Poker di re – IFA 2015

Sul panno verde del tavolo da gioco, chiudere una mano con 4 re è un evento non molto frequente. Portarsi a casa 4 kappa, non di picche, cuori, quadri o fiori ma di risoluzione, è divenuto invece molto semplice.
Ma il piatto, in questo caso, è davvero ricco (e mi ci ficco)?

Diciamo subito che l’edizione di quest’anno dell’IFA non resterà indelebilmente scolpita nella mia memoria. Sì, come ogni anno c’era molto da vedere, nei giorni di maggior afflusso si faceva davvero fatica a spostarsi nei pur enormi padiglioni, ma andando a stringere, il succo della fiera si può conservare in una fialetta. Mi riferisco naturalmente al settore video. Personalmente sono andato a Berlino con il 4K in testa, sperando che sarei rientrato in Italia convinto che una delle mie priorità sarebbe stata comprare un TV UHD.

In fiera il Poker di Re non è mancato, i 4K sono stati il punto nodale, ma da quando sono tornato a Roma non sono ancora corso in negozio. Sono consapevole che uno dei compiti della rivista dovrebbe essere quello di rinfocolare la passione in chi ci legge, di creare nuovi appassionati e, perché no, di promuovere il settore. Ma se chi scrive, per primo, non riesce ad appassionarsi, come si fa? Intendiamoci, se mi regalassero un televisore UHD non lo lascerei di certo nella scatola. Anzi, abbiamo già avuto modo di osservare, in occasione del CES, che l’avvento della risoluzione quadrupla sia stato accompagnato da un salto di qualità visiva dei display LCD che ne ha avvicinato la resa a quella degli OLED.

Allora perché sono così moscio (oltre che Mollo) di fronte al 4K? Perché questa mancanza di entusiasmo? Credo che il motivo non sia tanto nei prodotti in sé, che sono in effetti affascinanti, quanto per il cambio di prospettiva che questo step tecnologico sta portando con sé. Come sapete, Ultra HD non significa solo quattro volte più pixel ma anche spettri colorimetrici più estesi e gamma dinamica più ampia (High Dynamic Range).

Fino a non troppo tempo fa il nostro sogno di appassionati di Home Theater era ricreare l’esperienza del cinema tra le pareti domestiche. L’UHD con l’HDR pone la resa della sala cinematografica al secondo posto della classifica, almeno in termini puramente qualitativi. A ben pensarci dovrei esserne contento: ora a casa la qualità video ottenibile è superiore a quella offerta dalla sala. Sarà che sto invecchiando…

Lo spazio espositivo della Sharp era insolitamente ridott, ben al di sotto delle attese e dei meriti della casa.

Lo spazio espositivo della Sharp era insolitamente ridott, ben al di sotto delle attese e dei meriti della casa.

Il grande schermo resta al primo posto come capacità di coinvolgimento, ma ormai dovremo abituarci all’idea che il cinema, almeno per un po’, non sarà più il riferimento visivo. E “cinematografico” non sarà più un complimento per un display. Per fortuna ci sono sempre i videoproiettori 4K, che uniscono qualità e coinvolgimento. Peccato che la diffusione sia di nicchia, una nicchia che purtroppo tende a rimpiccolirsi. Panasonic per esempio è uscita dal settore consumer (anche se alcuni rumors annunciano un ritorno nel prossimo futuro con un apparecchio 4K), altri marchi che all’IFA proponevano sempre demo interessanti si presentano ora alla fiera con stand ai limiti dell’imbarazzante, ma per fortuna ci sono ancora costruttori che credono in questa tipologia di prodotto e continuano a proporre novità interessantissime.

Riflettiamo anche sul fatto che non tutti i televisori UHD attualmente in commercio e di futura commercializzazione sono anche HDR. Come anche i TV HDR non avranno tutti le stesse performance (un TV con retroilluminazione edge non può fornire la stessa luminosità o lo stesso contrasto di un direct, non tutte le tecnologie costruttive offrono gamut ugualmente estesi). Il tutto condito da poca chiarezza sulla effettiva disponibilità dei contenuti. Ancora pochi gli annunci definitivi su lettori e dischi UHD.

Si parla molto di streaming, ma almeno in Italia le velocità reali di download non sono proprio l’ideale per l’UHD, mentre i produttori di contenuti non amano molto il concetto di store and play (mi scarico piano piano il film e poi lo guardo). Quindi boh… I display ci sono e sono belli. Sicura-mente garantiscono un miglioramento della resa anche con software in HD, ci permettono di vedere le nostre foto come mai abbiamo potuto fino ad ora e chi ha un camcorder 4K potrà gustarsi i propri video al massimo. Ma per sfruttarli al 100% dovremo aspettare ancora un po’. Vediamo quindi cosa ci ha portato di nuovo l’IFA 2015.

