Astell & Kern PEE51

Una soluzione pratica e con un ottimo rapporto qualità/prezzo per incrementare le prestazioni audio dei nostri smartphone.

Nella vita di tutti i giorni oramai consideriamo i nostri smart-phone come telecomandi universali: cinema, pizza, contatti sociali, news, messaggi, home banking, qualche telefonata ma soprattutto foto e audio sono probabilmente gli usi più frequenti che ne facciamo. Per l’audio in mobilità poi sono una manna, la disponibilità della connessione dati è diventata un dato vincente per i vari provider che oramai gareggiano più ad aumentare a dismisura la quantità di “giga” messa a disposizione trascurando in qualche luogo la qualità della connessione; se a questo uniamo l’offerta di streaming audio di alta qualità allora ci rendiamo veramente conto che con uno smartphone e un paio di “cuffiette” possiamo portare ovunque la nostra smisurata, qui ci sta tutta, passione per la musica.

Peccato che per evitare qualsiasi compressione con perdita oggi sia ancora necessario evitare gli auricolari wireless – la trasmissione Bluetooth sta facendo passi da gigante ma non esiste attualmente alcun protocollo che sia veramente lossless e bit perfect – e che a monte del connettore audio il convertitore DAC sia poco prestante. Nascono così una serie di piccoli, alcune volte piccolissimi, accessori che si collegano alla presa USB dello smartphone e realizzano un vero e proprio convertitore DAC con una qualità di uscita del segnale analogico di molto superiore a quella nativa, amplificazione inclusa.

Dobbiamo ammettere che a questa soluzione ci è arrivata per prima Apple che ha eliminato dai modelli recenti dei suoi iPhone il connettore audio jack analogico ed ha introdotto un piccolissimo adattatore che altro non è che un miniDAC. Di seguito, su tale soluzione ci si è buttato di slancio il mercato dell’Estremo Oriente, che stravede per l’ascolto tramite gli auricolari, progettando una varietà molto vasta di questi accessori. Ed è così che anche i brand di gamma alta hanno sposato questa filosofia e la coreana Astell & Kern non poteva non presentare una sua interpretazione, fatta di prestazioni e realizzazioni da primato. Il modello PEE51 rappresenta il miniDAC di A&K nella versione uscita sbilanciata; a questo si aggiunge il modello PEE52 con uscita bilanciata e connettore Pentaconn da 4,4 mm di diametro ma dal prezzo superiore.

Progetto e realizzazione

25 grammi e dimensioni pari a 12x20x8 mm sono le caratteristiche meccaniche del piccolo oggetto nelle mie mani. Come tutti gli oggetti prodotti da Astell & Kern la forma non si accontenta di un mero parallelepipedo ma angola e smussa la parete superiore imprimendole quell’aspetto mai banale che fa distinguere il marchio tra l’infinità di produttori orientali. Il piccolo oggetto si presenta come un connettore USB di tipo C la cui la forma è anch’essa modellata come la principale, unito tramite un corto spezzone di un bel cavo multipolare al corpo dell’elettronica.

Un connettore USB e il corpo principale, tutto qui. È difficile pensare a qualcosa di meno e soprattutto di più minuscolo. Il segreto di tutto quanto risiede nello sforzo che sta facendo l’industria della componentistica elettronica per ridurre sempre di più le dimensioni dei propri prodotti. Se nello scorso decennio abbiamo visto crescere le dimensioni dei nostri smartphone non è certo per le dimensioni della componentistica elettronica ma perché la continua richiesta di migliorare la qualità (e la visibilità) della componente video ha fatto crescere le dimensioni del display e con esso il suo consumo di energia costringendo così ad aumentare anche la capacità della batteria e di conseguenza le sue dimensioni; se a questo aggiungiamo la proliferazione degli obiettivi fotografici montati sopra, ci siamo spiegati tutto.

I componenti elettronici invece hanno sempre più diminuito le loro dimensioni perché la tecnologia da molti anni sta cercando di compattare quanta più capacità di trattamento del segnale, sia analogico che digitale, in spazi sempre più piccoli. Ora, per rendersi conto di cosa si intende per piccolo possiamo dire che al momento stiamo parlando di componenti di base – transistor, condensatori e resistenze – che vengono modellati nel silicio, ciascuno delle dimensioni di una manciata di nanometri: un nanometro è pari ad un miliardesimo di metro. Attualmente ci sono famiglie di microprocessori i cui miliardi di componenti che li compongono sono realizzati con tecnologie appartenenti alle famiglie dei 10, 7 o 3 nanometri di dimensione ma Intel ha già annunciato che nel 2025 sarà in grado di scendere sotto le dimensioni del nanometro affrontando la sfida degli angstrom con la tecnologia che ha denominato 20A. Stiamo parlando di componentistica di base delle dimensioni pari a due centomilionesimi di centimetro!!!

