Panasonic TX-50EX780E

Rampollo di nobile stirpe

Abbiamo ritrovato in questo televisore molti dei tratti qualitativi che ci hanno fatto apprezzare tantissimo la prima serie di modelli Ultra HD Premium della casa, la DX900.

Il 58 ed il 65” DX900 sono stati presentati al CES nel 2016, ma fanno tuttora parte del line-up della casa. Si tratta di apparecchi con retroilluminazione direct, che soddisfano le specifiche UHD Premium, in grado di emozionare per la qualità della resa sotto tutti i punti di vista: colore, luminosità, upscaling, audio, funzionalità…

Perfetti? No, ma i difetti sono davvero pochi e sporadici: qualche alone nella retroilluminazione e qualche problema di banding. Il più piccolo costava allora circa 4.000 euro, e non sembravano tanti in relazione a quanto offerto. Tant’è che a distanza di due anni la serie DX900 ha mantenuto un suo spazio all’interno dell’ampio catalogo della Panasonic. Se vi state chiedendo il perché di questo comizio elettorale a favore dei DX900, il motivo è presto detto: molte delle ottime qualità di questi illustri predecessori fanno parte del corredo genetico di questo televisore, che non è certamente altrettanto potente quanto a luminosità, è un edge e non un direct, ma è comunque un display capace di un ottimo upscale, grazie al quale fornisce una qualità di visione dal digitale terrestre comune a pochi apparecchi, offre una resa “cinematografica” molto accattivante, e mantiene un discreto senso di realismo in HDR in grado di accontentare gran parte dell’utenza che si orienta verso un 50”, un taglio non da sfegatati dell’home theater, che comunque non potranno non apprezzare tutte le altre qualità di questo televisore.

La base consente sia la rotazione del display sia la sua regolazione in altezza; l’escursione è molto ampia, pari a ben 27 centimetri.

Questo 50” ha fra l’altro una caratteristica direi unica nel suo genere: oltre ad avere ancora la possibilità di ruotare attorno alla base di appoggio, funzionalità che sta divenendo sempre più rara e che invece all’atto pratico si può rivelare in molte circostanze davvero utilissima, può essere anche regolato in altezza, per altro in un range piuttosto ampio.

Certo, l’aspetto del retro risulta tutt’altro che accattivante, con il “pirolone” che svetta al centro, ma se l’apparecchio sarà posizionato come è molto probabile a ridosso di una parete, l’estetica del lato B non interesserà più a nessuno, mentre la regolazione in altezza ci libererà da ogni preoccupazione presente e futura riguardo l’elemento di arredo su cui lo collocheremo, che potrà essere basso a piacimento. La serie EX780 è composta da 4 modelli: il 50 in prova, un 58, un 65 ed un 75”. La funzione di rotazione/ sollevamento è disponibile solo sul 50 e sul 58”. Il 65 può solo ruotare, il 75 è invece completamente fisso.

Caratteristiche e funzionalità

Diversamente dalla maggioranza dei televisori attualmente in commercio, la cui interfaccia grafica si basa su una pagina di accesso “centralizzata”, dalla quale si parte qualunque sia la direzione da prendere, con un gran senso di “connessa” modernità ma non sempre con la massima semplicità, Panasonic ha un (a mio avviso estremamente rassicurante) approccio misto, che si appoggia sul S.O.

Firefox. Purtroppo Mozilla ha comunicato negli ultimi mesi dello scorso anno che non proseguirà più con lo sviluppo di questa piattaforma; per ora Panasonic sta continuando sulla strada intrapresa qualche anno fa e mi auguro che in futuro la casa non decida di passare ad altro e prosegua in proprio nel mantenere e ampliare questo sistema operativo. Sebbene la grafica sia gradevole, non c’è quel senso di supermodernità (bella ma confusionaria) tipica delle altre interfacce.

L’insieme risulta semplice ma al contempo potente, con una grande immediatezza d’uso. Per richiamare il classico menu delle regolazioni basta premere un tasto sul telecomando… et voilà!, ecco che appare sullo schermo. Non serve andare a cercare la “app” tra tante altre. Le voci presenti sono davvero molte, ma si riesce a raggiungere quella voluta con grande velocità.

