Pioneer XDP-02U

Piccolo, compatto e iperconnesso. Il nuovo Digital Audio Player di Pioneer, premio EISA 2018 nella categoria Mobile Audio Player, si affaccia al mercato degli appassionati della fruizione musicale in movimento seguendo il trend tecnologico principale: lo streaming. Non manca nemmeno la nuova codifica MQA e questo ci permette un approfondimento in merito.

Pioneer è un colosso dell’elettronica di consumo e non poteva mancare una sua affermazione nel segmento di mercato dei riproduttori audio di qualità portatili. Lo fa con una macchina molto versatile e pratica da usare, che lascia poco spazio a fronzoli, comandi e applicazioni che sanno più di gadget che di utilità effettive. Il lettore XDP-02U si concentra sui contenuti tecnologici offrendo, quali elementi centrali della sua realizzazione, ben due convertitori D/A, una predisposizione alla connessione wireless finalizzata allo streaming in alta risoluzione – leggasi predisposizione MQA – e una batteria di buona capacità che assicura durate di ascolto più che sufficienti.
Il modello 02U si pone alla base della gamma dei lettori portatili di alta qualità di Pioneer. È una base nobile perché si inserisce in un segmento di mercato medio-basso il cui street price è inferiore ai 400 euro. Per poter far questo Pioneer ha rinunciato a costosi gusci metallici e schermi ipertrofici (comodi alla vista ma che consumano la batteria) continuando però ad offrire componentistica di conversione Digitale/Analogico e di amplificazione del segnale di ottimo livello.

Descrizione e note di progetto

Da un guscio di robusta plastica di dimensioni contenute e maneggiabile comodamente con una mano sola si affacciano uno schermo touch da 2,4 pollici a colori, i tasti per la regolazione del volume e la gestione della riproduzione audio, due uscite cuffia analogiche e un connettore microUSB dedicato tanto alla ricarica della batteria quanto alla possibilità di collegarci un amplificatore/ DAC esterno portatile per chi avesse l’esigenza di pilotare cuffie ad alta impedenza e bassa efficienza.

Il controllo del volume, del tipo a bilanciere, è ben proporzionato. In basso la porta microUSB per il collegamento al PC o altri dispositivi tramite il cavo USB in dotazione.

Le uscite per la connessione alla cuffia sono due, una con il classico connettore stereo da 3,5 mm ad architettura sbilanciata ed una seconda, questa volta bilanciata, che utilizza sempre un connettore jack ma da 2,5 mm a quattro poli. Un formato codificato dalla Sony che si sta affermando nel settore dei lettori e amplificatori di fascia alta; se si possiede una cuffia con la possibilità di essere pilotata con un segnale di potenza bilanciato è bene utilizzare tale connessione che in questo caso permette un più facile pilotaggio in potenza. Per implementare questa modalità il DAP Pioneer utilizza 2 amplificatori dedicati prodotti dalla ESS, i Sabre ES9601K. Questo piccolissimo componente, 3×3 mm, possiede una topologia stereo e riesce ad erogare su un carico da 32 ohm 75 mW per canale. Utilizzandone 2 si implementa un pilotaggio bilanciato sul consueto carico da 32 ohm con 150 mW disponibili a canale.
Naturalmente il miglior compagno all’ingresso di questo piccolo amplificatore per cuffia non poteva che essere un convertitore D/A sempre della stessa ESS, in particolare uno dei best-seller della famiglia dedicata alle applicazioni su dispositivi mobili ovvero il modello ES9018C2M. Questo altrettanto minuscolo componente viene spinto in questo caso fino a 32 bit e 192 kHz di frequenza di campionamento per la codifica PCM e 1 bit 5,6 MHz per la codifica DSD, il tutto con soli 40 mW di consumo a regime.
Come condimento di questo cuore tecnologico ci sono le funzionalità di interconnessione wireless sia in ingresso come dati che in uscita verso una cuffia anch’essa non cablata. Il Pioneer XDP-02U possiede un ricevitore WiFi con cui è possibile connettersi ai servizi di streaming, anche codificati MQA, di Tidal o Deezer mentre tramite TuneIn si possono ascoltare le oramai centinaia di migliaia di Web Radio che popolano la rete e che iniziano ad innalzare anche il bit rate e di conseguenza la qualità dei contenuti diffusi a un livello sufficiente per un ascolto audiofilo. L’ultima sottoscrizione possibile in ordine di tempo disponibile è quella verso Onkyo Music che permette un download diretto di brani in alta risoluzione sulla memoria della macchina. Il lettore è infatti dotato di una memoria interna pari a 16 GB, ma soprattutto due slot in cui si possono inserire delle microSD card con capacità fino a 256 GB ciascuna per un totale di 512 GB (mezzo terabyte!).

