Woojer: più “drive” alla musica

AUDIOreview è solita ospitare prodotti di classe, indirizzati ai puristi dell’audio, ma esistono anche altri dispositivi audio, molto originali e interessanti per chi vuol divertirsi col massimo coinvolgimento nell’esperienza d’ascolto.

Negli USA è di moda e sta avendo un grande successo commerciale a causa del “drive”, così lo descrivono, che riesce a dare alla musica e ai giochi. Si chiama Woojer ed è un componente che aggiunge un “tocco” alla musica, ai film, ai videogiochi, trasmettendo direttamente al corpo le basse frequenze. È disponibile in due versioni, la più economica, Strap (149 dollari), si indossa come una cintura ed è adatta all’uso in mobilità, invece Vest, più sofisticata, costa il triplo ed è per uso in casa.

I controlli di livello dello Strap agiscono sulla cuffia e sull’effetto del sensore Osci.

L’idea di base è quella del bass shaker, di antica memoria, ossia un trasduttore (attuatore) che genera basse frequenze e le diffonde per contatto diretto con la superficie dove viene applicato; nel gaming trova la sua massima espressione nel ButtKicker Gamer. Ma rispetto ai bass shaker, Woojer consente un’esperienza evolutiva che, come dice il costruttore, catapulta musica, giochi e film in un’altra dimensione. Stando a contatto col corpo, gli attuatori Woojer danno all’ascoltatore sensazioni tattili, il suono diventa viscerale e dà vita ai contenuti. Del resto la percezione fisica è normalmente appannaggio dell’ascolto con diffusori acustici di grosse dimensioni, seppure la “botta” alle viscere la sentiamo solo ai concerti o al cospetto, per esempio, di una sontuosa coppia di JBL 4350 ben pilotate.

Woojer si basa su un driver oscillante che l’azienda ha brevettato con il nome di Osci™ e che riproduce le frequenze da 1 a 200 Hz con un movimento che garantisce prestazioni eccellenti e un basso consumo energetico. Geniale nella sua semplicità, Osci™ è una struttura ad anello chiuso, con dei magneti permanenti oscillanti che generano sensazione tattile, non un suono. Il posizionamento degli attuatori su determinati punti del corpo fa sì che esso convinca il cervello che tutto il corpo è sollecitato da quella energia acustica.

Vest e Strap sono entrambi Bluetooth 5.0 aptX a bassa latenza, e possono collegarsi a qualsiasi sorgente, smartphone, tablet, PC o MAC. Il potente DSP interno provvede a mandare il segnale in bassa frequenza a Osci e ad indirizzare tutta la banda audio a un amplificatore per cuffia interno, realizzato con chipset Texas. La cuffia – necessariamente a filo – riproduce il suono a banda intera, quindi anche le basse frequenze, cui si somma la sensazione fisica prodotta dai driver Osci. Il DSP fa anche da linea di ritardo adattiva, per equiparare il tempo di risposta degli attuatori Osci a quello degli altoparlanti, ed evita così la spiacevole sensazione di percepire il basso fisicamente in ritardo o in anticipo rispetto all’orecchio.

Vest ha 6 sensori Osci e può essere utilizzato a casa, visto che ha una struttura simile a quella di uno zaino. L’effetto che genera è davvero coinvolgente.

Entrambi i prodotti sono dotati di batteria ricaricabile con connettività USB-C che funge anche da ingresso digitale e bypassa il BT. Vest e Strap hanno dimensioni ben diverse. Vest è una sorta di zaino con 6 driver Osci, 2 sistemati sulle scapole, 2 sui fianchi e 2 sul torso. La tastiera di controllo è posta davanti, in posizione comoda per essere raggiunta con la mano, ed è dotata di una batteria con autonomia di 8 ore.

Strap è invece una banda che può essere indossata come una cintura, ha un unico driver Osci con pari autonomia di 8 ore.
Siamo riusciti a fare un giro con un Vest preso in prestito (e lo scrivente ne ha di conseguenza comprato uno che arriverà nei prossimi giorni; l’unico modo di entrarne in possesso è comprarlo dal sito del produttore www.woojer.com) e ne siamo rimasti davvero colpiti. Con la musica bisogna tenere molto sotto controllo la quantità di vibrazione, che rischia di essere eccessiva, ma una volta presa la mano il divertimento è assicurato.

Lo Strap è una sorta di cintura indossabile, un po’ ingombrante ma piuttosto leggera e che può anche essere facilmente nascosta.

La sensazione che si ricava è davvero speciale, la batteria della musica rock è meravigliosa, come anche il basso, e in generale, per esempio nell’ascolto di un concerto “a palla”, si ha la netta sensazione di trovarsi davvero sotto il palco. Anche la musica classica – può sembrare strano – è incredibilmente coinvolgente; il timpano, per esempio, è palpabile, al suono si unisce la sensazione della pelle che viene percossa, per un ascolto che è riduttivo definire piacevole. Con il gaming il coinvolgimento è imperdibile. Lo scrivente è appassionato di simulazione di volo, e sentire la botta del carrello di un A320 che atterra, era una cosa che non avevo mai vissuto così in un gioco. E vi lascio solo immaginare cosa vuol dire sparare, correre e cadere, insomma una sensazione di realismo spaventosa. Davvero divertente!

Giancarlo Valletta

Author: Redazione

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