Naim Mu-so 2nd Generation

Identico in apparenza alla precedente versione, profondamente rinnovato nella sostanza per offrire ancora di più.

Oggi come cinque anni fa, quando fu presentata la prima versione del Mu-so, non è facile individuare una categoria merceologica che definisca appieno un apparecchio come questo; di certo è piuttosto riduttivo inquadrarlo come semplice “speaker wireless”, non fosse altro che per la sua qualità audio stereofonica, che si colloca ad un livello sconosciuto alla quasi totalità di quegli apparecchi ai quali invece la definizione di speaker wireless si adatta alla perfezione. O per la presenza di un ingresso HDMI con ARC, assente nella prima generazione, in aggiunta all’ingresso digitale ottico, che permette di utilizzare ancor meglio il Mu-so come soundbar stereo, in grado per altro di suonare come un sistema con subwoofer. E sebbene siano passati 5 anni dalla presentazione, l’estetica del Mu-so non solo è sempre attuale ma è davvero affascinante. La base di appoggio in plexiglas sembra di metallo lucido per come riflette l’ambiente circostante e solo il logo retroilluminato ne tradisce la reale natura. Il retro metallico interamente alettato (e direi anche pericolosamente spigoloso), dà corpo e fisicità alla sensazione di solidità che l’apparecchio trasmette maneggiandolo.

Il fondo dell’apparecchio ospita da un lato le connessioni e dall’altro l’uscita del condotto di accordo reflex.

Ma il pezzo forte è il nuovo comando/display circolare collocato superiormente, che è al contempo modernissimo nella funzionalità pur mantenendo il piacevole design rétro, che sembra uscito dalla serie UFO col comandante Straker. Un sensore di prossimità lo attiva ed al suo interno ci sono ben 15 pulsanti a sfioramento e l’indicatore del volume è una barra la cui lunghezza varia proporzionalmente al livello.

Una semplice foto non rende giustizia al dispositivo di controllo del Mu-so 2, che ha molte funzioni dinamiche, come la bassa indicazione del volume ed il set di icone che cambia in funzione del contesto.

Anche se tutto all’apparenza sembra invariato rispetto alla prima release del Mu-so, in realtà il 2nd Generation è stato profondamente ripensato, ed il Second Generation è ben altro che un semplice aggiornamento del software; il costruttore dichiara che l’apparecchio è stato riprogettato al 95%. Il contenitore ad esempio offre un volume interno superiore del 13% rispetto al modello precedente, mentre una maggior rigidità ha consentito una riduzione delle vibrazioni. Nuovi anche gli altoparlanti, tre vie in bass reflex, sviluppati in collaborazione con un marchio del calibro di Focal. Nuova anche l’amplificazione: ogni trasduttore dispone di un suo ampli in classe D per complessivi 450 watt.

La riproduzione del suono è affidata ad un sistema a tre vie stereo con altoparlanti Focal.

L’elettronica è equipaggiata con un nuovo DSP, che ha una potenza di calcolo oltre 10 volte superiore rispetto a quella del primo Mu-so; tra le varie funzionalità svolte c’è un controllo della dinamica e una ottimizzazione della resa in funzione della posizione in ambiente (ad angolo, a parete o free). Della presenza dell’ingresso HDMI abbiamo già parlato; l’apparecchio dispone anche di una entrata analogica in formato jack da 3,5 mm, ma è logico supporre che l’utilizzatore sfrutterà preferibilmente le doti di connettività di rete, cablata e wireless (con supporto Air Play 2), fornite dalla piattaforma di streaming della casa, la stessa degli apparecchi della serie Uniti e dei nuovi lettori di rete, che permette fra l’altro il facile inserimento in sistemi multiroom. Il Mu-so 2 integra Chromecast, che gli permette di accedere a praticamente tutti i servizi di streaming. Se vi state chiedendo quale sia il vantaggio di avere le funzionalità integrate nell’apparecchio quando comunque è possibile accedere a tutti i servizi attraverso lo smartphone collegato via Bluetooth allo speaker, è preso detto: con il client integrato il flusso dati non transita attraverso lo smartphone, che serve solo da controllore, mentre i dati viaggiano direttamente dal servizio all’apparecchio. Roon: il Second Generation è compatibile anche con questa piattaforma, dalla quale viene visto come un endpoint.

Il telecomando, semplice ed essenziale, è caratterizzato da un originale e piacevole contrasto tra lucido e opaco, ma è troppo plasticoso rispetto all’apparecchio a cui è dedicato e difficilmente sarà preferito alla app.

Tutte le funzionalità del Mu-so possono essere gestite tramite la app Naim, comune a tutti gli apparecchi della casa; si tratta di una applicazione completa, intuitiva e funzionale. Ma anche prescindendo dalla app Naim, il prodotto grazie alla compatibilità DLN è utilizzabile perfettamente con software di terze parti, come il solito Bubble UPnP o Windows media Player.