Epson

Per restare nella metafora pokeristica, Epson ha calato il suo Poker di Re prima dell’IFA con l’EH-LS10000, che ha vinto il premio EISA come miglior videoproiettore. I tre nuovi modelli (EH-TW5350, EH-TW5300 ed EH-TW5210) presentati a Berlino sono invece “solo” dei Full HD 3D.

Il nuovo proiettore Epson TW5350, full HD 3D

Il nuovo proiettore Epson TW5350, full HD 3D

JVC

Sebbene la demo allo stand fosse afflitta da una scelta del software pietosa e dalla presenza di un addetto monolingua (purtroppo in tedesco), fa piacere poter parlare di nuovi proiettori. La casa infatti ha annunciato un rinnovamento del lineup 4K (che però nei proiettori JVC è ottenuto con la tecnologia e-shift, che usa pannelli Full HD), con modelli che, rispetto ai precedenti, beneficeranno di un sostanzioso aumento di luminosità (dal 30 al 46%), mantenendo inalterato l’elevato contrasto che caratterizza questi prodotti. I nuovi modelli HDR sono il DLA-X9000 da 1.900 lumen (+46%), il DLA-X7000 da 1.800 lumen (+38%) e il DLA-X5000 da 1.700 lumen (+30%).

LG

Come ormai d’abitudine, uno dei due accessi allo stand accoglieva i visitatori con una imponente installazione di display. Dal 3D passivo delle scorse edizioni, siamo passati al tema ora più caro al costruttore coreano, l’OLED, utilizzato per ricreare una sorta di planetario.

Che la cosa fosse impressionante era dimostrato dalla quantità di persone costantemente assiepate ad ammirare l’opera. E naturalmente allo stand erano esposte le novità in materia: i due nuovi TV 4K piatti HDR da 55 e 65” della serie EF950V, il 55EG920V, sempre piatto e HDR, ed un nuovo modello curvo ancora da 55”, il 55EG910V. Questi ultimi due sono accomunati dal ridotto spessore, 4,8 mm nella parte più sottile.

Tutti i TV OLED 4K LG sono dotati di sistema operativo webOS 2. Meritano una menzione, anche se non è probabile che vengano distribuiti in Italia, i miniproiettori LED, che la casa non ha mai trascurato, e che anzi sono stati frutto di continuo sviluppo. Ad un modello tradizionale, il PF1500G, capace di generare immagini fino a 120” ed accreditato di una luminosità di 1.200 lumen, si affianca anche un apparecchio a tiro corto, il PF1000V che proietta immagini da 100” da una distanza di 38 cm, con una luminosità dichiarata di 1.000 lumen. Per entrambi la durata della lampada è di 30.000 ore.

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Panasonic

La filosofia alla base dei nuovi TV Panasonic mi piace molto: cercare di ottenere la massima fedeltà all’originale. Per questo hanno intrapreso una collaborazione con il colorista (quello che si occupa dei colori nei master dei film di Hollywood) Mike Sowa.

I modelli al top del catalogo (già presentati prima dell’IFA) sono il piatto CX800, il curvo CR850 e, grande novità dell’IFA, il nuovo OLED CZ950.

Per quanto riguarda gli LCD, la casa ha abbandonato i pannelli IPS (In Plane Switching) in favore dei VA (Vertical Alignment) con tecnologia Wide Colour Phosphor, studiata espressamente per essere complementare al processore 4K Studio Master.

Questi pannelli, a detta del costruttore, riproducono il 98% dello spazio cromatico Digital Cinema Initiative (DCI), il 5% in più di quanto possono fornire i pannelli Quantum Dot. Per quanto riguarda l’OLED, il pannello è di fabbricazione LG ma tutta la gestione è farina del sacco Panasonic e Sowa. Naturalmente tutte e tre queste serie top sono HDR.

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Philips

Piuttosto ricca l’IFA di Philips. La novità che colpisce di più è sicuramente la presentazione dell’Ambiliux, l’ultimo (in ordine temporale) step evolutivo del ben noto Ambilight. Non più LED colorati che creano un alone “monodimensionale” attorno al TV ma 9 picoproiettori in grado di generare vere e proprie immagini somiglianti al contenuto proposto sul display.

Questa tecnologia sarà implementata sul un modello 4K da 65” che verrà introdotto entro la fine dell’anno. Presentata poi la serie top del lineup 2015, la 9600, rappresentata da un 65” naturalmente 4K HDR con retroilluminazione direct (local dimming capace di 1.000 nit di luminosità di picco e neri assoluti). Altra novità è la serie 8601, 4K con Ambilight su 4 lati, la cui peculiarità consiste nel poter separare i diffusori collocati ai lati dello schermo ed inserirli in apposite basi wireless opzionali. Infine da non trascurare è l’ampliamento verso il basso del lineup 4K con la serie 4900.

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Samsung

Il grande stand della Samsung è quello in cui maggiormente si avverte la deriva dell’IFA verso tematiche più o meno nuove, diverse dal video e dall’audio puri. Sebbene l’interesse verso il “bianco” (elettrodomestici) ci sia sempre stato e si sia sempre più palesemente manifestato nel corso delle ultime edizioni, l’aria (fritta) che si respira ora è quella dell’IOT (Internet Of Things).

