Yamaha RX-A850 sintoamplificatore

Versatilità e qualità

Dotato della tecnologia MusicCast Yamaha che estende le funzionalità di rete ampliando le possibilità di fruizione di contenuti su vari tipi di apparecchi distribuiti nell’ambiente domestico, l’RX-A850 si colloca nella fascia media della gamma dei sintoamplificatori Yamaha Aventage. L’RX-A850 offre inoltre la compatibilità con Dolby Atmos, il più recente e sofisticato sistema di codifica audio multicanale sviluppato da Dolby Laboratories.

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Inserito nella serie Aventage, caratterizzata soprattutto da accorgimenti costruttivi miranti alla minimizzazione delle vibrazioni, l’RX-A850 rappresenta un compromesso molto interessante tra contenimento del prezzo, sezione finale con potenza e numero di canali soddisfacenti nella maggior parte delle installazioni e dotazione funzionale ampia e aggiornata.

Per ciò che concerne in particolare la sezione finale, la potenza continua su due canali non scende sotto i 100 W, come avviene invece sui modelli più economici, caratterizzati anche da un minor numero di canali di amplificazione (cinque, invece dei sette dell’RX-A850). Oltre che con la finitura nera dell’esemplare utilizzato per la prova, questo sintoamplificatore HT è disponibile anche con la finitura bicolore, scura nella parte superiore e chiara (di colore denominato titanium) in quella inferiore.

Descrizione e funzioni

I sette stadi di amplificazione sono realizzati prevalentemente a componenti discreti e utilizzano ciascuno una coppia di transistor finali bipolari a tripla diffusione C4468 – A1695. Il trasformatore di alimentazione è ben dimensionato, un po’ meno i condensatori elettrolitici di filtraggio la cui capacità complessiva ammonta a 16.400 microfarad. Per quanto riguarda invece i componenti utilizzati nella sezione digitale possiamo citare la coppia di processori Texas Instruments D80YK113DPTP5, i cinque convertitori D/A stereofonici Burr-Brown PCM5101A e il transceiver PCM9211 che include anche un convertitore A/D stereofonico.

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All’interno spiccano il generoso trasformatore di alimentazione e il dissipatore di calore dei transistor finali montato a ridosso del pannello frontale.

Dal punto di vista costruttivo si può apprezzare la realizzazione in alluminio del pannello frontale non frequente in prodotti di prezzo confrontabile. Per ciò che concerne le funzionalità, quelle che possono risultare più interessanti sono il sistema MusicCast, sul quale non ci soffermeremo in quanto trattato in un apposito riquadro, e la compatibilità con il sistema di codifica multicanale Dolby Atmos. Le caratteristiche principali di quest’ultimo sono già state descritte in precedenti prove, per cui ci limitiamo qui solo a richiamarle brevemente.

Una volta ribaltato lo sportellino collocato nella parte inferiore del pannello anteriore diventano accessibili un connettore HDMI e uno USB nonché quelli per il collegamento della cuffia, del microfono di calibrazione del sistema YPAO e di una sorgente audio-video dotata di uscite analogiche.

Una volta ribaltato lo sportellino collocato nella parte inferiore del pannello anteriore diventano accessibili un connettore HDMI e uno USB nonché quelli per il collegamento della cuffia, del microfono di calibrazione del sistema YPAO e di una sorgente audio-video dotata di uscite analogiche.

La principale novità del più recente sistema di codifica Dolby è la possibilità, per chi realizza la colonna sonora di un film, di collocare le sorgenti sonore anche in altezza, in modo da poter creare effetti sonori più spettacolari e realistici. A livello di codifica ciò viene ottenuto affiancando ai dati della codifica digitale audio opportuni metadati che descrivono la traiettoria seguita dalla sorgente sonora. Al fine di ricostruire nell’ambiente di ascolto la terza dimensione, ossia l’altezza, è necessario far arrivare dall’alto i suoni di almeno due (meglio se quattro) canali supplementari.

Chi ha ideato il sistema si è reso ovviamente conto delle difficoltà connesse con l’installazione dei diffusori relativi a questi ulteriori canali, per cui, oltre alla possibilità di collocarli a soffitto, ha previsto un’altra soluzione. Quella di affidarsi alla irradiazione indiretta, tramite riflessione sul soffitto delle onde sonore emesse da diffusori che irradino verso l’alto e che siano appoggiati sui diffusori surround e/o su quelli frontali. Questi diffusori, espressamente progettati per il Dolby Atmos, sono prodotti da vari costruttori (tra cui Pioneer, Onkyo, KEF, Klipsch) anche nella versione che include il sottostante canale surround o frontale.

