Philips 55OLED805/12

Il nuovo arrivato nella gamma “entry level” 2020 dei TV OLED Philips è il 55” della serie 805, disponibile presumibilmente da luglio anche con la diagonale da 65”, che se esteticamente non mostra molte differenze rispetto al modello 804 del 2019, sotto coperta (ma non solo) possiede diverse migliorie che ne incrementano la versatilità e le prestazioni.

Se si può identificare una certezza, indubbiamente si tratta del design minimalista che i progettisti hanno ripreso dalla serie precedente, dedicandosi in misura maggiore al miglioramento delle prestazioni audio/video e aggiungere funzionalità al TV di quest’anno. Il pannello OLED WRGB Ultra HD da 55”, come di consueto prodotto da LG, ha una cornice metallica ridottissima, con finitura colore canna di fucile, e come sistema di appoggio una coppia di supporti smussati con cromatura scura; per rendere più semplice l’installazione di un’eventuale soundbar sotto il TV, saranno forniti degli adattatori che permettono di distanziarlo dal ripiano. L’apparecchio supporta HDR10, HLG e i due standard video con metadati dinamici, HDR10+ e il concorrente Dolby Vision, mentre con un futuro aggiornamento arriverà anche il “Filmmaker Mode” per i programmi in streaming; per quanto riguarda l’audio, sono decodificati i segnali in AC-4, Dolby Atmos, Dolby Digital Plus e DTS-HD.

I filmati codificati HDR10+ sono riproducibili pure da supporti USB.

La struttura che contiene la componentistica e l’elettronica è rimasta sostanzialmente la stessa, pur guadagnando un centimetro in più di profondità: sia per dimensioni coincidenti con i due terzi dell’altezza del pannello, sia per forma, con alcune modifiche agli spazi che accolgono gli altoparlanti downfiring. Il midrange e il tweeter sono più grandi, il primo ha una forma meno allungata e più larga, che dovrebbe influire positivamente sulla regolarità della risposta in frequenza sulle voci, mentre il secondo, a cupola, completamente nuovo, con una diversa griglia plastica di protezione ha una migliore dispersione e maggiore chiarezza. Anche i woofer sono stati completamente ridisegnati e hanno ora dei radiatori passivi che, riducendo le vibrazioni, estendono ulteriormente la gamma bassa.

Il nuovo subwoofer incastonato al centro del pannello posteriore.

Su tre lati della struttura, sempre nella parte posteriore dell’apparecchio, sono presenti i LED Ambilight, caratteristica unica dei prodotti a marchio Philips, che illuminano la parete seguendo le immagini visualizzate a schermo. Le novità ci sono anche qui con delle chicche: la funzionalità “Sunrise” consente di programmare una sveglia per l’accensione automatica del TV che mostra un’animazione dell’alba, arricchita da Ambilight e musica soft, con informazioni meteo al termine dell’animazione, la “Ambisleep”, che utilizza i LED e suoni della natura per creare un ambiente favorevole a prendere sonno, e la “Ambilight Air”, disponibile con un aggiornamento software dal mese di agosto, che interagisce con i nuovi diffusori di Philips provvisti della tecnologia. Nel menu del TV sono comprese le opzioni per interfacciarsi col sistema di illuminazione wireless Philips Hue.

Una delle novità del sistema è la possibilità di comandare l’illuminazione Philips Hue.

Sul lato sinistro del TV, visto di fronte, c’è un primo gruppo di interfacce con l’esterno disposto in verticale: troviamo lo slot per la CAM CI+ 1.4, la porta USB 2.0 5 V/500 mA e la 3.0 con alimentazione 5 V/900 mA in grado di supportare il collegamento di una memoria di massa classica (hard disk) oppure a stato solido (SSD), la presa jack da 3,5 mm per le cuffie e tre porte HDMI.

Le tre porte laterali HDMI sono in versione 2.0 e compatibili HDCP 2.3/ARC.
Lo slot Common Interface CI+ 1.4 per la visione del bouquet TivùSat.
La presa jack da 3,5 mm per il collegamento della cuffia, possibile anche in wireless grazie al Bluetooth.
Due le porte USB; quella in formato 3.0 permette il collegamento di dispositivi che assorbono più corrente.

Nella parte bassa del retro si trovano altri ingressi, tra i quali non è più previsto l’analogico component più audio: c’è la porta di rete Ethernet, l’ingresso per il segnale della parabola (DVB-S/S2), l’ingresso per l’antenna TV (DVB-T/T2), l’uscita Toslink per l’audio digitale assieme alla quarta porta HDMI. Le porte HDMI sono tutte compatibili HDCP 2.3, ma ancora in standard 2.0, seppur con la modalità a bassa latenza che caratterizza la nuova versione. Evidentemente Philips non ritiene che i tempi siano ancora maturi per investire sulla 2.1, che effettivamente arriverà con le nuove console di gioco Microsoft (Xbox Series X) e Sony (PlayStation 5).

