Hisense H50U7A

Abbasso le complicazioni, ma senza rinunce

Design classico e pulito, sistema operativo proprietario chiaro e facile da usare, resa sincera. Ci spiace solo che questo 50” sia il televisore “ufficiale” di un mondiale dal quale, purtroppo, la nostra squadra nazionale è rimasta tagliata fuori.

Mi capita spesso di soffermarmi a riflettere su quanto siano tra loro distanti il mondo del video e quello dell’audio, per altro indissolubilmente legati, nel senso che il primo non può fare a meno dell’altro. Più volte abbiamo rimarcato la diversità dell’approccio alla riproduzione, che nell’audio si vuole trasparente, che nulla aggiunga al segnale in transito, mentre nel video non è un peccato ma la norma che l’apparecchio aggiunga di suo al contenuto, con la “pretesa” di migliorarlo con più colori, più contrasto, più…

Provando per la prima volta un apparecchio Hisense è stato inevitabile pensare anche alla diversità dei due mondi per quanto attiene ai rispettivi attori. Nell’audio i costruttori sono moltissimi e spesso quelli che producono apparecchi high end sono realtà artigianali, seppur tecnologicamente all’avanguardia. Nel video invece la lista dei protagonisti è cortissima e si tratta sempre di cosiddetti “colossi” industriali, della cui reale dimensione spesso abbiamo un’idea che non si avvicina nemmeno lontanamente al vero. Nell’audio la fiducia, che talvolta sconfina nella fede, è riposta su numerosissimi marchi. Nel video invece il grande pubblico è diffidente nei confronti dei brand che escono dalla ristrettissima cerchia dei nomi storici. Senza entrare in terreni scivolosi e che nulla hanno a che fare con la materia della rivista, non posso fare a meno di constatare quanto corta sia la nostra memoria. Il marchio numero 1 al mondo, per quanto riguarda i televisori, è Samsung. E non devo essere io a spiegare quanto questo primato sia meritato. Ma se ripenso alla prima volta che ne ho sentito parlare, mi rendo conto che è stato per i lettori di CD-ROM dal prezzo aggressivo.

Quanta strada hanno saputo fare i coreani, e ci metto anche LG che al mondo è il numero 2, passando da brand di secondaria rilevanza a punti di riferimento assoluti. Forse vi sorprenderà sapere che il numero 3 del ranking mondiale è TCL. Chi è il numero 4 al mondo? Già… Proprio Hisense. Questi due marchi, la cui presenza in Italia è storia molto recente (Hisense è presente nel nostro paese da 10 anni), stanno ancora lavorando per costruire la loro immagine, un lavoro la cui durata si misura in lustri. TCL quest’anno ha affidato la sua crescita di popolarità al volto di un campione come Neimar. Tra le strategie commerciali di Hisense spicca la sponsorizzazione dei mondiali in Russia, che sicuramente contribuirà ad accrescere quella che in gergo viene chiamata “brand awareness”, ovvero la notorietà del marchio; la prova che state leggendo dimostra che c’è anche la volontà di farsi conoscere attraverso i test sulle riviste specializzate, che forse non raggiungono le masse meno colte ma che formano gli opinion leader, ovvero quelle persone più informate alle quali si chiede il consiglio per l’acquisto. Spero che questa lunga introduzione sia servita a stimolare la curiosità verso un nome per molti ancora nuovo, ma che merita senz’altro di essere conosciuto. L’H50U7A è un edge LED dal design tradizionale ma elegante. La cornice è molto sottile, mentre il supporto ha un look classico che si abbina ad ogni stile d’arredo.

Lo spessore del TV è davvero molto ridotto sulla parte superiore, per arrivare a poco più di 5 centimetri nella parte inferiore. Nel complesso l’impressione è quella di un prodotto raffinato, al quale contribuisce certamente l’impiego esteso di elementi metallici nella cornice e nella base, che è robusta e dal peso rassicurante (ma con zero gradi di libertà). Una scansione termometrica digitale, nel senso che è stata condotta coi polpastrelli delle dita, evidenzia chiaramente che i LED della retroilluminazione sono collocati solo sulla base inferiore del pannello. Questo limita le già ridotte possibilità di local dimming che la tecnologia edge consente. L’apparecchio è equipaggiato con il sistema operativo proprietario VIDAA U, visivamente sobrio e caratterizzato da una organizzazione lineare dei contenuti. Credo che dovrebbe risultare gradito anche agli utilizzatori meno avvezzi a destreggiarsi tra le app, la cui dotazione non raggiunge la completezza di un TV Android ma offre comunque quelle indispensabili. Le possibilità di regolazione sono complete e per ogni modalità video si possono applicare regolazioni globali, per tutti gli ingressi, oppure diversificare l’intervento sulla singola sorgente in uso. Il telecomando in dotazione non è retroilluminato, ma è ben fatto sia ergonomicamente sia perché dispone di tasti per il richiamo diretto di diverse funzioni di uso frequente. C’è anche la possibilità di controllare l’apparecchio tramite la app Remote Now, disponibile sia per Android che per iOS. È davvero ben fatta: non solo consente di operare con facilità su ingressi, canali TV, app ecc., ma anche di inviare al TV i contenuti presenti nello smartphone.