Nella parte alta del pannello posteriore sono collocate le prese HDMI, il connettore per l’antenna wi-fi e quello per la connessione di rete Ethernet. Più in basso si trovano sulla sinistra i connettori video e audio analogici, quelli per i segnali audio digitali e quelli per l’antenna del sintonizzatore FM. Sulla destra sono invece collocati i morsetti per il collegamento di nove diffusori.

Nella parte alta del pannello posteriore sono collocate le prese HDMI, il connettore per l’antenna wi-fi e quello per la connessione di rete Ethernet. Più in basso si trovano sulla sinistra i connettori video e audio analogici, quelli per i segnali audio digitali e quelli per l’antenna del sintonizzatore FM. Sulla destra sono invece collocati i morsetti per il collegamento di nove diffusori.

 

Nel caso dell’RX-A850 occorre però tenere conto del fatto che è possibile gestire un’unica coppia di diffusori aggiuntivi tradizionali (collocati a soffitto) o a riflessione. In quest’ultimo caso, inoltre, è prevista la sola collocazione sopra o in prossimità dei diffusori frontali e non anche dei diffusori surround. In definitiva, per poter riprodurre le colonne sonore Dolby Atmos con l’RX-A850 occorre acquistare una coppia di diffusori supplementari e utilizzare due canali di amplificazione per pilotarli. Dato però che i canali di amplificazione disponibili sono in tutto sette, per avere gli effetti dall’alto occorre rinunciare a quelli dal retro presenti sui canali surround back (in tal caso la configurazione viene denominata, se si utilizza un unico subwoofer, 5.1.2 ch, con il terzo numero che indica il numero di canali aggiuntivi Dolby Atmos). Inoltre, così come nel caso del Pioneer VSX-930K recentemente provato, non è possibile il contemporaneo utilizzo dei due canali Dolby Atmos e dei due canali surround back nemmeno utilizzando un amplificatore stereofonico esterno, dato che non è disponibile un’uscita preamplificata 7.1.2 ch.

Nella sezione di conversione D/A sono presenti cinque convertitori stereofonici Burr-Brown PCM5101A.

Nella sezione di conversione D/A sono presenti cinque convertitori stereofonici Burr-Brown PCM5101A.

Per le funzionalità di rete, rese facilmente fruibili grazie alla possibilità di connessione wi-fi senza l’acquisto di componenti aggiuntivi, troviamo la compatibilità DLNA e Air Play e la possibilità di riprodurre i formati DSD 2,8 MHz/5,6 MHz, FLAC/ WAV/AIFF 192 kHz/24 bit e Apple Lossless 96 kHz/24 bit. In modalità wireless è anche possibile lo streaming via Bluetooth, con l’eventuale attivazione delle elaborazioni compressed Music Enhancer sviluppate da Yamaha per migliorare la qualità dei segnali audio compressi. Con i segnali video 4K vi è compatibilità in transito (pass-through), nel senso che non è presente un processore video in grado di eseguire l’upscaling fino a tale risoluzione.

Ecco un esempio di curva di equalizzazione del sistema di autocalibrazione YPAO. La campana a tratto chiaro è relativa al contributo del primo filtro centrato sulla frequenza 31,5 Hz.

Ecco un esempio di curva di equalizzazione del sistema di autocalibrazione YPAO. La campana a tratto chiaro è relativa al contributo del primo filtro centrato sulla frequenza 31,5 Hz.

Il sistema di autocalibrazione è il ben noto e apprezzato YPAO con misurazione multipunto e capacità di controllo del suono riflesso R.S.C. (Reflected Sound Control). Tra le varie elaborazioni di post-codifica è disponibile quella denominata Virtual Surround Back Speaker che consente di riprodurre colonne sonore a 7.1 canali simulando la presenza dei diffusori surround back. Per quanto riguarda le connessioni digitali si può contare su otto ingressi e due uscite HDMI e quattro ingressi audio digitali (due su connettore ottico e due su connettore coassiale).

Non è quindi presente un’uscita audio digitale che potrebbe risultare utile in alcune situazioni di utilizzo. Come connessioni video analogiche troviamo invece due ingressi e un’uscita component, cinque ingressi e un’uscita videocomposito. Infine sono disponibili, per ciò che concerne le connessioni audio analogiche, un ingresso phono e cinque ingressi linea stereofonici, un’uscita stereofonica per l’ambiente remoto, un’uscita multicanale 7 ch, due uscite per subwoofer, l’uscita cuffia e le connessioni per nove diffusori (non utilizzabili tutti in contemporanea in quanto i canali di amplificazione sono sette).

