CES 2017

Torta di compleanno con 50 candeline per il Consumer Electronics Show: che segnali ci manda e quali sono i prodotti più intriganti?

Tutto ebbe inizio a New York nell’estate del 1967 con 117 espositori, per arrivare, attraverso mezzo secolo di crescita inarrestabile, a oltre 3.800 aziende presenti nel 2017. Devo dire che come livello dei contenuti la “nostra” (in quanto europea) IFA non è da meno. Vi ricordo però che quella di Berlino è una fiera aperta anche al pubblico, mentre l’accesso al CES è riservato ai soli operatori; e nonostante questo la quantità di visitatori che invadono i numerosi padiglioni del Las Vegas Convention Center e di tutte le location secondarie è impressionante.

Per una serie di sfortunati eventi quest’anno, purtroppo, ho mancato l’atteso appuntamento, interrompendo una serie che marciava ininterrotta dal 2006. Nonostante l’assenza fisica dai padiglioni, qualche riflessione sulle notizie giunte da Las Vegas mi sembra comunque doverosa. In tema video l’argomento chiave è stato di certo lo sviluppo dell’HDR. Nel 2016 una delle notizie chiave fu, a mio avviso, l’introduzione da parte della Ultra HD Alliance del logo “Premium”, da apporre a quei prodotti che garantivano il rispetto di una serie di requisiti tecnici necessari e sufficienti a garantire una resa UHD HDR “certificata”. Questo fatto mi aveva instillato la convinzione che l’Ultra High Definition, e con essa l’HDR, fosse uscita dalla fase adolescenziale e fosse entrata in una di più rassicurante maturità. Non mi ero di certo fatto l’idea che avremmo avuto un periodo di assoluta stabilità, che nel nostro settore è pressoché impossibile.

Ammetto però che commisi un errore di valutazione, attribuendo una sorta di valenza di standard alla certificazione Premium, che nella pratica uno standard non è. Per ottenere la certificazione Premium un televisore deve rispettare una serie di specifiche tecniche, garantendo precisi livelli di luminosità, contrasto ecc. Per l’HDR, anche se già il Dolby Vision era una realtà, di fatto veniva richiesta solo la compatibilità con l’HDR 10, obbligatoria anche per i supporti preregistrati e di conseguenza per i relativi lettori.

Quello che avrei dovuto capire fin da subito è che nessun costruttore si sarebbe astenuto dal fare di più, proponendo apparecchi con un maggiore appeal tecnico, anche contro l’interesse dei consumatori per i quali invece conta se non la longevità almeno la non troppo rapida obsolescenza dei propri acquisti. E appare ormai chiaro che il 2017 in tema di HDR non solo non sarà ricordato per averci ulteriormente chiarito le idee, ma anzi per averci portato via qualche certezza faticosamente acquisita. Tutti i costruttori infatti hanno approcciato questo tema, a mio avviso fondamentale perché l’HDR è forse più importante dello stesso 4k.

I televisori del 2017

LG è il brand con l’antibiotico contro l’SDR (Standard Dynamic Range) a più ampio spettro: le nuove serie di TV OLED e Super UHD supportano infatti Dolby Vision, Hybrid Log Gamma e l’Advanced HDR di Technicolor.

Al momento quanto di più “future proof” si può avere. Il supporto all’HLG verrà introdotto anche per molti modelli dello scorso anno tramite un nuovo firmware. Al top del nuovo catalogo OLED c’è sempre la linea W7 (1), con display spesso 2,57 mm e wallpaper design (la TV si appende al muro ed è quasi un tutt’uno con esso), mentre tutta l’elettronica è contenuta nella soundbar compatibile Dolby Atmos. Due i modelli disponibili, da 65 e 77”. Importante notare che la luminosità di picco del pannello è cresciuta del 25% rispetto allo scorso anno (di questo sviluppo si giovano anche gli altri costruttori ai quali LG fornisce i pannelli). Oltre alla serie top, il catalogo 2017 prevede altre 4 serie OLED (B7, C7, E7 e G7): come accennato, anche queste nuove linee hanno la compatibilità Dolby Vision e HLG per l’HDR e con il Dolby Atmos per l’audio.

