Focal Dimension Soundbar

La ricerca di un sistema che potesse supplire alle carenze audio del mio TV mi stava impegnando da un po’ di tempo ma rimandavo l’azione risoluta un po’ incerto sugli effetti “WAF” che avrebbe potuto avere.
Gli indugi sono stati rotti grazie a questa rivista, che mi ha coinvolto in una escursione nell’audio del video affidandomi un prodotto di alto livello. Sto parlando della Dimension Soundbar e del suo Subwoofer coordinato, recentemente introdotti dalla maison transalpina Focal, rinomata fucina di altoparlanti e diffusori di qualità per ogni esigenza.

FDT_5557

Si tratta di un sistema amplificato di notevole potenza (6 canali da 50 watt RMS e 75 watt di picco ciascuno), che integra al suo interno un processore di segnale digitale di ultima generazione e cinque altoparlanti a gamma estesa da 10 cm di diametro, espressamente progettati per realizzare un diffusore di minimo ingombro in altezza e profondità (6,5 cm nel montaggio a parete), in grado di ricreare una scena sonora degna di un sistema home theater e di fornire una resa in gamma bassa soddisfacente anche senza l’ausilio del subwoofer. Un altro aspetto fondamentale del sistema Focal è che tende a svincolarsi dell’influenza dell’ambiente di ascolto, evitando di sfruttare le riflessioni delle pareti per ricreare l’effetto surround. A questo scopo viene impiegato un DSP Sharc 32 bit/40 bit, che opera sulla fase e sui ritardi di emissione dei canali laterali frontali e posteriori, lasciando il centrale libero di dedicarsi alla sua funzione. L’utilizzo di cinque altoparlanti identici, dotati di dispersione molto ampia piuttosto che di alta direttività, promette coerenza nel timbro in tutto il range di frequenze. Il sistema offre inoltre avanzati sistemi di connessione e di gestione degli standard audio attuali.
In virtù del suo notevole sviluppo orizzontale, che supera abbondantemente il metro, il costruttore suggerisce l’abbinamento della Dimension Soundbar con schermi da 50″ in su ma nulla vieta l’impiego con TV di dimensioni inferiori.
Frontalmente presenta una tela di protezione molto fine, inclinata all’indietro e con degli spazi concavi in corrispondenza dei 5 altoparlanti, uno centrale e due per lato corrispondenti ai canali frontali e posteriori.

Ecco come gli ingegneri Focal hanno distribuito i 5 altoparlanti fullrange nel frontale inclinato della Dimension. Da notare, all’estremo, la porta di accordo del reflex.

I 5 altoparlanti fullrange nel frontale inclinato della Dimension.

Descrizione

I driver impiegati sono dei componenti brevettati dalle prestazioni eccezionali in relazione alle dimensioni fisiche. Si tratta di largabanda ultrapiatti (3,6 cm) con cono da 10 cm a lunga escursione, derivati dalla grande esperienza del costruttore in ambito car.
L’intero diffusore è ricavato da un profilato di alluminio spazzolato nero lucido che gli conferisce una buona sensazione di solidità, anche se le caratteristiche schermanti del materiale obbligano ad usare un modulo opzionale esterno per chi volesse sfruttare le connessioni wireless.
In posizione terminale sui due lati del frontale c’è un sottile pannello lucido nero; quello di destra cela il controllo touch screen retroilluminato bianco con sensore di prossimità, molto hi-tech e funzionale.
particolare_FDS9449

Lateralmente vi è lo spazio per dei condotti di accordo con guida curva atta a ottimizzare la resa dei 4 altoparlanti laterali che ricevono a bassa frequenza un segnale mono elaborato dal DSP.
connessioni_FDS9450

Sul pannello posteriore troviamo, in posizione mediana, la vaschetta per tutti i collegamenti, dall’alimentazione alle prese per segnale digitale ottico, 2 HDMI, un ingresso analogico, l’uscita amplificata per pilotare il subwoofer dedicato e quella solo linea per un eventuale subwoofer amplificato.
Nella stessa zona si trovano anche gli switch di settaggio per l’adattamento alle condizioni d’impiego, che tengono in considerazione la distanza dal punto di ascolto, la presenza del bordo del ripiano di appoggio o il fissaggio a muro e l’impiego di un subwoofer attivo o passivo.
Focal ha previsto sia l’utilizzo su mobile sia a parete nel qual caso potrebbe essere più pratico, per chi sente l’esigenza del subwoofer, impiegarne uno esterno amplificato come il wireless Sub Air dello stesso costruttore.
attacco_FDS9451

Sempre sul pannello posteriore ci sono degli slot che consentono di fissare, senza viti, delle staffe per il posizionamento su piano o anche per la piastra di fissaggio a parete, entrambe incluse nella dotazione.

