Canton DM 55

La piatta dalla voce calda

La scelta giusta per dare credibilità all’audio del televisore, verve alle colonne sonore e ascoltare musica con una timbrica calda e suadente.

Al contrario dei diffusori elettrostatici, che nonostante il loro ridottissimo spessore sono veri e propri termini di riferimento per qualità sonora, i televisori più son sottili (e pertanto belli) e meno performanti risultano per quanto attiene la loro resa audio. Il motivo ci è ben noto: il suono, in particolare la sua componente a bassa frequenza, viene generato a livello ed estensione ottimali solo grazie ad altoparlanti di ampia superficie, “caricati” con un volume proporzionalmente adeguato.

Per questo una TV ultrasottile, ma anche una solo abbastanza “fina”, come anche una che non sia un vero e proprio“mammatrozzo”, non potrà mai deliziare i suoi fruitori con un audio all’altezza del video. Semplicemente non c’è lo spazio necessario. Per questa ragione, tutti i costruttori di televisori offrono come optional per i propri display svariati sistemi di rinforzo dell’audio, più o meno sofisticati, magari in grado di riprodurre campi sonori virtuali.

Questo segmento di mercato è ampiamente esplorato anche dai costruttori specializzati nel solo audio e il catalogo della tedesca Canton (il cui nome si dice derivi dall’unione della parola italiana “cantare” e quella tedesca “ton”, suono) in questo senso è davvero ben fornito, spaziando dai sistemi multicanale ai subwoofer fino alle soundbar e alle “soundbase” come quella in prova. La Digital Movie 55, DM 55 per gli amici, è un “semplice” sistema 2.1, dall’estetica molto curata, pensato semplicemente per dare ai televisori ultrapiatti quello che manca loro: una bella voce e un pizzico di surround.

La soundbase

Questo tipo di “estensione” audio è progettata per essere interposta tra televisore e relativo piano di appoggio. Unico limite al suo utilizzo è il tipo di supporto di cui è dotato il display che andrà ad affiancare. Se questo non dovesse avere lo stand centrale ma disponesse di piedini alle estremità, la soundbase potrà essere inserita nel sistema solo trovandole una collocazione nel mobile TV. Stesso dicasi nel caso il cui il televisore sia posizionato a muro, sempreché ovviamente ci sia un mobile al di sotto.

Dietro la griglia metallica, un classico della casa della quale viene ben trasmesso il family feeling, è presente un display molto basico ma idoneo a garantire uno scambio di informazioni sufficiente a capire cosa si sta facendo.

Sebbene apparentemente meno logica come soluzione rispetto alla soundbar, almeno in termini di coniugio visivo col televisore, la soundbase ha dalla sua la possibilità di impiegare altoparlanti per le basse frequenze di dimensioni più generose rispetto a quanto possibile in una soundbar, tanto è vero che molte di quelle più sottili hanno la via .1, il sub, realizzata come elemento a sé stante in un mobile a parte, di solito connesso in wireless. Anche la DM 55, che è la più piccola del catalogo Canton, può essere accoppiata ad un sub grazie all’uscita filtrata di cui dispone, ma francamente se ne può fare tranquillamente a meno.

Per quanto riguarda la dimensione del televisore a cui abbinarla, questa dipende essenzialmente dalle dimensioni del suo piedistallo, che non possono eccedere quella della soundbase stessa, progettata per sostenere un peso massimo di 40 chilogrammi, valore che lascia libero il campo alla maggioranza degli apparecchi. Dal punto di vista progettuale, la DM 55 è un sistema 2.1, ovvero un due vie più sub, e dispone di una potenza complessiva di circa 200 watt. Gli altoparlanti utilizzati sono sei in tutto: due tweeter da 19 mm, due midrange da 5 cm ed infine i due woofer da 10 cm “downfiring” caricati in bass reflex.

Al centro del pannello posteriore, in un vano predisposto per non rubare spazio all’esterno, trovano posto i connettori audio analogici (una coppia RCA e una uscita per il sub anch’essa RCA) e quelli digitali (un ingresso ottico ed uno coassiale). Ai lati invece sono collocati i due condotti dell’accordo bass reflex.

