Western Digital My Cloud Home 8TB

Il dispositivo proposto da Western Digital è da considerarsi più come evoluzione dei classici hard disk esterni, con i quali condivide la presenza di una porta USB (in questo caso 3.0), che non come vero e proprio NAS (Network Attached Storage), pur essendo provvisto di una porta Ethernet Gigabit sfruttata per il collegamento in rete locale e l’accesso ai contenuti via Internet con la creazione di un servizio “cloud personale”, sul quale riversare documenti, foto, musica e video altrimenti sparsi sui diversi dispositivi (mobili e non) con i quali abbiamo a che fare tutti i santi giorni.

Cercando di spiegare il concetto, nel modo più sintetico e comprensibile per quanto possibile, si tratta di una sorta di micro “cloud storage ibrido”, cioè uno strumento che si avvale della tecnologia cloud pubblica (il collegamento a internet e una piattaforma di accesso alle risorse fisiche, quest’ultima messa a punto da Western Digital) pur mantenendo private le memorie di massa (i dischi), presso l’ufficio o la propria abitazione. Questa modalità, se confrontata con i vari servizi Google Drive, Dropbox e simili, promette una maggiore velocità di accesso, più attenzione alla privacy dei dati e costi ridotti rispetto al pagamento mensile di spazi di dimensioni analoghe degli stessi. Il prodotto, nella versione a singolo disco da 3,5” con 8 TB di capacità che abbiamo ricevuto in prova (ma ci sono pure versioni a doppio disco), ha un aspetto molto curato, si presenta come un parallelepipedo di plastica per metà bianco lucido e per l’altra metà in grigio chiaro con un motivo a triangoli; nel mezzo del frontale è posto un LED di stato che informa sulle attività in corso, mentre sul lato superiore e quello inferiore ci sono delle feritoie per l’aerazione dell’interno, nel quale è custodito l’hard disk. Sul lato posteriore c’è la porta USB 3.0, la porta di rete Gigabit, il microinterruttore per il reset e la presa per l’alimentatore esterno fornito nella confezione. L’involucro non apribile – di certo almeno in modo poco agevole – contiene una piccola scheda di controllo che le specifiche danno provvista di chipset ARM, mentre il firmware è realizzato mediante una personalizzazione del sistema operativo Linux. Non c’è un tasto per l’accensione, pertanto il sistema resta sempre alimentato, dato che deve essere continuativamente accessibile attraverso la connessione a Internet. Da notare che la versione a singolo disco non gestisce il RAID, cioè la ridondanza dei dati, fattore di cui bisogna tenere conto qualora i dati che s’intendono trattare siano di una certa rilevanza. La confezione comprende un cavo di rete ethernet, l’alimentatore, e una guida rapida con il codice identificativo.
Come accennavo, è fondamentale avere a disposizione un collegamento di rete con accesso a Internet, poiché la procedura d’installazione si svolge utilizzando un computer oppure uno smartphone, tramite diverse interazioni con i servizi esposti sul web da Western Digital. È necessario seguire le istruzioni incluse nella confezione per semplificare le operazioni e, servendosi dell’app My Cloud scaricabile da Play Store o Apple Store, si deve creare un account Western Digital.

Il menu dell’app Android, per impostare il My Cloud Home.

In seguito occorre connettersi all’apparecchio utilizzando il codice identificativo univoco presente nella confezione, da digitare a richiesta nell’app. Questa operazione si svolge in modo relativamente rapido, per poi accedere al dispositivo come unità di rete da PC o Mac occorre installare il software WD Discovery che lo rende visibile (come volume “Z:” sotto Windows) e utilizzabile per i salvataggi. Attenzione, però: se si hanno a disposizione altri dispositivi in grado di connettersi a condivisioni in rete, senza il software di cui sopra, questi non riconosceranno il disco condiviso; quest’ultimo, inoltre, è pure privo di un’interfaccia web. Oltretutto, in assenza di connessione Internet, il drive diventa del tutto inaccessibile e questa è la cosa che mi ha lasciato più perplesso.

Selezionando l’icona “Fai di più” si possono installare altri servizi, come Plex, ad esempio.

Se si vogliono utilizzare funzionalità aggiuntive, come nel caso di Plex, il software per la condivisione di contenuti multimediali, e trasformare l’unità in una libreria accessibile ai riproduttori DLNA, occorre installarle tramite l’app oppure WD Discovery.

Questo il menu principale del software WD Discovery, una volta eseguito il login con le proprie credenziali.

L’unico modo che ho trovato, dopo aver consultato i vari motori ricerca a caccia di lumi, per attivare la condivisione DLNA dopo l’avvio è stato quello di accedere tramite browser da PC all’interfaccia web di Plex su una porta specifica (conoscendo l’indirizzo IP assegnato al My Cloud Home). A questo punto si viene catapultati sulla piattaforma online dello stesso, che richiede una password. Bisogna cliccare sul bottone “forget password”, per farsi recapitare in pochi istanti via e-mail, all’indirizzo indicato durante le fasi iniziali dell’installazione del My Cloud Home, un collegamento per il reset della parola di accesso. Accedendo con le credenziali si può finalmente procedere con l’abilitazione del servizio DLNA e l’indicizzazione dei contenuti. Invece, l’impiego per accedere via rete mobile, tramite l’app per smartphone, a documenti e foto memorizzati nel disco funziona perfettamente, col risultato di tenere in tasca i propri archivi che diventano disponibili in qualsiasi istante. Tra le varie possibilità operative del dispositivo, è attivabile l’importazione degli account di servizi online come Dropbox, Google Drive, OneDrive, Box, Facebook e Google Foto per la sincronizzazione automatica in una cartella separata da tutto il resto. Inoltre, si può facilmente consentire ad altri utenti (per esempio dei familiari) l’accesso a cartelle condivise inviando un link alla cartella. A livello di prestazioni, il trasferimento in rete locale, col mio PC collegato in rete locale su un hub Gigabit e il NAS connesso direttamente a una delle porte del router, parimenti Gigabit, si è attestato a una velocità di circa 150 Mbps, un valore accettabile, ma non trascendentale. Buona la velocità di accesso dall’esterno via rete mobile 4G, la quale può essere però influenzata da altri fattori, come il traffico nelle celle.

Un test di lettura e scrittura in rete locale ha evidenziato una velocità di trasferimento intorno ai 19 MB/sec.

Conclusioni

Se si sta cercando un NAS, bisogna rivolgersi a una diversa tipologia di prodotto; se si vuole una memoria di massa disponibile ovunque senza dover pagare un abbonamento, semplice da usare per chi non ha molta esperienza, allora My Cloud Home è l’apparecchio giusto. Per una maggiore sicurezza dei dati è consigliabile acquistare la versione “Duo” a doppio disco.

di Marco Meta


Ci è piaciuto

• Quantità spazio
• Accessibilità da ovunque
• Relativa semplicità d’uso

Non ci è piaciuto

• Funzionalità troppo “basic”


Western Digital My Cloud Home 8TB

Hard Disk di rete in cloud

Distributore per l’Italia: Western Digital – shop.westerndigital.com
Prezzo: euro 309,99

Caratteristiche dichiarate dal costruttore
  • Capacità: 8 TB
  • Connessioni: porta USB 3.0, porta Ethernet Gigabit
  • Dimensioni (LxAxP): 140x53x176 mm
  • Peso: 1,05 kg

Author: Redazione

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