Il collegamento via cavo tra i due elementi che compongono il PEE51 facilita l’impiego con jack anche pesanti o dalla connessione angolata.

La sfida non risiede nel fare le cose più piccole che si può, ma nel fatto che con tali dimensioni è possibile diminuire ancora il tempo con cui viene eseguita ciascuna operazione di base (corrisponde ad aumentare la velocità dei clock di base a valori di decine di GHz) risparmiando contemporaneamente l’energia consumata. Se infatti i componenti elettronici divengono più efficienti, è possibile alimentarli a tensioni più basse, con conseguente riduzione dell’assorbimento e della dissipazione di calore. Bene, tutta questa disquisizione per dire che il cuore del PEE51 è costituito da due minuscoli componenti prodotti dalla Cirrus Logic, CD43198, che implementano la funzionalità di convertitori digitale/analogico e la regolazione del volume di ascolto.

Questi componenti misurano 2,7×3,2 mm per lato e sono montati su di un minuscolo circuito stampato posto all’interno del corpo dell’elettronica Astell & Kern. L’alimentazione richiesta è pari a 1,8 volt ed è quindi facilmente ricavabile da quella a 5 volt presente su uno dei contatti della porta USB. Il progettista quindi non ha fatto altro che aggiungere un piccolo regolatore di tensione, un altrettanto minuscolo componente di interfaccia seriale per i dati audio, un piccolo operazionale di uscita, un oscillatore per il clock e una manciata di altri componenti. I due DAC sono utilizzati ciascuno per un canale mettendo in parallelo le uscite nativamente bilanciate che vengono sommate dall’amplificatore operazionale in uscita. Nel modello PEE52 sono invece utilizzate in maniera tale da conservare l’uscita bilanciata. Il circuito che ospita il tutto ha dimensioni pari a 1,4x4x1 mm con sei strati di piste, un piccolo gioiello ma, fidatevi, per altri tipi di applicazioni siamo alle scuole medie superiori…

Note d’uso e di ascolto

Come player digitale sul mio smartphone (un comunissimo esemplare del leader di mercato coreano di fascia medio-bassa: adoro tirare per il collo le macchine invece di procedere sempre al piccolo trotto con fuoriserie di alta gamma, così sono buoni tutti) impiego USB Audio Player PRO (UAPP) perché mi permette di fare tutti i settaggi che voglio, comprese le elaborazioni più particolari per testare auricolari ed elettroniche come questo Astell & Kern PEE51. Gli auricolari prescelti per il test invece sono stati i Thieaudio The Monarch mkII, che considero di una fascia adeguata a carpire le sfumature della riproduzione con la peculiarità di avere la curva di impedenza che varia, per fortuna monotonicamente, da circa 40 ohm a 20 Hz a 8 ohm a 1 kHz, rimanendovi fino alla fine della banda audio.

Gli auricolari infatti sono a 3 vie e sfruttano tre tecnologie di driver diverse: dinamico, ad armatura bilanciata ed elettrostatico. Hanno quindi bisogno di un buon polso per tenerli a bada e i driver suddivisi nelle diverse bande in frequenza permettono di comprendere da subito se vi siano difficoltà di pilotaggio di una delle tecnologie realizzative. Collegare il DAC è una questione di un attimo: faccio partire UAPP, lo configuro bit perfect e connetto il PEE51; un piccolo LED bianco si illumina sul suo corpo e lo smartphone mi chiede se voglio far pilotare il DAC da UAPP; acconsento, e mi collego al mio server per scegliere i brani di questo test.

