LG OLED55GX6LA

La bellezza e il talento, due qualità che un popolare talent show televisivo vuole mettere in contrapposizione, sono qui condensati in un unico apparecchio che non si limita ad una raffinata apparenza ma che è dotato di una spiccata ricchezza funzionale.

L’estetica per noi appassionati di video (o di audio) non è tutto, per noi vengono prima le prestazioni. Sull’altare della qualità della resa saremmo disposti senza problemi ad immolare tutto il nostro buon gusto in fatto di arredamento. Per fortuna i costruttori non trascurano questo aspetto e ci vengono incontro in vari modi; nel settore TV, LG negli ultimi anni ha proposto apparecchi che alle prestazioni tipiche della tecnologia OLED abbinano una estetica che farebbe felice anche il più perfezionista ed esigente degli architetti. Abbiamo visto apparecchi talmente sottili da essere paragonabili ad una carta da parati, come appunto la serie Wallpaper. O quelli arrotolabili, roba da fantascienza. Restando un po’ più con i piedi per terra, anche in termini di prezzi (comunque un po’ più “sostenuti” della media), quest’anno il costruttore coreano ha presentato i tre modelli “Gallery Design”, nei tagli da 77, 65 e 55 pollici. Si tratta di televisori dalla cornice ridotta ai minimi termini, spessi poco più di 2 centimetri, anche nella parte superiore, dove di solito i fabbricanti ci regalano il fantastico colpo d’occhio del pannello spesso pochi millimetri. In questi televisori invece la profondità è uniforme e il pannello posteriore reca uno scasso in grado di accogliere completamente il supporto a parete fornito in dotazione, mentre i classici piedini di appoggio sono solo opzionali. Una volta montato, il televisore avrà quindi l’aspetto di un quadro, anzi, di un’opera d’arte. E la galleria di immagini (espandibile) che già abbiamo visto in altri modelli, in questo caso fa un effetto del tutto diverso.

La sezione dedicata alla “galleria” offre una scelta ampia e variegata e può essere espansa a piacimento.

Un po’ come la serie simile dell’altro coreano, il The Frame di Samsung. Mentre questi ultimi vogliono proprio sembrare dei quadri, con la loro cornice spessa dall’aspetto ligneo e a livello di pure prestazioni video si collocano in un segmento inferiore rispetto ai modelli top, i modelli Gallery Design non rinunciano alla loro apparenza di televisori ed anche come prestazioni si equivalgono alle altre serie del costruttore. E a noi, come dicevamo, interessano proprio le prestazioni e questo apparecchio porta ghiottissime novità.

La staffa per il montaggio a filo della parete è snodata, ma solo per la fase di installazione. Una volta posizionato correttamente (operazione estremamente facilitata dal fatto che il meccanismo consente di correggere facilmente imprecisioni di allineamento), il televisore non deve essere spostato.

Questo è il primo televisore giunto in redazione a supportare il FilmMaker Mode, la modalità video “purista” che bypassa tutte le elaborazioni non necessarie e restituisce i contenuti nella maniera più fedele. Selezionare questa modalità è un po’ come bypassare i controlli di tono in un preamplificatore. E la gestione dei contenuti HDR Dolby Vision è arricchita dalla modalità IQ, che utilizza un sensore di luce per mantenere le immagini intelligibili allo stesso modo in tutte le situazioni. Ma non è un semplice controllo di luminosità globale delle immagini, che viene incrementata tout-court al crescere di quella ambiente. Si tratta infatti di una gestione locale della luminosità in modo da rendere invariante rispetto alla luce ambiente la percezione del contenuto. L’esigenza di un controllo siffatto nasce dal fatto che la post produzione avviene in ambienti oscurati, dove l’operatore coglie facilmente i dettagli sulle basse luci. Gli stessi dettagli diventano meno visibili quando il display è posto in un ambiente luminoso, mentre le zone delle immagini che contengono alte luci vengono disturbate in misura minore. Quindi il controllo deve operare in maniera selettiva per fare in modo che il contenuto percepito non risulti alterato. Nel menu dell’apparecchio non c’è un controllo specifico relativo al Dolby Vision, ma solo una voce (AI Brightness) per abilitare o disabilitare il sensore di luce ambiente, che, se attivato, agisce in tutte le modalità. A queste funzioni nuove si aggiunge la ricchezza funzionale del sistema operativo webOS con Intelligenza Artificiale che già conosciamo: ampia dotazione di app (ci sono anche Disney+, Apple TV ed LG channel), assistenti vocali (Alexa, Google Assistant), Dynamic Tone Mapping, Deep Learning video e audio, autocalibrazione dell’audio tramite il microfono incorporato nel Magic Remote (AI Acoustic Tuning), connettività wireless che include oltre a Bluetooth anche la compatibilità AirPlay 2 e WiSA con supporto di sistemi fino a 5.1 canali con bassa latenza, Dolby Atmos…

