Tannoy Mercury C7

Una Tannoy senza coassiale! E per di più in un diffusore che col trasduttore coassiale funzionerebbe benissimo…

apertura_fds2713

La serie Mercury 7 di Tannoy si compone di due diffusori da stand equipaggiati con un cinque ed un sei pollici oltre al tweeter comune a tutta la serie. Segue un diffusore da pavimento abbastanza massiccio con un doppio sette pollici ed infine il canale centrale che abbiamo questo mese in prova. Piccolo, equipaggiato con due midwoofer da cinque pollici ed un tweeter a cupola morbida da 1,1 pollici. La larghezza è ridotta a soli 42 centimetri con poca profondità ed altezza. L’aspetto è appena aggressivo, con le viti in bella evidenza e le membrane metallizzate.

La costruzione

Svitatore elettrico alla mano e viti ad incasso esagonale, un binomio perfetto per fare il lavoro presto e bene. Gli altoparlanti fanno un po’ i timidi, ma il tweeter è il primo a convincersi a venir via, seguito dai due midwoofer, ben spinti da dietro. Filo di giusta sezione e connessioni faston polarizzate col malefico dentino, quasi invisibile, che blocca il tutto.

Con la punta di una vite riesco a sbloccarlo ed in men che non si dica ecco che tutti i componenti sono smontati. L’assorbente interno è veramente ridotto all’osso, e si vede, in bella mostra, il supporto del filtro cross-over fissato come consuetudine sul retro della vaschetta portacontatti. Il costruttore dichiara di aver usato un passa-basso del secondo ordine elettrico ed un passa-alto del terzo ordine elettrico. Vista la frequenza di incrocio abbastanza alta, 3.500 Hz, sono sicuro che la risposta acustica non sia né del secondo e nemmeno del terzo ordine acustico.

Il diffusore aperto. Notare il secondo anello di ferrite sui midwoofer ed il piccolo complesso magnetico del tweeter. Il materiale gommoso dietro ai midwoofer serve ad avere una perfetta aderenza sui supporti interni.

Il diffusore aperto. Notare il secondo anello di ferrite sui midwoofer ed il piccolo complesso magnetico del tweeter. Il materiale gommoso dietro ai midwoofer serve ad avere una perfetta aderenza sui supporti interni.

All’interno del mobile, per quanto piccolo sia, ci sono ben due rinforzi, sistemati alle spalle dei due midwoofer che arrivano a lambire il complesso magnetico. Una volta serrati gli altoparlanti vi aderiscono perfettamente grazie all’interposizione di uno strato di materiale gommoso, definito dal costruttore “high tech”, che blocca i magneti ai due rinforzi.

Quella di bloccare i complessi magnetici su dei supporti preformati oltre ad essere una idea funzionale ed intelligente è una caratteristica del costruttore inglese, visto che mi sono trovato su molti modelli di Tannoy questa piccola attenzione che blocca il trasduttore da due parti invece di tenerlo fissato a sbalzo. Ricordo che una volta mi trovai davanti un woofer da otto pollici di un costruttore francese il cui magnete entrava letteralmente in risonanza col pur poderoso cestello. Ricordo pure che risolvemmo provvisoriamente con una semplice matita, segata ed incollata alla base del mobile per bloccare il malefico “magnete risonante” che si zittì immediatamente.

Il cestello utilizzato da Tannoy è di materiale plastico, una tecnica che non deve assolutamente far sorridere. Si tratta infatti di una resina termoplastica che può essere facilmente riciclata, con la costruzione dello stampo molto economica così come il processo di costruzione perché funzionante ad una temperatura relativamente bassa. Oltretutto essendo un isolante elettrico si guadagna anche nella riduzione delle perdite del complesso magnetico.

Il filtro crossover della C7 è fissato, come di consueto, sul retro della vaschetta portacontatti. Il condensatore che si intravede sotto il supporto è posto in serie al tweeter.

Il filtro crossover della C7 è fissato, come di consueto, sul retro della vaschetta portacontatti. Il condensatore che si intravede sotto il supporto è posto in serie al tweeter.

