Sony KD-65X9005C

Slim a colori

Elegante e sottile. È il nuovo 65 pollici della famiglia X95C, un televisore di fascia media per il segmento UHD: buona qualità video, Android TV ed elettronica rinnovata, per un TV bello da vedere.

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La saga della serie X9005 continua e, con puntuale tempismo, arriva la terza generazione che per l’identificazione segue la nomenclatura delle due precedenti e pertanto guadagna la lettera C alla fine della sigla; nell’Olimpo dei televisori in formato UHD prodotti da Sony, la famiglia X90C con i suoi due modelli da 55 e 65 pollici occupa la terza posizione, preceduta dalla portabandiera X95 e dalla cadetta X93C/X94C. Tre proposte diversificate per design e contenuti tecnologici, pannello, elettronica, funzioni di gestione dell’audio, ma che condividono il comune denominatore di una qualità video all’altezza delle possibilità tecnologiche e dell’ormai prossima distribuzione (almeno a detta dei diretti interessati) di contenuti a definizione ultra-alta (Netflix, UHD Blu-ray).

L’insieme

Dopo l’exploit, molto apprezzato, degli altoparlanti integrati nel frontale e controllati da una sezione audio di tutto rispetto, novità che ha caratterizzato le due famiglie X90 proposte negli scorsi due anni, la nuova generazione recupera una più tradizionale impostazione del sottosistema audio: gli altoparlanti tornano ad essere alloggiati nello châssis, fuori vista, e la superficie frontale è costituita dal solo display.

Un recupero figlio della sempiterna questione di bilanciamento delle varie componenti tecnico-stilistiche che la progettazione di un televisore comporta: la tecnologia, senza dubbio, ma anche le prestazioni, la fruibilità ed il design. Sul quale però, un peso notevole esercita anche l’insistenza su un aspetto tutto sommato marginalmente significativo quale lo spessore, la cui unica valenza è completamente e solamente estetica ma che, d’altra parte, condiziona inevitabilmente anche le funzioni (lo spazio a disposizione si riduce e gli altoparlanti non ci stanno più).

L’impianto esteriore è, quindi, pulito ed essenziale e lo spessore, limitato a circa 5 millimetri, aiuta non poco la leggerezza del tutto: anche se nella parte inferiore del retro si torna ai circa 3 cm necessari per alloggiare elettronica ed altoparlanti.

L’effetto sottigliezza comunque c’è ed è piacevole, anche in forza della finitura nera dell’intero sistema, cornice e fondello compresi, interrotta dal colore metallico dei due robusti piedi che possono essere montati alle estremità, ovvero in posizione più centrale così da adattarsi ai diversi piani di appoggio possibili: opzione benvenuta visto che nella versione da 65 pollici la base misura poco meno di un metro e mezzo.

Con una geometria di questo tipo l’installazione a parete non è più dunque soltanto un vezzo, ma qualcosa che oltre ad essere possibile è anche specifica di un valore aggiunto estetico peraltro incentivato dal costruttore, come ben testimonia la presenza del supporto da parete presente nella confezione.

C’è però anche da dire che in questa configurazione le prese che affacciano sul pannello posteriore lasciano sporgere i relativi connettori obbligando all’impiego, almeno per quello relativo al collegamento di rete, di un formato ad “L”: gli altri presenti nella vaschetta ragionevolmente non creano problemi perché portano i segnali analogici in formato SCART e componenti oggi difficilmente utilizzati.

Tutte le altre prese, quelle di uso comune, sono disposte sul fianco destro del televisore, accanto ai pulsanti per il controllo in assenza di telecomando ed in posizione tale da poter essere utilizzate abbastanza agevolmente anche a televisore installato a parete: l’assortimento comprende quattro porte HDMI e tre USB, l’accoppiata divenuta ormai standard, in cui una delle tre USB è conforme al protocollo nella versione 3.0 praticamente obbligatoria per la registrazione dei programmi su supporto di memoria (pennetta o hard disk che sia); ma ci sono anche i bocchettoni per i segnali di antenna secondo i formati DVB-T/T2 e DVB-S/S2 ed una uscita audio per la cuffia.