Il Magic Remote rende molto rapide le operazioni ma non è retroilluminato. Il microfono incorporato serve sia per impartire i comandi vocali sia per l’autocalibrazione dell’audio.

Molta attenzione è stata posta anche nelle caratteristiche importanti per i gamer (G-Sync e Free Sync, VRR, ALLM). Insomma, anche limitandosi ai soli “titoli” l’elenco sarebbe fin troppo lungo. Ultima osservazione: il processore video A9 è giunto alla terza generazione.

Gli ingressi HDMI sono 4, tutti del tipo 2.1 con supporto al Variable Refresh Rate e l’enhanced Audio Return Channel (solo sull’ingresso 2). Per gli appassionati di gaming c’è la modalità a bassa latenza ALLM (Auto Low Latency Mode). Tre le porte USB.

La visione

Ho frenato l’impazienza di andare subito a provare il FilmMaker Mode con i Blu-ray ed ho iniziato come al solito dal digitale terrestre. Scoprendo che la modalità FilmMaker è disponibile anche quando si seleziona l’ingresso TV.

La schermata “Home Dashboard”, dalla quale si possono anche selezionare le sorgenti ed accedere ai contenuti in rete, è in realtà il cuore delle funzionalità “connesse” dell’ecosistema IoT ThinqAI.

