LG OLED55E9PLA

Difficile riuscire a proporre un televisore dal design al contempo innovativo e pratico, ma LG sembra inarrestabile… Nella nuova serie E9 il look accattivante si combina alla ottima resa che contraddistingue gli OLED del costruttore coreano.

Quest’anno LG sta facendo davvero faville, con il primo display arrotolabile in arrivo che si va ad affiancare all’altro modello Signature, il ben noto “Wallpaper” che pure come impatto estetico non scherza affatto. Ma non paga di tutto questo, anche nella serie E del 2019 la casa ha curato notevolmente il look, con un design diverso dal solito ma che resta comunque funzionale. A contraddistinguere la nuova linea top è la base collocata interamente dietro il pannello, che per la presenza di una fascia trasparente sul lato inferiore sembra come sollevato dal piano di appoggio. Per limitare il rischio di ribaltamento, la base deve essere necessariamente piuttosto pesante, in questo caso quasi 13 kg, anche perché l’ingombro complessivo del sistema di appoggio non differisce di molto da quello dei sistemi più comuni.

La base di appoggio non sporge frontalmente ma è tutta al di dietro del pannello ed è grazie al suo peso, di quasi 13 chili, che garantisce la stabilità evitando la caduta in avanti.

L’imballo del prodotto è concepito per consentire il montaggio del supporto prima ancora di estrarre il corpo dell’apparecchio dal fondo della scatola; l’idea è ottima anche se qualche piccolo affinamento sarebbe auspicabile. La plastica morbida che avvolge il televisore ostacola l’inserimento in posizione della base; nel nostro caso poi, dovendo restituire come sempre il prodotto al termine della prova, abbiamo cercato di non strapparla, cosa che in realtà sarebbe preferibile ma che comunque i maniaci della “conservazione” preferirebbero evitare. Inoltre nell’avvitare il supporto occorre sostenerlo in posizione per evitare forzature, mentre dalle istruzioni sembrava che, utilizzando opportunamente uno dei componenti in polistirolo dell’imballo, la base potesse restare in posizione senza sforzi durante il montaggio. Comunque, operando in due, l’assemblaggio delle parti si risolve in maniera agevole.

Ma le novità non si fermano all’apparenza. Sul fronte del pannello non ci sono sostanziali innovazioni rispetto al 2018, ma solo degli affinamenti. Molto più sostanziose invece le novità sul fronte del chip di gestione, il processore α9, arrivato alla seconda generazione. Grazie alle sempre più diffuse tecniche di “deep learning”, che si basano sull’analisi di sterminati quantitativi di immagini per ottimizzare gli algoritmi che sottintendono alla elaborazione video, sono stati apportati miglioramenti nella riduzione del banding, che spesso caratterizza contenuti in streaming con basso bit rate. Ed è stata introdotta una nuova elaborazione per i contenuti in HDR, denominata AI Brightness, che effettua una correzione selettiva dei livelli di luminosità sulle basse luci per rendere visibili i dettagli quando la visione avviene in ambiente illuminato, senza però alterare l’equilibrio complessivo del contenuto. Sempre per quanto riguarda l’HDR, è stato rivisto il tone mapping (Dynamic Tone Mapping), ora non più in comune con la piattaforma LCD ma ottimizzato individualmente per le due diverse tecnologie.

Deep learning anche per quanto riguarda l’elaborazione audio. Il televisore virtualizza in 5.1 le colonne sonore stereo ed è stato affinato il riconoscimento del contenuto per applicare l’elaborazione più adatta. Altra novità del 2019 è l’autocalibrazione dell’audio tramite il microfono incorporato nel Magic Remote (AI Acoustic Tuning), che avevamo già incontrato nel test di un modello LCD.

Il Magic Remote è comodo e funzionale ma è privo di retroilluminazione. Il microfono incorporato serve anche per l’autocalibrazione dell’audio.

La connettività wireless include oltre a Bluetooth anche la compatibilità AirPlay 2 e WiSA, che supporta i sistemi di riproduzione fino a 5.1 canali con bassa latenza; l’apparecchio, compatibile con Dolby Vision per l’HDR, supporta il Dolby Atmos, ormai presente in molti contenuti in streaming e grazie alla connettività wireless multicanale diviene ancora più facile realizzare un impianto audio surround magari senza troppe pretese ma senza la complicazione dei cavi in giro per la sala.

La base permette di occultare parzialmente il passaggio dei cavi, che dalla vaschetta degli ingressi possono viaggiare sotto la copertura per fuoriuscire al centro, nella parte posteriore.