La dotazione di prese è in linea con quello che è diventato lo standard de facto e, pertanto, prevede quattro porte HDMI, due delle quali supportano l’MHL e, rispettivamente, l’ARC, una USB in versione 3.0 utilizzabile come generica opzione per il collegamento di memorie di massa, accompagnata dalla seconda in versione 2, l’uscita audio ed i bocchettoni perr le antenne terrestre e satellitare. Nella vaschetta che affaccia sul fondello, invece, ci sono la presa Ethernet (cui nell’installazione a parete deve essere collegata una spina ad “L” altrimenti il  corpo sporge), i jack per i segnai video analogici, la presa Scart e l’uscita audio digitale.

La dotazione di prese è in linea con quello che è diventato lo standard de facto e, pertanto, prevede quattro porte HDMI, due delle quali supportano l’MHL e, rispettivamente, l’ARC, una USB in versione 3.0 utilizzabile come generica opzione per il collegamento di memorie di massa, accompagnata dalla seconda in versione 2, l’uscita audio ed i bocchettoni perr le antenne terrestre e satellitare. Nella vaschetta che affaccia sul fondello, invece, ci sono la presa Ethernet (cui nell’installazione a parete deve essere collegata una spina ad “L” altrimenti il corpo sporge), i jack per i segnai video analogici, la presa Scart e l’uscita audio digitale.

 

Lo slot Common Interface è posizionato in verticale nello spessore dell’involucro posteriore, così da rimanere accessibile senza creare ingombri nell’installazione a parete.
Per agevolare il collegamento dei cavi, il supporto da parete, che somiglia al sistema di sospensione dei quadri, consente di inclinare il televisore installato verso l’alto, una possibilità che torna utile data l’esiguità dello spazio disponibile.
A completamento della dotazione, la confezione comprende anche un telecomando di tipo usuale ed un più piccolo e maneggevole touch-pad, ma sono assenti gli occhiali per la visione 3D della quale, peraltro, il TV è capace. Un chiaro segno dell’importanza che Sony annette a questa funzione. Gli occhiali passivi, modello TDG-500P, possono comunque essere acquistati separatamente.

Telecomando usuale e One-flick, o come Sony chiama adesso il piccolo dispositivo che integra il touch-pad; due diverse filosofie e due diversi modi per controllare del televisore: classico e perciò più “rassicurante” il primo, un po’ più impegnativo, ma solo all’inizio, il secondo. Che però recupera sulla distanza visto che velocizza le operazioni di uso comune. E che è anche il più naturale compagno di un sistema operativo basato sulle icone e sui movimenti del cursore. Come funzione aggiuntiva, il piccoletto offre anche l’NFC, ovvero una modalità di trasferimento dati tra televisore e smartphone (o qualsiasi altro dispositivo compatibile) completamente automatica e trasparente.

Telecomando usuale e One-flick, o come Sony chiama adesso il piccolo dispositivo che integra il touch-pad; due diverse filosofie e due diversi modi per controllare del televisore: classico e perciò più “rassicurante” il primo, un po’ più impegnativo, ma solo all’inizio, il secondo. Che però recupera sulla distanza visto che velocizza le operazioni di uso comune. E che è anche il più naturale compagno di un sistema operativo basato sulle icone e sui movimenti del cursore. Come funzione aggiuntiva, il piccoletto offre anche l’NFC, ovvero una modalità di trasferimento dati tra televisore e smartphone (o qualsiasi altro dispositivo compatibile) completamente automatica e trasparente.

Hardware e software

Sotto il profilo più specificamente tecnico, la caratterizzazione di questo nuovo modello poggia su tre elementi: il sistema di retroilluminazione Triluminos, una nuova sezione di elaborazione e l’adozione della piattaforma per televisori sviluppata da Google: come già altri produttori, anche Sony ha infatti deciso di abbandonare lo sviluppo del sistema operativo dei propri televisori, affidandosi alla piattaforma Android TV messa a punto dalla casa statunitense.

