Non di solo pannello vive il TV…
Se a determinare la resa di un televisore fosse solo il pannello utilizzato, allora avremmo TV praticamente tutti uguali o quasi. Ma il risultato finale dipende anche da quello che il costruttore ci mette intorno, o meglio dietro, al pannello stesso, e Panasonic è tra i produttori quello che riesce a fare la maggiore differenza.

Noi appassionati di cinema in casa ricorderemo quest’anno (invero già tristemente memorabile soprattutto per le sciagurate ragioni belliche e per le pesanti conseguenze che tutti ne stanno pagando) anche per la fine del monopolio OLED di LG, non più unico produttore di pannelli basato su questa tecnologia da quando Samsung ha presentato i suoi nuovi QD-OLED, tornando ad affiancare modelli con tecnologia autoemissiva a quelli LCD. Ma se in questi ultimi anni tutti i costruttori di TV OLED si sono potuti rivolgere solo ad LG per la fornitura del pannello, non ci siamo mai imbattuti in due televisori identici nella resa.
Questo perché il risultato finale è un lavoro di squadra e determinante, in termini di qualità video, risulta essere l’apporto fornito dall’elettronica in generale e dal processore video in particolare. Per non parlare delle differenze riscontrabili nella resa audio e nell’esperienza d’uso legata alle funzionalità del sistema operativo. Ormai da qualche anno constatiamo che i modelli della linea top della Panasonic si collocano al vertice delle classifiche di qualità espresse da tutti gli esperti del settore, noi compresi. La linea in cima al catalogo 2022, la LZ2000, non ha disatteso le aspettative e si presenta di nuovo come una delle migliori alternative disponibili per chi dal proprio televisore pretende una resa ad “alta fedeltà”. Per di più ai classici tagli da 55 e 65” che formavano la serie top negli anni scorsi, quest’anno si è aggiunto anche (finalmente!) un cinematografico 77”.
L’estetica dei tre modelli è rimasta praticamente quella delle serie precedenti, caratterizzata dalla soundbar integrata nella parte inferiore dello schermo e con la base che permette la rotazione del TV come nei modelli 2021; ma come sempre ciò che fa di questi apparecchi quanto di meglio si possa attualmente pretendere si trova all’interno ed inizia dalla customizzazione del pannello. Si parte ovviamente da una base che già rappresenta il massimo, ovvero l’ultima e più evoluta versione dei pannelli OLED LG, gli “EX” introdotti quest’anno. Di essi, di per sé più luminosi di circa il 30% rispetto alla generazione precedente grazie anche all’utilizzo di deuterio al posto dell’idrogeno all’interno della struttura costitutiva, la Panasonic ha migliorato ulteriormente le prestazioni con un sistema di dissipazione del calore più efficiente che permette di “strappare” ancora qualche nit in più.
Anche la sezione audio, che come dicevamo è uno degli elementi visivamente più caratterizzanti del design della nuova linea, è stata potenziata. Il sistema di bordo comprende, oltre ad un woofer con doppio radiatore passivo, anche altoparlanti laterali e superiori (Atmos upfiring); una delle funzionalità disponibili già a partire dai modelli 2021 è l’audio surround virtualizzato (funzionalità “360° Soundscape Pro”). La novità 2022 consiste nel passaggio, all’interno della soundbar frontale, da un sistema a 3 canali ad un array di altoparlanti (Front Line Array) che ha consentito di implementare una nuova funzionalità denominata “focus audio” che permette di selezionare varie modalità di campo sonoro riprodotto, tra cui una in cui è possibile ottimizzare un punto specifico in un range di angoli e distanze compreso tra ±60° e 1-6 metri.

