Honor 8

Così uguale così diverso

Honor il brand secondario di Huawei, orientato ad una clientela giovane e quindi più attenta all’aspetto economico, esprime il suo top di gamma nel modello 8, un apparecchio costruito con materiali premium, dalle ottime caratteristiche tecniche e parecchie soluzioni ereditate dal P9, del quale è un fratello “diversamente” gemello. L’ abbiamo provato con la versione Android 6.0 Marshmallow, ma vi riferiamo dal 19 gennaio è disponibile (in anticipo rispetto al previsto) l’aggiornamento OTA (Over the Air) ad Android 7.0 Nougat sia per la versione standard, sia per la Premium con 64 GB di memoria interna, che offre la nuova interfaccia EMUI 5.0 ed aggiunge alcune funzionalità come ad esempio la possibilità di regolare l’apertura dell’obiettivo anche nella registrazione video, l’ordinamento alfabetico delle app e la possibilità di utilizzare Whatsapp e Facebook con doppio account (“App gemella”), oltre a tutta una serie di migliorie prestazionali che incrementano reattività e semplicità d’uso del terminale mobile.

Honor 8 è lo smartphone col quale la Casa cinese ha pensato di replicare il successo riscosso dal P9 a marchio Huawei. Presentato nell’ultima settimana di agosto con un evento a Parigi, questo apparecchio è molto curato sia nell’aspetto, sia nelle soluzioni tecnologiche adottate, in parte derivate proprio dal P9 del quale conserva grosso modo le dimensioni (mezzo millimetro in più di lunghezza e di spessore) ed alcune peculiarità, come ad esempio l’interfaccia utente Emotion UI 4 basata su sistema operativo Android 6 Marshmallow e il doppio sensore della fotocamera, questa volta inserito senza – almeno in apparenza – influenze dirette della tecnologia Leica. Pur mantenendo una forma piuttosto classica, con i bordi arrotondati e il corpo in metallo, l’Honor 8 non passa affatto inosservato, grazie al raffinato retro del dispositivo realizzato con la sovrapposizione di 15 strati di vetro, che riflette la luce a seconda dell’incidenza, e all’elegante colorazione Sapphire Blue del modello che ci è stato inviato dal costruttore; le altre finiture disponibili sono il Pearl White ed il Midnight Black.

Sopra l’ampio schermo LCD LTPS da 5,2” è inserito l’obiettivo della fotocamera frontale da 8 megapixel con apertura f/2.4, il sensore di luminosità ambientale e la capsula audio che include il LED di stato sotto la protezione. L’altoparlante di sistema è disposto sotto una griglia nel bordo inferiore, assieme al microfono principale, alla presa microUSB Type-C con supporto OTG – che equipaggia anche il P9 – e alla presa per cuffie/auricolari. Sul lato sinistro della scocca c’è il piccolo vassoio estraibile che può ospitare una nanoSIM e una microSD fino a 128 GB oppure due nanoSIM, mentre sul lato destro sono visibili il bilanciere del volume e il tasto di accensione/ standby.

Nel bordo superiore sono incastonati il sensore a infrarossi e il microfono secondario per la cancellazione del rumore. Sul retro, completamente piatto, nell’angolo alto di sinistra risiede la fotocamera principale da 12 megapixel con doppio obiettivo e apertura f/2.2, uno dotato di sensore in bianco/nero e l’altro a colori, autofocus laser e flash LED dual tone, mentre al centro si trova il lettore 3D di impronte digitali per lo sblocco in 0,4 secondi con pulsante integrato e programmabile.

Il sistema si basa sul SoC (System on Chip) a 64 bit Hisilicon Kirin 950, un octa core di progettazione Huawei fornito di quattro core Cortex A72 a 2,3 GHz e quattro core Cortex A53 a 1,8 GHz, che abbinato al coprocessore di movimento i5 e al coprocessore grafico Mali-T880 MP4 sembra avere sulla carta una grande riserva di potenza. Lo stesso Hisilicon Kirin 950 include il DSP audio Hi6402 e un amplificatore intelligente. Le principali differenze rispetto al P9 sono costituite dalla presenza di 1 GB di RAM in più per un totale di ben 4 GB di memoria volatile e dalla funzionalità Full Active della doppia SIM.