Al momento soltanto Philips e Sony hanno commercializzato apparecchi Android, ma è attesa la prossima comparsa del marchio Sharp, mentre nel limitrofo settore dell’intrattenimento ludico sono già attive Nvidia con la sua console Shield, Razer con il Forge ed Asus con il Nexus player. Console, ma non solo perché con Android TV anche questi dispositivi si aprono alle app, ai social network, alla riproduzione di video UHD ed a tutto l’armamentario di funzioni e gadget che siamo abituati a vedere ed utilizzare sugli smartphone o sui tablet/PC, oltre che sui TV.

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Visto che la modalità televisore è soltanto una delle varie che il 65X9005C mette a disposizione, una importante componente di Android TV è rappresentata dalla Google Cast, ovvero dall’insieme di funzioni che permette di riprodurre sul display contenuti memorizzati su qualsiasi dispositivo, Smartphone basati Android, ma anche su IoS 7, nonché tutti quelli riproducibili su un PC equipaggiato con Chrome supportato dall’omonima estensione. L’uso di questa opzione è completamente trasparente per l’utente, è sufficiente selezionare il file da riprodurre (foto, video, musica, Video di YouTube etc.) e cliccare sull’icona di trasmissione visualizzata nel player locale. Ovviamente il supporto al DLNA rimane al gran completo, è sempre possibile riprodurre sul display file memorizzati su qualche dispositivo di rete, ma per questo è necessario che su tale dispositivo sia stata attivata la condivisione di file.

Visto che la modalità televisore è soltanto una delle varie che il 65X9005C mette a disposizione, una importante componente di Android TV è rappresentata dalla Google Cast, ovvero dall’insieme di funzioni che permette di riprodurre sul display contenuti memorizzati su qualsiasi dispositivo, Smartphone basati Android, ma anche su IoS 7, nonché tutti quelli riproducibili su un PC equipaggiato con Chrome supportato dall’omonima estensione. L’uso di questa opzione è completamente trasparente per l’utente, è sufficiente selezionare il file da riprodurre (foto, video, musica, Video di YouTube etc.) e cliccare sull’icona di trasmissione visualizzata nel player locale. Ovviamente il supporto al DLNA rimane al gran completo, è sempre possibile riprodurre sul display file memorizzati su qualche dispositivo di rete, ma per questo è necessario che su tale dispositivo sia stata attivata la condivisione di file.

Quanto la casa creda nella Android TV è dimostrato dalle sei famiglie di televisori in formato UHD attualmente presenti a catalogo, alle quali si aggiungono la W75C e W80/85C in standard FHD: e non soltanto di elementi di fascia alta si tratta, visto che le serie X83C ed X85C che nella line-up rappresentano il livello d’ingresso nel segmento UHD sono quotate a partire dai 1.099 euro del 43” della prima e 1.699 euro relativi al 55” della seconda.
Se per il produttore il vantaggio di una tale soluzione è rappresentato dall’abbattimento dei costi di sviluppo (che comporta anche il contenimento del prezzo di vendita), l’utente si trova a disporre di potenti funzioni che facilitano l’impiego del televisore aprendosi, con un approccio finalizzato alla semplificazione, a nuove opzioni e procedure complesse: le operazioni di trasferimento dei contenuti da telefono/PC/ tablet al TV, ad esempio, ma anche le sofisticate forme di controllo e di fruizione quali quelle associate alla registrazione video che, una volta programmata sul televisore, può essere gestita, così come la riproduzione, dal terminale remoto in completa trasparenza.

Nell’oceano di app, giochi, video e via dicendo ci si perde facilmente e cercare le cose tramite tastiera virtuale diventa rapidamente un incubo, per fortuna nella piattaforma sviluppata da Google è presente la tecnologia che permette di fare ricerche usando il linguaggio naturale. Non c’è necessità di “addestrare” alcunché, la percentuale di riconoscimento delle parole è elevatissima (in pratica funziona con tutti al primo colpo) ed i risultati sono immediati. Peccato che sia limitata alla ricerca di contenuti o poco più, magari qualcuno potrebbe fare un pensierino su una efficiente interfaccia vocale per controllare il televisore.