Il subwoofer

Il Dimension Sub segue frontalmente la linea inclinata della barra ed è stato progettato per essere posizionato come base sotto il televisore.
In questa maniera la barra si andrà a collocare perfettamente complementare con l’unità bassi dando l’impressione che si tratti di un unico corpo.
La superficie superiore è in vetro molto elegante e resistente ai graffi, la struttura è molto rigida, studiata appositamente per non trasmettere le vibrazioni.
Lateralmente il subwoofer ha delle discrete griglie di protezione in tela che celano i condotti reflex e gli altoparlanti. In questo caso si tratta di due driver ellittici da 20×8 cm che operano in opposizione (configurazione push-pull) in modo da evitare la trasmissione di vibrazioni al mobile e quindi allo schermo sovrastante (quello che Focal definisce Zero Vibration Concept). Il subwoofer permette di sfruttare la potenza messa a disposizione dall’apposito stadio amplificatore interno alla soundbar, realizzando così un sistema a 5.1 canali. Per questo componente Focal dichiara una estensione verso le basse frequenze fino a 35 Hz ed un livello massimo di emissione prossimo ai 105 dB SPL.

altopsub_FDS9442 altpsub_FDS9440

Note d’uso e d’ascolto

L’arrivo a casa dei voluminosi imballi è stato salutato con la solita disapprovazione da parte della consorte la quale però si è subito incuriosita vedendomi smontare il televisore invece di armeggiare con le mie invise “lampadine”.
Il collocamento è avvenuto su ripiano con il subwoofer a fare da base al televisore e con la barra a 5 cm dal bordo esterno del mobile, impostazioni che insieme alla distanza di ascolto presunta ho puntualmente regolato sugli switch posteriori.
Le connessioni non sono il massimo della comodità ma sono sufficienti per i collegamenti in un sistema casalingo standard, visto che in generale questo tipo di apparati non dà le stesse opportunità di un amplificatore home theater.
Focal si distingue sfruttando una tipologia di connessioni di ultima generazione come HDMI ARC (Audio Return Channel) e CEC (Consumer Electronics Control) in e out, offrendo la possibilità di collegamenti wireless Bluetooth aptX mediante modulo opzionale.
In caso di necessità più complesse il manuale segnala dettagliatamente soluzioni alternative come l’uso di hub HDMI.
Ho fatto passare tutti i cavi, alimentazione switching esterna compresa, sotto il subwoofer, nascondendoli alla vista, e poi ho effettuato le connessioni prima di accostare il modulo anteriore al sub, un lavoretto molto pulito.
Nel mio sistema non ho potuto sfruttare le potenzialità della connessione HDMI ARC, che sarebbero state molto comode, ma solo il collegamento ottico con il TV e HDMI con rimando su TV per il lettore Blu-ray.
Dimension_InterfaceTactile_On