L’ingresso per il segnale satellitare DVB-S/S2 è accanto a quello per il digitale terrestre DVB-T/T2.
Sul retro, la quarta porta HDMI 2.0, compatibile HDCP 2.3 e ARC; l’uscita audio digitale è in formato Toslink.

La connettività si completa con l’interfaccia Wi-Fi a/b/g/n/ac dual band e il Bluetooth 4.2, che consente l’utilizzo di cuffie e tastiere senza fili. È possibile l’installazione a parete grazie all’attacco VESA 300×300. Il SoC scelto per il controllo dell’operatività del TV è un MediaTek MT5887, quad core A53 a 1,5 GHz, GPU Mali-G51, 2,5 GB di RAM e 16 GB di memoria flash. L’elaborazione video, il pezzo forte della tecnologia di Philips, è affidata al processore P5 di quarta generazione denominato “AI Perfect Picture”, che durante l’analisi di ogni oggetto presente nelle immagini sfrutta la classificazione dei contenuti video provenienti da un’immensa banca dati, processata via “Deep Learning” da una rete neurale. Le elaborazioni tramite intelligenza artificiale sono attivabili dalle impostazioni nel menu “Stile immagine” sia con le sorgenti in SDR, sia in HDR; inoltre, per ciascuno dei cinque parametri d’immagine gestiti dal P5, l’utente stesso può regolare il livello di intervento tra minimo, medio e massimo.

Nel menu delle impostazioni immagine avanzate si trovano le regolazioni dei singoli parametri gestiti dal processore P5 “AI Perfect Picture”.

Philips ha scelto il sistema operativo Android TV 9 per la gestione della sezione Smart TV: questo permette l’accesso a un’infinità di applicazioni che possono estendere le funzionalità dell’apparecchio, tra queste le varie piattaforme di streaming, come Netflix, Rakuten TV, Prime Video, Disney+, Chili e Google Film che si trovano preinstallate.

Il menu accessibile con il tasto Home del telecomando è quello comune agli apparecchi Android TV.

Tra le sorgenti è incluso Google Play Film.

Le prime due sono pure accessibili direttamente grazie a tasti dedicati sul nuovo – finalmente! – telecomando: la minitastiera non c’è più, ma è arrivata la retroilluminazione; inoltre, è fornito di microfono per il controllo vocale mediante Assistente Google, mentre nella parte inferiore c’è perfino una rifinitura di pelle nera.

Finalmente gli ingegneri di Philips hanno deciso di progettare un nuovo telecomando, che è retroilluminato e provvisto di microfono, deve essere accoppiato col TV durante il setup iniziale. È dotato dei tasti per l’accesso diretto a Netflix, Rakuten TV e le applicazioni consigliate dalla Casa; c’è il tasto per la gestione dell’Ambilight.

 

Il risultato di un’interazione vocale con l’assistente Google tramite il microfono presente nel telecomando.

Se si preferisce, è disponibile l’app Philips Remote per dispositivi Android e iOS. Il TV può essere integrato e controllato attraverso i dispositivi compatibili Alexa, l’assistente proposto da Amazon, e delle specifiche funzionalità (“skill”). La compatibilità con DLNA e Play-Fi di DTS per lo streaming musicale via Wi-Fi completa la dotazione dell’apparecchio.

Come al solito, si rischia di perdersi tra le infinite opzioni dei menu di impostazione, che sono in ogni caso ben suddivise.

La prova

L’installazione va fatta in due per non rischiare danneggiamenti del pannello, che è un elemento da trattare con delicatezza; facile il montaggio dei due supporti. Durante l’installazione iniziale è richiesta l’associazione al telecomando e il collegamento in rete locale, prima di eseguire la ricerca dei canali del digitale terrestre, che procede velocemente. I canali TV si vedono abbastanza bene, naturalmente quelli in HD hanno una maggiore qualità rispetto a quelli in SD nonostante le funzionalità di upscaling. Se il segnale non c’è, in tema di SD, il processore P5 si industria per inventarlo e la qualità è assolutamente sufficiente, non rilevo judder o particolari artefatti. Lo zapping è abbastanza veloce, la guida dei programmi TV completa.

Tralascio il test con i video streaming, a causa dell’abbattimento della banda impostato dai fornitori di servizi dopo l’avvento della pandemia da coronavirus, per evitare congestioni della rete Internet nel nostro Paese, pertanto mi dedico alle prove con gli usuali supporti HDR e SDR, oltre a diversi spezzoni di filmati su memorie USB. Inizio col player Oppo 4K e il disco “Jurassic World – Il regno distrutto”: la resa cromatica è molto vivace, le immagini hanno una grande profondità; scegliendo tra le due opzioni d’immagine proprie del Dolby Vision, con la modalità “chiaro” che è concepita per ambienti illuminati, si scorge qualche dettaglio in più alle basse luci che con la modalità “scuro” resta leggermente “affogato” nell’insieme.

