Sony KD-65A1

L’OLED di Sony, 10 anni dopo

È cresciuto molto bene… 165 cm, che corrispondono ai 65” di questo A1, sarebbero infatti l’altezza giusta per un ragazzetto di 15 anni, mentre ne sono passati solo 10 da quando l’OLED nacque con Sony. Allora, alla nascita, misurava solo 11”, 30 cm circa, pochini per un TV come per un neonato…

Ve lo ricordate l’XEL-1? Io ne ho un ricordo molto vivido, perché i primi display OLED, presentati da Sony al CES nel 2007, erano stati gli oggetti più affascinanti di quell’edizione. Sono andato a ripescare il numero 87 di Digital Video e nel mio reportage da Las Vegas ne parlavo allora come de “la cosa più bella di tutto il CES”. Non ricordavo che assieme all’XEL-1 la casa avesse presentato anche un 27”, forse perché il piccolo 11” giunse poi in redazione per il test, mentre del fratellino più grande non ne sapemmo più nulla. Francamente non saprei dirvi chi fosse il produttore (probabilmente la stessa Sony) del pannello di quel primo, piccolo display OED ad arrivare sul mercato, per altro ad un prezzo, 2.500 dollari, che lo relegava a gadget di lusso riservato a nerd paperoni. Quel che è certo è che un solo costruttore ha creduto fino in fondo alla tecnologia dei pannelli self-emitting e, dopo che l’altro coreano ha desistito, ha tirato dritto per la sua strada ed è ora l’unico fornitore per gli altri grandi.

Sto parlando di LG. Non voglio sminuire nessuno con questa puntualizzazione invero non strettamente necessaria, ma sento il bisogno di riproporla ogniqualvolta me ne capita l’occasione per riconoscere a chi di dovere una parte del merito dell’esistenza di prodotti eccellenti come questo 65” che vi stiamo presentando. Sappiamo molto bene, poi, che il pannello è solo una parte del televisore e che la qualità finale della resa video dipende in egual misura anche dall’elettronica, che ogni produttore realizza in proprio. Per non parlare del design, che Sony ha qui favolosamente interpretato.

La serie A1, composta da tre modelli nei tagli da 55, 65 e 77 pollici, si presenta con un look molto particolare, caratterizzato dall’assenza della base, ma con il display che è direttamente a contatto col piano di appoggio. A sostenere il televisore nella giusta posizione ci pensa una parte del pannello posteriore che si apre a compasso, in maniera concettualmente simile a quanto fanno alcune custodie per tablet. Altra peculiarità di questo TV è la riproduzione dell’audio, che non utilizza i classici altoparlanti a cono ma dei cosiddetti exciter, ovvero componenti in grado di mettere in vibrazione la superficie alla quale sono solidali, mettendola in vibrazione come se fosse la membrana di un altoparlante; ed in questo caso la superficie è il display stesso, che diviene la sorgente audio principale. A rinforzarne l’emissione c’è anche un piccolo driver a cono collocato posteriormente. In casa Sony questa tecnologia, non nuova ma che sino ad ora non aveva mai trovato una applicazione in un prodotto consumer di un top brand, è stata denominata Acoustic Surface.

Nella zona inferiore della sezione che funge da sostegno dell’apparecchio sono raccolti gli ingressi a diposizione: 4 HDMI HDCP 2.2 e un videocomposito, a cui si aggiungono le connessioni per il tuner SAT e quello DVBT, la presa di rete e due porte USB, una delle quali in versione 3.

Caratteristiche e funzionalità

Trattandosi di un televisore basato su Android sappiamo già cosa aspettarci in termini di funzionalità smart di base. Temo purtroppo che più passa il tempo, meno adatto sarò a valutare questo aspetto degli apparecchi in prova, perché il mio modello di utilizzo non si è evoluto di pari passo coi sistemi operativi implementati. Quello che per me conta è la facilità e la velocità nell’eseguire compiti base come il cambio di canale e l’accesso alle regolazioni, che non devono essere troppo cervellotiche ma nemmeno limitanti delle possibilità di aggiustare la resa. Per arrivare al menu delle impostazioni di questo televisore la via più rapida è l’Action Menu, con 6 click; uno in più è richiesto passando dal menu Home. Ma in fondo alle regolazioni non occorre accedervi troppo frequentemente dopo la prima fase di utilizzo, che nel mio caso è… l’unica.