Il display touch screen laterale è intuitivo e discreto, e lo studio che Focal dichiara aver fatto sull’ergonomia si nota, anche il piccolo telecomando non ti costringe ad avere in casa l’ennesima matrice di tasti inutili.
L’insoddisfazione per la resa audio del mio TV mi ha portato a fare da subito un impiego intensivo della Dimension, dai programmi di informazione ai cartoni animati del piccolo aspirante audiofilo il quale oltre a gradire gli insospettabili effetti sonori presenti perfino nell’ubiqua Peppa Pig, si è pure appassionato al touch screen.
Chiaramente i risultati più interessanti si sono avuti con i film, nei quali finalmente abbiamo potuto comprendere i dialoghi anche nelle ore tardo-serali sfruttando la funzione “night”.
Selezionando i segnali audio 5.1 le pellicole di azione sono state chiaramente le preferite, con gli esaltanti effetti dinamici e un surround quasi all’altezza di veri canali posteriori che ha soprattutto ricreato la sensazione di ambienza in modo credibile.
I moduli amplificatori TDA7498 hanno fatto egregiamente il loro lavoro, la potenza di 75 W per canale è ben sfruttata e il suono non mi ha dato sensazione di indurimento anche a volumi che i vicini hanno potuto apprezzare.
La timbrica mi ha favorevolmente colpito anche volendo mantenere un certo snobismo audiofilo nel metro di giudizio impiegato.
Stiamo parlando di un sistema home theater quindi propenso verso gli effetti tipici di questo genere di riproduzione ma ad esempio le voci sono naturali e piene, sempre perfettamente intelligibili e le parti musicali risultano godibili.
Le alte frequenze poi, non inclini ad inutili e incredibili mirabilie, non trasformano l’ambiente domestico in un’industria metalmeccanica, chiaramente a meno di programmi sonori troppo estremi.
Evidentemente il livello qualitativo generale, in particolare dei driver, e l’assenza di un qualsiasi effetto sonoro artificioso impostabile dall’utente, come i fantasiosi programmi DSP che spesso funestano sistemi meno raffinati, portano verso una resa molto piacevole.
Un plauso quindi al produttore per l’attenzione messa nel raggiungimento di questo obiettivo impiegando saggiamente le proprie capacità e conoscenze.
Viste le favorevoli impressioni ho anche voluto azzardare un confronto di alcuni concerti rock traccia 5.1 contro la traccia stereo riprodotta dal mio impianto principale.
L’ovvio risultato è stato il rendermi conto che seppur il sistema Dimension fornisca un buon risultato, l’ascolto di un impianto hi-end è per me un’altra cosa.
Di avviso opposto il resto della famiglia che preferirebbe di gran lunga il divertimento offerto da un simile set up e per la quale la visione di un qualsiasi programma d’ora in avanti non dovrebbe essere svincolata da una soundbar o soundbase di pari livello.

Soundbar, la soluzione gradita alle mogli

L’evoluzione tecnologica porta a volte profondi cambiamenti nel modo di concepire e di utilizzare oggetti elettronici di uso comune. In questo senso è emblematico l’impiego di schermi piatti LCD o al plasma nei televisori. Da mobili scomodi e spesso così ingombranti da richiedere un ambiente dedicato si è passati a quadri sottili, posizionabili quasi ovunque, benché di diagonale assai maggiore. Opere d’arte e di design, in virtù anche di una qualità delle immagini impensabile solo pochi anni fa. Ma come sempre il progresso non porta solo cambiamenti positivi, a tutto tondo, e se da un lato c’è un miglioramento è facile che sotto altri aspetti emerga qualche compromesso. Nel caso specifico, la drastica riduzione dell’ingombro in profondità rispetto al tubo catodico ha di fatto penalizzato la resa sonora dei televisori, a causa della ridotta dimensione degli altoparlanti e della mancanza di un volume adeguato al carico acustico delle basse frequenze.
Lo styling che impone una cornice minima, in pratica solo schermo, ha relegato l’emissione sonora sul pannello posteriore dando il colpo di grazia anche alle frequenze alte, per loro natura direttive. Inoltre, la diversa possibilità di collocamento degli apparecchi, a parete o su mobile, ha intorbidito le acque obbligando a eventuali scelte progettuali più rivolte a favore dell’una o dell’altra installazione.
La mia esperienza personale è che, con televisori privi di altoparlanti frontali e non top di gamma, certe volte si faccia fatica a capire perfino i dialoghi.
I produttori hanno compreso la situazione di disagio e non si sono fatti sfuggire l’occasione per introdurre sul mercato dei dispositivi appositamente studiati per risolvere il problema; così è nata la nuova categoria delle “soundbar”.
Le prime realizzazioni miravano ad essere alternative alle soluzioni 5.1, ritenute troppo invadenti in ambiente, e tentavano di ottenere un suono avvolgente utilizzando una moltitudine di altoparlanti posizionati nello spazio sotto lo schermo e sfruttandone l’emissione riflessa dalle pareti della stanza. Seguendo un concetto paragonabile alla digitalizzazione delle immagini è stata inizialmente perseguita la frammentazione dei driver emettitori ed il loro controllo mediante DSP.
Facendo nomi e cognomi, Pioneer introdusse, nel 2002, il proiettore sonoro digitale PDSP-1, un pannello di 50 chili di peso con 254 microaltoparlanti e un costo da berlina di lusso.
Successivamente Yamaha, leader in fatto di tecnologia DSP, presentò l’YSP-1, qualcosa di più accessibile e facilmente fruibile, proponendo proprio una forma a barra orizzontale con 40 altoparlanti.
Il solco era stato tracciato e molti altri si misero in gioco tra cui Bowers & Wilkins che non ha mancato di raccogliere un certo successo con il suo sistema Panorama, un prodotto di orientamento hi-end caratterizzato da una configurazione a 5 altoparlanti, in conformità con i segnali audio del video.
La consacrazione della specie e il definitivo successo commerciale si è poi avuto da un paio di anni a questa parte con i sistemi Bose Cinemate 1Sr, che a partire dagli USA hanno raggiunto la ragguardevole diffusione di 200.000 pezzi l’anno.