Anche nel sistema operativo WebOS, esclusivo di LG, ci sono rilevanti innovazioni. L’interfaccia grafica mantiene inalterata la sua modernità e vivacità, ma rende ancora più agevole l’accesso ai contenuti grazie alla nuova Launcher Bar. La capacità di comprensione del linguaggio naturale (Conversational AI) è stata affinata, ed ora è maggiormente sensibile al contesto. L’interazione con la piattaforma ThinqAI è ulteriormente agevolata dalla Home Dashboard, una sorta di Home Page dalla quale si ha accesso e si possono controllare tutti i dispositivi presenti nella casa. Elencare tutte le funzionalità “smart” offerte finirebbe per risultare noioso, proprio perché si finirebbe col fare una mera lista, essendo praticamente impossibile riuscire a provarle tutte; ma non si può fare a meno di menzionare almeno la compatibilità con gli assistenti vocali di Google e Amazon.

I quattro ingressi HDMI 2.1, con banda passante di 48 Gbit al secondo, supportano il Variable Refresh Rate, l’Auto Low Latency Mode (caratteristica che apprezzerà chi utilizza il display in abbinamento a console per videogiochi) e l’enhanced Audio Return Channel (solo sull’ingresso 2), che supporta anche i flussi audio Object Based.

Tutti gli ingressi HDMI sono del tipo 2.1 e supportano l’High Frame Rate (4K e 2K), il Variable Refresh Rate e l’enhanced Audio Return Channel (solo sull’ingresso 2). La modalità a bassa latenza (Auto Low Latency Mode) sarà apprezzata da chi utilizza il televisore anche per i videogiochi.

La visione

Il carattere dell’apparecchio rifugge ogni tipo di esagerazione ed il televisore, indipendentemente dalla sorgente, offre una resa molto coerente, a tratti delicata, non particolarmente affilata nella scolpitura dei dettagli e sempre cromaticamente equilibrata e credibile. Ne risulta un utilizzo piacevole, perché i contenuti con maggior dettaglio vengono restituiti senza compromissioni e quelli di qualità meno pregiata non vengono “colpevolizzati”. La luminosità offerta è adeguata ad una resa sufficientemente vivace dei contenuti in HDR, senza che in ambiente oscurato i picchi divengano fastidiosi, ma certo rimanendo lontana da quella degli LCD più performanti. Come ho già avuto occasione di dire, personalmente non rimpiango la maggior luminosità dei cristalli liquidi, ma è anche vero che, in quanto appunto questione soggettiva, altri potrebbero preferire la resa più potente della tecnologia concorrente. In ambienti luminosi viene incontro la funzionalità AI Brightness, che non dà un boost ai picchi luminosi ma rende molto più facilmente leggibili i particolari alle basse luci. Il sintonizzatore restituisce immagini morbide, che non presentano significativi artefatti nella gestione del movimento, anche se la differenza tra canali in definizione standard ed HD in termini di incisività è marcata.

Di solito non ne facciamo menzione, ma l’integrazione coi servizi aggiuntivi offerti dalle emittenti principali è, nei televisori LG, molto marcata e di uso particolarmente immediato: facilissimo ad esempio accedere ai contenuti offerti in streaming, come le puntate precedenti, dei programmi che si stanno visionando.

Visionando i DVD lo scaler si comporta bene nella gestione dei particolari e delle diagonali in presenza di movimento, confermando quanto già appurato con l’utilizzo del tuner. L’audio offre una resa sufficiente, non di particolare impatto o estensione, ma nemmeno troppo scatolare.

Conclusioni

La nuova serie E9 combina un’estetica molto piacevole alle convincenti prestazioni dei pannelli OLED di cui LG è al momento monopolista. Il sistema operativo, anch’esso esclusivo della casa, garantisce piacevolezza d’uso e ricchezza funzionale. Non è difficile capire perché l’altro modello della serie, il 65”, si sia aggiudicato il premio EISA come miglior “Premium OLED” per il 2019-2020. Ma, diagonale a parte, possiamo ritenere altrettanto meritevole del premio anche questo 55”.

di Mario Mollo


LE MISURE


Ci è piaciuto:

  • La resa, mai affilata e sempre cromaticamente piacevole, si giova del contrasto tipico della tecnologia OLED.
  • Il sistema operativo è ricco di funzionalità, ha un’interfaccia vivace e moderna e grazie al Magic Remote è veloce nell’uso.

Non ci è piaciuto:

  • La qualità video meritava forse un audio più incisivo.

Distributore per l’Italia: LG Electronics Italia S.p.A, Via Aldo Rossi 4, 20149 Milano.
www.lg.com
Prezzo: Euro 2.999,00

Caratteristiche dichiarate dal costruttore

  • Dimensioni (LxAxP): 1.447x877x220 mm (con base); 1.447x877x50,3 mm (senza base)
  • Peso: 33,6 kg (con base), 20,86 kg (senza base)

Author: Redazione

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