Non credo comunque che il cestello in resina e l’azione smorzante dei rinforzi posteriori siano in diretta relazione. Il midwoofer ha un diametro di 5 pollici con una membrana da 104 millimetri “efficaci” in fibra di cellulosa con un trattamento esterno metallizzato ed una forma concava tutta di un pezzo, priva di cuffia parapolvere. La membrana è leggerissima, con una cedevolezza non esagerata, così da concorrere ad una risonanza appena più alta della norma. La sensibilità del trasduttore non filtrato supera abbondantemente i 90 decibel con 2,83 volt.

La ventilazione al di sotto del centratore è ottenuta con una foratura radiale nel cestello ed alle spalle del fondello di chiusura è aggiunto un secondo anello di ferrite dello stesso diametro di quello… titolare ma con una altezza dimezzata. Fa sensazione, nel 2016, vedere ancora altoparlanti parzialmente schermati, ma si può ipotizzare che il secondo magnete sia stato aggiunto per innalzare di qualche punto decimale il fattore di forza, che infatti appare piuttosto generoso. Il tweeter utilizza un complesso magnetico al neodimio di dimensioni abbastanza contenute ed una cupola morbida da 28 millimetri. A giudicare comunque dalla resistenza di attenuazione posta nel passa-alto del filtro crossover, deve avere una sensibilità notevole.

L’ascolto

L’ascolto del piccolo centrale Tannoy segue quello effettuato con il Dali (provato in questo stesso numero di DV), nella stessa posizione e seguendo le stesse modalità. È quasi immediato percepire le differenze con il centrale danese. In questo caso la gamma bassa è meno presente e la gamma media è leggermente più aperta. Quella altissima segue bene senza esitazioni e la risoluzione è notevole e tiene bene il passaggio dal nastro Dali alla cupola morbida da 28. Mi do da fare per arretrare quanto più possibile il piccolo centrale e per verificare le variazioni di timbrica.

Nella nuova posizione il medio-basso appare appena più rimbombante, ed anche ostruendo i condotti con i due tappi in poliuretano non migliora granché, motivo per il quale rimetto tutto come era in origine, pensando che alla fin fine il canale centrale deve essere supportato da un valido subwoofer e che al di sotto dei 100 Hz è un woofer di dimensioni certamente maggiori che deve agire. Le componenti femminili della voce sono molto pulite e chiare, con una resa aperta che materializza gli esecutori giusto ove è posizionato il canale centrale, condizione del tutto naturale in un ascolto “solo”.

I condotti di accordo sono due, anche se di piccolo diametro. Sono posti sul retro del cabinet sopra i due connettori di ingresso.

I condotti di accordo sono due, anche se di piccolo diametro. Sono posti sul retro del cabinet sopra i due connettori di ingresso.

La gamma medio-bassa leggermente attenuata rispetto alle frequenze medie ed alle alte condiziona appena la voce maschile, che non brilla particolarmente per la sensazione di corpo, ma posso aggiungere che comunque l’articolazione è notevole e la comprensibilità ci guadagna. De André, ad esempio, non ne esce affatto malconcio e la sensazione di maggior leggerezza viene da me annotata come una caratterizzazione.

Questa caratteristica esalta maggiormente gli strumenti a fiato e quelli a corda, con la differenza che non si tratta di extradettaglio da frequenze altissime ma di articolazione e pulizia, anche se timbricamente appena in evidenza. Lo prova il fatto che l’ascolto non è affatto stancante e che il sassofono solo non soffre di durezze particolari. Fra le caratteristiche che balzano immediatamente all’attenzione c’è la dinamica, e l’immediatezza dei fronti di attacco sia sulle percussioni che sul pianoforte. L’attacco è rapido come una frustata ma i segnali a basso livello rimangono comprensibili e ben articolati.

Il giro di rullante, grancassa e piatti della batteria è veloce, asettico e potente, e quel paio di decibel che avrei gradito in gamma bassa non si fanno quasi notare. Annoto però una pressione veramente notevole.