Conclusioni

Il Focal Dimension è un sistema molto evoluto e di grande effetto che sfrutta intelligentemente la tecnologia DSP per ottenere una resa sonora molto soddisfacente e non per fare superflui effetti speciali.
In ambiente non richiede i sacrifici di un impianto 5.1 e, pur non avendo gli ingombri minimali che si vedono in molti altri prodotti di minor pregio, si adatta versatile a varie soluzioni di posizionamento, dalla parete al mobile.
Trasmette una sensazione di qualità, oserei dire anche lusso, grazie all’eleganza e all’alto livello delle finiture hi-tech, e con queste due caratteristiche strappa il massimo dei voti nel Wife Acceptance Factor.
Il prezzo è da considerare allettante nella categoria dei prodotti di fascia alta in cui si va a inserire. I contenuti tecnologici impiegati sono importanti, segno che in Europa c’è chi sa competere ad altissimi livelli; la resa sonora della sola soundbar è appagante, con il subwoofer dedicato poi le sensazioni che ottengo subiscono un indubbio “boost” rendendo l’esperienza sonora e visiva particolarmente coinvolgente. Con il sistema Dimension, la visione delle partite mondiali della Nazionale di calcio è stata quasi appassionante, un risultato che fa riflettere sulle eccellenti potenzialità del sistema più che su quelle della nostra squadra…

di Andrea Allegri

 


Ci È piaciuto
– Bel suono, equilibrato e potente
– Versatilità e adattamento ai vari ambienti/disposizioni
– Qualità della costruzione e delle finiture
– Telecomando piccolo e pratico

 

NON Ci È piaciuto
– Connessioni scomode
– Dimensioni superiori alla media


Marca: Focal
Modello: Dimension Soundbar
Tipo: soundbar amplificata 5.1 canali

Principali caratteristiche dichiarate Altoparlanti: 5 larga banda 10 cm con cono a corsa lunga, profondità 3,6 cm. Amplificazione integrata: 6 canali da 75 W ciascuno (max 450 W) in classe D. Risposta in frequenza: 50-25.000 Hz (±6 dB). Ingressi: 2 HDMI™ (OUT/IN), ottico TosLink, analogico jack 3,5 mm. Uscite subwoofer: amplificata per Dimension Sub; Sub Line Out a basso livello per subwoofer amplificati. Generali: HDMI ARC™ (Audio Return Channel), HDMI CEC™ (Consumer Electronics Control), Auto Power on HDMI™, Adjustable bass, Adjustable Sound and Picture synchronisation, Night mode. Controlli: Soundbar positioning, Room acoustics, Sweet spot. Dimensioni (LxPxA): minime per fissaggio a muro 115,5×6,5×14,7 cm; a mobile 115,5×11,5×11,5 cm. Peso: 5,5 kg

Modello: Dimension Sub
Tipo: subwoofer bass-reflex

Principali caratteristiche dichiarate Altoparlanti: 2 woofer ellittici 20×8 cm. Risposta in frequenza: 30-110 Hz (±6 dB). Generali: supporto per schermi da 50″ e oltre, Zero Vibration Concept. Dimensioni (LxPxA): 115,5×32,5×11,5 cm, Sub + Soundbar 115,5x41x11,5 cm. Peso:
14 kg

Distribuito da: Tecnofuturo, Via Rodi 6, 25124 Brescia. Tel. 030 2452475
Fax 030 2475606 www.tecnofuturo.it

Author:

Share This Post On

Submit a Comment