Quel che più conta è che l’apparecchio consenta di fare gli aggiustamenti desiderati e non mi sembra che l’A1 imponga particolari limitazioni. Per contro sia Netflix che Google Play hanno un tasto per il richiamo diretto. Noto con piacere che è ancora presente un ingresso videocomposito, mentre in generale la tendenza è quella di mantenere solo gli ingressi HDMI, qui in numero di quattro. Per quanto riguarda l’HDR, l’apparecchio offre la compatibilità coi segnali broadcast Hybrid Log Gamma, mentre non è prevista quella col Dolby Vision. Non ne farei un dramma anche se è un peccato che ad un display con qualità video top sia precluso il top della qualità (ancora tutta da provare…) dei segnali preregistrati. Tra le funzionalità più in voga c’è Chromecast integrato, mentre wi-fi e Bluetooth affiancano la connessione di rete cablata. Il design particolare a noi è piaciuto molto, anche se, come in molti apparecchi di simile diagonale, non è più possibile ruotare il display. Anche se i materiali impiegati non sono particolarmente ricercati, l’impressione che si riceve è quella di un prodotto di alto livello, che avrebbe meritato un telecomando un tantinello meno scontato.

I controlli manuali sono posizionati lateralmente, sull’elemento di appoggio. Il tasto centrale consente di accendere e spegnere il televisore e di selezionare la funzione degli altri due, + e -, per la regolazione del volume, del cambio di canale e per la selezione dell’ingresso. Più in basso, al riparo di un piccolo sportellino removibile, c’è una terza porta USB e lo slot per il modulo CAM.

La visione

Come di prassi iniziamo la prova di visione con i segnali televisivi. L’apparecchio risulta piuttosto sensibile alla qualità della trasmissione, riuscendo, a fronte di un segnale “pulito”, ad offrire immagini compatte, coese, prive di scaletatture, non particolarmente spinte nella esaltazione dei dettagli, con una resa molto naturale, estremamente gradevole. Agendo sui controlli alla ricerca di una maggior incisività bisogna pagare un piccolo prezzo in termini di rumorosità. Quando il segnale non è più che buono, la resa diviene piuttosto impietosa e nonostante la generale tendenza al morbido bisogna essere davvero molto interessati al contenuto per non cedere alla tentazione di cambiare canale. Con i canali in HD la situazione è molto più equilibrata e non ci sono sbalzi umorali passando da un canale all’altro: la qualità della resa è sempre in fascia “alta”. Un altro punto a favore dell’A1 riguarda la stabilità dei particolari e delle trame più minute, che non perdono coesione in presenza di movimento, aspetto questo che fa davvero la differenza. In sintesi una prova convincente, sicuramente al di sopra della media.

Con il software preregistrato in definizione standard l’apparecchio conferma la sua tendenza a non indurire i particolari, anche se rispetto ai modelli che ho provato negli anni addietro, che definivo “cinematografici” per la morbida naturalezza nella restituzione delle immagini, si percepisce un generale aumento del senso di dettaglio, che risulta più incisivo senza essere inutilmente “affilato”. Con i titoli in alta definizione l’A1 si spersonalizza… Attenzione, quello che voglio dire è che alla resa sembra non venga aggiunta nessuna caratterizzazione, quello che in audio si chiama trasparenza e che è la qualità migliore che un elemento della catena possa sperare di avere. Ci si può abbandonare alla visione senza pensare al display, che rimane sempre “nascosto”, senza introdurre quel qualcosa che ti distrae dal contenuto riportandoti alla mente il mezzo. Faccio un esempio: pur essendo estremamente soddisfatto del mio TV, un LCD UHD con retroilluminazione direct, quanto di meglio fosse disponibile un paio di anni fa, ogni tanto mi capita di percepire una non corretta restituzione delle sfumature (leggi banding) e qualche alone dovuto alla dimensione dei blocchi della retroilluminazione.