Oltre alla classica dotazione di ingressi HDMI, l’apparecchio dispone di ormai sempre più rari ingressi analogici (videocomposito/component).

La lista delle opzioni, infatti, è continua; anche se c’è una gerarchia a livelli, scorrendo fino in fondo un gruppo, per esempio quello delle regolazioni dell’immagine, si passa al successivo, quello audio, e così via. Tutto è molto chiaro, dettagliato e le possibilità di intervento per affinare la resa sono davvero molto complete, in grado di soddisfare le aspettative anche dell’utilizzatore più smaliziato.

Ma sul telecomando c’è anche il fatidico tasto Home, la cui schermata di default contiene però solo 3 elementi: Diretta TV, App e Dispositivi. La pagina delle applicazioni forse non è ricca come quella dei TV basati su Android, ma comunque ci sono quelle che “servono”; sotto la terza voce sono raccolti gli ingressi e tutti i dispositivi di storage connessi direttamente o in rete (chiavette, hard disk, server ecc.). Questa semplice ma efficace schermata Home si può personalizzare a piacimento, aggiungendo altri “oggetti” (canali TV, ingressi e quant’altro), per poterli richiamare con un solo click, e con in più la possibilità di poterli organizzare in cartelle.

La base consente sia la rotazione del display sia la sua regolazione in altezza; l’escursione è molto ampia, pari a ben 27 centimetri.

Non avremo mai tra i piedi i famigerati suggerimenti (che non mancano, pur non essendo invasivi e che comunque si possono facilmente far sparire per sempre…), non dovremo fare una corsa a ostacoli per arrivare alla meta, ma avremo a portata di mano solo quello che vogliamo e che ci occorre veramente. Il TX-50EX780E è un edge LED, HDR con compatibilità HLG (Hybrid Log Gamma). La luminosità massima supera di poco i 500 nit. Siamo quindi lontani dai picchi di luminosità degli apparecchi più performanti, nondimeno si riesce ad ottenere un effetto HDR non deludente. Ma di questo parleremo a breve.

Vogliamo qui approfondire la filosofia di questo prodotto, che non vuole essere un riferimento assoluto per l’home theater ma un televisore per tutti i giorni, capace però di ottime prestazioni generali. Quella di non cercare la massima potenza nell’HDR è una scelta progettuale che permette un ottimo compromesso tra prestazioni e costi, in grado di soddisfare le attese della stragrande maggioranza dei potenziali acquirenti, anche quelli con un buon occhio critico. Si comprende bene in quest’ottica l’assenza della compatibilità con il Dolby Vision, che promette la massima qualità dell’HDR e che ha senso solo in un display “potente”. Ottima invece la presenza dell’HLG, che tra non molto dovrebbe essere impiegato per l’HDR real time in broadcasting, e questa codifica dell’HDR può dare molto, soprattutto in un apparecchio come questo.

La visione

Anche se non ho mai espressamente affrontato l’argomento, credo che non sia difficile per voi immaginare come e quanto siano cambiati in pochi anni lo spirito e le modalità con cui approcciamo le prove di visione di un televisore, mentre in ambito hi-fi, fatte salve tutte le novità portate dalle modalità di accesso alle fonti e ai vari livelli qualitativi offerti, un test di un sistema di altoparlanti avviene oggi sostanzialmente come avveniva 30 anni fa.

Come anche non ci sono state in campo audio significative modificazioni nella “logistica” dell’ambiente di ascolto. La prova di un televisore, invece, si svolge ora in modo piuttosto diverso da come avveniva non molti anni fa, mentre anche in questo caso il nostro ambiente di visione è rimasto sostanzialmente immutato. Il motivo principale di questo cambiamento è legato all’incremento della risoluzione dei pannelli, dal Full HD al 4K (l’HD Ready facciamo finta che non sia mai esistito).