Essa permette di avere le due linee contemporaneamente attive, sebbene una solo in 2G, andando però a beneficiare dei soli 32 GB di storage interno (24 quelli effettivamente disponibili per l’utente) nel caso in cui si installi la seconda SIM al posto della già citata microSD. Le comunicazioni su rete mobile sono gestite sulla SIM 1 fino a 4G LTE, mentre la SIM 2 (in ogni caso le impostazioni si possono invertire) funziona solo su GSM; il terminale offre il 4G LTE in Cat 6, cioè con la velocità massima teorica di 300 Mbps in downlink e 50 Mbps in uplink, e la tecnologia VoLTE (Voice over LTE) per una maggiore qualità delle conversazioni.

La connettività locale è possibile in Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac con funzionalità dual band a 2,4 e 5 GHz, Bluetooth 4,2 BLE e NFC. Il Wi-Fi è sfruttato anche per ottimizzare le comunicazioni mobili, tramite la tecnologia Wi-Fi+, che gestisce, se abilitata, la commutazione con le reti mobili LTE. La sensoristica include A-GPS/GPS/Glonass, accelerometro, giroscopio, bussola elettronica e contapassi e la dotazione hardware è completata dalla batteria non rimovibile da 3.000 mAh. Pur non supportando la tecnologia Quick Charge di Qualcomm, l’alimentatore originale ricarica l’apparecchio di circa il 50% in mezz’ora.

Il software, oltre alle solite applicazioni per foto, video e musica, accedere ai social network (Facebook, Twitter e Instagram), gestire i messaggi email e il calendario, comprende una utility per la pulizia della memoria, il gestore di Temi per la personalizzazione del dispositivo (molti sono gratuiti), l’app Benessere che funziona come contapassi, alcuni giochi e un’interessante quanto utile app Comando Smart che consente di controllare innumerevoli apparecchi elettronici, ad esempio TV, Set-Top Box, proiettori e altro, fino ai condizionatori d’aria. Per il miglioramento dell’audio è stata integrata la tecnologia di DTS.

Nella confezione di vendita, anch’essa molto curata, è inclusa la guida rapida all’uso, l’alimentatore USB a carica rapida 9 V/2 A, il cavo USB/microUSB Type-C e gli auricolari stereo con microfono identici a quelli in dotazione al P9. Al prezzo di 449,00 euro, nelle colorazioni Sunrise Gold e Sapphire Blue, è in commercio il modello Premium di Honor 8, che mantiene tutte le caratteristiche della versione standard, a parte la maggiore quantità di memoria interna (64 GB).

Ottime prestazioni nell’insieme

Elegantissimo nella versione blu che abbiamo ricevuto per la prova, chiunque l’abbia visto ne è rimasto colpito: Honor 8 ha il telaio in metallo molto sottile e con i bordi arrotondati. Il retro in vetro multistrato risulta meno scivoloso dell’alluminio del P9, a parte quando viene appoggiato su una superficie liscia, dalla quale “scappa” che è una bellezza. Per questo motivo e anche per proteggere la zona delle due ottiche poste sotto lo stesso vetro – duro, ma non resistente ai graffi e tanto meno a rovinose cadute – consigliamo di utilizzare prima possibile una cover in silicone trasparente o a libretto.

Abbastanza pulita l’interfaccia utente Emotion UI 4.1, che si appoggia al sistema operativo Android 6.0 Marshmallow.

Confrontato col risultato dei benchmark AnTuTu della prova del P9 (96904), il risultato dell’Honor 8 ha un valore
di poco inferiore.

Trascinando il bordo inferiore verso l’alto dalla schermata di blocco si possono attivare direttamente alcune app, come il registratore, la calcolatrice, la torcia e la fotocamera.

Se preso dai bordi, tutto sommato non è poi così scivoloso come potrebbe sembrare e le dimensioni relativamente contenute per questa tipologia di apparecchio lo rendono abbastanza maneggevole. Noto che il tasto di accensione/stand-by ha la superficie a rilievo per una più agevole individuazione. L’interfaccia Emotion UI è gradevole e molto reattiva, si possono scaricare molti temi gratuiti aggiuntivi per personalizzarla a piacimento. Tra le tante impostazioni è persino possibile scegliere la combinazione delle icone sulla barra di navigazione (triangolo, cerchio e riquadro per capirci).