La cura costruttiva è nel complesso molto elevata. Il pannello superiore è rifinito con un piano in vetro, che oltre ad essere molto bello è anche più resistente ai graffi rispetto alla semplice plastica o al legno. Il frontale è riparato dalla classica griglia metallica tipica del costruttore tedesco, che dona all’apparecchio il caratteristico family feeling. Nel complesso la resa estetica, pur non fregiandosi di particolari virtuosismi di design, non sfigurerà nemmeno vicino al più bello dei televisori.

L’apparecchio è disponibile anche nelle finiture argento e bianca. Trattandosi di un sistema di riproduzione audio dedicato al video, non poteva non essere implementato un sistema per la virtualizzazione dei canali surround. La soluzione implementata è il DTS TruSurround, che necessita, per funzionare, di una base hardware molto semplice, costituita da sistemi 2.1 o 3.1, e cerca di simulare il campo sonoro di un sistema fino a 5.1 canali, processando, in base alla teoria HRTF (Head-Related Transfer Function), segnali in ingresso mono, stereo e multicanale fino a 5.1 canali discreti. Oltre a rendere il dialogo il più intelligibile, l’algoritmo DTS si sforza di ricreare il campo virtuale in un’area la più ampia possibile e non solo in un punto di ascolto privilegiato.

Altre caratteristiche

L’apparecchio, che come detto dispone di una uscita analogica per subwoofer, può essere collegato con il televisore e/o una sorgente audio tramite un ingresso analogico e una coppia di ingressi digitali (una coassiale ed una ottica). Sul cabinet non ci sono tasti e la selezione degli ingressi avviene solo tramite telecomando. A proposito di telecomando: invece di fornire la tipica unità in plastica, uguale a tante già viste, la Canton offre un oggetto molto ben fatto, ben pensato nelle dimensioni, dal peso rassicurante e dalla finitura piacevole. Sempre grazie al telecomando è possibile regolare alti e bassi, scegliere tra tre equalizzazioni preimpostate, attivare o disattivare la compressione di dinamica Dolby Dynamic Range Compression e passare dalla modalità stereo a quella virtual surround, e accedere ad altri settaggi minori.

Si chiama “downfiring” il posizionamento scelto per i driver delle basse frequenze, collocati sul fondo dell’apparecchio e che quindi “sparano” verso il basso; la vicinanza della superficie di appoggio aiuta a rinforzare l’emissione. Non è presente nessuna griglia di protezione perché i due altoparlanti sono già in una posizione sicura. Bisogna però ricordarsene quando si maneggia l’unità, visto che i due piccoli woofer sono molto vicini al frontale.

La via inferiore è realizzata con due driver da 10 cm con caricamento bass reflex.

Al centro del pannello frontale, dietro la griglia, c’è un display molto elementare che consente di seguire l’esecuzione di tutti i comandi e monitorare lo stato delle diverse funzioni. Oltre al telecomando in dotazione, è possibile utilizzare per la regolazione del volume anche quello del televisore, tramite una procedura di apprendimento. Resta solo da menzionare la connettività Bluetooth, che estende notevolmente le possibilità di utilizzo dell’apparecchio oltre alla “mera” estensione audio del televisore.

Un bel suono caldo

Sebbene questo tipo di apparecchi nasca con l’intento di sopperire al suono povero e a tratti fastidioso dei nostri amati televisori, qualche volta sconfinano in un altrettanto fastidioso opposto, fatto di estremi della gamma in stridula e rimbombante evidenza. Qui invece non si è cercato il colpo ad effetto, che lì per lì può anche sorprenderti, ma che presto finisce con lo stancarti. La DM 55 ha un suono morbido, non tagliente, ma che grazie ad un buon punch sa dare la giusta verve anche alle scene di azione più movimentate. Ma andiamo con ordine. Fin dai primissimi secondi di ascolto emerge drammaticamente la differenza tra l’audio del televisore e quello della DM 55.