DSC01450

I due condensatori elettrolitici da 8.200 microfarad utilizzati nella sezione di alimentazione sono realizzati per Yamaha dalla Nippon Chemicon.

L’ascolto

A conferma del fatto che il segnale di prova più simile a quello musicale è quello impulsivo, il comportamento all’ascolto dell’RX-A850 non ha evidenziato particolari carenze quando l’apparecchio è stato chiamato a riprodurre contenuti con elevati livelli di picco. Evidentemente nelle normali condizioni di utilizzo l’ottimo comportamento in regime impulsivo evidenziato al banco di misura prevale nettamente su quello mediocre in regime continuo.

Anche colonne sonore alquanto impegnative sotto il profilo dinamico vengono riprodotte con notevole impatto senza evidenziare sensibili cenni di cedimento. Anche per l’RX-A850, così come per il Pioneer VSX-930K, si è scelto di attendere che sul mercato italiano arrivi un numero sufficiente di film codificati Dolby Atmos e che siano disponibili durante la prova di ascolto diffusori progettati per questo sistema di codifica.

Questi ultimi costituiranno infatti prevedibilmente il modo più semplice di fruire del Dolby Atmos, senza imbarcarsi nella impegnativa installazione di diffusori a soffitto. Conseguentemente le note riportate sopra circa il comportamento in multicanale si riferiscono a contenuti codificati con versioni Dolby e DTS “a due dimensioni”. Per analizzare più approfonditamente la qualità di riproduzione dell’apparecchio sono stati anche riprodotti brani stereofonici non compressi sia a definizione standard (CD) sia ad alta definizione.

Ciò è stato fatto inizialmente coinvolgendo la sezione di conversione D/A dell’RX-A850 e successivamente utilizzando sezioni di conversione D/A esterne di qualità superiore. Nel primo caso si apprezza la timbrica sana e naturale del suono riprodotto, ma si rileva qualche limite in termini di dettaglio sonoro e precisione della scena acustica. Nel secondo caso, invece, tali limiti risultano meno avvertibili, il che evidenzia la capacità della sezione di amplificazione di valorizzare sorgenti esterne di qualità elevata (ovviamente entro i limiti che ci si può attendere da un apparecchio di prezzo inferiore ai mille euro). Infine si può confermare anche in questo caso il notevole comportamento del sistema di autocalibrazione YPAO dotato di equalizzatore parametrico a sette bande.

di Franco Guida

Ci è piaciuto

  • Compatibilità Dolby Atmos
  • Sistema MusicCast
  • Sistema di autocalibrazione YPAO

Non ci è piaciuto

  • Uscita pre a 7 canali
  • Assenza uscita audio digitale

Le Misure di Fabrizio Montanucci

Ricevitore integrato audiovideo: Yamaha RX-A850.     Mat.:

CARATTERISTICHE RILEVATE

Caratteristica di carico limite (solo canali frontali)

YAMA_CCL-[Convertito]

Buon carico limite, in stereo la potenza è elevata e cresce apprezzabilmente fino a circa 4 ohm, soglia sotto la quale tende a rimanere costante ma senza intervento dei limitatori.

Potenza di uscita in regime continuo (5 canali in funzione)

Sin. front.    Sin. post.    Centrale    Des. post.    Des. Front.
8 ohm           38              37                     37               38                38
4 ohm           68              67                    68               68                68

La potenza scende nettamente in regime continuo, come sempre accade con le alimentazioni a due livelli.

Tritim in regime impulsivo. Carico capacitivo 8 ohm / -60 gradi

YAMATRIT-[Convertito]

Risultato molto valido. Nel funzionamento a due canali la capacità di pilotaggio di altoparlanti esigenti quanto a corrente di picco è notevole.

Potenza di uscita in regime impulsivo (5 canali in funzione, incrementi espressi in dB rispetto al valore continuo)

YAMA_POI-[Convertito]

In regime dinamico, molto più congruente con la musica che non i segnali continui, la potenza disponibile è elevata, sebbene ovviamente il “magazzino” dell’energia si svuoti più rapidamente allo scendere dell’impedenza.


 

MusicCast, il multi-room secondo Yamaha

La casa del diapason entra, con un certo ritardo, nel campo delle soluzioni multi-room e lo fa introducendo la funzionalità MusicCast nei suoi prodotti dell’ultima generazione. Vediamo più nel dettaglio come funziona la proposta di Yamaha: attraverso il collegamento degli apparecchi alla stessa rete (Wi-Fi o cablata a seconda dei casi), mediante un’app per iOS e Android si può controllare la riproduzione in diverse stanze.

