Denon AVC-X6500H

Se grazie ai suoi 11 canali l’apparecchio consente di realizzare impianti HT davvero molto sofisticati, le sempre più numerose funzionalità connesse ne fanno una macchina utilizzabile in ogni momento. Ora (o quasi) anche agli ordini di Alexa.

Risale a circa un anno e mezzo fa la prova dell’AVR-X6300H, del quale, pur appartenendo alla serie AVC (senza sintonizzatore), l’X6500H sembra essere la diretta evoluzione. I due apparecchi sono esteticamente molto simili, ma in effetti il nuovo nato non è una copia esatta; il costruttore infatti è intervenuto in tanti piccoli dettagli, e non ha semplicemente messo mano al firmware per una rinfrescata di facciata, creando un duplicato evoluto. La potenza di targa non è cambiata, 140 watt per ciascuno degli 11 canali, tutti perfettamente identici tra loro, in modo che anche nei sistemi più performanti, con canali surround capaci di prestazioni paragonabili a quelle dei frontali, non venisse a mancare la potenza necessaria e talvolta indispensabile nella riproduzione di titoli multicanale solo audio. Ma la sigla che identifica i transistor bipolari darlington siglati Denon (i moduli di amplificazione sono a dispositivi discreti) non è la stessa del modello precedente; magari è solo un cambiamento nella nomenclatura, ma potrebbe più probabilmente trattarsi di una rivisitazione del componente.

Gli 11 canali da 140 watt sono tutti uguali, realizzati con componenti discreti. La dinamica disponibile è molto elevata,
come confermato anche dai test al banco.

Anche l’estetica del frontale, sebbene le dimensioni siano pressoché invariate, è stata gemellata con quella dell’altro membro della serie AVC, l’imponente 13 canali l’X8500 (provato su AUDIOreview 397): lo sportellino che chiude il vano dei controlli è ritagliato nel pannello frontale e non è più circondato dal proseguimento della cornice del display.

Il vano sul frontale, protetto da uno sportellino, accoglie i tasti di controllo (tra cui quelli relativi ai 4 banchi di memoria che permettono di salvare altrettante diverse configurazioni di impiego), uno degli 8 ingressi HDMI e la porta USB.

E poi ci sono tante diverse migliorie a livello di funzionalità. A chi non avesse letto la prova del 6300, interesserà sapere che l’AVC-X6500H è un completo integrato multicanale, con il quale è possibile allestire impianti home cinema di pregio elevato e notevole complessità. La macchina supporta infatti tutte le codifiche, comprese quelle 3D “object based” come l’elevato numero di canali a disposizione, ben 11 come si diceva poc’anzi, lascia facilmente supporre. Le sezioni di amplificazione offrono un elevatissimo grado di configurabilità, non solo in termini di mera assegnazione a specifici canali e l’utilizzo di speaker Dolby Atmos enabled, ma anche come possibilità di bi-amping di singoli diffusori e come gestione di altri due ambienti in aggiunta a quello principale. La configurazione può essere fatta manualmente ma ci si può validamente avvalere della ormai ultraconsolidata procedura automatica, che non solo guida l’utilizzatore in tutte le fasi ma provvede anche ad effettuare la calibrazione acustica del sistema con la tecnologia Audyssey.

Tra le novità che questo modello porta con sé c’è la possibilità di realizzare una configurazione 5.1 con tutti i canali in biamping. Gli ingressi HDMI sono ben 8 e adatti a tutto: sul fronte video supportano Dolby Vision e HLG, mentre grazie all’eARC lasciano passare i formati audio più recenti offerti dai servizi di streaming.

Oltre alle sorgenti fisiche, l’apparecchio può attingere a fonti liquide sia via web che in rete locale e naturalmente si integra nell’ecosistema multiroom Denon Heos. Sul fronte video, gli ingressi HDMI (4k, 60p) sono addirittura 8, 3 le uscite (per le quali l’unità effettua eventualmente il necessario upscale). Chi invece già conosce le caratteristiche di base degli ampli Denon perché magari aveva letto la prova del 6300, sarà interessato a sapere cosa porta di nuovo con sé il 6500. La differenza più evidente è in realtà l’assenza della sezione tuner. Non voglio arrivare a dire che la presenza del sintonizzatore sia anacronistica, ma è pur vero che la disponibilità dei servizi di streaming e delle web radio ne compensa largamente la mancanza. Rispetto al 6500 troviamo invece la possibilità del bi-amping anche per il canale centrale ed i surround, qualora i diffusori lo consentano e le necessarie sezioni di amplificazione non siano impegnate.