La app, comune a tutti gli apparecchi della casa, è ben fatta, intuitiva e fluidissima nell’uso.

Dal momento che l’utenza di un oggetto di questo livello è attenta anche al minimo dettaglio, la casa ha previsto come optional la possibilità di sostituire la griglia frontale grigia con altre colorate.

L’ascolto

Non c’è apparecchio che non nasconda un mento pallonio, un tallone da killer, insomma… un punto debole. Il Mu-so non fa eccezione e comincerei proprio da questo, dall’unico neo di un prodotto al quale non è possibile davvero trovare altri difetti se non la ridotta ampiezza del fronte sonoro. D’altronde la larghezza dell’immagine dipende dalla distanza tra i diffusori che nel caso del Mu-so non può eccedere la larghezza del cabinet. Per il resto questo oggetto suona come un buon sistema a componenti separati. La gamma bassa eccede abbondantemente le aspettative che il volume complessivo occupato dall’apparecchio potrebbe giustamente indurre, ma non è certo la prima volta che ci accade di restare sorpresi dall’estensione all’estremo inferiore che anche un piccolo sistema può vantare. Con la differenza non da poco il Mu-so suona a livelli che, almeno nella mia personale esperienza, nessun concorrente è in grado di generare e tutto senza che si avvertano compressioni, impastamenti o forzature di sorta. Merito del nuovo DSP, che tiene sotto controllo gli altoparlanti senza compromettere la qualità della riproduzione.

Anche se non da terremoto, la gamma bassa è molto corposa, ottimamente articolata e perfettamente integrata col medio-alto trasparente, rifinito, lucido, preciso. Nell’uso come soundbar è difficile credere che non ci sia anche un piccolo sub nascosto in un angolo. Qualche volta accade che dietro ad un suono che immediatamente appare come completo ed accattivante si nasconda in realtà qualche piccolo “lifting”, che inizialmente non si nota ma che alla fine salta all’occhio. Anche nel Mu-so ci sono trucchi, gestiti dal potente DSP, ma occorre ancora una volta dare merito ai progettisti della Naim di essere riusciti a mantenere il timbro sempre naturale, senza che dietro alla piacevolezza si scopra il ritocco che, seppur sapiente, alla fine si rivela come tale. Quello che sorprende non è tanto la qualità in sé, che a livelli non elevati diversi sistemi possono vantare, quanto la dinamica con cui il Mu-so riesce a spingere, che eccede quella dei bookshelf di pari stazza.

Altro punto di forza di questo prodotto è la fluidità e la rapidità con cui la app di gestione risponde ai comandi. Anche se verrebbe voglia di trafficare in continuazione con il comando manuale sul dorso dell’apparecchio, anche solo per guardare l’indicatore del volume che si allunga e si accorcia, in realtà il modo più logico ed efficiente per interagire con l’apparecchio è attraverso lo smartphone. Insomma, un’esperienza d’uso piacevole che accompagna una resa molto hi-fi.

Conclusioni

Sistema audio stereo connesso, soundbar, speaker wireless… comunque lo si definisca, il Mu-so è un oggetto raffinato ed esclusivo, esteticamente accattivante e dalle prestazioni audio di assoluto rilievo; versatilità e fluidità nel funzionamento condiscono un piatto che per la qualità degli ingredienti, la sapienza della preparazione, la presentazione e naturalmente il sapore, si può gustare solo in un ristorante stellato. Per il conto occorre sapersi regolare di conseguenza.

di Mario Mollo

 


Distributore per l’Italia: Green Sounds srl, Via Manfredi 98, 29122 Piacenza. Tel. 0523462021 – www.greensounds.it

Prezzo: euro 1.549,00; griglia colorata euro 75,00

 

Caratteristiche dichiarate dal costruttore

  • Potenza: amplificazione in classe D, 450 W totali (6×75 W)
  • Ingressi digitali: ottico (fino a 96 kHz), HDMI con ARC, porta USB
  • Ingressi analogici: jack 3,5 mm
  • Ingressi streaming (ethernet, wi-fi): Apple AirPlay 2, Chromecast, UPnP, Spotify Connect, Tidal, Roon Ready, Bluetooth, Internet Radio
  • Formati audio: WAV, FLAC e AIFF (fino a 24 bit/384 kHz), ALAC (fino a 24 bit/384 kHz), MP3 (fino a 48 kHz/16 bit), AAC (fino a 48 kHz/16 bit), OGG e WMA (fino a 48 kHz/16 bit), DSD 64/128
  • Dimensioni (LxAxP): 628x122x264 mm
  • Peso: 11,2 kg

Author: Redazione

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