Dico “fritta” non perché non sia di interesse per il grande pubblico e di strategica rilevanza commerciale per tutte le case, ma solo perché personalmente, da appassionato audio-video, posso comunque condurre una esistenza serena anche se il mio tablet non comunica con lo spazzolino da denti ed il frigo non riesce ad avvisarmi sullo smartphone se il gorgonzola è quasi finito. Perdonate la mia apatia verso queste (e ben altre) aperture tecnologiche che in effetti rappresentano il futuro, ma personalmente sento la mancanza delle demo dei proiettori fatte da Joe Kane.

Per quanto riguarda il tema a noi caro, il marchio non si smentisce: televisori bellissimi, sfavillanti, performanti, presentati come sanno fare loro. E, finora unico in questa attesissima fattispecie, il lettore BD 4K UBD-K8500, non prototipo ma versione pronta per la commercializzazione che avverrà con un prezzo che dovrebbe aggirarsi attorno ai 500 dollari. L’apparecchio, oltre ai nuovi dischi UHD HDR, sarà in grado di riprodurre anche contenuti 4K in streaming. Tra le novità si segnalano il TV 4K 55JS8000, un quantum dot piatto che si affianca ai numerosi modelli curvi che contraddistinguono il lineup della casa. La serie top 9500 si arricchisce di un 78” curvo, non sottilissimo perché equipaggiato con retroilluminazione direct.

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Sony

Come ripeto ogni volta ormai da anni, lo stand della Sony è sempre il più bello, con la fascia che lo avvolge costantemente animata da una miriade di proiettori. Le novità in generale non sono poche (nuovo smartphone experia Z5, nuova fotocamera RX10II tanto per fare un paio di esempi), anche se per quanto riguarda le TV le cose da segnalare non sono molte.

La serie ultrasottile X91C ci arricchisce con un 75” che affianca il modello da 65” vincitore del premio EISA. Tramite un upgrade del firmware, la casa garantisce la compatibilità con l’HDR, upgrade che coinvolgerà molti altri modelli. Altra novità riguarda invece la zona 4K entry level, occupata dal 49X8005C. Molto ricca invece la sezione annunci in tema videoproiezione, con tre nuovi apparecchi.

Per il Full HD il VPL-HW65 manda in pensione l’HW55, mentre tra le macchine 4K spariscono il 500ES ed il 300ES sostituiti dai nuovi VW520ES e VW320ES. I miglioramenti riguardano la lampada che ora arriva a 6.000 ore ed un piccolo aumento di luminosità, di circa il 5%. Il 520 è compatibile con i contenuti HDR.

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di Mario Mollo


Approfondimento

HDR: Serve davvero?

Che l’effetto sia impressionante è innegabile e non dubito che alcuni generi di film ne possano trarre grande beneficio, perché incrementa il realismo e la “drammaticità”. In altri casi risulta totalmente inutile se non controproducente, perché distrugge le atmosfere calde e romantiche. Sta quindi al buon gusto di chi realizza i contenuti farne un uso sapiente, un po’ come è stato per il 3D. Ma cosa rende un display “HDR Ready”? Deve essere in grado di garantire un certo livello di luminosità e contrasto oltre a coprire una sufficiente percentuale del gamut di riferimento.

Inoltre almeno un ingresso deve confarsi alle specifiche per la veicolazione dell’HDR. Ho scelto di non scendere nei dettagli perché a dirla tutta non so nemmeno se queste specifiche esistano in forma cristallizzata o se siano ancora in fluido divenire. Ma è il concetto che conta e che ci consente alcuni spunti di riflessione. Chi produce i display LCD “millanta” luminosità di picco di 1.000 nit.

Il proiettore JVC DLA-X9000, HDR da 1900 lumen.

Il proiettore JVC DLA-X9000, HDR da 1900 lumen.

Ma c’è chi, dall’altra parte della barricata, ci vuole vendere TV OLED, che non superano i 450 nit, definendole quanto di meglio si possa ottenere in termini di qualità. Che cosa dobbiamo pensare? In un seminario tenuto dalla LG sul tema, ci viene detto che un campione di osservatori indipendenti, messo di fronte alle due tecnologie, preferisce la resa contrastata dell’OLED (seppur inferiore numericamente in quanto luminosità) ai migliori LCD. Io ci credo.

Ricordo che anni fa, quando ancora provavo parecchi proiettori, al dato di luminosità non davo particolare importanza, perché l’occhio si adatta con grande elasticità alle più svariate condizioni. E al cinema la luminosità è di un ordine di grandezza inferiore rispetto alla pretesa per l’HDR, eppure finora non ci siamo mai lamentati. Quindi HDR sì, ma senza esagerare e senza dover necessariamente ricercare un display da 1.000 nit, sia che si tratti di OLED che di LCD.

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