Conclusioni

Un bel canale centrale, con una voce limpida ed articolata ed una pulizia notevole su tutto lo spettro. Magari, ripeto, due decibel in basso avrebbero fatto comodo nel computo del bilanciamento timbrico, ma non dobbiamo dimenticare che si tratta di un canale centrale che si esprime assieme ad un subwoofer, così da colmare facilmente la lacuna. Tutto ciò si ottiene, per nostra fortuna, ad un prezzo estremamente competitivo lasciando intuire come con questa serie Mercury 7 sia possibile assemblare un sistema multicanale forte, buono ed economico.

Gian Piero Matarazzo

pagella-tannoy


Ci è piaciuto

  • Costruzione compatta
  • Ottima apertura in gamma medio-alta

Non ci è piaciuto

  • Limite della gamma bassa

Le misure

Risposta in frequenza con 2,83 V / 1m:

tanc7ris-convertito

La risposta in frequenza ha un andamento in discreta salita e passa dai 90 dB a 150 Hz ai 95 dB a 15.000 Hz. Alle basse frequenze il C7 appare abbastanza limitato, a partire dalla frequenza scelta per l’accordo e dal tipo di accordo stesso scelto dal costruttore.

Peso convenzionale pari a 2

VOTO : 7

 

Modulo ed argomento dell’impedenza:

tanc7imp-convertito

A bassa frequenza il carico appare semplice e poco impegnativo per l’elettronica di potenza. La massima condizione di carico è stata infatti trovata nelle vicinanze della frequenza di incrocio, con l’amplificatore che vede ai suoi morsetti l’equivalente di 2,7 ohm resistivi.

Peso convenzionale pari a 1

VOTO: 7

 

Distorsione di 2a,3a,4a,5a armonica ed alterazione dinamica a 100 dB spl

tanc7thd-convertito

Le componenti armoniche del C7 appaiono molto basse come livello ma la caratteristica che balza agli occhi è quella della terza armonica che sopravanza, pur al di sotto dei -40 dB, la seconda armonica. Oltre i 120 Hz tutte le componenti scendono al di sotto dei -50 dB con la quinta armonica che “insegue” la terza. Si nota appena un picco di terza armonica a 1700 Hz, ma comunque non supera lo 0,3 %. Tutte le componenti, ad eccezione della seconda, spariscono in gamma altissima.

Peso convenzionale pari a 2

VOTO : 7

 

MOL – livello massimo di uscita (per distorsione di intermodulazione totale non superiore al 5%):

tanc7mol-convertito

Vista la dimensione dei due midwoofer possiamo vedere come il C7 si sia difeso molto bene, grazie anche alla sensibilità elevata. L’elemento limitante alle basse frequenze è costituito dalle componenti dispari del doppio tono di prova che fino a 250 Hz appaiono ben presenti. Comunque sia a 125 Hz, un’ottava più in basso, si superano i 110 decibel mentre i 120 dB sono raggiunti a 6300 Hz.

Peso convenzionale pari a 3

VOTO: 7

Media: 7


Carta d’identità

  • Marca: Tannoy
  • Modello: Mercury C7
  • Tipo: canale centrale bass reflex
  • Dimensioni (LxAxP): 420x160x168 mm
  • Peso: 4,4 kg
Caratteristiche principali dichiarate
  • Potenza consigliata: 20-120 W rms.
  • Potenza continua: 60 W, picco 240 W.
  • Risposta in frequenza: 62-32.000 Hz.
  • Numero delle vie: due.
  • Sensibilità: 91 dB.
  • Impedenza nominale: 8 ohm.
  • Frequenze di incrocio: 3.500 Hz.
  • Volume: 6,2 litri.
  • Tweeter: da 28 mm – cupola in tessuto di poliestere.
  • Woofer: da 127 mm in fibra di cellulosa trattata.
  • Finitura: noce

Distribuito da: High Fidelity Italia srl, Via Collodi s.n., 20010 Cornaredo (MI). Tel. 02 93611024 – www.h-fidelity.com info@h-fidelity.com

 

Autore: redazione

Condividi questo post su

Pubblica un commento