Il 55 restituisce immagini omogenee, tendenti al morbido anche con i in canali in HD. I dettagli non sono mascherati, ottusi (termine che richiede una disambiguazione e qui usato come participio passato di ottundere…), ma semplicemente resi con plasticità, non particolarmente scolpiti. Francamente non ho sentito la necessità di provare ad incrementarne il rilievo agendo sui controlli, perché il risultato di default è piacevolmente rilassante e comunque l’impressione non è quella di immagini piatte e prive di profondità, anzi, quest’ultima non manca e aggiunge al contenuto una buona dose di credibilità. La modalità FilmMaker è piuttosto conservativa in quanto a luminosità e saturazione dei colori; i coloristi evidentemente non amano le esagerazioni; non le ho amate mai nemmeno io, ma chi desidera una resa più vivace può sempre dare una piccola spinta sui controlli, o passare ad un’altra modalità, ricordandosi però di intervenire sulla gestione del motion compensation. A proposito di movimento, l’elettronica restituisce i contorni curvilinei, le diagonali ed i piccoli dettagli in genere senza introdurre alcun artefatto evidente. Passando ai servizi di streaming e ai supporti 4K, il carattere pacato che il display aveva evidenziato quando connesso all’antenna lascia il posto ad un comportamento più deciso ma non meno piacevole. Con il software preregistrato in definizione standard il televisore conferma le sue ottime doti di gestione del movimento, con tutti i dettagli riprodotti con ottima stabilità. Aumenta anche la focalizzazione; le immagini, pur restando piacevolmente morbide, sono accompagnate da particolari ben delineati e da un ottimo senso di tridimensionalità. Con il materiale Full HD i dettagli sono riprodotti con ottimo equilibrio tra morbidezza e rilievo, senza che l’ago della bilancia penda in un senso o nell’altro. Anche con contenuti 4K HDR le soddisfazioni non sono mancate: l’apparecchio offre immagini davvero molto naturali, vivide ma senza mai andare sopra le righe. La luminosità di picco in aree ridotte è convincente e non fa rimpiangere la tecnologia concorrente. In redazione c’è stato anche chi, passandoci davanti durante i test, ha commentato trovandolo molto “forte”. È un giudizio da non addetti ai lavori, ma è anche una conferma dei progressi fatti dai display OLED, che ora sorprendono l’occhio inesperto e soddisfano quello dell’appassionato. Riassumendo, il TV si è messo in buona evidenza in tutte le situazioni, offrendo immagini sempre piacevoli. In questo contesto generale complessivamente soddisfacente, ho però riscontrato anche qualche fatto insolito. Il giorno prima di effettuare il test, avevo iniziato a seguire (ai limiti del binge watching) una nuova serie su Prime, “Little Fires Everywhere”. Naturalmente ho approfittato del TV LG per unire l’utile al dilettevole e ho guardato un paio di episodi anche sull’OLED in prova. Pur non conoscendo il software, è emersa una differenza di comportamento rispetto al mio riferimento domestico (LCD Panasonic DX900): l’LG tende ad espandere le basse luci, fatto che trova riscontro anche nelle misure, e a desaturare i colori. Con altri titoli questo comportamento è meno evidente e talvolta del tutto assente. Sebbene anche in SDR le misure segnalino una espansione, alla visione il problema non si manifesta generalmente in tono minore. Mi sono consultato con la LG qui in Italia ed il loro tecnico conferma che questo comportamento è comune anche ad altri modelli dell’attuale line-up, escludendo quindi una anomalia dell’esemplare in prova. Altro fatto insolito riguarda la modalità Dolby Vision IQ; nel menù non c’è una voce specifica per attivare la funzionalità, che evidentemente sottostà al controllo globale di attivazione del sensore di luce, che vale per tutte le modalità. Ma l’intervento del controllo è impercettibile, almeno in confronto alle differenze che invece si evidenziavano in tutti i demo test a cui ho assistito, anche se di altri marchi. Concludiamo con l’audio, che è chiaro e limpido, offre dialoghi ben intelligibili e gode di una buona estensione in basso. Non è fragoroso, puntando più alla qualità che alla quantità.

La barra del menu di gestione dei contenuti è a due livelli, con il secondo che si adatta alla selezione fatta su quello inferiore. Il sistema permette di accedere alla stessa funzione/contenuto in modi diversi.

Conclusioni

Siamo di fronte ad un televisore dalla resa video naturale, sempre priva di artefatti (anche se talvolta con la tendenza ad espandere le basse luci), supportato da un sistema operativo moderno, funzionalmente completo, in grado di porre l’apparecchio al centro di una casa “connessa”. Viene proposto senza piedistallo, opzionale, ma con il supporto a parete per appenderlo a filo muro come una vera opera d’arte. In fondo lo è e farà contento chi assieme al contenuto tecnico apprezza anche un po’ di esclusività. Ed è proprio in virtù di questa peculiarità che il modello da 65” della stessa serie “Gallery Design” è stato insignito dell’EISA Award 2020-21 con il titolo di “Best Premium OLED TV”.
di Mario Mollo


Le misure


Ci è piaciuto

• La resa video è molto gradevole con tutte le sorgenti.
• Il sistema operativo affianca una interfaccia accattivante ad una notevole completezza funzionale.
• L’audio è di buona qualità.

Non ci è piaciuto

• Telecomando


LG OLED55GX6LA

TV OLED UHD HDR

Distributore per l’Italia:

LG Electronics Italia S.p.A, Via Aldo Rossi 4, 20149 Milano
www.lg.com

Prezzo: euro 2.499,00

Caratteristiche dichiarate dal costruttore
  • Dimensioni: 1.225x706x23,1 mm
  • Peso: 21,8 kg

 

Author: Redazione

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