Dopo aver completato la configurazione con un iPad e scelto delle immagini evocative per gli ambienti, il sistema è pronto per l’uso.

Dopo aver completato la configurazione con un iPad e scelto delle immagini evocative per gli ambienti, il sistema è pronto per l’uso.

Il lettore si starà già chiedendo, allora, qual è la novità rispetto alla concorrenza? Ebbene, ho utilizzato il termine generico “apparecchi” proprio perché Yamaha prevede il collegamento in rete di amplificatori integrati, mini-hifi e sintoamplificatori HT (ovviamente compatibili con MusicCast, ne sono stati annunciati più di una ventina per quest’anno, e alcuni di quelli attualmente in catalogo riceveranno un aggiornamento firmware, N.d.R.), oltre ai consueti diffusori wireless come soundbar e soundbase. Questa scelta permette di sfruttare a piacimento i componenti del proprio sistema come sorgente per l’invio in streaming agli altri elementi presenti nelle mura domestiche.

L’app permette la regolazione del volume negli ambienti in maniera indipendente.

L’app permette la regolazione del volume negli ambienti in maniera indipendente.

Tra l’altro, i dispositivi MusicCast hanno il chipset Bluetooth che funziona sia in ricezione che trasmissione e sono dotati di ingressi analogici per collegare sorgenti di vario genere e marca, quindi si può trasmettere il flusso audio anche a cuffie o diffusori Bluetooth non di produzione Yamaha. Per approfondire meglio il funzionamento utilizzo il sintoampli home theater RX-A850, provato su queste pagine da Franco Guida, e la nuova soundbase YSP-1600, prossimamente in test su AUDIOreview. Il setup del sistema è rapidissimo: si scarica l’applicazione per iOS o Android, si accende il dispositivo, si tiene premuto per 3 secondi il pulsante Connect e ci si collega alla rete Wi-Fi “MusicCastSetup” dal tablet (o smartphone) per attivare il riconoscimento automatico.

A seconda dell’apparecchio disponibile in ogni stanza, sono possibili impostazioni specifiche della riproduzione, in questo caso sono quelle del sintoamplificatore.

A seconda dell’apparecchio disponibile in ogni stanza, sono possibili impostazioni specifiche della riproduzione, in questo caso sono quelle del sintoamplificatore.

Questi ultimi tre passaggi vanno ripetuti per ciascun apparecchio, ma in meno di un minuto il sistema è bello e pronto per l’uso. In fase di configurazione si può digitare un nome e associare una fotografia all’ambiente tra quelle preinstallate o dalla galleria; se è disponibile un nuovo firmware per il dispositivo, l’app lo segnala e, se richiesto, avvia l’aggiornamento.

L’app si comporta da vero e proprio telecomando: consente di selezionare la sorgente e gestire accensione e standby degli apparecchi. L’immagine riguarda la soundbase YSP-1600.

L’app si comporta da vero e proprio telecomando: consente di selezionare la sorgente e gestire accensione e standby degli apparecchi. L’immagine riguarda la soundbase YSP-1600.

Per un primo test ho collegato le uscite analogiche di un DAC esterno agli ingressi del sintoamplificatore, impostato la sorgente su “AUDIO 1” ed iniziato l’ascolto di alcuni brani. Mediante l’app installata su un iPad, selezionando la “stanza master” sono passato a indicare di riprodurre il segnale sulla soundbase posizionata in un’altra stanza e collegata in Wi-Fi. Dopo pochissimi secondi la soundbase riproduce la traccia in ascolto sul sintoampli. Quando si seleziona questa modalità, sul display dell’RX-A850 compare la dicitura “LINK MSTR”, che si trasforma in “MC LINK” quando lo stesso diventa ricevitore.

Per sincronizzare la riproduzione bisogna selezionare la stanza principale o quelle collegate.

Per sincronizzare la riproduzione bisogna selezionare la stanza principale o quelle collegate.

Per verificare questo, dall’app vado a disconnettere la soundbase dallo streaming, seleziono la stanza della soundbase e indico come sorgente “Net Radio”, allo scopo di scegliere una tra le tante emittenti disponibili su Internet. Una volta in riproduzione, tocco l’icona “Link” e associo la seconda stanza, quindi anche sul sintoamplificatore si avvia l’ascolto della radio selezionata. Sempre attraverso l’app, è possibile regolare il volume d’ascolto master oppure nelle singole stanze e modificare alcuni parametri in funzione dell’apparecchio.