Nell’oceano di app, giochi, video e via dicendo ci si perde facilmente e cercare le cose tramite tastiera virtuale diventa rapidamente un incubo, per fortuna nella piattaforma sviluppata da Google è presente la tecnologia che permette di fare ricerche usando il linguaggio naturale. Non c’è necessità di “addestrare” alcunché, la percentuale di riconoscimento delle parole è elevatissima (in pratica funziona con tutti al primo colpo) ed i risultati sono immediati. Peccato che sia limitata alla ricerca di contenuti o poco più, magari qualcuno potrebbe fare un pensierino su una efficiente interfaccia vocale per controllare il televisore.

Il prezzo di queste opzioni è, ovviamente, a carico della sezione di elaborazione del televisore e del software che la controlla ed è un prezzo elevato espresso in valuta “potenza di calcolo”: il carico di lavoro della elettronica, peraltro già impegnata nei propri specifici compiti quali l’upscaling a risoluzione UHD dei segnali video (con le associate operazioni di riduzione del rumore, gestione della colorimetria, del contrasto, della retroilluminazione, etc.); può essere smaltito soltanto da un sistema raffinato e veloce: per questo motivo Sony ha equipaggiato la serie X90C con un nuovo processore denominato X1 4K così da avere a disposizione l’architettura ottimizzata e la potenza di calcolo necessarie perché il tutto funzioni in maniera fluida mentre offre performance di buon livello.

Cosa che può essere ottenuta aggiornando anche il software che pilota il processore, ed è per questo che utilizzando l’esperienza maturata con la precedente implementazione i progettisti Sony hanno messo a punto la nuova versione del motore grafico denominandola 4K X-Reality Pro: il principio di funzionamento è lo stesso che informava l’X-Reality Pro, analisi dell’immagine e confronto con i due database contenenti immagini campione, ma nell’operazione di riscrittura sono stati migliorati un po’ tutti gli algoritmi, a partire da quelli relativi all’analisi vera e propria su cui si fonda l’intervento delle funzioni successive.

A fronte di prestazioni sicuramente interessanti, quali quelle che il sistema esprime, osserviamo la mancanza del supporto al formato HEVC che, nell’ancora molto fluida situazione riguardante i materiali UHD pre-registrati, rappresenta una opzione non trascurabile.
Per quanto riguarda il sistema di retroilluminazione ed il pannello stesso, come gli altri appartenenti al segmento UHD proposti dal marchio, il 65X9005C impiega la tecnologia Triluminos proprietaria con risultati interessanti come dimostrano le misure relative al gamut che risulta essere decisamente espanso nelle componenti verde e rossa, in una buona approssimazione dello spazio colore fissato dalla definizione ufficiale del formato.

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Nell’oceano di app, giochi, video e via dicendo ci si perde facilmente e cercare le cose tramite tastiera virtuale diventa rapidamente un incubo, per fortuna nella piattaforma sviluppata da Google è presente la tecnologia che permette di fare ricerche usando il linguaggio naturale. Non c’è necessità di “addestrare” alcunché, la percentuale di riconoscimento delle parole è elevatissima (in pratica funziona con tutti al primo colpo) ed i risultati sono immediati. Peccato che sia limitata alla ricerca di contenuti o poco più, magari qualcuno potrebbe fare un pensierino su una efficiente interfaccia vocale per controllare il televisore.

Uno degli strumenti più utili è senza dubbio la Guida ai programmi in formato elettronico, veloce da consultare, esaustiva ed equipaggiabile con funzioni aggiuntive: quella integrata in Android TV è composta da due viste principali, la prima mostra un riassunto di programmi organizzato per importanza o popolarità, mentre la seconda presenta la usuale vista ordinata per emittente e fasce orarie. Un’utile sotto-funzione della prima vista è rappresentata dalla visualizzazione di informazioni relative al programma evidenziato: è sufficiente cliccare sulla relativa icona per vedere comparire una scheda descrittiva ricca di dettagli quali una descrizione sintetica, notizie sul cast ed una lista di programmi correlati.

