Sony KD65AF8BAEP

Chi non appartiene alla ristretta schiera dei cosiddetti early adopters ma al contrario preferisce fare scelte conservative, troverà nel KD65A8 un porto sicuro

Il tema dell’obsolescenza dei prodotti elettronici in generale e dei televisori in particolare non diventerà mai… obsoleto. Il momento giusto per acquistare un nuovo TV sembra non arrivare mai: c’è sempre qualche novità all’orizzonte che fa dire ad una vocina nella nostra testa “forse è meglio aspettare”. Anche senza l’arrivo dell’8K, il dilemma rimane. Il TV in prova è la scelta ideale per scacciare ogni frenesia ed amletico dubbio: non è una novità assoluta e per questo sarà possibile acquistarlo con una quotazione che non è quella dell’entrata in listino, ma offre un livello di prestazioni che lo manterrà tecnologicamente attuale piuttosto a lungo.

L’AF8 si sviluppa sulla base tecnologica del modello di punta dell’anno precedente, ma si colloca su una fascia di prezzo più bassa pur bissandone le prestazioni. Il look dell’apparecchio è tradizionale, almeno rispetto ai canoni estetici più spinti con i quali cui il costruttore ci ha stupito, ma è comunque caratterizzato da un design sopraffino e soprattutto senza tempo. Il frontale ha una cornice molto sottile ed il piedistallo è quasi a filo del pannello stesso; non lo solleva ma introduce una leggera inclinazione all’indietro. Le connessioni sono disposte per non ostacolare l’installazione a parete.

Dei quattro ingressi HDMI solo due supportano i segnali a 4K fino a 60 Hz, gli altri si fermano a 30 Hz; questa situazione potrebbe creare qualche difficoltà agli utenti che hanno, oltre al lettore BR UHD, anche un set top box 4K ed una consolle per i videogiochi. Sul retro del televisore si affacciano anche le feritoie che consentono l’emissione ai due trasduttori per le basse frequenze. La restante porzione dello spettro è a affidata all’intero pannello, tramite la tecnologia degli exciters, che in casa Sony è denominata Acoustic Surface che, come vedremo in seguito, non porta benefici solo all’estetica.

L’apparecchio dispone di 4 ingressi HDMI e di un ingresso AV, il cui cavo adattatore non è in dotazione; tre le porte USB. Al doppio tuner DVBT si affianca un sintonizzatore satellitare.

L’apparecchio è arrivato in redazione con Android 7. Anche se la casa ha, al momento in cui scriviamo, temporaneamente sospeso l’aggiornamento automatico alla versione 8 disponibile da fine gennaio per questo ed altri modelli (a causa di alcune incompatibilità riscontrate con alcune soundbar e ricevitori A/V), è sempre possibile passare all’ultima versione del SO aggiornando manualmente il TV tramite USB previo download del firmware dal sito del costruttore. Abbiamo così deciso di passare ad Oreo per valutare la velocità di risposta del sistema, che però non è ai massimi livelli (ma non lo era nemmeno prima dell’aggiornamento). Comunque quello che conta è che le app importanti ci siano praticamente tutte, e che l’interfaccia della schermata home offra le più recenti funzionalità. Dal punto di vista delle regolazioni l’apparecchio è dotato di una buona versatilità.

In attesa che la casa risolva i piccoli problemi che hanno suggerito di sospendere gli aggiornamenti automatici, abbiamo installato manualmente la versione Oreo del SO Android.

Il menu appare abbastanza chiaro anche perché strutturato sull’annidamento delle voci, che semplifica le cose agli utenti meno esperti ma che potrebbe complicarle ai cosiddetti smanettoni. Comunque la fase di taratura non si effettua quotidianamente e l’eventuale disagio alla fine non è insuperabile. Last but not least, l’apparecchio offre pieno supporto ai formati HDR Dolby Vision e Hybrid Log Gamma.

Il telecomando, che integra il microfono per i comandi vocali, stona leggermente con la classe del televisore, soprattutto per la mancanza della retroilluminazione, necessaria almeno finché non si memorizza la disposizione dei comandi.

Con tre semplici tasti, che consentono la regolazione del volume, il cambio di canale o la selezione della sorgente è possibile far fronte ad una temporanea assenza del telecomando qualora non si desideri installare la app di controllo sullo smartphone.

La visione

Seguendo la scaletta che da sempre scandisce le prove dei televisori, iniziamo con la resa della sezione tuner che ha dato prova di saper trattare il segnale con gran rispetto. Se la qualità alla fonte è buona, questa non viene sminuita: il dettaglio è focalizzato e restituito col giusto rilievo e buona coerenza, senza risentire della presenza di movimento. Forse non sono le immagini con il maggior senso di risoluzione che si possano ottenere, ma il livello qualitativo si colloca comunque in fascia medio alta. Quando invece la fonte è meno pura, l’apparecchio non si dà eccessiva pena per recuperarne l’essenza, e lo propone alla visione senza abbellimenti: risoluzione poco fine e anche qualche incertezza nella resa del movimento. Anche segnali in HD, se non di qualità, vengono presentati per quello che sono.