Se è attiva la riproduzione in più stanze collegate viene presentato un singolo elemento nell’interfaccia utente.

Se è attiva la riproduzione in più stanze collegate viene presentato un singolo elemento nell’interfaccia utente.

Poiché il sistema è compatibile AirPlay, con l’iPad posso iniziare a riprodurre dei brani in una stanza e ascoltarli anche in un’altra grazie all’app MusicCast. Sono possibili parecchie combinazioni interessanti per sfruttare al meglio il sistema di Yamaha. Eseguo le stesse prove su uno smartphone Android, l’app è sostanzialmente identica all’altra e anche lo streaming di brani presenti nella memoria del telefono viene riprodotto senza alcun problema attraverso MusicCast.

In generale, a parte un – comprensibile – leggero ritardo nella riproduzione dovuto alla trasmissione in streaming tra i dispositivi, tutto va alla perfezione, in più l’app funziona alla stregua del telecomando (gestisce anche accensione e standby degli apparecchi) col vantaggio di poter usare il tablet/smartphone da qualsiasi punto della casa coperto da Wi-Fi; inoltre, si possono utilizzare contemporaneamente più dispositivi mobili come controller. Brava Yamaha!
Marco Meta

Ecco come si presenta la pagina principale dell’app MusicCast su Android. È del tutto simile a quella per iOS.

Ecco come si presenta la pagina principale dell’app MusicCast su Android. È del tutto simile a quella per iOS.

Per indirizzare la riproduzione in corso verso un’altra stanza occorre toccare l’icona simile a una catena.

Per indirizzare la riproduzione in corso verso un’altra stanza occorre toccare l’icona simile a una catena.

Dopo aver avviato la riproduzione multi-room, nel mio caso la schermata principale presenta un’unica entità.

Dopo aver avviato la riproduzione multi-room, nel mio caso la schermata principale presenta un’unica entità.

Siccome non voglio farmi mancare nulla, provo anche lo streaming di brani dalla memoria locale dello smartphone Android, che funziona perfettamente.

Siccome non voglio farmi mancare nulla, provo anche lo streaming di brani dalla memoria locale dello smartphone Android, che funziona perfettamente.

Quando è il sintoampli a trasmettere il flusso audio verso altri componenti, sul display compare la scritta “LINK MSTR”.

Quando è il sintoampli a trasmettere il flusso audio verso altri componenti, sul display compare la scritta “LINK MSTR”.

Se, invece, l’RX-A850 è il ricevitore di un flusso trasmesso da altro componente, sul display appare l’indicazione “MC LINK”.

Se, invece, l’RX-A850 è il ricevitore di un flusso trasmesso da altro componente, sul display appare l’indicazione “MC LINK”.

 


Carta d’identità

  • Marca: Yamaha
  • Modello: RX-A850
  • Tipo: sintoamplificatore HT
  • Dimensioni (LxAxP): 435x234x382 mm
  • Peso: 10,6 kg

Caratteristiche principali dichiarate

  • Potenza massima RMS: 100 W per canale (20 Hz-20 kHz, 0,06% THD, 8 ohm, 2 canali pilotati).
  • Potenza massima dinamica: 130/170/195/240 W (8/6/4/2 ohm, IHF).
  • Rapporto segnale/rumore: linea 110 dB, phono 96 dB (IHF-A).
  • Fattore di smorzamento: >100.
  • Risposta in frequenza: 10 Hz-100 kHz (+0/–3 dB).
  • Decodifiche audio: Dolby Atmos, Dolby TrueHD, Dolby Digital Plus, Dolby Digital, Dolby Digital EX, DTS-HD Master Audio™, DTS-HD High Resolution Audio™, DTS Express, DTS Digital Surround, DTS-ES Discrete 6.1, DTS-ES Matrix 6.1, DTS 96/24.
  • Post-decodifiche audio: Dolby Pro Logic, Dolby Pro Logic® II e IIx (Movie, Music, Game), Dolby Surround, DTS Neo:6 (Cinema, Music).
  • Connessioni di ingresso: 8 HDMI, 2 component, 5 videocomposito, 4 audio digitale (2 ottiche, 2 coassiali), 6 audio analogiche (1 phono, 5 linea).
  • Connessioni di uscita: 2 HDMI, 1 component, 1 videocomposito, 1 audio analogica stereo (Zone 2), 1 audio analogica multicanale (7 canali), 2 per subwoofer attivi, 1 per cuffia, 9 per diffusori

Distribuito da: Yamaha Music Europe GmbH – Branch Italy, Viale Italia 88, 20020 Lainate (MI). Tel. 02 935771 Fax 02 9370956

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