Mentre per quanto riguarda il software ancora la definizione standard è ben lungi dall’essere scomparsa. Assieme alla risoluzione, c’è stato anche un sostanziale incremento della diagonale dei display a parità di prezzo. Per non vanificare i benefici portati dall’aumento di risoluzione, la distanza di visione ottimale è diminuita in maniera davvero significativa, anche se l’aumento di diagonale ha (ma solo parzialmente) consentito un “riequilibrio”. A fronte del passaggio dalla risoluzione Full alla Ultra a parità di diagonale, pur potendo permetterci un 65” che non costa più come un tempo, non è facile trovare una nuova collocazione ottimale per il display, che finisce per essere posizionato esattamente al posto di quello che viene sostituito.

Questo lungo preambolo ci aiuta ad inquadrare correttamente la prova di questo eccellente televisore. Paradossalmen-te l’unica perplessità ci può arrivare proprio dall’ottima resa del TX, soprattutto con i segnali televisivi. Se l’upscale non fosse buono, alla fin fine mantenere le distanze col TV ci permetterebbe di non percepirne eccessivamente i difetti, che oltre una certa distanza non si colgono più con chiarezza. Se invece, come in questo caso, la resa fosse correttamente definita e nitida, senza (o con minime) incertezze dovute ai movimenti della camera, coi dettagli ben rilevati, con le trame che restano sempre ben delineate e compatte, con le curve e le diagonali che non perdono coerenza, allora tenere a distanza un TV come il Panasonic TX-50EX780E significa anche mortificarne la resa coi segnali più definiti, quelli in 4K, che da vicino ci offrirebbero davvero il massimo.

Quindi, chi sa già che farà uso di segnali di qualità elevata e per questo collocherà l’apparecchio alla giusta distanza, troverà nel TX un compagno ideale anche per gli impieghi meno “nobili” ma che percentualmente costituiscono, in termini di tempo di utilizzo, la quota più rilevante. Dopo aver potuto verificare l’ottimo funzionamento coi segnali di antenna, sono passato senza indugio a visionare le tracce più critiche dei DVD che uso da anni allo scopo di impegnare al massimo i chip dei display sotto esame. E come immaginavo non ci sono state esitazioni. Lo stesso dicasi anche per le tracce dei BD che mi accompagnano da sempre; come facilmente avevo immaginato, non sono riuscito a trovare difetti di visualizzazione.

Il telecomando è ben strutturato e comodo da usare in presenza di un po’ di luce, dal momento che non è retroilluminato. Ci sono molti tasti di accesso rapido a diverse funzioni di utilizzo frequente, con in più la possibilità di programmare un tasto per la selezione diretta di una app a scelta.

Con i contenuti HDR, solo un confronto diretto metterebbe in evidenza i limiti di potenza di questo display. L’effetto HDR è convincente e il senso di realismo complessivo è più che discreto. Per quanto riguarda il livello del nero, il risultato è davvero ottimo, anche in HDR. Non dimentichiamo che si tratta di un apparecchio con retroilluminazione edge e, a giudicare dalla produzione di calore, si direbbe che i LED siano collocati solo alla base dello schermo. Mi sono imbattuto in apparecchi ben più costosi che, in ambiente oscurato, creavano diversi grattacapi. Qui c’è qualche alone, è inevitabile, ma nessun vero problema con contenuti anche difficili.

Meno bene invece la sezione audio. L’apparecchio non è ultrasottile, ma nonostante lo spazio interno a disposizione dei progettisti il suono non è ricco, e la qualità offerta non si avvicina a quella video, che invece, lo ribadisco, è davvero sempre convincente.

Conclusioni

L’apparecchio è in grado di soddisfare altrettanto bene sia l’utente “comune”, al quale offre tutto quello che gli occorre unitamente ad una notevole immediatezza d’uso, sia quello attento ai dettagli della resa video, al quale garantisce una visione del digitale terrestre esente da difetti e prestazioni molto soddisfacenti con software in Full e Ultra HD HDR/HLG. A volte la qualità si paga, giustamente, cara. Fortunatamente non è questo il caso.