La vista laterale è perfettamente esplicativa della particolarità costruttiva di questo apparecchio, che non ha un supporto tradizionale: lo schermo è infatti a diretto contatto con il piano di appoggio e viene sostenuto in posizione quasi verticale da una sezione del retro che si apre a libro.

Capita di rado, ma ogni tanto capita. Col Sony, nei limiti dei tempi della prova, non c’è mai stato nulla a distrarmi. Chiaramente trattandosi di un OLED non ci possono essere problemi di retroilluminazione, ma per quanto riguarda la capacità di articolare le sfumature, anche alle bassissime luci, l’A1 si comporta egregiamente. Sono andato anche a curiosare nel funzionamento del motion compensation, che funziona in maniera molto equilibrata, limando gli impuntamenti senza introdurre la fastidiosa artificiosità tipica di questa elaborazione (mi riferisco alla modalità True Cinema). Arriviamo al clou, ai contenuti UDH HDR. Il divario di luminosità tra un OLED ed un LCD, sebbene questo ultimo pannello prodotto da LG abbia fatto un consistente salto in avanti, resta ancora marcato. L’OLED dal canto suo offre un nero perfetto in qualsiasi condizione di illuminazione ambientale. Molti LCD hanno una resa che cambia dal giorno alla notte passando da ambienti illuminati, in cui il nero è nero, a quelli oscurati, in cui il nero si decompone in grigio scuro.

La luminosità di picco invece è fortemente a favore della tecnologia dei cristalli liquidi. In un confronto diretto l’OLED sembrerebbe svantaggiato, ma nell’uso reale, con un solo display davanti agli occhi, in un ambiente confortevole (luci basse), la visione offerta dall’A1 è appagante al 99%. Manca il guizzo accecante, quello che percepiamo nella realtà, ma il senso di realismo luminoso di questo A1 è comunque convincente e con la marcia in più del nero assoluto. Quanto appena esposto è in parte oggettivo, mi riferisco alla esistenza di differenze, ed in parte soggettivo, riguardo alla “sufficienza” della luminosità degli OLED. Vi invito quindi a formarvi una vostra propria opinione, facendo i confronti in maniera sensata, cercando di porvi nelle condizioni in cui utilizzerete il televisore.

Quello che è pure oggettivo è che alle immagini offerte dal 65” Sony, stanti le considerazioni di cui sopra, è difficile trovare difetti. Veniamo infine alla resa audio. La tecnologia utilizzata è risultata davvero molto efficace: la voce del 65A1 è chiara, cristallina ed al contempo priva di qualsiasi accenno di vetrosità. Se ne giovano le voci, che appaiono sempre estremamente naturali. Anche la dinamica è buona e se solo la gamma bassa riuscisse ad arrivare con più presenza e corpo potremmo dire di essere di fronte non tanto ad un TV quanto ad un piccolo sistemino hi-fi.

Sebbene pratico e funzionale, un apparecchio come l’A1 avrebbe forse meritato un piccolo sforzo in più nella realizzazione del telecomando, non qualcosa che sacrificasse la comodità al design, ma che concedesse un minimo di gratificazione sensoriale a chi ha speso 4.000 euro per un televisore. Nel telecomando è incorporato il microfono per le funzioni vocali.