Una delle novità più significative è il supporto dello standard eARC (enhanced Audio Return Channel); alcuni servizi di streaming video offrono l’audio multicanale anche in formati come il Dolby Atmos, che non era gestito dal “vecchio” ARC ma che passa tranquillamente nella versione “enhanced”. Altrettanto importante è la gestione dei formati HDR Dolby Vision e Hybrid Log Gamma, che valorizzano il video quando le codifiche a oggetti innalzano il realismo dell’audio. Forse meno utile ma comunque significativa l’aggiunta del supporto alle codifiche IMAX DTS (tramite upgrade) del DTS Virtual:X.

Ancora sul fronte audio sono state introdotte alcune migliorie, come la gestione del formato DSD 5.6 ALAC 192/24 (che nel 6300 si fermava a 96/24), o come il passaggio a 32 bit nelle sezioni audio D.D.S.C. HD Digital (Dynamic Discrete Surround Circuit) e nell’Alpha Processing AL32 Multichannel (prima AL24 Processing Plus). È stata poi aggiunta la possibilità di bloccare i tasti di controllo sul frontale e persino sul telecomando; penso a che pasticcio possa fare un bambino che inizia a spingere tasti a caso, ma anche un adulto poco cresciuto in installazioni pubbliche in cui la macchina non è al riparo da occhi e mani indiscrete. Altra novità che il 6500 porta con sé è il controllo tramite browser Web, che si aggiunge alle possibilità offerte dalle app Denon ed Heos.

Il telecomando, solo parzialmente retroilluminato, può essere sostituito nelle funzioni di uso più frequente dalle app della casa, che consentono anche di fare a meno di accendere lo schermo di controllo.

Ero infine davvero curioso poi di provare il controllo vocale con Alexa, anche per poter sperimentare qualcosa di un po’ più concreto con il nuovo giocattolo Echo Spot, che finora ha potuto solo sentirsi porre domande infantili. Purtroppo però la necessaria “skill” italiana non è ancora disponibile e dovremo rimandare la prova di qualche mese.

L’ascolto

Ricordo molto bene (non grazie alla mia proverbiale memoria ma perché sono andato a rileggermi quanto avevo scritto in proposito) l’ottima impressione ricevuta fin dalle prime note emesse dal 6300 e devo dire che la stessa sensazione si è ripresentata anche in questa occasione, complice anche la resa impeccabile degli Opera Callas Diva che hanno dato tutto lo spazio timbrico-dinamico necessario per permettere all’AVC-X6500H di esprimere con la massima libertà tutte le sue potenzialità. Con il sistema a disposizione la prima, ottima impressione è di una resa perfettamente equilibrata, ove nessuna gamma di frequenze è sembrata godere di un trattamento privilegiato, ma con tutto lo spettro riprodotto con paritetica perizia. Il suono è lucido e potente, con una finezza che non risente in nessun modo della posizione in cui si trova la manopola del volume. Ho saggiato ad elevata potenza quelli che so essere terreni scivolosi per elettroniche non propriamente generose in termini di capacità di erogazione, ma il Denon non è mai caduto in nessuna delle trappole che ho disseminato. La presenza in redazione di canali centrali di elevata caratura ha consentito delle piacevoli scappatelle nel multicanale audio più impegnativo, dove l’apparecchio ha confermato di trovarsi perfettamente a suo agio. Che si tratti di movimentate colonne sonore o pure tracce audio, l’AVC-X6500H ha dato ampia dimostrazione di non temere alcuna sfida. Sono io magari che mi trovo in difficoltà nel trovargli difetti. Le app, il client DLNA, in futuro Alexa e il controllo tramite browser invogliano ad usare questo ampli anche al di fuori degli ascolti in “sessione”, come la visione di film o di un concerto in multicanale; non faccio fatica ad immaginarlo quasi sempre acceso, per “cadaunare” quotidianamente in casa quella che Corrado Guzzanti chiama “l’idoneità sottofondica”.