La memoria interna di 16 GB è espandibile fino a 528 GB tramite 2 schede microSD da 256 GB. Anche le uscite cuffia sono due: bilanciata da 2,5 mm e sbilanciata da 3,5 mm.

Tramite la tecnologia Bluetooth, presente anch’essa sulla macchina, è possibile connettere una cuffia – ma anche un diffusore, perché no? – per evitare così qualsiasi interconnessione cablata. Purtroppo Pioneer dichiara che la connessione avviene solo tramite il protocollo A2DP che non permette il trasferimento di file in alta risoluzione per cui questo tipo di contenuti verranno compressi prima di trasferirli via Bluetooth alla cuffia. Sempre tramite Bluetooth è possibile comandare la riproduzione dei brani tramite uno smartphone. Pioneer rende disponibile un’applicazione, DuoRemote, che permette di inviare i classici comandi come Play, Pause, Stop, etc… ; è questa una possibilità che può rivelarsi utile visto che ahimè siamo sempre con un telefonino in mano.
L’ultima nota costruttiva che mi sento di segnalare è la capacità della porta USB presente per il caricamento della batteria di operare anche in modalità OTG (On The Go) per trasferire in via digitale i brani da riprodurre ad un eventuale DAC/amplificatore esterno. In questo modo è possibile estendere l’utilizzo del DAP anche a cuffie particolarmente poco sensibili e che non riescono ad essere pilotate dall’amplificatore incorporato. Ho provato la connessione tramite un cavetto OTG microUSB (non fornito) e tutto è filato liscio al primo colpo.

Note d’uso e di ascolto

La nostra abitudine ad usare terminali dotati di uno schermo touch senza l’utilizzo di alcun manuale introduttivo fa sì che accendere il dispositivo ed iniziare ad usarlo sia oramai un gesto consueto. Una volta accesosi il piccolo schermo si divide in 9 quadranti il cui impiego è di facile comprensione. Si va dai consueti simboli del WiFi o del Bluetooth a quelli della libreria o della rotella dentata della configurazione; toccando i vari quadranti si accede subito alle funzioni dedicate dove ci si ritrova come di consueto a scegliere tra compositori piuttosto che fra cartelle, oppure ad abbinare un dispositivo Bluetooh o scegliere una rete WiFi. A proposito di quest’ultima la connessione riesce se a valle della scelta della rete a cui collegarsi è richiesto user id e password, non mi è riuscita invece quando ho tentato di collegarmi ad un hot spot che prevede altri consensi tramite browser come ad esempio in treno o albergo.

Vale la pena di soffermarsi sulle voci “Line out”, “Balanced” e il quadrante identificato dal simbolo dell’equalizzatore grafico. La voce “Line out” permette di utilizzare l’uscita cuffia del lettore XDP-O2U come se fosse una tradizionale uscita analogica a livello fisso da collegare ad un amplificatore integrato disabilitando così il controllo del volume. La voce “Balanced” consente la scelta tra due modalità di trattamento del segnale sull’uscita dedicata alle cuffie con pilotaggio appunto bilanciato. La prima “Balanced” è la modalità tradizionale ovvero ciascuno dei due amplificatori ES9001K si occupa di uno dei due canali stereo pilotando in fase/controfase gli ingressi della stessa armatura di un auricolare raddoppiando così l’escursione del segnale; la seconda modalità, denominata ACG, sfrutta sempre i due amplificatori di pilotaggio per ciascun canale ma vincola uno dei due segnali di pilotaggio delle armature a massa; in questo caso l’ampiezza del segnale di pilotaggio è identica alla modalità sbilanciata. In sintesi nel pilotaggio Sbilanciato la massa è comune tra i due canali stereo, nella modalità Bilanciata ACG i due canali stereo dispongono di due masse di riferimento separate.