Mi affido solo a produzioni del 2023 e decido di partire con Bettye LaVette e il suo “LaVette!” nel formato 24/96. “Lazy (and I know it)” inizia con un basso sincopato e la batteria che scandice un ritmo da blues di classe; la batteria è secca e il basso occupa tutto lo spazio lasciando chitarra e tastiere ad accompagnare il tutto nella giusta dimensione. La prima parte dello spettro audio è corposo ma desidererei qualche riga di volume in più, penso al pilotaggio sbilanciato rispetto al bilanciato e al driver dinamico da 10 mm che riproduce questa fascia. Ah, non avere per le mani il fratello bilanciato per fare subito un raffronto! In ogni caso la timbrica è equilibrata e la resa c’è tutta, il basso ha il suo corpo ma un pelo di spinta in più ci può anche stare. Nel brano successivo, “Sooner or Later”, la chitarra elettrica sul lato sinistro della scena ha una bella aria attorno, e la piccola elettronica ha ottime doti di trasparenza e risoluzione che mi permettono di seguirla senza fatica lungo tutto il brano. Andiamo allora a verificare le doti in gamma alta.

I Quartetti per archi sono per il genere classico un banco di prova per tutti gli attori coinvolti, dal compositore che deve saper utilizzare le risorse a disposizione senza scadere nel banale o addirittura nella noia, agli interpreti da cui ci si aspetta sempre che ci mettano tutta la sensibilità del loro talento per interpretare la miriade di sfumature della partitura mettendo in risalto i toni dei loro strumenti, ai tecnici della registrazione o meglio al Tonmeister che deve avere una competenza straordinaria per far materializzare i quattro strumenti davanti all’ascoltatore e infine a quest’ultimo a cui è richiesto di accogliere quel fiume di note muovendosi tra dolci anse, tratti torrentizi e improvvise cascate. Da qualche anno trovo che le interpretazioni del Chiaroscuro Quartet sulle composizioni di Mozart, Schubert e Beethoven prodotte dalle edizioni BIS coniughino in maniera esemplare quanto richiesto da un ottimo quartetto d’archi classico.

Quest’anno è uscito un album che comprende l’esecuzione dei prime tre Quartetti di Haydn in formato 24/192. Il finale del primo Quartetto con il Presto e/o Allegro è porto dall’Astell & Kern in maniera esemplare, tutti gli esecutori sono al loro posto nella scena virtuale. I due violini sulla sinistra conversano concitati con la viola che si trova spostata sulla destra rispetto al centro facendo risaltare la freschezza dell’incisione molto vivida e realistica. Chiudiamo con un suggerimento dato da Marco Cicogna nel numero 456 di AUDIOreview; mi riferisco agli ottoni della National Brass Ensemble condotta da Eun Sun Kim nell’album “Deified”. Qui dinamica e transienti la fanno da padrone e sono queste le caratteristiche che il piccolo PEE51 deve mettere in evidenza. La riproduzione è molto vivace, i transienti risultano veloci e con quel senso di accadimento improvviso richiesto; anche questa volta desidero un pizzico di profondità in più: al minuto 3 e 20 secondi del brano “Deified” il rullare dei timpani arresta l’impeto degli ottoni e quel pizzico di profondità spettrale che vorrei ci sta tutto.

Conclusioni

L’Astell & Kern PEE51 è una soluzione ottima per chi vuole ascoltare tutta la musica messa a disposizione oggi dai fornitori di streamer audio in alta risoluzione utilizzando uno smartphone senza rinunciare a prestazione di altissima qualità. Bisogna fare un po’ di attenzione alle caratteristiche del carico che gli si vuole far pilotare ma esiste sempre l’opzione del fratello con uscita bilanciata per risolvere l’eventuale problema di auricolari ibridi particolarmente voraci. Il prezzo è più che giustificato dalla perfetta realizzazione meccanica del piccolo DAC USB.
Mario Richard


Astell & Kern PEE51
DAC/amplificatore per cuffia
Distributore per l’Italia: Audiogamma spa, Via Nino Bixio 13, 20900 Monza (MB).
Tel. 02 55181610 – Fax +39 02 55181961 – www.audiogamma.it
Prezzodi listino: euro 149,00 (IVA inclusa)

CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE
  • DAC: Cirrus Logic CS43198 x2 (dual mono DAC).
  • Ingresso: USB Type-C.
  • Uscite: cuffia jack stereo 3,5 mm.
  • Risposta in frequenza: 20 Hz-20 kHz ±0,03 dB.
  • THD+N: 0,0004% a 1 kHz.
  • SNR: 118 dB a 1 kHz.
  • Impedenza di uscita: 2,0 ohm.
  • Campionamento PCM: fino 384 kHz/32 bit.
  • DSD: fino DSD256.
  • Compatibilità: Windows 10 (32/64 bit), MAC OS, Android, iOS.
  • Dimensioni: 17x50x10 mm.
  • Peso: 25 g

Author: Redazione

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