Denon DRA-800H

L’integrato stereo con ingressi multicanale: quella che potrebbe apparire come una strana contraddizione è in realtà una caratteristica unica e utilissima.

Se fosse un’auto sarebbe un crossover, ovvero una di quelle vetture che non sono né berline né SUV, collocandosi a metà strada. Il Denon DRA-800H è un amplificatore stereo, in metafora l’equivalente di una berlina, ma con alcune funzionalità tipiche dei SUV, i multicanale: chiamarlo crossover potrebbe generare confusione, perché nell’audio il crossover è un’altra cosa… Ma credo che ci siamo capiti.

L’interno dell’apparecchio, in virtù della presenza di due soli canali di amplificazione, realizzati con componenti discreti, risulta poco affollato. Il trasformatore, di generose dimensioni, ha gli avvolgimenti in rame OFC.

Prima di esaminare quali benefìci può portare un apparecchio come questo e chi potrà trovarlo utile e perfino indispensabile, vediamo quali sono le sue caratteristiche di base. Inizierei dalla sezione finale, a componenti discreti, in grado di erogare una potenza a tre cifre, i classici 100 watt su 8 ohm, coadiuvata da un trasformatore simmetrico con avvolgimenti in rame OFC. Ai finali fanno capo il tuner FM/DAB+, un ingresso fono MM, due ingressi linea RCA , ben cinque ingressi HDMI (4K HDR con anche la modalità a bassa latenza ALLM) e 3 ingressi S/PDIF (uno coassiale e due ottici). Per il collegamento verso il televisore l’apparecchio dispone di una uscita HDMI con ARC (Audio Return Channel). Una coppia di uscite pre permette poi il collegamento di un subwoofer (la cui frequenza di taglio può essere impostata a 40, 60, 80, 90, 100, 110, 120, 150, 200 o 250 Hz, ma non viene inserito un corrispondente filtraggio passa-alto sulle uscite amplificate) o di inviare ad un finale esterno il segnale della Zona 2 del multiroom.

Il pannello posteriore non è affollato come quello dei sintoampli multicanale. Nella zona superiore sono raccolti gli ingressi, con quelli audio analogici (fono, 2 linea RCA) a sinistra seguiti da quelli digitali (3 S/PDIF, un coassiale e due ottici), e poi con i 5 HDMI 4K HDR a destra. Inferiormente invece sono posizionate le uscite amplificate, per due coppie di diffusori.

L’apparecchio è dotato infatti delle funzionalità HEOS, l’ecosistema Denon per la creazione di configurazioni multiroom e non solo. Il sistema HEOS incorpora infatti le funzionalità di streaming ed integra anche un client Spotify Connect; il sistema, controllabile anche tramite app specifica, permette l’ascolto delle radio via internet e la riproduzione dei propri contenuti liquidi grazie al protocollo DLNA (tramite il quale diviene possibile quindi la riproduzione tramite app di terze parti o PC, ed esempio via Windows Media Player). L’accesso alla rete può avvenire sia via ethernet che tramite il wireless integrato. La connettività è completata dal Bluetooth, dall’AirPlay 2 e da una porta USB.

L’ecosistema HEOS consente di realizzare con estrema facilità impianti multiroom e di accedere ai principali servizi di streaming oltre che alle proprie librerie di musica liquida grazie alla compatibilità DLNA.

I formati audio supportati includono MP3, WMA, WAV, AAC, FLAC, Apple Lossless (fino a 196 kHz/24 bit) e DSD (fino a 5,6 MHz). La conversione D/A è affidata a convertitori multipli AKM a 32 bit con 2 DAC in parallelo per canale. L’apparecchio supporta sia Google Assistant che Amazon Alexa, anche se per poter utilizzare quest’ultima occorrerà attendere la relativa skill la cui introduzione è prevista entro la fine dell’anno. I dispositivi Apple connessi via AirPlay consentono poi l’utilizzo di Siri.

Attraverso la funzione Smart Menu si può intervenire sulla configurazione dell’ampli tramite il telecomando del televisore.