Nella parte posteriore dell’apparecchio affacciano gli altoparlanti e una parte degli ingressi, in particolare il videocomposito, un HDMI e la porta ethernet. Lo slot CI è sulla faccia superiore della parte sporgente.

La visione

Con i segnali del digitale terrestre in alta definizione, il 50” in prova restituisce immagini dettagliate, con particolari sempre ben focalizzati e privi di incertezze. Anche se non spiccatamente tridimensionali, le immagini comunque sono lontane dalla piattezza del pannello su cui sono riprodotte. Tra quelle disponibili, ho preferito per la TV la modalità Cinema Giorno, che a fronte di un pizzico di vivacità in meno rispetto alla Standard, mi è parsa globalmente più naturale. Con i canali in definizione standard le immagini sono meno incisive e un tantino meno stabili, ma comunque senza difetti palesi o particolarmente fastidiosi. Sarà forse anche per l’abitudine fatta ai segnali in UHD ed il pressoché totale abituale inutilizzo di quelli in SD che quando si torna a visionarli per motivi “professionali” l’impressione è quella di sconforto sebbene l’apparecchio li restituisca senza “aggravanti”.

Due porte USB e tre ingressi HDMI sono collocati lateralmente, assieme ai connettori dei sintonizzatori DVB-T e DVB-S.

Con il software preregistrato in definizione standard la resa è decisamente superiore a quella del tuner a pari risoluzione e l’apparecchio ha esibito una eccellente capacità di upscale, ma soprattutto una qualità dei dettagli in movimento superiore alla media, con ottima coesione dei particolari restituiti senza indecisioni durante i movimenti di camera. Nella modalità Cinema Notturno, che è quella visivamente preferibile, l’apparecchio restituisce immagini compatte e vivaci, senza nessuna velatura o ammorbidimento e senza nessun accenno di eccesso cromatico o di innaturale incisività. Buona anche la qualità del motion compensation, che elimina il judder molto efficacemente con effetto halo impercettibile, mentre l’incremento di nitidezza non è esaltante.

La schermata di accesso al menu è quanto mai semplice, ma si può configurare inserendovi altre icone di accesso diretto agli elementi desiderati (canali, app, ingressi).

La voce “ingressi” racchiude tutte le fonti disponibili, sia quelle fisicamente connesse sia quelle raggiungibili in rete.

Un esempio delle possibilità di regolazione: in questo caso quella del bilanciamento del bianco, che può essere fatta anche su 20 punti. C’è un menu simile per il gamma.

Con una particolare clip l’algoritmo non trova la giusta composizione delle varie parti dell’immagine, che tratta in maniera indipendente creando un effetto un po’ innaturale. Chi non trova fastidiosa questa funzionalità potrà farne un uso pressoché illimitato. La luminosità non particolarmente elevata del pannello non pregiudica il risultato in HDR, caratterizzato da una vivacità sufficiente per rimarcare chiaramente la differenza con l’SDR, anche se non è infrequente percepire il clipping sulle alte luci. La resa cromatica in default, che in SD e in HD SDR era apparsa buona, in HDR necessita di essere corretta a causa della spiccata tendenza a rimarcare eccessivamente gli incarnati: anche la più candida puella viene restituita con la tinta delle gote rosse di un montanaro beone. Indipendentemente dalla sorgente impiegata e dalla risoluzione del contenuto, l’apparecchio presenta una notevole diversità di comportamento a seconda della quantità di luce ambiente.