La ricezione del segnale telefonico è eccellente. Ottimo l’audio in capsula (ovvero dal trasduttore appoggiato all’orecchio), sufficiente l’altoparlante integrato. E inoltre si ha il vantaggio delle due linee attive contemporaneamente, grazie alla configurazione Dual SIM Full Active, che permette di ricevere chiamate su entrambe le SIM: è l’apparecchio che propone di mettere in attesa o chiudere la chiamata attiva in quel momento, sullo stile del classico “avviso di chiamata”. Pure la navigazione in 4G è velocissima e con una stabilità eccellente: dove altri apparecchi agganciano un segnale basso (una o due “tacche”), questo smartphone lo ha al massimo.

Il GPS è molto sensibile e veloce, alla prima attivazione senza A-GPS il dispositivo ha impiegato circa 10 secondi per “vedere” i satelliti disponibili. Per quanto riguarda il display Full HD oleofobico da 5,2”, che è provvisto di bordi laterali ridottissimi, la scelta di Huawei di eseguire la taratura secondo lo spazio colore NTSC ha portato ad una saturazione eccessiva dei colori, di cui il rosso è l’esempio predominante.

Rapido il fix con i satelliti, ampia la copertura.

Il software della fotocamera permette di abilitare la modalità “Pro”, tramite la quale si possono gestire in manuale i parametri di ripresa.

Anche con l’Honor 8 si può intervenire, come col P9, in una fase successiva sulle foto scattate con l’impostazione manuale dell’apertura del diaframma.

La luminosità è più che sufficiente, sebbene il sensore di luminosità ambientale non sia molto preciso e spesso lo schermo resti un po’ scuro, anche con l’ultimo aggiornamento del software di sistema installato, che comunque ha migliorato un poco la situazione; la visibilità con la luce diretta sullo schermo è sufficiente. È possibile abilitare la funzione “Protezione occhi”, il filtro per la luce blu emessa dal display, che lo vira però verso il giallo: da provare e nel caso attivare secondo i gusti personali. Il sistema di sblocco con l’impronta (capace di riconoscerne fino a 5 diverse) è un po’ scomodo perché posto sul retro dell’apparecchio e quindi costringe a impugnarlo forzatamente, però è molto veloce nel riconoscimento e il pulsante integrato nel lettore permette di impostare l’apertura di tre diverse applicazioni; l’alternativa è utilizzare il bottone di accensione e digitare il PIN di sicurezza.

La fotocamera posteriore, che è dotata di doppia ottica e doppio sensore come il P9, si differenzia da quest’ultimo per il numero di pixel di poco inferiore e per il software, che non offre la possibilità di scattare foto bianco/nero col sensore monocromatico e il salvataggio delle immagini in formato RAW. Nel P9, secondo le specifiche, i dati raccolti dal sensore b/n vengono sfruttati per migliorare luminosità e contrasto delle immagini a colori, e così dovrebbe essere anche nell’Honor 8, mentre, invece, almeno in apparenza non ci sono differenze apprezzabili tra scatti realizzati occludendo parzialmente il sensore o meno, sembra che quei dati siano utilizzati esclusivamente dal software che consente di correggere la profondità di campo sulle foto scattate con la modifica all’apertura del diaframma. Molto probabilmente si tratta di una strategia di marketing voluta per non andare a cannibalizzare il proprio mercato, in ogni caso gli scatti dell’Honor 8 hanno evidenziato una qualità oltre la media degli smartphone di classe analoga.

La velocità di navigazione Internet è elevata nonostante la bassa copertura di segnale (soltanto una “tacca” in 4G).

Il player video riproduce molte tipologie di file, pure in 4K, peccato che non decodifichi l’audio Dolby Digital o DTS; si può però scaricare MX Player con i suoi codec.

La messa a fuoco è fulminea e il livello di rumore piuttosto contenuto. In comune col P9, l’assenza dell’opzione per le riprese video in 4K, delle quali non ho avvertito la mancanza; in compenso le performance delle riprese in Full HD@60 fps e con lo stabilizzatore attivato mi sono parse più che sufficienti. La fotocamera anteriore con sensore da 8 megapixel, che utilizza lo schermo alla stregua di un flash, consente di riprendere selfie di buona qualità e video in Full HD@30 fps.