Uno degli strumenti più utili è senza dubbio la Guida ai programmi in formato elettronico, veloce da consultare, esaustiva ed equipaggiabile con funzioni aggiuntive: quella integrata in Android TV è composta da due viste principali, la prima mostra un riassunto di programmi organizzato per importanza o popolarità, mentre la seconda presenta la usuale vista ordinata per emittente e fasce orarie. Un’utile sotto-funzione della prima vista è rappresentata dalla visualizzazione di informazioni relative al programma evidenziato: è sufficiente cliccare sulla relativa icona per vedere comparire una scheda descrittiva ricca di dettagli quali una descrizione sintetica, notizie sul cast ed una lista di programmi correlati.

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Tra le funzioni messe in campo da Android TV ce n’è una che non mancherà di essere apprezzata: quella relativa ai giochi. O sarebbe meglio dire quelle relative ai giochi, perché oltre ad un nutrito assortimento di titoli gratuiti o acquistabili a prezzi molto contenuti, ed al supporto per vari tipi di gamepad (ovviamente in questo TV la preferenza è data al controller della PlayStation) collegabili via USB, nell’ultima release della piattaforma Google è previsto anche l’uso di un qualsiasi smartphone purché equipaggiato con Android. Questo significa che il gioco è controllato dal telefono convertito in gamepad e che, giusto per rifinire il tutto, è aperto alla partecipazione di più giocatori: una opzione in più per la serata tra amici. Perché il tutto funzioni, i giochi devono essere appositamente sviluppati, ma quando questo sia, la dimensione dello schermo e la sinergia del sistema rendono il momento giustamente piacevole; al momento non sono molti i giochi progettati per questa modalità di fruizione, nella foto si vedono le schermate relative a BombSquad per il quale GooglePlay offre anche un’apposita app controller, ma è ragionevole aspettarsi che il loro numero cresca. Sul versante gamepad segnaliamo la disponibilità di varie app che si collegano al televisore sfruttando il canale Bluetooth.

Tra le funzioni messe in campo da Android TV ce n’è una che non mancherà di essere apprezzata: quella relativa ai giochi. O sarebbe meglio dire quelle relative ai giochi, perché oltre ad un nutrito assortimento di titoli gratuiti o acquistabili a prezzi molto contenuti, ed al supporto per vari tipi di gamepad (ovviamente in questo TV la preferenza è data al controller della PlayStation) collegabili via USB, nell’ultima release della piattaforma Google è previsto anche l’uso di un qualsiasi smartphone purché equipaggiato con Android. Questo significa che il gioco è controllato dal telefono convertito in gamepad e che, giusto per rifinire il tutto, è aperto alla partecipazione di più giocatori: una opzione in più per la serata tra amici. Perché il tutto funzioni, i giochi devono essere appositamente sviluppati, ma quando questo sia, la dimensione dello schermo e la sinergia del sistema rendono il momento giustamente piacevole; al momento non sono molti i giochi progettati per questa modalità di fruizione, nella foto si vedono le schermate relative a BombSquad per il quale GooglePlay offre anche un’apposita app controller, ma è ragionevole aspettarsi che il loro numero cresca. Sul versante gamepad segnaliamo la disponibilità di varie app che si collegano al televisore sfruttando il canale Bluetooth.

La visione

Espletate le procedure di impostazione di base, verifichiamo la presenza di eventuali aggiornamenti del software con qualche sorpresa: se la prima operazione scorre veloce e lineare senza intoppi, la seconda fra download ed installazione occupa un intervallo di tempo decisamente lungo. Che è una cosa abbastanza inusuale di questi tempi.