Con le luci accese, il trattamento del pannello garantisce un livello del nero percepito piuttosto basso, e i riflessi presenti sono decisamente opachi e poco fastidiosi. Abbassando l’illuminazione però emergono i limiti della retroilluminazione edge: il nero tende ad ingrigire e si percepisce una non perfetta uniformità dello sfondo. Siamo comunque abbondantemente entro quelli che sono i limiti intriseci della tecnologia adottata; direi anzi che l’apparecchio se la cava bene rispetto a prodotti di caratteristiche simili. C’è anche da dire che tende sempre, sulle basse luci, a fagocitare eccessivamente i dettagli. Trovo invece davvero molto positivo il fatto che le regolazioni sull’immagine possano essere applicate in maniera globale su tutte le sorgenti oppure essere individuali sul singolo ingresso.

Una app per Android e iOS consente di controllare il TV molto comodamente e anche di inviare ad esso i contenuti presenti sullo smartphone.

Nel caso in cui si utilizzi la stessa modalità video su ingressi diversi, questa caratteristica, tipica di apparecchi di costo superiore, consente di apportare quelle piccole differenziazioni spesso indispensabili per ottenere un risultato ottimale. Le prestazioni audio sono quelle a cui ci hanno abituato i TV privi di altoparlanti frontali, non sempre naturali ma con quel pizzico di scatolarità al quale in questo caso contribuisce una gamma bassa un po’ leggera.

Conclusioni

L’H50U7A è un ottimo televisore per un impiego “generico”, fatto di TV, resa ottimamente, e film in SD e HD, riprodotti con piacevole brio. Molto adatto alla visione in ambienti illuminati, che mascherano i limiti della retroilluminazione edge che emergono al buio, è costruito con cura e risulta molto immediato nell’uso grazie alla sua interfaccia grafica, lineare, completa ma non confusionaria. L’apparecchio mostra qualche limite in HDR, non tanto per la luminosità che è sufficiente a garantire uno stacco vivace, quanto per la colorimetria di default troppo carica sul rosso ma che si può correggere con i controlli a disposizione. Questo primo contatto con il marchio Hisense lascia molto ben sperare.
Mario Mollo


Le misure


Ci è piaciuto

  • Il sistema operativo proprietario VIDAA U2.5 è graficamente semplice e lineare e offre un’esperienza d’uso adatta anche ad un pubblico non giovanissimo.
  • Il design sobrio e piacevole è accompagnato dall’utilizzo non esteso della plastica.
  • Le possibilità di intervento sui parametri dell’immagine sono più che buoni.

Non ci è piaciuto

  • L’audio è quello tipico dei TV privi di cornice, nei quali la diffusione del suono è affidata alle riflessioni e per questo non sempre naturale.
  • La resa sulle basse luci è limitata dalle caratteristiche intrinseche della retroilluminazione edge, in questo apparecchio collocata solo sul lato inferiore, con dettagli poco leggibili; il trattamento del pannello consente però un buon nero in presenza di luce ambiente.
  • La colorimetria di fabbrica necessita, specialmente in HDR, di un intervento correttivo da parte dell’utente.

Sul comodo telecomando ci sono diversi tasti per il richiamo diretto delle funzioni di uso più comune.

Pagella

  • Prestazioni video: I canali del digitale terrestre in HD sono restituiti molto correttamente, bene anche coi DVD. In HDR la colorimetria necessita di qualche ritocco per via della tendenza al rosso, evidente sugli incarnati. 8,5
  • Possibilità operative: Il sistema operativo proprietario VIDAA U affianca una grafica semplice, che renderà immediato l’uso dell’apparecchio anche agli utenti dalle abitudini più “tradizionali”, a possibilità di controllo più che buone, ottime in relazione alla fascia di prezzo. 9
  • Costruzione: In diversi elementi costruttivi è stato preferito il metallo alla plastica, come accade nei modelli di fascia elevata. 9
  • Rapporto qualità/prezzo: L’apparecchio si inserisce in una fascia di mercato affollata e combattuta, nella quale si colloca con un prezzo sicuramente congruo con le prestazioni offerte. 8,5
  • Misure: La taratura di fabbrica è poco precisa ma la buona linearità dovrebbe consentire di porvi rimedio senza difficoltà. Il pannello, almeno nelle condizioni statiche delle misure, non è molto luminoso, ma ha un buon rapporto full on/full off. L’uniformità non è un punto di forza. 7,7

Carta d’identità

  • Marca: Hisense
  • Modello: H50U7A
  • Tipo: TV LCD UHD HDR
  • Dimensioni (LxAxP): 1116x723x262 mm (con base); 1.116x655x52 mm (senza base)
  • Peso: 18,1 kg (con base); 16 kg (senza base)

Distribuito da: Hisense Italia S.r.l., Via Montefeltro 6/A, 20156 Milano. www.hisenseitalia.it

Author: redazione

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