Ai confini della realtà

Le incredibili cuffie “speciali” del gaming, un punto di vista interessante.

All’interno di AUDIOreview siamo nel mondo della stereofonia e del multicanale spinto, immersi nei più autorevoli giudizi tecnici e nelle più raffinate opinioni d’ascolto che riguardano l’audio hi-fi e l’audio-video. Tuttavia non può mancare un piccolo cannocchiale puntato verso l’universo dei videogiochi, oggi più forbitamente definito gaming, che oltre ad avere molte analogie rivela confini tecnologici avanzatissimi che offrono un punto di vista molto interessante e in fin dei conti molto vicino all’universo trattato da AR.
In questo articolo e nel successivo affronteremo il mondo delle cuffie “speciali” per gaming e altre tipologie che possano suscitare qualche interesse nei lettori di AUDIOreview. I modelli classici per questo tipo d’impiego sono, in fin dei conti, delle normali cuffie con un altoparlante da 4 o 5 cm di diametro, dotate di microfono e molto spesso di tipo chiuso, impedenza medio/bassa ed alta efficienza, insomma nulla di particolare.
La vera differenza nelle cuffie gaming, grazie a tecnologie sempre più avanzate, la fa l’effetto di circondamento, con l’adozione di altoparlanti multipli all’interno dello stesso padiglione e 7.1 canali gestiti. Gli effetti dei canali surround li percepiamo tramite emissioni dirette e riflessioni di un certo numero di diffusori posti in ambiente, e che arrivano all’orecchio tramite l’interposizione dell’aria e subendo delle riflessioni. Ma questa situazione la possiamo ipoteticamente “ricreare” abbastanza bene anche con una cuffia, posizionando correttamente alcuni altoparlanti al suo interno, che emetteranno dei suoni che per essere correttamente percepiti devono essere processati da un algoritmo che tiene conto della dimensione e forma della testa in relazione ai padiglioni auricolari, con l’opportuna differenza di volume dello stesso suono rispetto ai due auricolari.

Razer Tiamat è una cuffia 7.1 dotata di ben 5 altoparlanti a padiglione.

Due modelli – forse gli unici – in commercio dotati di più driver sono l’Asus Rog Centurion e la Razer Tiamat 7.1 V2. Entrambi hanno 5 altoparlanti per ogni padiglione: front da 4 cm, rear e side da 2 cm, center da 3 cm e subwoofer da 4 cm, il tutto con decoder Dolby Digital 7.1 eventualmente escludibile.
La Asus permette anche la cancellazione del rumore ambiente (noise cancelling) per il microfono, per raggiungere il massimo coinvolgimento. Entrambe le cuffie sono senza dubbio oggetti piuttosto pesanti: per nessuna delle due il dato è dichiarato, ma per certo supera i 350 grammi. Ovviamente hanno ingresso USB che si collega a un processore, e hanno bisogno di un computer per funzionare: la conversione da digitale ad analogico del segnale avviene tramite un DSP, tanto che in ambedue i modelli sono disponibili anche uscite 7.1 analogiche da collegare a un sistema audio tradizionale esterno.

La Razer Tiamat ha una centralina di controllo per gestire il tipo di effetti, oltre che il livello. È dotata di uscite 7.1 analogiche per collegare un sistema audio esterno.

L’approccio è diverso anche rispetto ad una “tradizionale” cuffia gaming. Vediamo innanzi tutto come sono sistemati gli altoparlanti all’interno del padiglione: il subwoofer da 4 cm è posto dietro, mentre il frontale da 4 cm è sotto, il centrale da 3 cm è in posizione opposta e infine ai lati abbiamo quelli da 2 cm, side e rear. Si tratta di driver molto sottili, con geometria simile, magnete ovviamente al neodimio e membrane di disegno diverso secondo l’utilizzo; quella del sub, per esempio, è rastremata a spicchi, mentre le altre sono più classiche nel disegno. La prima obiezione che potrebbe venire è quella del posizionamento, troppo vicino per poter essere considerato “esatto” per ricostruire i 7.1 canali. Questo è vero, ma in realtà quando si indossa la cuffia per vedere un film (cosa ovviamente possibile) si ottiene un effetto 7.1 davvero stupefacente.

Sono 5 gli altoparlanti nel padiglione della Asus Rog Centurion: un subwoofer da 4 cm, un centrale e due anteriori da 3 cm e infine 2 effetti da 2 cm.

Ma andiamo per passi. Entrambi i modelli hanno una unità di controllo che contiene il DSP, tanto che su di esso si collega il cavo USB proveniente dal PC, e dallo stesso esce il cavo che va verso le cuffie (del tipo HDMI ma usato per veicolare l’audio) e le uscite 7.1 analogiche da collegare a un sistema di amplificazione esterno. Nell’Asus è fatto tramite un cavo adattatore, mentre nella Razer Tiamat sono presenti nella centralina le uscite su mini-jack, in ogni caso la sostanza è quella. È possibile scegliere il livello per ogni canale riprodotto, questo in modo piuttosto empirico ma efficace, e sono disponibili da software molte modalità di ascolto diverse, sia 2.1 o 2.0 che 7.1.

La centralina di controllo Asus per regolare i livelli e il tipo di decodifica.

Ovviamente sia la Razer che la Asus hanno un sistema di gestione da PC piuttosto sofisticato, dove è possibile scegliere in entrambe tra molti parametri diversi. Alcuni di voi si chiederanno – quale migliore sede di questa – come sia il suono con la musica; beh, è un effetto estremamente coinvolgente. Senza dubbio si avverte una certa limitata capacità di pilotaggio della centralina (anche se nel caso di Asus sono chip ESS) che deve amplificare ben 10 canali contemporaneamente, ma alla fine il tutto appare piuttosto emozionante. Stessa cosa per i film, dove il coinvolgimento è assolutamente assicurato; si avverte l’eccessiva vicinanza dei driver, anche tra di loro, ma poi ci si lascia prendere dal film e da una capacità di ricostruzione senza dubbio lodevole e molto spettacolare. Tra l’altro le cuffie anche se molto pesanti sono ben bilanciate e ci si abitua facilmente a questi giganti.
Veniamo ai giochi che supportano il 7.1. Beh, soprattutto con quelli in prospettiva la sensazione di “appartenenza” al gioco è impressionante. L’impressione di realtà è davvero spaventosa, è un grosso passo avanti, diremmo gigante, rispetto a una cuffia tradizionale. Sembra di stare in un mondo reale, vivido, all’interno della scena. Davvero spaventoso. Nella prossima puntata guarderemo il mercato delle cuffie con singolo altoparlante con DSP virtual surround e head tracking, e poi faremo le nostre deduzioni. Seguiteci!

di Giancarlo Valletta

Author: Redazione

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