Queste stesse caratteristiche sono presenti anche nel line-up LCD UHD, che in casa LG chiamano Super UHD; le nuove serie SJ95 (2)/SJ85/SJ80 beneficiano di ulteriori sviluppi in tema Quantum Dot, con la tecnologia battezzata Nanocell Technology. Constatiamo infine che sono spariti i modelli curvi, come anche del tutto abbandonato è il supporto al 3D. Restando in tema di modelli OLED al top di gamma, Panasonic ha presentato il 65” TX-65EZ1000 (3), che offre da un lato la maggior efficienza luminosa dei nuovi pannelli LG e dall’altro il massimo della qualità nella gestione del colore che fa parte del know-how della casa nipponica. Il nuovo processore Studio Colour HCX2 è quanto di più potente e sofisticato la Panasonic abbia finora prodotto e, oltre al lavoro di calibrazione fatto con i migliori coloristi di Hollywood, consente agli utenti esperti di caricare le proprie 3D look-up table cromatiche direttamente da memorie SD/USB. Per quanto riguarda l’HDR, l’apparecchio supporta l’HLG ma non il Dolby Vision.

 

L’audio è affidato alla soundbar “Dynamic Blade”, sviluppata in collaborazione con Technics, integrata nel piedistallo e che incorpora 14 altoparlanti ed un radiatore passivo. Veniamo a Sony, decisamente prolifica quest’anno. Tra le novità più interessanti il ritorno all’OLED, ritorno alla grande con la serie 4k A1 (4) (55, 65 e 77”). Caratterizzano questa nuova serie la compatibilità Dolby Vision e l’assenza di altoparlanti: è il pannello stesso a riprodurre l’audio (tecnologia Acoustic Surface). Per quanto riguarda i modelli 4k LCD, numerose sono le novità presentate. Al top la serie XE94 (75”, retroilluminazione full), affiancata dalla XE93 (55 e 65”, retroilluminazione edge su 4 lati).

 

Per entrambe le serie supporto al Doby Vision. Il line-up 2017 dei modelli 4k HDR si compone poi delle linee XE90 (49, 55, 65 e 75”), XE85 (55, 65 e 75”), e XE80 (43, 49 e 55”). Da segnalare poi quella che può essere considerata una svolta, ovvero di dotare di compatibilità HDR le TV Full HD. Sony introduce ben quattro linee Full HD HDR: WE75 (43 e 49”), WE66 (40 e 49”) , WE61 (32”) ed RE45 (40”). La compatibilità HDR è limitata ai giochi HDR per PS4 ed ai contenuti HDR ricevuti in streaming.

Parliamo infine di Samsung, l’unico dei grandi brand che ancora snobba l’OLED. La novità di quest’anno è sia tecnologica che di marketing. I nuovi modelli, che beneficiano dei continui miglioramenti nei pannelli Quantum Dot, non si chiamano più SUHD ma QLED, dove la Q evidentemente richiama la Q di Quantum Dot (e graficamente il logo QLED richiama molto la parola OLED). Le due linee anticipate al CES (5), la Q9 e la Q8, vantano un non trascurabile aumento di luminosità, ora compresa tra 1.500 e 2.000 nit/m2. Nella linea top ci saranno solo modelli piatti (65 e 88”), mentre nella Q8 (55, 65 e 75”) lo schermo è curvo. Nessun supporto al Dolby Vision, ma solo all’HLG (importante per il broadcast).

Soundbar

Come migliorare l’audio dei televisori ultrapiatti? La parola d’ordine del 2017 sembra essere una sola: Dolby Atmos. Oltre ai TV summenzionati che supportano l’Atmos direttamente, eccovi un paio di proposte di soundbar compatibili.

 

Quella di LG si chiama SJ9 (6) ed è un sistema 5.1.2 con sub separato. L’HDMI naturalmente gestisce il 4k pass thru, sono presenti delle app per lo streaming audio e vengono gestite tutte le codifiche audio principali. Quella di Sony si chiama HT-ST5000 (7) ed è un sistema 7.1.2 con sub separato.

Tre gli ingressi HDMI, connettività Bluetooth con tecnologia proprietaria LDAC, e processore audio DSEE HX per migliorare la qualità dei file compressi. Anche Samsung ha presentato una soundbar, caratterizzata dalla presenza del  sub incorporato e dotata di “drivers upfiring”, ma non compatibile Dolby Atmos.