In questa fase non ha senso parlare di meriti della soundbase, perché il dato di fatto è che a palesarsi sono solo i demeriti del televisore, che però non incolperei individualmente, ma allargherei l’onta a tutta la stirpe dei suoi ultrasottili confratelli. Non serve andare a cercare un particolare tipo di trasmissione, il beneficio dell’utilizzo di una “protesi” audio come la DM 55 è monumentalmente palese anche con il semplice parlato del più insignificante dei talk show, caso in cui alla voce dei partecipanti preferirei in linea di massima togliere volume anziché donare corpo, profondità, realismo e in sintesi grande piacevolezza. Facendo un po’ di zapping finisco su un canale di sport, una gara di pattinaggio: bella da vedere e, grazie alla DM 55, anche sontuosa da ascoltare. OK, le mie certezze sulla necessità di aiutare l’audio del televisore sono, se possibile, ancor più radicate.

Apro una doverosa parentesi: ci sono delle meritorie eccezioni. Per esempio l’audio del mio attuale televisore, un 4k, è ottimo: corposo, potente, definito… proprio come se ci fosse una soundbar. Ma quell’apparecchio rientra a buon titolo nella sunnominata categoria dei “mammatrozzi”, non certo in quella degli ultraslim. Detto questo, passiamo all’utilizzo con un lettore Blue-ray. Si nota una modesta differenza nei tempi di emissione tra l’audio on board del televisore e quello della soundbase, ma ad essere fuori sincrono è proprio il TV. Pertanto non ho dovuto effettuare alcuna procedura di aggiustamento. E ora sì che possiamo parlare dei meriti della DM 55.

Le dimensioni giuste, non eccessivamente ridotte né inutilmente sviluppate, il peso non insignificante e la finitura curata fanno del telecomando in dotazione un perfetto compagno della bella soundbase in prova; siamo lontani anni luce dal tipico telecomandino in plastica visto e rivisto un’infinità di volte. L’impiego di una batteria a bottone, il cui alloggiamento è ottimamente realizzato, potrebbe causarci qualche imbarazzo quando ci troveremo senza carica: in casa un paio di pile AAA di ripiego si trovano sempre, una a bottone solo nelle case dei nerd…

Dico solo questo: il nostro Fabrizio Montanucci, di passaggio in sala prove, mi chiede “hai collegato queste?” indicando una coppia di imponenti diffusori da pavimento di marca ultrablasonata. Senza arrivare a pretendere che la resa possa essere paragonabile, cosa fisicamente impossibile per lo stesso motivo “volumetrico” che impedisce al televisore di suonare degnamente, l’emissione corposa della piccola soundbase Canton comunque colpisce piacevolmente anche un distratto ascoltatore di passaggio. La modalità surround allarga notevolmente l’ampiezza della scena sonora, estendendone i limiti ben oltre la dimensione della piccola soundbase stessa e del display ad essa collegato. In modalità stereo invece, ferma restando la corposità del suono, la scena ha dimensioni molto ristrette, come se si trattasse dell’emissione di un canale centrale.

Se è palese l’incremento dimensionale in larghezza, praticamente inesistente invece è l’effetto di simulazione della provenienza posteriore. Un identikit più accurato della timbrica della DM 55 mi è consentito dall’ascolto, via Bluetooth, di qualche brano musicale dal mio cellulare. In modalità stereo l’impressione è quella di ascoltare qualcosa di simile alle vecchie AR10 “pigreco”, rotonde e morbide, con l’estremo superiore presente ma molto timido e arrotondato.

La timbrica si apre in gamma alta passando in modalità surround, ma sempre rimanendo composta e delicata. La totale assenza di qualunque fastidio diviene un limite quando, invogliati ad alzare sempre più il volume, si rimane frustrati dal non poter andare oltre il livello limite che comunque deve essere ragionevolmente considerato bastevole. La DM 55 ha la triplice valenza di sostituire l’audio del televisore nel normale uso, elevandone la dignità a livello hi-fi, dare il giusto corpo alle colonne sonore dei film e riprodurre musica con estrema piacevolezza. Un ottimo prodotto.