I controlli audio identificati dal simbolo dell’equalizzatore sono svariati e molto flessibili. È disponibile un equalizzatore a 10 bande con, volendo, alcune configurazioni già pre-impostate; si possono esaltare solo i toni bassi sfruttando un filtro low shelving che esalta le prime ottave; si può impostare il sovracampionamento del brano in esecuzione con una interpolazione a 32 bit – essenzialmente mi spiego quest’ultima soprattutto per introdurre meno errori e per utilizzare le tecniche di dithering che riducono al minimo le distorsioni digitali in segnali di basso livello – e dulcis in fundo selezionare diversi tipi di filtraggio anti-aliasing a seconda che si voglia una risposta in frequenza a valle della conversione D/A più regolare in frequenza ma con ringing intrinseco (non si ode affatto), più morbida sulle alte frequenze o del genere analogico con un limitato ripple in banda ma privo di ringing.

Come suona l’MQA?

Ho ascoltato a lungo e in movimento il lettore Pioneer soprattutto perché è la prima macchina da musica portatile con decodifica MQA in cui mi imbatto. Dico subito che fa egregiamente il suo lavoro, intercetta tutti gli streaming digitali in maniera corretta e li decodifica secondo il loro standard – PCM, DSD e MQA compreso – senza esitazione. La decodifica MQA avviene in maniera corretta e con risultati per l’utilizzo in movimento degni di nota, e vi dico subito il perché.

Ricordo che la codifica MQA è una codifica con perdita di informazione, lossy quindi, perché utilizza i bit meno significativi per immagazzinare le informazioni che consentono all’algoritmo di decodifica di utilizzare una frequenza di campionamento più elevata di quella del file in esecuzione riportando così la riproduzione a quella registrata nel master originale. Si perdono dunque informazioni nell’ambito della risoluzione in ampiezza del segnale ma se ne riacquistano altre nel dominio della risoluzione temporale. Per far questo e permettere in ogni caso una compatibilità con lettori che non supportano la codifica MQA si effettua una compressione percettuale, molto più moderna e raffinata dei primi algoritmi di compressione mp3 ma i dati originali si perdono. Perché farlo? Il motivo è uno solo: per salvare banda in uno streaming audio su rete 4G o WiFi o spazio su una memoria limitata per file. Salvare banda in uno streaming ha poco senso se ad esempio ci si trova in presenza di una buona connessione WiFi, ben diverso è se ci si muove e la connessione è 3/4G e per di più si vuole limitare la quantità di dati scambiati, i famosi giga di tutte le pubblicità di telefonia mobile. Due piccoli esempi: per trasmettere un file audio stereo codificato 24/192 vedremo scorrere più di 1,15 MB al secondo contro i 0,28 MB/s di una codifica MQA. Infatti per “dispiegare l’origami”, come molto poeticamente viene descritta la decodifica temporale MQA, è sufficiente uno streaming 24/48 per tornare all’originale 24/192. In termini di spazio invece posso riportare l’esempio dell’album “Piazzolla by Strings & Oboe” rintracciabile su www.highresaudio.com che passa da 1,37 GB nella versione originale 24/192 a 405 MB per quella codificata MQA, un bel risparmio per una memoria SD. Tutto oro quel che luce? O per dirla alla Fabrizio Montanucci che sul numero AR 387 ha dato ben più di una spiegazione sulla codifica in questione: non ci sono pasti gratis.