Lettori UHD

LG fa il suo debutto nel mondo dei lettori UHD col nuovo UP970 (8), ma lo fa secondo la moda del 2016, quando faceva tendenza l’assenza del display; fortunatamente l’apparecchio supporta il Dolby Vision ed è dotato di app per lo streaming (Netflix e YouTube).

Panasonic quest’anno arricchisce la propria line-up con tre nuovi apparecchi: UB400 (9), UB310 e UB300. Tutti sono equipaggiati con il processore 4k HCX (Hollywood Cinema Experience), che si occupa anche dell’upscale in 4k dei contenuti a risoluzione inferiore.

Da segnalare, per quanto attiene l’audio, la possibilità di riprodurre file DSD (5,6 e 2,8 MHz) e ALAC (formato lossless di Apple). Il modello UB400 dispone di doppia uscita HDMI (video e solo audio). Nessuno dei nuovi modelli sembra supportare il Dolby Vision.

Chiudiamo la carrellata dedicata ai lettori BD UHD con Sony, il cui nuovo lettore UBP-X800 (10) va ad affiancarsi al modello di fascia più alta X1000ES, del quale condivide la cura costruttiva del case antirisonante; nemmeno il nuovo arrivato però supporta il Dolby Vision. Interessante la funzione di elaborazione video che ottimizza la resa dei contenuti HDR sui display 4k SDR.

Videoproiettori

Questa tipologia di apparecchi, che personalmente è quella che amo maggiormente, non è mai esplosa, anzi è sempre rimasta rintanata in un mercato di nicchia, ma fortunatamente non solo non è scomparsa ma ha continuato sempre ad evolvere.

Ad ogni edizione del CES, LG si presenta con qualche novità nel campo dei miniproiettori, anche se non sempre distribuita in Italia. Quella presentata quest’anno è davvero più innovativa del solito. Si chiama HF80JA (11) ed è un DLP Full HD molto compatto, e fin qui nulla di speciale, ma la sorgente luminosa LED/laser garantisce una luminosità di 2.000 lumen ed una durata di 20.000 ore.

È dotato di connessione wi-fi e incorpora sia un tuner TV, sia delle app per lo streaming (Netflix, YouTube, VuDu, Hulu Plus). Anche Sony ha presentato un apparecchio con caratteristiche molto particolari. Si tratta del VPL-VZ1000ES (12), con matrici SXRD 4k e ottica a tiro corto, che monta una sorgente laser Z-Phosphor.

 

Veniamo infine alle novità JVC: tre nuove coppie di modelli. In dettaglio avremo i Precision Series DLA-X970R, DLA-X770R (13) e DLA-X570R e i Reference Series DLA-RS620, DLA-RS520, e DLA-RS420. Tutti i modelli impiegano matrici Full HD che, grazie alla tecnologia del pixel shifting, offrono una risoluzione visiva approssimabile al 4k, e naturalmente accettano segnali 4k con supporto all’Hybrid Log Gamma.

Fotocamere

In realtà è uno solo il prodotto che mi è sembrato doveroso inserire nella selezione delle novità dal CES, per il grande consenso avuto dai modelli che lo hanno preceduto, successo che questo apparecchio non mancherà di bissare, in virtù delle sue caratteristiche.

Sto parlando di Panasonic Lumix GH5 (14), fotocamera da 20 Mpixel, ma soprattutto videocamera 4k. Equipaggiata con un sensore in formato Micro Quattro Terzi, a noi la nuova mirrorless piace soprattutto per le possibilità offerte in campo video, ovvero per la capacità di riprendere video in 4k fino a 50/60p a 8 bit con sottocampionamento del colore 4:2:0 e fino a 30p a 10 bit 4:2:2, il tutto direttamente sulla SD e non con l’ausilio di un registratore esterno.

 

La stabilizzazione delle immagini, che funziona anche nella ripresa in 4k, abbina la stabilizzazione ottica O.I.S. degli obiettivi ad un secondo stabilizzatore sul sensore; per questo il sistema si chiama Dual I.S.; inoltre l’apparecchio gestisce l’HDR con Hybrid Log Gamma. La GH5 è attesa nel mese di aprile.

Mario Mollo

Author:

Share This Post On

Submit a Comment