L’apparecchio offre anche una funzionalità di autocalibrazione dell’audio (Space Tune) che utilizza il microfono incorporato nel telecomando e che serve per ottimizzare il surround virtuale. L’altro elemento determinante per l’ottenimento delle ottime prestazioni video dei TV LZ2000 è, oltre l’eccellente pannello LG customizzato, il processore HCX Pro Ai, dove HCX sta per Hollywood Cinema eXperience; da anni Panasonic vanta infatti una stretta collaborazione coi coloristi di Hollywood per la messa a punto della resa video dei suoi TV. E la casa fra l’altro inserì nei suoi apparecchi fin dalla sua introduzione (proposta dalla UHD Alliance di cui il costruttore è membro) il Filmmaker Mode, la modalità video concepita per restituire i contenuti nella maniera il più possibile fedele all’originale.
Sia sotto il profilo delle funzionalità disponibili che dei controlli sulla resa, questo apparecchio è molto completo. L’HDR è supportato in tutte le varianti, anche quelle che prevedono la gestione della luce ambiente (HDR10+ adattivo, Dolby Vision IQ), il cui sensore non solo ne misura l’intensità ma anche la temperatura del colore; anche la modalità calibrata per Netflix (Netflix Adaptive Calibrated Mode) ne fa uso. Il menu poi è molto ricco di opzioni di regolazione, tra cui spicca la possibilità di effettuare la calibrazione (colore e gamma) su 14 punti, i cui primi 3 sono alle bassissime luci (0,5-1,3-2,5 IRE). L’apparecchio è anche predisposto per la taratura automatica con il sistema Calman e dispone di un generatore di pattern interno.

Per quanto riguarda l’ultimo aspetto da considerare tra quelli che “fanno la differenza”, ovvero l’esperienza d’uso legata al sistema operativo, ricordiamo che la casa è una delle poche ad avere un software di gestione proprietario e non una versione più o meno personalizzata di Android TV. Il S.O. Panasonic si chiama my Home Screen, qui in versione 7.0, e personalmente è uno di quelli che preferisco: non sarà il più accattivante dal punto di vista grafico (anche se dalle prime versioni il miglioramento è stato abissale), ma ha una chiarezza ed una velocità operativa, specialmente nel raggiungere la funzione voluta, davvero eccellenti. Uno degli svantaggi dei sistemi proprietari risiede nella scelta delle app disponibili, che non potrà mai eguagliare quella offerta da Android.

Nel caso di Panasonic il S.O. offre quasi tutto quello che occorre all’appassionato di cinema in casa ma c’è qualche assenza non trascurabile: all’appello infatti manca ancora Now TV (almeno considerando quelle che personalmente pretenderei di trovare). Se le due barre che possono essere richiamate per accedere alle app ed alle funzioni di gestione sono tutto sommato esteticamente gradevoli, lo stesso non si può dire della struttura del menù, invariata da anni, che è quasi testuale. Se da alcuni questo potrà essere considerato un difetto, personalmente lo trovo un pregio: il menù è uno strumento che più che bello deve essere funzionale e quello dei TV Panasonic sotto il profilo della usabilità è eccellente. Sul fronte gaming, anche Panasonic ha implementato una barra di controllo specifica, che però non si attiva tramite menù ma lanciando una app preinstallata.
La visione
Come sempre la prova di visione ha avuto inizio esaminando la resa coi segnali televisivi. Il preset scelto è, a mio avviso obbligatoriamente, il Filmmaker che anche senza intervenire sulle impostazioni di default garantisce una cromaticità molto naturale, come è facile riscontrare valutando la credibilità degli incarnati. Il dettaglio è buono, e non perde la focalizzazione in presenza di movimento nemmeno sui particolari più minuti; molto gradevole anche il senso di tridimensionalità della resa, mai appiattita (anche se gli orari in cui si è svolto il test non mi hanno consentito di vedere come l’apparecchio se la sarebbe cavata con la sovraesposta Barbara D’Urso ed il suo viso sempre innaturalmente bidimensionale).
Complessivamente si apprezza il piacevole equilibrio tra omogeneità e dettaglio che consente di godersi la visione anche a distanza molto ravvicinata (io mi sono piazzato a meno di un metro e mezzo). Lo step successivo, sempre secondo la mia prassi consolidata, è stato la visione di materiale preregistrato in definizione standard, che conferma in pieno le doti di piacevolezza complessiva della resa dal punto di vista cromatico; per quanto riguarda la resa dei dettagli, dalle condizioni di default si può salire in termini di qualità della resa attivando l’ottimizzazione della risoluzione e aggiungendo un pizzico di nitidezza in più.


