestra sui consumi tecnologici con focus sull’Estremo Oriente
L’organizzazione berlinese dell’IFA ha colto l’opportunità di aprire alla grande fiera dell’elettronica di consumo un immenso mercato come quello cinese, con l’obiettivo di rappresentare il punto di riferimento per le aziende che vogliono esporre i propri prodotti in eventi ad elevata visibilità, sulla falsa riga di ciò che è stato fatto in precedenza dagli americani del CES.
Infatti, proprio nei giorni della passata edizione della kermesse teutonica, c’è stata la firma di un accordo con le autorità cinesi sulla realizzazione di un evento fieristico in terra d’Oriente. Trasferendo la Global Press Conference IFA, adunanza di centinaia di giornalisti provenienti da tutto il globo per la prima volta fuori dall’Europa, ad Hong Kong per la precisione, è stato possibile per Messe Berlin accendere i riflettori sulla Consumer Electronics China 2016 implementata nella città cinese di Shenzhen, sita a poca distanza dall’ex colonia britannica e conosciuta ai più per essere un polo industriale di prima grandezza.
La scelta di battezzarla con un nome diverso da IFA è stata presa perché i responsabili tedeschi vogliono dimostrare che non si tratta di una versione ridotta di quella che si svolge a Berlino, ma di una fiera a sé stante, in grado di crescere nel tempo e di divenire un tramite per mettere in piedi relazioni di business tra aziende distanti migliaia di chilometri in un’area generalmente complessa, vuoi per la lingua, vuoi per le inevitabili interconnessioni tra la politica e l’industria nazionale.
Durante i vari “panel” che si sono avvicendati nelle due giornate tra Hong Kong e Shenzhen, molti sono i dati rivelati dalla stessa Messe Berlin e dagli studi di settore di Gfk, azienda specializzata nell’analisi delle informazioni di vendita nel mondo dell’elettronica di consumo, che hanno offerto un quadro abbastanza diversificato degli acquisti fatti dai consumatori.
Giusto per focalizzare brevemente qualche informazione su IFA 2015, abbiamo appreso che il numero di visitatori (240.000) è cresciuto del 32% rispetto all’anno precedente, mentre gli ordini sono incrementati in misura superiore al 2%, passando dai 4,6 miliardi di dollari del 2014 ai 4,7 dell’anno passato. Inoltre, è stato annunciato che dall’edizione 2016 è prevista “IFA Global Markets”, sezione dedicata al B2B e parallela all’evento principale, al di fuori dei tradizionali spazi espositivi ad esso riservati, con 10.000 metri quadri presso la Station Berlin, nei quali è prevista la presenza di produttori di componenti, OEM, ODM e dei relativi partner dell’elettronica di consumo e dell’automazione domestica.
Per quanto riguarda, invece, le informazioni sulle vendite, il “fil rouge” che unisce tutto è la crescita implacabile dei dispositivi connessi, fattore che sta facendo scoprire ai consumatori l’Internet of Things. In quasi tutti i comparti di prodotto, la parte del leone l’ha svolta il continente asiatico che, grazie all’apporto dell’immenso mercato cinese, assorbe gran parte dei prodotti tecnologici, dai quali la popolazione sembra particolarmente attratta.
Entrando più nel dettaglio, la regione asiatica è la zona del mondo nella quale entro il 2020 si prevede la maggiore concentrazione (il 54%) della cosiddetta “classe media” di tutto il mondo, fattore che contribuirà alla crescita delle vendite di prodotti tecnologici per la casa e dell’interesse per la “Smart Home”, cioè la casa connessa.
A maggior riprova di questo, ad esempio, è stata rilevata in Cina una crescita costante dal 2012 al 2015 delle lavatrici connesse a internet, che rappresentano il 14,3% del totale. In generale, Gfk ha affermato che circa il 30% della crescita dei piccoli dispositivi domestici è guidata da prodotti innovativi e “smart”.
Notevole il potenziale di crescita delle vendite mondiali dei TV 4K/UHD, che nel giro di un paio d’anni è destinato quasi a raddoppiare, passando dai 52 milioni di pezzi previsti per quest’anno ai 90 milioni del 2018. Nel corso delle conferenze stampa c’è stata la presentazione di alcune “startup”, tra le quali abbiamo notato Panono, che produce un dispositivo per le foto a 360° dotato di 36 lenti a fuoco fisso e controllabile via app per iOS e Android, il quale è stato costante – e anche un po’ inquietante a onor del vero – testimone dei vari avvenimenti delle concitate giornate passate all’altro capo del mondo.
Per quanto riguarda la prima edizione del CE China, evento aperto il 20 aprile presso il Convention and Exibitions Center di Shenzhen col taglio del nastro da parte di Christian Göke, CEO di Messe Berlin, assieme a diverse personalità della città ed i rappresentanti di alcune aziende cinesi, abbiamo potuto visitare, sotto l’occhio vigile di un numeroso stuolo di poliziotti distribuiti ovunque, l’area degli stand dominata soprattutto dai grossi nomi del bianco tedesco, ad esempio Siemens, Bosch, Severin e Kärcher; tra gli altri marchi famosi non mancavano aziende di elettronica per l’Hi-Fi come Onkyo e iFi, che i lettori di AudioReview conoscono bene, produttori di soluzioni per Home Networking come D-Link e la filiale cinese di Amazon. Naturalmente non potevano mancare alcuni distributori e i produttori locali di una certa importanza per il territorio interno alla Grande Muraglia, assieme a un ventaglio di piccoli produttori OEM cinesi.
Si è trattato di un evento ristretto nelle dimensioni e nel numero di visitatori, ma sicuramente rilevante dal punto di vista delle possibilità offerte dal presenziare anche il mercato cinese da parte degli organizzatori tedeschi.

Le cuffie prodotte da Onkyo in collaborazione con la band degli Iron Maiden, curiosamente in demo con musica classica…
di Marco Meta

