E veniamo infine alle possibilità supplementari offerte dalla presenza di ingressi HDMI. Un apparecchio come il Denon viene sostanzialmente incontro all’esigenza di gestire la molteplicità di sorgenti audio-video che sono ormai onnipresenti nelle nostre case (un lettore BD, un decoder satellitare, una console di videogioco e lo stesso televisore) dando loro una vera voce attraverso i propri diffusori, magari con l’aggiunta di un sub, quando nella sala di visione/ascolto non c’è spazio per il surround e dove una soundbar di fascia media non fornirebbe la resa sperata. Ma non è tutto qui. Non vi saranno sfuggiti i numerosi articoli dedicati alle possibilità di correzione digitale dell’acustica ambientale e della fase che oggi è possibile effettuare, tra l’altro praticamente a costo zero, grazie ad un PC e pacchetti software come Foobar2000 o JRiver. L’unico problemino che sorge in queste applicazioni è che l’uscita digitale a nostra disposizione è una HDMI e che non ci sono ingressi HDMI sui normali ampli stereofonici, o almeno non c’erano fino ad ora. Certo, è sempre possibile far ricorso ad un integrato multicanale, ma nelle applicazioni in stereo, a meno di non voler anche fare multiamplificazione, sarebbe uno spreco di risorse. Il DRA-800H è una soluzione perfetta per chi desidera cimentarsi in queste applicazioni, senza dover acquistare altre elettroniche aggiuntive oltre all’amplificatore, in questo caso dall’ottimo rapporto qualità/prezzo.

Le manopole per i controlli di tono e bilanciamento, come quella del volume, non fanno capo a potenziometri, ma sono solo dei dispositivi di input: le regolazioni infatti sono gestite via software e sono effettuabili anche tramite telecomando.

Telecomando molto pratico da usare, con i tasti ben suddivisi, logicamente disposti e ben differenziati. Quattro tasti “Quick select”, che replicano altrettanti pulsanti sul frontale, permettono di richiamare al volo altrettanti set di configurazioni.

L’ascolto

La sessione di ascolto si è aperta con un test difficile e per questo estremamente probante: il pilotaggio di una coppia di diffusori ibridi elettrostatici, i Martin Logan ESL 11A, la cui criticissima impedenza all’estremo superiore ha messo in difficoltà elettroniche davvero molto quotate e la cui ben nota trasparenza del registro medio è in grado di mettere a nudo anche il più insignificante refuso timbrico.

La buona stabilità del DRA-800H gli ha consentito di ben figurare: la gamma acuta dei pannelli elettrostatici non si è appannata ed ha mantenuto una buona lucidità. Anche se un minimo di cedimento c’è stato, evidenziato da un leggero arretramento delle alte frequenze, il risultato è stato comunque migliore di quello che si sarebbe potuto temere, non fosse altro che per la differenza di prezzo tra il nostro ed altre elettroniche che non hanno saputo fare di meglio. Nessun cedimento invece nella timbrica, corretta e veloce. Tutte le sfumature che le Martin Logan sono capaci di evidenziare erano al loro posto, con i transitori netti e puliti ma soprattutto con le voci naturali e credibili. Ma quanto dimostrato con le longilinee elettrostatiche, sebbene estremamente con-fortante, non ci è sembrato sufficiente per ritenerci del tutto soddisfatti; i diffusori americani infatti hanno la via inferiore attiva e questo lascia ancora scoperto un campo di indagine.

Per verificare la qualità della gamma bassa siamo ricorsi al sistema Arendal di cui trovate la prova su questo stesso numero, che ha permesso al Denon di svelare la sua anima rock. I diffusori nordici infatti sono dotati di un’ottima dinamica ed offrono un notevolissimo impatto su tutto lo spettro, che il Denon non ha avuto problemi a lasciar scatenare. La stessa pulizia che avevamo riscontrato all’ascolto delle trasparenti ML l’abbiamo ritrovata con i D’Appolito scandinavi. Anche in questo caso transitori decisi e veloci e resa credibile. La gamma bassa che ci eravamo proposti di indagare è al suo posto, energica e controllata, mai impacciata. Sarà per la resa non affaticante che si è invogliati ad alzare il volume, ma è capitato che con una traccia particolarmente ricca di contenuti armonici all’estremo inferiore, a frequenze dove spesso in molti diffusori si collocano zone a bassa impedenza (traccia che uso proprio per questa ragione), entrassero in azione le protezioni dei finali. Ma a parte questa particolarissima situazione, quello che l’apparecchio promette di essere in teoria è ampiamente confermato nella pratica.