Estremamente soddisfacente il lavoro dell’elettronica quando la sorgente è il software preregistrato in definizione standard, il mio modo per dire con ricercatezza quello che banalmente è il classico “DVD”. Anche in questo caso, pur  non arrivando all’assoluta perfezione, l’apparecchio fissa l’asticella della qualità ad un’altezza che non è alla portata di una discreta percentuale della concorrenza. Di ottimo livello il senso del dettaglio e del rilievo, che non si traducono però in immagini globalmente “affilate”, ma che restano giustamente… gli aggettivi che mi vengono in mente sono “pastose”, “omogenee” e “morbide”, ma vanno presi nella loro accezione più blanda, perché la resa non è moscia. Di pari qualità è la gestione del movimento, con perdite di focalizzazione dei dettagli ridotte ai minimi termini. Anche se il motion compensation è una funzione che non amo (un noto opinionista direbbe “aborro!!!”), l’implementazione di Sony offre prestazioni molto convincenti e soprattutto ben personalizzabili, con pochi artefatti e soprattutto senza un marcato e fastidioso effetto “telenovela”. In questo quadro complessivamente molto positivo avrei gradito un miglior controllo sulla grana, che a tratti si avverte un po’ più presente del dovuto, almeno in condizioni di quasi default, ovvero con minimi aggiustamenti rispetto alle impostazioni di fabbrica. Spesso, conoscendo più a fondo l’apparecchio come solo può fare chi lo possiede, si riesce a far collimare più finemente la resa con quelle che sono le proprie personali preferenze, provando diverse combinazioni tra i diversi settaggi a disposizione.

Senza storia la resa con software HD e UHD. La resa dell’HDR è, almeno per me che preferisco effettuare la visione con ridotta luminosità ambientale, più che soddisfacente. E soprattutto sono di ottimo livello la risposta alle basse luci, con i particolari ben leggibili e non affogati, ed il controllo sul banding. Assicurare che sia assente del tutto non posso, ma che non ne ho trovato in tutte le clip che ho visionato questo si, lo posso dire.

L’ultima nota, sempre positiva, riguarda la sezione audio, che offre una resa sconosciuta alla totalità degli apparecchi di pari spessore (inteso proprio come terza dimensione, non come levatura tecnica) ma soprattutto con un frontale così pulito, senza altoparlanti in vista. I due trasduttori per le basse frequenze collocati sul retro fanno un buon lavoro e, pur non eguagliando le prestazioni di una soundbar con sub esterno (cosa che non sarebbe lecito pretendere), l’audio dell’AF8 è dotato di buona estensione e capacità dinamica. Gli effetti degli action movies più movimentati non saranno roboanti, ma hanno comunque una gradevole presenza; buona la resa stereofonica. Ma è la gamma medio alta che ha una naturalezza, specie sulla voce, che solo la presenza di altoparlanti frontali può offrire, solo che la tecnologia Acoustic Surface li rende invisibili.

Conclusioni

Il KD65AF8 è un prodotto completo e di elevata qualità che, essendo presente nel listino della Sony già da tempo, può essere ora acquistato ad uno street price che ne esalta ulteriormente il rapporto qualità prezzo già elevato in origine.

di Mario Mollo

 


LE MISURE

Impostazioni per l’esecuzione dei test

Modalità SDR: Cinema Casa

Modalità HDR: Cinema Casa

Picco del bianco: 171 nit (SDR), 700 (HDR)

Livello del nero: non misurabile

Rapporto picco del bianco/livello del nero: non misurabile

La luminosità che il pannello fornisce è quella tipica dei prodotti della generazione dell’apparecchio, diciamo la penultima. Il livello del nero non è praticamente rilevabile.

VOTO 9 (peso 1)

Uniformità illuminazione (bianco con intensità al 40%)

Nella zona di sinistra la luminosità tende ad essere leggermente più basso rispetto al resto del pannello; non ci sorprenderemmo se si trattasse di un LCD, ma il fatto è insolito per un OLED.

VOTO 7 (peso 3)

 

Equilibrio cromatico e temperatura di colore in funzione del livello di illuminazione (bianco con intensità tra il 10% ed il 100%)

La taratura di fabbrica evidenzia una leggera esaltazione della componente blu, ma l’equilibrio delle componenti non risente significativamente delle variazioni del livello.

VOTO 8,5 (peso 3)

 

Linearità in funzione del livello di illuminazione (bianco con intensità tra il 5% ed il 100%)

Il gamma, normalizzato al valore rilevato al 50%, ha un andamento che, ai livelli superiori al 50%, si discosta leggermente dal riferimento; la cosa è voluta, e percettivamente la modalità utilizzata (Cinema Casa) mi è risultata preferibile alla Cinema Pro che sembra formalmente più lineare. In HDR l’apparecchio inizia a clippare attorno al 75%.

VOTO 7,5 (peso 3)

 

Tavola CIE 1931 coordinate cromatiche del bianco e dei colori primari

Tanto in SDR quanto in HDR il gamut è prossimo al riferimento, con una resa leggermente migliore in HDR.

VOTO 9 (peso 2)

Commento finale alle misure

L’apparecchio esibisce una buona regolarità di funzionamento; un po’ anomala la non perfetta uniformità.

VOTO FINALE: 8

di Mario Mollo


Ci è piaciuto:

  • La resa video è di elevato livello, come anche quella audio con tecnologia Acoustic Surface.

Non ci è piaciuto:

  • Il telecomando è un po’ povero, soprattutto per l’assenza di un minimo di retroilluminazione.

 

Distributore per l’Italia:  Sony Europe Limited – Sede Secondaria Italiana, Via Rizzoli 4, 20132 Milano. www.sony.it

Prezzo: Euro 3.499,00

Caratteristiche dichiarate dal costruttore

  • Dimensioni (LxAxP): 1447 x 841 x 255 mm (con base); 1447 x 836 x 55 mm (senza base)
  • Peso: 28 kg (con base); 24,4 kg (senza base)

 

Author: Redazione

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