Conclusioni

Eccoci giunti al momento di tirare le somme e di mettere sul piatto della bilancia quanto offerto e quanto richiesto per l’acquisto. Il prezzo è superiore alla media delle soundbar “tipo”, magari con il subwoofer, ma non siamo qui di fronte ad un prodotto “tipo”.

La DM 55 è un apparecchio di ottima qualità, che traspare visivamente, si percepisce al tatto, si apprezza all’ascolto. A dirla tutta ci sono prodotti superblasonati, magari più ricercati nel design e più elitari nei materiali impiegati, ma che non offrono troppo di più (in termini puramente audio) anche a fronte di un costo decisamente superiore.

Questo apparecchio è l’ideale per chi vuole di più della media, ma non vuole pagare solo per il lusso. Se non vi fidate di me, fidatevi dell’EISA, che l’ha votata come la miglior soundbase dell’anno…

Mario Mollo


Ci è piaciuto

  • Il connubio tra materiali utilizzati e design minimalista ne fa un oggetto estremamente gradevole alla vista, il cui look si sposerà alla perfezione con qualsiasi televisore, non sfigurando nemmeno vicino al più bello.
  • Il telecomando in dotazione non è una unità standard in plastica ma un complemento curato, ottimamente realizzato, che trasmette un piacevolissimo feedback nell’uso grazie alla buona finitura e all’azzeccato bilanciamento tra dimensioni e peso.
  • La timbrica è calda e corposa, l’impatto restituito è più che adeguato ad un soddisfacente ascolto domestico civile.

 

Non ci è piaciuto

  • Alla piacevolmente calda resa timbrica non si abbina una adeguata riproduzione scenica; in modalità stereo “liscia” il fronte sonoro riprodotto è molto ristretto.

Pagella Canton dm 55

  • Prestazioni. La resa audio è calda e corposa, ben presente e sufficientemente potente. Non molto ampia la scena riprodotta, che rimane limitata all’ampiezza del televisore, allargandosi molto in modalità surround.  8
  • Possibilità operative. L’apparecchio non ha una impostazione progettuale particolarmente complessa e sofisticata, ma offre comunque tutto quello che serve. Svariate sono le concessioni al lusso (tecnologico): l’uscita sub, la connettività Bluetooth, l’apprendimento delle funzioni del telecomando del televisore sono alcuni esempi. 7,5
  • Costruzione. I materiali impiegati sono di ottimo livello, la componentistica è più che discreta. Una notevole dose di cura è stata riposta anche nella realizzazione del telecomando.  9
  • Rapporto qualità/prezzo. La qualità audio offerta, dall’impronta calda, è di buonissimo livello come anche l’estetica; l’insieme delle funzionalità è adeguato alla maggioranza delle situazioni.  8

Carta d’identità

  • Marca: Canton
  • Modello: DM 55
  • Tipo: soundbase
  • Dimensioni (LxAxP): 54,5×6,8×30 cm
  • Peso: 5,3 kg
Caratteristiche principali dichiarate
  • Tipo: sistema 2.1 canali.
  • Caricamento woofer: bass reflex.
  • Potenza: 200 W totali.
  • Risposta in frequenza: 40 Hz-23 kHz.
  • Frequenze di crossover: 170 Hz/3 kHz.
  • Altoparlanti: 2 woofer 10 cm, 2 midrange 5 cm, 2 tweeter 19 mm.
  • Ingressi: 1 RCA, 1 digitale coax, 1 digitale ottico.
  • Uscite: 1 sub.
  • Connettività wireless: Bluetooth 3.0.
  • Formati audio: Dolby Digital, DTS TruSurround.
  • Altre caratteristiche: telecomando, 3 equalizzazioni preimpostate, modalità ECO, accensione/spegnimento automatici, apprendimento funzioni telecomando TV
  • Distribuito da: HiFi United s.r.l., Via Manfredi 98, 29122 Piacenza

Author: redazione

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