IFA 2019

La più grande fiera europea dell’elettronica di consumo cambia tenendosi al passo coi tempi. Forse per noi non è più luminoso come un tempo, ma resta sempre un potente faro che illumina il futuro della tecnologia.

Non posso vantare una frequentazione ultraventennale o anche più lunga dell’IFA, come alcuni altri miei amici e colleghi non molto più anziani di me. La mia esperienza va poco oltre i due lustri, ma anche in questo lasso di tempo ho potuto assistere a consistenti cambiamenti. Il “bianco” o le “home appliances”, come gli addetti chiamano tutto quello che ha a che fare con gli elettrodomestici, ha guadagnato moltissimo spazio non solo nei padiglioni dedicati dove espongono produttori che si occupano esclusivamente di questo settore, ma anche negli stand dei “nostri” marchi, ove lo spazio dedicato all’audio-video si è ridotto in favore di forni, frigoriferi, lavatrici e spazzolini connessi. I padiglioni confusionari con diverse centinaia di mini-stand formato loculo dei “cinesi” sono spariti; ora sono ben ordinati e coesi. E ci sono zone dedicate ai futuri trend tecnologici, dove le conferenze, che si tengono in un’area al centro del padiglione, si susseguono a ritmo continuo. È lì ad esempio che Chris Chinnock, Executive Director della “8K Association”, ha parlato degli ultimi sviluppi su un tema che ci riguarda molto da vicino, le specifiche minime cui i display devono soddisfare.

Si è ridotto anche lo spazio dedicato all’audio, la cui massa principale è costituita dai dispositivi per l’ascolto in mobilità. Altri temi relativamente nuovi che prima non c’erano sono quelli dei droni (in misura molto più leggera di quanto non accada al CES) e del benessere, con molti stand di produttori di braccialetti fitness. Ma quello che ci interessa capire è perché si è ridotto il peso dell’audio-video a favore di tutti gli altri settori, di pari rilevanza ma per noi meno attraenti ed interessanti. Per quanto riguarda l’audio la ragione va vista nella crescita di altre grandi fiere specializzate, Monaco e Varsavia.

Per il video, oltre alla crescita del bianco che comunque è un mercato immenso e per questo enormemente rilevante per i costruttori, credo che siano anche le tempistiche della presentazione di nuovi prodotti, ora più concentrate al CES, ad aver progressivamente distratto l’attenzione degli espositori. Ma l’IFA resta comunque una vetrina affascinante ed istruttiva; ci saranno meno novità di un tempo ma c’è tanto da vedere e tanto su cui riflettere. Quest’anno ad esempio c’è stato un po’ più di fermento nel settore della videoproiezione, che mi fa ben sperare. Molte volte ho condiviso con voi le mie perplessità sul ridotto mercato che questi apparecchi così affascinanti hanno a dispetto del loro enorme potenziale di intrattenimento domestico. Mi auguro che riescano a conquistarsi un po’ più di spazio.

Tutti i produttori di TV poi esponevano display 8K. Molti lettori si chiedono e ci chiedono se veramente ci fosse un reale bisogno di questo ulteriore aumento di risoluzione dei televisori quando da un lato per il momento la possibilità di fruire di contenuti in 8K nativo è (era?) praticamente inesistente e dall’altro la ridotta distanza di visione ottimale sembrerebbe inadatta alle esigenze pratiche. Esaminiamo la questione sotto due punti vista. Da quello dei costruttori, per i quali poter esporre prodotti tecnologicamente avanzati è una necessità. Essere il “primo a…” non fa che elevare l’immagine del marchio agli occhi del pubblico. E ora non essere tra quelli che sono in grado di fare i display 8K ha esattamente l’effetto contrario, quello di far apparire il brand come di secondo piano. Che poi i costruttori ci guadagnino anche in termini economici e non solo di immagine, beh, questo è un altro discorso. Sono pochi i marchi che con l’8K possono realizzare concretamente delle entrate, potendosi rivolgere a quell’utenza che ha un potere di acquisto adeguato e superiore alla media, proponendo loro un bene che di fatto è di lusso. Allo stesso modo per cui Apple può vendere cellulari ad un prezzo che se altri marchi solo ci pensassero sarebbero bersagliati di uova marce, indipendentemente dalla qualità del prodotto. Ma resta il fatto che nessun costruttore può chiamarsi fuori. Dal punto di vista degli utilizzatori: il fatto che la qualità reale dell’8K sia superiore al 4K non è in discussione. Resta semmai aperta la questione su come trarne beneficio. La distanza di visione non è un vero impedimento, almeno se parliamo di diagonali che non siano 55”. Concordo pienamente con chi sostiene che il punto di visione debba essere comunque vicino per poter apprezzare il maggior dettaglio, ma ci sono studi (di parte, è vero, ma non per questo privi di fondamento) che mostrano come non sia necessario un dimezzamento della distanza rispetto al 4K a parità di diagonale. Per quanto riguarda i contenuti, qualcosa inizia a muoversi. Samsung ha infatti annunciato qualcosa in merito ed eventi come le prossime olimpiadi faranno da traino alla creazione ed allo sviluppo dei canali di distribuzione dei contenuti nativi in 8K. C’è da attendere un po’ ma forse non tanto quanto i meno ottimisti presumono.