Conclusioni

Il 65” della serie A1 ha molto da offrire. La prima cosa che colpisce è il design molto originale, che a noi è piaciuto molto ma che nell’ottica dell’appassionato video non è certo la prima cosa che si considera. C’è la modernità del sistema operativo Android, che forse renderà l’apparecchio meno originale e molto simile ad altri, ma che ci consente di restare sempre al passo con il flusso delle novità. Ed infine una qualità audio e soprattutto video alla quale è difficile trovare difetti. Il prezzo richiesto è tutt’altro che esorbitante, considerando la diagonale di 65” e la omogeneità del livello prestazionale, sempre nella fascia alta in ogni aspetto.

Mario Mollo


Misure

TV OLED UHD HDR Sony KD-65A1

Impostazioni per l’esecuzione dei test: Modalità ottimale: “Cinema PRO”. Modalità HDR: “Cinema PRO/brillante”

 

Primo blocco, peso 1, voto 9,5

Intensità luminosa massima, area 100%, Y 100%:  123 nit (ottimale)

Picco del bianco, area 5%, Y 100%: 760 nit (HDR, mod. brillante)

Livello del nero:  n/a

Rapporto picco del bianco/livello del nero: n/a

La luminosità di picco in HDR conferma i buonissimi valori già rilevati mesi addietro su un TV LG equipaggiato con i pannelli OLED di ultima generazione. E di nuovo risulta impossibile ottenere una misura del livello del nero, praticamente pari a zero.

 

Secondo blocco, peso 3. Voto 9,5

Gli scarti di luminosità tra le 9 aree di misura sono molto contenuti.

 

Terzo blocco, peso 3. Voto 8

Equilibrio cromatico in funzione del livello di illuminazione

Il display non presenta significative variazioni in funzione del livello del segnale, anche se l’impostazione di fabbrica non è precisa, con una temperatura del colore leggermente più elevata del dovuto. Niente comunque che non possa essere risolto con una taratura accurata.

 

Quarto blocco, peso 3. Voto 9

Il gamma, normalizzato al valore rilevato al 50%, ha un andamento che si discosta in misura modesta dal riferimento.

 

Quinto blocco 8Tavola CIE 1931, peso 2 voto 7,5

In modalità Rec 709 il gamut è leggermente più ampio del riferimento. In HDR il gamut rilevato si amplia, avvicinandosi molto al DCI P3, anche se risulta meno esteso di altri TV passati in laboratorio.

 


Ci è piaciuto

  • La resa video, davvero ottima in tutte le situazioni.
  • La resa audio è, seppur con una scarsa presenza in gamma bassa, molto gradevole e cristallina.

Non ci è piaciuto

  • Il telecomando, per quanto funzionale, avrebbe potuto concedere qualcosa in più al lusso.

Carta d’identità

  • Marca: Sony
  • Modello: KD-65A1
  • Tipo: TV OLED UHD HDR
  • Dimensioni (LxAxP): 1.451x832x339 mm (con supporto inclinato), 1.451x834x86 mm (senza base)
  • Peso: 36,2 kg (con base), 29,8 kg (senza base)

Distribuito da: Sony Europe Limited – Sede Secondaria Italiana, Via A. Rizzoli 4, 20132 Milano. Tel. 02 618381 www.song.it


Pagella Sony KD-65A1

  • Prestazioni: La qualità delle immagini è sempre di elevato livello. La luminosità è elevata per un OLED, seppur non all’altezza degli LCD che per contro non sono paragonabili in termini di livello del nero. 9,5
  • Possibilità operative: Le possibilità di controllo sono ottime; non possiamo non rilevare l’assenza del Dolby Vision, anche se non c’è da farne un dramma. 9,5
  • Costruzione: Il design è originale e a noi è piaciuto. L’apparecchio è ben fatto, anche se nella scelta dei materiali la casa non ha ecceduto nei lussi. 9
  • Rapporto qualità/prezzo: Per la qualità video offerta il prezzo richiesto è perfettamente giustificato. 9
  • Misure: Display OLED luminoso, elettronica lineare anche se la taratura potrebbe essere leggermente più accurata. Il gamut in HDR non è un tantino meno esteso di quanto rilevato in altri apparecchi. 8,7

Author: redazione

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