Si conferma comunque l’eccellente “cinematograficità” con cui il TX-55LZ2000E coccola l’utilizzatore. La resa con i contenuti HDR è formidabile per la “spinta” garantita dalla luminosità del pannello, elemento che si va ad aggiungere alle qualità già menzionate e che ci fa abbandonare alla visione senza desiderio di toccare nulla, come ho fatto per praticamente la totalità della durata del test, ritenendomi sempre ben soddisfatto.

Ma le possibilità di controllo offerte dal software (di uso intuitivo come la funzione “Miglioramento della visibilità aree scure”) consentono una notevole possibilità di adattamento della resa alle proprie personali preferenze, supportate da un hardware capace di stare facilmente dietro alle richieste dell’utilizzatore, grazie anche all’ottima risposta sulle basse luci. La sezione audio è in grado di restituire livelli consistenti con una buona pulizia della resa; l’ambiente del test, ampio, asimmetrico e col TV lontano dalle pareti, non è proprio il massimo per verificare la resa dell’audio surround virtuale e Atmos, ma comunque abbiamo potuto riscontrare se non proprio una specifica messa a fuoco dei suoni comunque una buona spazialità, che estende l’audio oltre i limiti fisici dell’apparecchio con buona separazione sul piano verticale.

Le misure

Conclusioni
È da qualche anno che i modelli di vertice del catalogo Panasonic si dimostrano tra quelli più performanti in assoluto in termini di qualità video. Del line-up 2022 abbiamo qui in rappresentanza il modello di diagonale più piccola, che conferma appieno le non basse aspettative ingenerate dai modelli precedenti: resa video impeccabile, ulteriore miglioramento della luminosità, audio sostanzioso, ottima dotazione funzionale, stesso sistema operativo che può piacere o meno ma che adempie alla propria funzione in maniera davvero molto efficace. Anche il prezzo si colloca al vertice della categoria, facendo di questo apparecchio la scelta giusta per chi è in grado di apprezzare le differenze, per noi palesi ma che per la cosiddetta “casalinga di Voghera” (della quale invero non ho notizie da molto tempo) potrebbero non essere così evidenti e determinanti.
Mario Mollo
Ci è piaciuto
- La resa video è ok già “out of the box”.
- La dinamica luminosa è considerevole, la gestione delle basse luci ottima.
Non ci è piaciuto
- L’ingombro in profondità è più da LCD che da OLED, ma questo è dovuto alla presenza dei gruppi di altoparlanti laterali e superiori; la casa ha giustamente sacrificato l’estetica alle prestazioni e quello che poteva essere un difetto alla fine torna ad essere un pregio.
- Qualche limite nella dotazione delle app.
Panasonic TX-55LZ2000E
Televisore OLED 4K HDR
Distributore per l’Italia: Panasonic Italia SpA, Viale dell’Innovazione 3, 20126 Milano (MI). Tel. 02 67881 – www.panasonic.it
Prezzo di listino: euro 2.699,99 (IVA inclusa)
CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE
- Schermo: OLED 4K Ultra HD (3.840×2.160 pixel).
- Diagonale: 55” (139 cm). Audio: 7 canali più woofer con doppio passivo, 150 watt complessivi (Front Line Array 70 watt, laterali 2×15 watt, sistema upfiring 2×15 watt, woofer 20 W).
- Sistema Operativo: my Home Screen 7.0.
- Connessioni: 4 ingressi HDMI 2.1 (di cui 1 e-ARC), 1 uscita audio digitale Toslink, 2 slot Common Interface CI+, 3 porte USB (2×2.0, 1×3.0), porta Ethernet, Wi-Fi, Bluetooth, 1 uscita cuffia commutabile a subwoofer.
- Dimensioni (LxAxP): 122,7x 76,4×69 cm (senza base), 122,7×78,6×350 (con base).
- Peso: 19,5 kg (senza base), 24,5 kg (con base)