Conclusioni

Il nuovo AVC-X6500H si è dimostrato un ottimo candidato per ricoprire il ruolo di centrale di controllo e di potenza per impianti multicanale audio e video di livello medio-alto, sia per complessità che per qualità. La configurabilità è molto spinta e sotto tutti i punti di vista la macchina offre le tecnologie più recenti. Anche se per Alexa occorrerà aspettare ancora un po’, le possibilità di impiego quotidiano, anche al di fuori dell’ascolto “impegnato”, sono davvero molte in virtù delle molteplici funzioni di connettività, sia verso provider esterni, sia all’interno dello stesso ambiente domestico, grazie all’Heos e alle zone multiple. Ancora una volta Denon ha centrato il bersaglio, con un prodotto valido, che non costa più del dovuto.

di Mario Mollo

 


LE MISURE

Questo multicanale Denon offre capacità dinamiche molto spinte, per rendersene conto basta quasi solo il grafico dell’erogazione dinamica con 5 canali in funzione (frontali, centrale e posteriori principali) che mostra incrementi anche molto elevati (fino a +5,4 dB su 2 ohm, +250%) su una base già sostenuta. La potenza erogabile per 600 millisecondi – che con la musica equivalgono in pratica ad un segnale stazionario – vale infatti 144 watt per canale su 4 ohm e 138 su 2 ohm. Riducendo a 2 il numero dei canali impegnati, guardando cioè alle curve di CCL rilevate in stereo, com’è ovvio il risultato migliora ulteriormente, soprattutto sui carichi più bassi; bene anche la tritim reattiva, anche se per poterla eseguire è stato necessario ricorrere alla filtratura da 30 kHz (tritim 30), peraltro congruente con l’ampiezza di banda voluta dal progettista (-3 dB a 80 kHz) per la sezione analogica. Entrando in digitale il limite superiore vale 65 kHz (PCM 192 kHz), nella buona media per questo tipo di componenti. Buono il comportamento ai bassi livelli di segnale, un po’ elevato il jitter ma va anche annotato che quasi tutta la sua energia cade in componenti ampiamente infrasoniche e, molto secondariamente, in una a 100 Hz legata evidentemente all’alimentazione.

di Fabrizio Montanucci

 


Ci è piaciuto:

  • L’apparecchio è molto versatile e può essere “modellato” per adattarsi a molti e diversi scenari di utilizzo. Il tutto in maniera molto facile grazie alla procedura automatica.
  • Grazie alle molteplici possibilità di accesso a contenuti liquidi, l’X6500 non serve solo per dare voce al video ma lo si può utilizzare in qualunque momento si desideri ascoltare in sottofondo un po’ di musica o una radio web, diffondendola in tutta la casa. Anche l’AirPlay è supportato.
  • La resa sonica è potente e di grande impatto, ma alla forza aggiunge la grazia di una timbrica sana e precisa.

Non ci è piaciuto:

  •  Qualche funzionalità non è ancora operativa: non è pronta la skill di Alexa e anche il controllo via Web non è completo al 100%.

 


Distributore per l’Italia: Audiogamma, Via Pietro Calvi 16, 20129 Milano. Tel. 02 55181610 – www.audiogamma.it

Prezzo: Euro 2.999,00

 

Caratteristiche dichiarate dal costruttore

  • Sezione di potenza – Numero canali/potenza: 11 canali, 140 W/ch (8 ohm, 20 Hz-20 kHz, 0,05% THD, 2 canali in funzione), 175 W/ch (6 ohm, 1 kHz, 0,7% THD, 2 canali in funzione)
  • Sezione analogica – Sensibilità: 200 mV
  • Livello di uscita: 1,2 V
  • Risposta in frequenza: 10 Hz-100 kHz (+1, -3 dB, modalità Direct)
  • Rapporto S/N: 102 dB (IHF, pes. A, modalità Direct)
  • Distorsione THD: 0,005% 20 Hz-20 kHz (modalità Direct)
  • Uscita D/A – Rapporto S/N: 102 dB
  • Distorsione THD: 0,008% 1 kHz, 0 dB
  • Ingresso fono – Sensibilità: 2,5 mV
  • Linearità RIAA: ±1 dB (20 Hz-20 kHz)
  • Rapporto S/N: 74 dB
  • Distorsione: 0,03% (1 kHz, 3 V)
  • Dimensioni: 434x167x379 mm (LxAxP, senza antenne); 434x235x389 mm (LxAxP, con antenne)
  • Peso: 14,6 kg

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