Due parole infine sull’LCD “dual cell”: altri costruttori si sono aggiunti nel presentare prodotti con questa tecnologia, che consiste nel realizzare display con due pannelli “in serie”, con quello retrostante che funziona come modulatore della retroilluminazione con un local dimming teoricamente pixel to pixel se la risoluzione dei pannelli fosse la medesima. Sono arrivate le prime applicazioni sia per il settore professionale che per quello consumer, per questo è un trend da seguire.

Vediamo quindi qualche “highlight” dai padiglioni della fiera, come sempre in ordine alfabetico.

EPSON

Lo specialista dei proiettori LCD ha presentato a Berlino diverse novità. La prima è l’EH-LS500 (1), una macchina 4K HDR (con vobulazione 4K Enhancement) a tiro corto con sorgente laser, dalla elevata luminosità, ben 4.000 nit, in grado di generare immagini fino a 130”. Sarà disponibile a metà ottobre ad un prezzo di 3.074 euro.

L’altra è rappresentata dai modelli EH-TW7000 ed EH-TW7100 (1.332 e 1.742 euro rispettivamente), anch’essi 4K HDR con vobulazione, che differiscono per il rapporto di contrasto: 40.000:1 il primo, 100.000:1 il secondo. Entrambi i modelli offrono un’alta luminosità di 3.000 lumen. L’EH-TW7100 integra anche due altoparlanti da 10 W.

HISENSE

Dopo aver presentato lo scorso anno un TV dual cell da 65”, qui a IFA Hisense ha presentato la versione 75” 8K. Si tratta dell’HZ75U9E (2), con local dimming a oltre 1.000.000 di zone. Se è vero che le novità qui a Berlino non sono state tantissime, un prodotto come questo è comunque di grandissimo interesse.

Di notevole impatto anche l’85” HZ85U9E (3), con local dimming a 1.694 zone ed un piccolo secondo schermo che fornisce informazioni ausiliarie ed interattive.

Il marchio asiatico ha presentato anche nuovi proiettori laser TriChroma a tiro corto, con schermi da 75 e 100” che incorporano la sezione audio implementata tramite exciter.

JVC

LX-NZ3 (4): è questo il nome del nuovo proiettore JVC entry level la cui introduzione sul mercato è prevista per fine novembre. Si tratta di un apparecchio compatibile 4K HDR con sorgente luminosa laser “Blu-Escent” che permette una luminosità di 3.000 lumen unitamente ad una lunghissima durata (20.000 ore). Altra caratteristica saliente della macchina è la tecnologia Auto Tone Mapping, che adatta automaticamente la resa al variare del contenuto luminoso delle immagini per garantire leggibilità dei dettagli alle basse luci nelle scene scure ed evitare “bruciature” alle alte nelle scene molto luminose.

La fiera è stata anche l’occasione per l’annuncio di un firmware upgrade per i modelli DLA-NX9/N7/N5, che introduce fra l’altro la nuova funzionalità dal nome autoesplicativo “Frame Adapt HDR”.

LG

Se la commercializzazione entro l’anno del primo OLED 8K al mondo, l’88Z9 (prezzo 29.999 euro) che con i suoi 88” è anche il più grande OLED di LG, così come l’arrivo sul mercato del 75” 8K LCD NanoCell 75SM99 (5) (prezzo 4.999 euro) non sono certo annunci da poco, dall’IFA è arrivata anche la notizia che anche i proiettori 4K del costruttore coreano arriveranno (finalmente aggiungo io) in Italia.


Si tratta di un proiettore laser a tiro corto (HU85L) e di un più compatto modello con lampada LED (HU70L). Entrambi sono DLP; il primo si basa sulla tecnologia “laser wheel-less” con sorgenti RGB distinte che gli consente una copertura del 97% dello spazio colore DCI-P3 ed una luminosità di 2.700 lumen, che permettono la visione anche in presenza di una discreta illuminazione ambientale. Da una distanza di 5,6 centimetri dalla parete riesce a proiettare una immagine di 90 pollici, che diventano 120 da 18 cm. Il secondo, con un gamut pari al 92% dello spazio DCI-P3 ed una luminosità di 1.500 lumen, impiega 4 LED per i colori rosso, verde e blu più un quarto che incrementa la luminosità. Entrambi i proiettori hanno il sistema operativo WebOS, che ne arricchisce l’operatività potendo ad esempio accedere direttamente ai servizi di streaming.