Mario Mollo


Le misure Panasonic TX-50EX780E

Impostazioni per l’esecuzione dei test. Modalità SDR: “True Cinema”, sensore luce off, ABL minimo. Modalità HDR: “Cinema”, sensore luce off, ABL minimo

PRIMO BLOCCO: VOTO 9 (GIALLO, peso 1)

Intensità luminosa massima: 119 nit (SDR); 524 nit (HDR)

Livello del nero: 0,036 nit (SDR); 0,02 nit (HDR)

Rapporto picco del bianco/livello del nero: 3.305 (SDR); 26.200 (HDR)

Da un lato l’apparecchio mostra una luminosità massima in HDR non elevata, dall’altro però ha una prestazione in termini di rapporto Full On/Full Off davvero eccellente. La scelta del punto di equilibrio tra prestazioni e costi è stata fatta con oculatezza. Il voto vuole premiare l’ottimo contrasto.

SECONDO BLOCCO (Uniformità illuminazione/eq. cromatico): VOTO 7,5 (ROSSO, peso 3)

Gli scarti sono prevalentemente al i sotto del 10%, anche se si arriva al 14. Se solo nel punto centrale la luminosità fosse stata di poco più bassa avremmo avuto una misura numericamente più convincente. All’atto pratico si notano delle cadute ai bordi che il test non può evidenziare.

 

TERZO BLOCCO (Equilibrio cromatico in funzione del livello di illuminazione): VOTO 7,5 (ROSSO, peso 3)

Al variare del livello gli scarti cromatici non variano in maniera significativa, se non alle bassissime luci. La taratura di fabbrica non è tra e più precise.

 

QUARTO BLOCCO (Linearità in funzione del livello di illuminazione): VOTO 7 (ROSSO, peso 3)

Il gamma, normalizzato al valore rilevato al 50%, ha un andamento un tantino irregolare alle basse luci.

QUINTO BLOCCO (Tavola CIE 1931): VOTO 7,5 (ARANCIONE, peso 2)

CIE 1931 REC2020

CIE 1931 REC709

Gamut molto prossimo al riferimento in SDR, giustamente più ampio in HDR anche se non arriva a coprire il tutto DCI P3.

Commento finale alle misure

L’apparecchio ha un ottimo rapporto di contrasto, merito del livello del nero molto basso più che della luminosità che invece non è elevatissima. Sebbene la taratura di fabbrica non brilli per accuratezza, il televisore comunque ha esibito un comportamento regolare. L’uniformità potrebbe essere oggetto di cure.

Voto finale: 7,5


Ci è piaciuto

  • La qualità della resa, in generale ottima, con i segnali televisivi è superiore alla media. Buona la resa del nero, non sembra di essere di fronte ad un TV edge.
  • L’interfaccia grafica, sebbene in apparenza non all’ultima moda, è molto pratica ed estremamente funzionale. Ci sono tutte le funzionalità che occorrono.
  • La base di appoggio permette sia di ruotare il televisore sia di variarne l’altezza.

Non ci è piaciuto

  • La resa audio non colpisce quanto quella video e fa desiderare un aiuto esterno.

La pagella

Prestazioni video: Resa globalmente di ottimo livello, con un ottimo upscale dei segnali TV e con buona resa del nero. 9

Possibilità operative: L’interfaccia grafica eccelle per semplicità unita alla funzionalità. 9,5

Costruzione: La qualità costruttiva non lascia il fianco ad alcuna critica; la base permette di ruotare lo schermo e di variarne l’altezza. 9

Rapporto qualità/prezzo: Un prodotto eccellente, ad un prezzo tutt’altro che elevato in relazione a quanto offerto. 9


Carta d’identità
  • Marca: Panasonic
  • Modello: TX-50EX780E
  • Tipo: TV LCD UHD HDR
  • Dimensioni (LxAxP): 1.115x997x348 mm/1.115x727x348 mm (con base, altezza massima e minima); 1.115x647x40 mm (senza base)
  • Peso: 22,5 kg (con base); 16 kg (senza base)

Distribuito da: Panasonic Italia, Branch of Panasonic Marketing Europe GmbH, Viale dell’innovazione 3, 10126 Milano. Tel. 02 67881 www.panasonic.com/it

 

Author: redazione

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