Ho utilizzato il tool MusicScope per valutare le differenze tra i file dell’album citato sotto l’aspetto tecnico, in particolare mi sono concentrato sull’analisi del numero effettivo di bit che contengono informazioni tra loro correlate e quindi di segnale audio piuttosto che di rumore che quindi appare assolutamente incorrelato tra campione e campione. Ebbene la codifica originale, 24/192, ha gli ultimi 6 bit, i meno significativi, che sono occupati da rumore – in particolare per modulare il rumore fuori dalla banda audio – ovvero la dinamica dei brani sfrutta 18 bit effettivi; la codifica MQA degli stessi brani ha gli 8 bit meno significativi tra loro incorrelati ovvero utilizzati per la codifica e/o invasi dal rumore del brano, i bit significativi sono dunque 16. Che differenza fanno 2 bit? In termini di dinamica utilizzabile dal segnale audio o di rapporto Segnale/Rumore parecchio, si tratta di una differenza che vale ben 4 volte o 12 dB, non è poco.
Ho ascoltato a lungo quindi i risultati della decodifica con e senza MQA e devo dire che se necessaria per problemi di segnale wireless o di spazio su memoria è un compromesso eccellente, vengono a mancare sfumature nella lettura dei brani. In un uso in movimento, con una riproduzione in cuffia magari in ambienti rumorosi ben venga la codifica MQA che permette una riproduzione più dolce ed accattivante causata dall’alta risoluzione temporale. Se invece le priorità di spazio o di connessione non sono presenti allora non è necessario utilizzarla, si hanno risultati migliori in merito alla risposta in dinamica, i transienti risultano più vivi utilizzando sorgenti audio memorizzate nella frequenza di campionamento nativa.

Le schermate mostrano la decodifica MQA operata dal lettore. A sinistra è in esecuzione il brano originale, la cui risoluzione è indicata sotto al titolo; a destra il lettore riproduce il brano codificato 24 bit/ 48 kHz MQA e viene indicata la risoluzione finale dopo la decodifica.

Il Pioneer suona così come si presenta senza fronzoli ma con molta sostanza; tutte le ottave da quelle basse a quelle più alte sono presenti e corpose. Non ci sono toni di luce o colori che descrivono la riproduzione, è accurata e ben risoluta. C’è però un ma che richiede una qualche attenzione: il guadagno. Pur potendo scegliere tra tre diversi livelli di guadagno se le cuffie non hanno una efficienza più che media si soffre negli ambienti rumorosi perché il volume non basta, soprattutto nel più diffuso collegamento sbilanciato. Non ho riscontrato questa mancanza su l’uso di auricolari ma per le cuffie sovra o circum-aurali ho dovuto scegliere quelle con una sensibilità maggiori di 98 dB/mW.

Conclusioni

Un buon prodotto questo Digital Audio Player Pioneer XDP-O2U. Robusto, non lascia spazio a troppe infiorettature ma alla sola sostanza. Avremmo preferito un guadagno un po’ più alto ma a questo si può ovviare con la corretta scelta delle cuffie da abbinare che dovranno essere di adeguata sensibilità. La capacità di aggiornare il firmware gli permette una vita lunga sul fronte delle innovazioni tecnologiche e di interconnessione oggi quasi giornaliere. Lo street price lo rende competitivo nel suo segmento di mercato. Non a caso è stato insignito dall’EISA Award 2018-2019 nella categoria Mobile Audio Player.

di Mario Richard

 


Distributore per l’Italia: Pioneer Italia, Branch of Pioneer Europe NV, Via R. Lepetit 8, 20020 Lainate (MI). Tel. 02 93911 – www.pioneer-car.it

Prezzo: Euro 350,00

 

Caratteristiche dichiarate dal costruttore

  • Memoria interna: 16 GB
  • Formati audio: PCM (FLAC, ALA, AIFF, WAV, MP3) 32 bit/192 kHz, DSD128, MQA
  • Internet audio: Tidal, Dezeer, TuneIn
  • Potenza di uscita: >75 mW (32 ohm, sbil.), >150 mW (32 ohm, bil)
  • THD: <0,006%. SNR: >115 dB
  • Impedenza cuffia: 16-300 ohm sbil., 32-600 ohm bil
  • Batteria: durata >15h (32 ohm, FLAC 24/96, Bluetooth e WiFi off)
  • Dimensioni: 63,5x99x15,2 mm
  • Peso: 122,5 g

Author: redazione

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