La versione rimasterizzata in HDR e Dolby Vision di “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick offre immagini abbastanza nitide, la granulosità sugli sfondi è limitata grazie all’elaborazione del P5 e la resa cromatica è discreta. Per verificare il comportamento con HDR10+ utilizzo “Godzilla II – King of the Monsters” (il disco contiene anche la versione Dolby Vision): molto buona la resa cromatica, le immagini sono ben bilanciate e luminose; per restare sulla stessa codifica, visiono anche “Bohemian Rhapsody”, notando il notevole dettaglio e la generale intensità della riproduzione, oltre alla grande luminosità delle scene diurne.

Con contenuti HDR “normali”, come la serie di documentari BBC “Planet Earth II”, la resa cromatica è piuttosto accesa, le immagini ben contrastate e luminose: le raccapriccianti scene degli inseguimenti delle iguane appena nate da parte dei serpenti hanno un realismo impressionante, sembra quasi di essere sulla spiaggia delle Galapagos. Il solito “Sopravvissuto – The Martian” si fa apprezzare per la luminosità nei passaggi in cui i riflessi diventano abbaglianti, ad esempio sui pannelli solari e sul casco della tuta spaziale. Per valutare i toni della pelle visiono la scena del matrimonio di Mosè in “Exodus – Dei e Re”: mi pare corretta, forse manca un leggero spunto per dare maggiore realismo all’insieme. Rispetto alla limitazione del rosso in HDR rilevata con le misure, che posso imputare a un’errata taratura in fabbrica, ho notato che ha effetto principalmente proprio sull’incarnato, che risulta poco dinamico. La visione di contenuti SDR come “Samsara” o “Interstellar” rivela colori vivaci, ottima luminosità e buon livello di dettaglio. Un passaggio con la versione DVD di “Blade Runner” mi fa apprezzare il buon comportamento dello scaler, nulla di eclatante ma immagini godibili.

Un aggiornamento nell’accesso alle risorse digitali: oltre a USB e DLNA, il sistema permette di leggere contenuti presenti su Dropbox, il servizio di storage su cloud.

L’accesso a supporti digitali ora comprende anche l’account Dropbox.

Le prestazioni dell’audio sono soddisfacenti, la potenza di uscita riempie un ambiente di media grandezza con tranquillità; buona la resa del parlato e della musica, discreta l’estensione in gamma bassa.

Il nuovo telecomando mi è piaciuto, nonostante la retroilluminazione duri troppo poco per i miei gusti. Alla data della prova, svolta poco prima della metà di giugno, l’app Philips Remote per Android purtroppo non era funzionante, al contrario di quella per iOS, che si comportava correttamente; sono certo che la Casa rilascerà a breve un aggiornamento risolutivo per utilizzare anche gli smartphone e i tablet Android come telecomando aggiuntivo.

L’app Philips Remote per Android non funziona, purtroppo. Non riesce l’associazione con il TV, neanche digitandone l’indirizzo di rete.

 

Invece, sotto iOS il sostituto del telecomando funziona perfettamente.

Il pannello principale dell’applicazione per iOS.

Conclusioni

Le novità apportate al progetto sono tutte molto interessanti, l’impatto dell’intelligenza artificiale sul processore P5 porta a un livello superiore la riscalatura di segnali SDR, che ora hanno maggiore dettaglio e risolutezza. Il prezzo di listino è importante, non proprio da “entry level”, ma si è certi di portarsi a casa un prodotto versatile e di ottima qualità che darà grandi soddisfazioni nel corso del tempo. Spero che l’impasse sull’app Android per il controllo remoto sia risolta al più presto.

di Marco Meta


Le misure


Ci è piaciuto

• Nuovo processore P5 con AI
• Resa audio
• Telecomando

Non ci è piaciuto

• App Android non funzionante


Philips 55OLED805/12

Televisore  OLED 4K HDR Android

Distributore per l’Italia: Philips S.p.A., Via L. Mascheroni 5, 20123 Milano. Tel. 02 45287014 – www.philips.it
Prezzo: euro 1.799,00

Caratteristiche dichiarate dal costruttore
  • Schermo: OLED 4K Ultra HD (3.840×2.160 pixel)
  • Diagonale: 55” (139 cm)
  • Audio: 50 W (2.1)
  • Firmware: Android 9.0 (Pie)
  • Connessioni: 4 ingressi HDMI 2.0, 1 uscita audio digitale Toslink, uscita cuffia, slot Common Interface CI+ 1.4, 1 porta USB 2.0 tipo A, 1 porta USB 3.0 tipo A, porta Ethernet, Wi-Fi 802.11ac Dual Band, Bluetooth 4.2
  • Dimensioni: 1.228x706x58 mm (senza base), 1.228x722x230 mm (con base)
  • Peso: 21,4 kg (senza base), 21,8 kg (con base)

Author: Redazione

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