Ed a proposito di aggiornamenti, osserviamo che nel periodo in cui lo abbiamo avuto in prova la casa ha prodotto due upgrade, a testimonianza dell’impegno nel supporto agli acquirenti, un impegno doveroso, in sé prima di tutto, ma anche in relazione al significativo prezzo di acquisto.
Dopo il canonico riavvio, la selezione di un’emittente rivela una sezione di sintonia di adeguata sensibilità e le qualità video del televisore appaiono evidenti: nonostante la stazione sia a definizione standard, l’elettronica di bordo ed il software che la controlla producono immagini di notevole impatto soprattutto per quanto riguarda la vivacità e la ricchezza dei colori.

Segno che la particolare implementazione della tecnologia Triluminos adottata in questo modello ha solide basi e ragionata applicazione.
Questo, d’altra parte, non esaurisce le capacità dell’apparecchio visto che, ad esempio, la compattezza delle immagini prive di grana e con quasi inesistenti artefatti parla di un 4K X-Reality Pro efficiente e preciso, in particolare nel controllo del rumore e della nitidezza.

Un salto di risoluzione, siamo al capitolo Blu-ray, mostra con maggior incisività la stoffa del nostro: è qui che si apprezza in pieno la brillantezza dei colori che, assieme alla ricchezza della gamma cromatica, testimonia dei benefici che uno spazio colore più ampio determina non soltanto in termini di estremi del gamut, quanto nella sostanziale continuità delle gradazioni che caratterizzano immagini molto articolate e vivide. Il che rafforza l’aspettativa per il materiale video preparato in modo da poter sfruttare questa nuova possibilità operativa.

Il pannello in tutto questo c’entra sicuramente parecchio (non abbiano informazioni di dettaglio al riguardo), o meglio l’abbinamento del pannello con illuminazione Edge LED con gli algoritmi relativi alla colorimetria, ma non possiamo non osservare come essenziale sia anche il sistema di gestione del contrasto, banalmente perché in sua assenza anche la colorimetria non può esprimersi al meglio e, siccome questo non è, si deve concludere che quello messo in piedi dai tecnici giapponesi è un sistema che funziona bene soprattutto per quanto attiene alla integrazione delle diverse componenti (colore, contrasto, rumore, upscaling).

Questo, ovviamente, poggia su un convincente livello del nero, convincente in primo luogo per gli occhi dello spettatore ma anche per il comportamento al banco di misura; su questo sfondo di prestazioni di rilievo il non perfetto isolamento della retroilluminazione risalta abbastanza fastidioso; la cosa è visibile in maniera netta proprio con il materiale di derivazione cinematografica, perché è qui che rimangono scoperte le due bande (letter box) superiore ed inferiore, bande che dovrebbero rimanere spente, cioè nere.

Ed invece in corrispondenza degli angoli, tutti e quattro, e dei bordi verticali compaiono delle sottili strisce di luce bianca diffusa che durante la visione disturbano non poco. Con le immagini a schermo intero, d’altra parte, e scene non particolarmente buie, l’effetto è invisibile, mascherato com’è dalla luminosità generale.

Con i clip in formato 4K, di nuovo, l’effetto torna ad essere invisibile semplicemente perché anche in questo caso lo schermo è completamente occupato: ma con questo tipo di materiale, per quanto prodotto in accordo ad un sottoinsieme delle specifiche del formato UHD relative allo spazio colore, le potenzialità del TV appaiono evidenti, tanto in termini di ricchezza e morbidezza dei colori, quanto per il contrasto.