Tra le altre cose interessanti in mostra allo stand, oltre all’incredibile OLED arrotolabile già visto a Las Vegas, vi segnalo questo studio di design con il TV e la comparazione del parametro di Contrast Modulation (6 e 7) (che è indice della effettiva distinguibilità tra pixel adiacenti) che negli LCD 8K della casa arriva al 90% mentre la “concorrenza” si ferma a valori decisamente più bassi. Il microscopio non mente ma ad occhio le differenze non sono altrettanto evidenti…

PANASONIC

Presentato per la prima volta al Salone del Mobile di Milano, Panasonic ha esibito qui a Berlino il suo Transparent OLED (8). La cornice/supporto in legno del TV nasconde l’elettronica.

Come accennato in apertura, si è ampliato il numero di costruttori che hanno annunciato display dual cell; Panasonic ha infatti annunciato il Megacon (9), prototipo in risoluzione 4K interamente sviluppato internamente; i dati di targa indicano una luminosità di 1.000 nit, copertura pari al 99% dello spazio DCI-P3 e rapporto di contrasto di 1.000.000:1. L’apparecchio sarà destinato al settore professionale.

Ci interessa invece molto da vicino l’annuncio che il costruttore nipponico, membro dell’associazione UHD Alliance di cui fanno parte i principali costruttori di televisori e che fu promotrice anni orsono delle specifiche UHD Premium, adotterà sui propri TV la modalità “Filmmaker” che l’associazione ha recentemente presentato. Tutti i televisori dispongono di sofisticati algoritmi di elaborazione delle immagini, che a fronte di alcuni benefici possono però profondamente snaturare il contenuto. Al fine di rendere la visione il più possibile aderente all’originale, la modalità “Filmmaker” disabilita tutte le elaborazioni come il motion compensation (che rende le immagini innaturalmente fluide), la riduzione del rumore, l’aumento della nitidezza, le modifiche del rapporto di aspetto, della colorimetria e del frame rate.

PHILIPS

Alcune delle novità presenti allo stand della Philips, che quest’anno si presentava con un look aggiornato rispetto a quello delle ultime edizioni, erano per noi delle “vecchie conoscenze” come i due modelli che si sono aggiudicati il premio EISA: il 55OLED804 come “Best Buy OLED TV” ed il 65OLED984, con la soundbar B&W, quale miglior “Home Theatre TV”. Altra novità significativa sono i due modelli OLED+934 (10), da 55 e 65”, anch’essi con audio firmato Bowers &Wilkins, che incorpora anche altoparlanti Dolby Atmos upfiring. I modelli, compatibili Dolby Vision e HDR10+ hanno l’Ambilight su tre lati.

TCL

Da TCL arriva l’interessante annuncio di diversi line-up di televisori con retroilluminazione a miniLED. La minor dimensione dei diodi luminosi consente di utilizzarne un numero elevato potendo così incrementare anche il numero di zone del local dimming. Nel caso del modello della serie X10 4K da 65”, che verrà commercializzato in Italia entro fine anno a 2.500 euro, queste sono ben 768. Nella stessa serie ci sono poi due modelli da 75”, un 8K con local dimming a 900 zone ed un 4K.

Il top del lineup 8K con retroilluminazione tradizionale è un 85” (11-12) che incorpora un piccolo display ausiliario nella base ed una videocamera retrattile.

Un altro prodotto molto particolare è la Soundbar Ray-Danz Dolby Atmos (13), che sfrutta altoparlanti laterali per ampliare la larghezza del fronte sonoro.

SAMSUNG

Il range dei TV 8K si espande con l’introduzione del taglio da 55”, che personalmente ritengo troppo piccolo, ma forse il colosso coreano ne sa un po’ più di me… Ben più interessante è invece l’annuncio dell’accordo con tre importanti fornitori di servizi di streaming, Chili, The Explorers e Megogo, per la distribuzione di contenuti 8K nello standard HDR10+.

SHARP

Sharp ha annunciato quattro nuove serie di TV 4K con S.O. Android e audio Harman-Kardon. La serie BL sarà disponibile a partire dalla fine dell’anno ad un prezzo consigliato tra i 399,00 euro (40”) e i 749,00 euro (65”). La serie BN arriverà invece nel primo trimestre 2020 con tagli fino a 65’’. Il lineup verrà completato nel corso del 2020. Allo stand non mancava di colpire l’attenzione il display 8K da 120” (14): non una novità ma sempre molto impressionante.

di Mario Mollo

Author: Redazione

Share This Post On

Submit a Comment