Come ho già potuto verificare durante i test del suo consanguineo, anche questo apparecchio si fregia della possibilità di riprodurre, previa conversione in PCM, vari formati di tracce audio in alta risoluzione, a partire da FLAC e WAV (fino a 192 kHz/24 bit) per arrivare al DSD (64 e 128), passando per il DXD (fino a 384 kHz/24 bit). Il riproduttore dei file video consente la visione di filmati codificati VC-1, AVC, MP4, WMV, DivX, XviD e MPEG-2 in contenitori AVI, MKV, WMV, MP4 ed è in grado di riprodurre – convertendoli – anche video 4K@30 fps.

Per la decodifica delle colonne sonore dei video in Dolby Digital o DTS è necessaria l’installazione di un riproduttore come MX Player e dei suoi codec, reperibili abbastanza facilmente in rete. In merito all’autonomia, la batteria da 3.000 mAh permette agevolmente di passare una giornata senza grossi patemi d’animo, nonostante la doppia sezione telefonica contemporaneamente attiva; la gestione della batteria permette di scegliere le singole applicazioni sulle quali il sistema deve rivolgere la sua attenzione per ottimizzare i consumi.

Il caricabatteria di serie presente nella confezione è effettivamente veloce; è importante procurarsi, specie se si fa uso di “powerbank” e data la scarsa diffusione del nuovo formato, un convertitore da microUSB Type-C a microUSB femmina (se ne trovano in vendita a pochi euro), utilizzabile anche per il collegamento di adattatori OTG e quindi l’impiego di memorie flash USB.

Uno scatto in piena illuminazione del Foro Romano mostra la buona resa cromatica e la sostanziale assenza di rumore nel fotogramma.

L’apertura del diaframma va utilizzata con criterio, altrimenti si possono ottenere foto di qualità un po’ approssimativa. In questo caso sono riuscito a focalizzare abbastanza bene il rametto di orchidee.

Gli appassionati di “Food Porn”, che poi non è altro che la mania di fotografare e condividere sui social network le portate del ristorante, troveranno utile la modalità di scatto “Yummy” dell’Honor 8, concepita proprio per ottimizzare le foto fatte alle pietanze, in questo caso alla prova con un’appetitosa specialità della cucina peruviana.

Conclusioni

Honor 8 è un dispositivo molto completo, che può andare a coprire un ampio insieme di esigenze. Intriganti le rifiniture ed i materiali adoperati dal costruttore, che ne fanno un dispositivo davvero bello da vedere e utilizzare. Il prezzo molto interessante permette di portarsi a casa un apparecchio dalle caratteristiche eccellenti con una cifra che è praticamente la metà del valore di uno dei top di gamma che vanno per la maggiore.

Marco Meta


Ci è piaciuto

  • Prestazioni in generale
  • Ricezione segnale
  • Qualità voce
  • Autonomia

Non ci è piaciuto

  • Sensore luminosità ambientale poco preciso

Carta d’identità

  • Marca: Honor
  • Modello: 8 (FRD-L09)
  • Tipo: smartphone Android Dual SIM Full Active
  • Dimensioni: 145,5x71x7,45 mm
  • Peso: 153 g

Caratteristiche principali dichiarate

  • Sistema operativo: Android 6.0 (Marshmallow) con Emotion UI 4.1.
  • Frequenze di lavoro: 2G 850/900/ 1.800/1.900 MHz (entrambe le SIM) – 3G 850/900/1.700/1.900/2.100 MHz – 4G LTE.
  • FDD: B1/B2/B3/B4/B5/B6/B7/ B8/B12/B17/B20.
  • Traffico dati: GPRS/EDGE/UMTS/HSPA/LTE.
  • Connettività: Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac dual band 2,4 GHz/5 GHz, Bluetooth 4.2 BLE, microUSB Type-C 1.0, NFC.
  • Processore: Hisilicon Kirin 950 – 64 bit – octa-core (4×2,3 GHz, 4×1,8 GHz) + GPU Mali-T880 MP4. RAM: 4 GB.
  • Memoria interna: 32 GB (disponibile 24 GB).
  • Espansione memoria: microSD fino a 128 GB.
  • Display: LTPS multitouch capacitivo da 5,2” Full HD con risoluzione 1.920×1.080 pixel (423 ppi).
  • Batteria: 3.000 mAh.
  • Fotocamera principale: doppia (B/N + colore) da 12 megapixel (3.968×2.976) ciascuna con flash dual LED dual tone.
  • Fotocamera anteriore: 8 megapixel (3.264×2.448)

Distribuito da: Huawei Technologies Co. Ltd. – www.huawei.com

Author: redazione

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