Infine, per quanto riguarda l’audio, la sensazione che il televisore lascia è di un ritorno a qualche generazione fa, quando l’audio del video veniva considerato aspetto tutto sommato di secondo piano e sistemi audio di buona qualità erano riservati ad alcuni (pochi) modelli di fascia alta: l’approccio è cambiato, negli ultimi anni, in particolare in relazione ai televisori UHD, per i quali alla superiore raffinatezza delle immagini deve corrispondere una qualità audio all’altezza. L’audio, dunque, non è male, ma non è neanche quello che abbiamo molto apprezzato nei precedenti modelli della famiglia 9005, soprattutto del 9005B che con i suoi diffusori 3 vie frontali si è dimostrato un vero e proprio outsider: e non è soltanto una questione di corpo dei bassi, che comunque non c‘è (e se ne sente la mancanza), quanto di pienezza, tanto delle voci umane quanto del commento musicale o degli effetti. Il risultato è che i dialoghi sono sempre un pochino indietro rispetto al commento musicale e per far sì che siano ben discernibili è necessario alzare il volume. Gli elementi che concorrono alla valutazione complessiva del televisore sono, dunque, parecchio frastagliati: si va dalla convincente qualità delle immagini, alla sottodimensionata sezione audio, dalla pecca della luminosità residua al design significativo, il tutto sullo sfondo di un prezzo di acquisto che per quanto sopra appare eccessivo.

di Giancarlo Corsi


 

Le misure

Impostazioni per l’esecuzione dei test

Mod. Ottimale: Modalità “cinema casa”. Mod. Aggressiva: Modalità brillante”

  • Intensità luminosa massima, area 100%, Y 100%: 293 nit (mod. ottimale); 446 nit (mod. aggressiva)
  • Picco del bianco, area 20%, Y 100%: 293 nit (mod. ottimale);  446 nit (mod. aggressiva)
  • Livello del nero, area 100%, Y 0%:  0,14 nit (mod. ottimale); 0,44 nit (mod. aggressiva)
  • Rapporto picco del bianco/livello del nero: 2093 (mod. ottimale); 1015 (mod. aggressiva)

Sebbene la luminosità in modalità aggressiva sia circa una volta e mezzo quella in ottimale, il livello del nero cresce in proporzione tre volte; ecco perché il rapporto full on /full off è superiore nella modalità che di solito è svantaggiata. Inoltre il livello del nero di 0,14 è rilevato con un pattern contenente del bianco, Col pattern nero al 100% il nero scende a 0,01, che fornirebbe un rapporto full on/full off di un ordine di grandezza più elevato (anche se non sfruttabile nell’uso)

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Uniformità illuminazione/eq. cromatico

Lo scarto rilevato, specialmente in P1 (angolo superiore sinistro) è molto più marcato della media degli apparecchi provati in passato

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Equilibrio cromatico in funzione del livello di illuminazione

Equilibrio-SONY-65X9005C

La misura evidenzia più che altro una imprecisa calibrazione, perché gli scarti cromatici non risentono in misura significativa del livello del segnale in ingresso

 

Linearità in funzione del livello di illuminazione

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Il gamma, normalizzato al valore rilevato al 50%, è forse un pochino “mosso”, ma in effetti non si distacca mai troppo dal riferimento.

Tavola CIE 1931

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Gamut ampio, con verde rosso più profondi del riferimento

 

Commento finale alle misure

Comportamento molto buono in termini di rapporto di contrasto, meno per l’uniformità, un po’ troppo approssimativa. La linearità intrinseca è buona.

VOTO FINALE: 7,8


Ci è piaciuto

  • La qualità del video
  • La completezza della dotazione

Non ci è piaciuto

  • La luce residua del pannello
  • L’audio appena sufficiente

Carta d’identità

  • Marca: Sony
  • Modello: KD-65X9005C
  • Tipo: televisore LCD 3D UHD
  • Dimensioni: 145,1×89,7×25,7 cm con supporto
  • Peso: 24,0 kg con supporto

Caratteristiche principali dichiarate

  • Diagonale: 65”.
  • Risoluzione: 3.840×2.160 pixel.
  • Diffusori: interni.
  • Connettori: HDMI x4, Component, Videocomposito, audio analogico, uscita audio digitale, uscita cuffie, USB x3, Ethernet

Distribuito da: Sony Europe Limited Sede Secondaria Italiana, Via Galileo Galilei 40, 20092 Cinisello Balsamo (MI). Tel. 199151146
Fax 02 61838479 servizio.consumatori@ eu.sony.com

Author: redazione

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