Volete usarlo in un impianto stereo con ambizioni puristiche? Nessun problema, la timbrica è equilibrata e la resa naturale. Volete impiegarlo per dare voce al vostro impianto video? L’energia e la dinamica non vi mancheranno di certo per rendere vive le colonne sonore. Con in più tutta la versatilità offerta dalla presenza dell’ingresso HDMI e dalle numerose funzionalità di rete.

Conclusioni

Un amplificatore stereo con ingresso multicanale non è una contraddizione ma un’opportunità. Ma anche se le possibilità che questa dotazione permette di esplorare non fossero una nostra priorità, un apparecchio come questo ha moltissimo da offrire anche in applicazioni tradizionali: timbrica sana ed una discreta riserva di energia che gli permette di essere credibile sia con la musica che con le colonne sonore. Con il plus della completa connettività di rete che ne espande la fruibilità.

di Mario Mollo


LE MISURE

Questo sintoampli Denon è sensibilmente più esuberante del dichiarato, la potenza erogata con burst di lunga durata raggiunge infatti i 130 watt per canale su 8 ohm e continua a salire fino a 2 ohm, ove si ottengono 195+195 watt stazionari e 275+275 watt con treni d’onda da 40 millisecondi. Con il ben più complesso segnale di tritim e sul ben più impegnativo carico a forte componente capacitiva va persino meglio, la saturazione dinamica viene infatti raggiunta a 218 watt equivalenti, il che denota un’ottima attitudine al pilotaggio di carichi anche notevolmente reattivi. Buono anche l’ingresso fono, capace di una deenfasi adeguatamente precisa e 80,4 dB di rapporto S/N pesato “A”, con un limite di sovraccarico di 47,5 millivolt.
Anche la sezione digitale, misurata in modalità media-player, offre prestazioni di rilievo. La risposta in banda audio è sempre perfettamente lineare e con segnali PCM campionati a 192 kHz raggiunge una banda utile di 70 kHz, il rumore è molto contenuto ed esente da spurie anche minime. Buono anche il jitter, la cui già bassa energia cade per lo più in banda infrasonica, e che in DSD risulta in assoluto molto basso (9,1 picosecondi di componente periodica).

di Fabrizio Montanucci


Ci è piaciuto:

  • La timbrica è corretta, la potenza a disposizione non è poca.

Non ci è piaciuto:

  • La definizione dei menu a schermo è davvero molto bassa; anche se ininfluente ai fini della resa audio, è lecito attendersi qualcosa di meglio.

Distributore per l’Italia: Audiogamma, Via Pietro Calvi 16, 20129 Milano. Tel. 02 55181610 – www.audiogamma.it
Prezzo: Euro 699,00

Caratteristiche dichiarate dal costruttore

  • Sezione di potenza: 2×100 W/ch (8 ohm, 20 Hz-20 kHz, 0,08% THD), 2×120 W/ch (8 ohm, 1 kHz, 0,7% THD)
  • Sezione analogica – sensibilità/impedenza di ingresso: 200 mV/47 kohm
  • Risposta in frequenza: 10 Hz-100 kHz (+1, -3 dB, modalità Direct)
  • Rapporto S/N: 98 dB (IHF, pes. A, modalità Direct)
  • Ingresso fono – sensibilità: 2,5 mV
  • Linearità RIAA: ±1 dB (20 Hz-20 kHz)
  • Rapporto S/N: 74 dB
  • Distorsione: 0,03% (1 kHz, 3 V)
  • Dimensioni (LxAxP): 434x151x339 cm (senza antenne), 434x215x339 cm (con antenne)
  • Peso: 8,6 kg

Author: Redazione

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